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lunedì 26 dicembre 2022

quando sei tu il parente povero

La cuginanza, spudoratamente ricca perché lavora nell'edilizia e griffata dalla testa ai piedi, viene a trovarmi. Mio cugino cerca di spiegare ai figli chi sono e cosa faccio, ma a un certo punto si arrende: Antò, io sarò scemo ma ancora non ho capito tu che lavoro fai... — L'editore. — Va bene, questo è quello che racconti per rimorchiare. Ma poi nella realtà dove li prendi i soldi? — Quali soldi? — Mio cugino mi osserva dalla testa ai piedi, fissa i miei vestiti non griffati e dice: Ah già.

domenica 14 agosto 2022

c'è una tribù che balla

Sarà impressione mia ma credo di non aver mai visto così tante foto/video di gente che se la gode a un concerto come quest’anno. Due o tre anni fa erano le foto sullo yacht, e prima ancora erano le foto a cavallo di un elefante o di un cammello. Quest’anno invece è il concerto figo in cui splendidi ci si dimena sinuosi o si sorseggia occhieggiando spensierati all'obiettivo con un drink in mano. O si balla a più non posso. Persino i giochi sui social sono a tema: il tuo primo concerto, l’ultimo, quello preferito o quello che ti manca. Ogni anno pensiamo di essere diversi e infatti c’è una moda diversa a cui ci abbiniamo anche per le foto dei nostri selfie. Qual è il messaggio di quest’anno? Il messaggio è: “C’è una tribù che balla” proprio come cantava Jovanotti, che magari non è etico ma di tendenze ne capisce più di noi. E dove balla? Non necessariamente sulla spiaggia, basta il concerto dietro casa, meglio se è gratis, ma ormai si paga dovunque. Del resto le notizie del mondo sono così tragiche che o balli adesso, a qualunque costo, mentre la nave affonda, o non ballerai mai più, la sensazione è quella. Si balla sui carboni ardenti, insomma. Ma sempre fino alla prossima estate.

martedì 18 gennaio 2022

le sentenze

Incontro per strada un ex studente, ragazzo alla moda coi pantaloni attillati che gli arrivano sopra le caviglie, le scarpette bianche e nessuna traccia di calze. Non mi frega nulla della moda, semplicemente lo invidio perché io porto addosso dieci strati di roba e ho ancora freddo. Non so come faccia ma lo odio e glielo dico apertamente. Quello, unendo il danno alla beffa, mi fa: “Beh sai, l’età non aiuta…” poi mi saluta e si gira per andarsene. Ma proprio in quel momento scivola su una macchia d’acqua saponata sul marciapiede, che qualcuno ha rovesciato dopo aver lavato le scale di un palazzo, e casca di culo per terra con un tonfo. La morale di questa favola serve a ricordarci che Dio e grande e le sentenze, prima o poi, arrivano.

giovedì 15 luglio 2021

moda

Ieri ho scoperto che mio padre per sfottermi con gli amici mi chiama "u poete rebuscéte" (trad. il poeta sciatto). Detta così mi sembra quasi di far moda.

sabato 28 novembre 2020

saluto

Persone che vanno in giro con la mascherina al collo e quando le incroci se la tirano sul viso in segno di rispetto. Mi sono immaginato che fra cinquant'anni, quando si indosserà per convenzione, questo diventerà un gesto rituale di saluto come ai tempi di mio nonno ci si toglieva il cappello.

mercoledì 14 novembre 2018

le ultime tendende della gnocchitudine femminile su instagram

Mi sono appena accorto che, metà delle mie amiche gnocche su instagram, di recente hanno scoperto che per essere ancora più gnocche possono: a) mettersi a testa in giù facendo yoga e poi fotografarsi mentre stanno attaccate al muro o incastrate nello stipite di una porta; b) attaccarsi a una pertica e farsi riprendere in brevi video mentre girano su se stesse come sulla giostra. Le due posizioni non hanno nulla a che vedere l'una con l'altra, però richiedono credo molto impegno fisico. Tutto delle mie amiche, infatti, ispira gnocchitudine tonica e salutare. Si fanno guardare. Le altre mie amiche meno salutari o più pigre, invece, preferiscono pubblicare foto di poesie di poeti morti. Nessuna di loro, finora, ha ritenuto che pubblicare la foto di una mia poesia possa rappresentare una possibilbilità di avanzamento sociale nella scala della gnocchitudine. O non sono abbastanza morto o, forse, non sono abbastanza gnocco. Lo prendo come un dato di fatto, però non mi arrendo.

domenica 6 maggio 2018

poesie tristi

“Noi poeti del Sud siamo stati 'truffati' da gente come Cucchi, De Angelis e tutti quei milanesi che girano intorno allo Specchio, gente triste che scrive poesie tristi modellate sulle loro vite, che per molto tempo ci hanno spinto a credere che l’unica poesia possibile fosse la loro. Così ci siamo sforzati di imitarli, e imitandoli ci siamo rattristati anche noi, privando la nostra poesia di qualsiasi originalità e della possibilità di crearsi una propria strada.” 
Fra le tante cose che ha detto Franco Arminio nell’ultimo incontro che abbiamo fatto insieme durante Disimpegno. appunti intorno all'abitare c’è anche questa, che cito a memoria (quindi col beneficio del dubbio sulle sue parole esatte, ma il cui senso resta identico). Non sempre sono stato d’accordo con lui, ma in questo caso gli do piena ragione. E so di non essere il solo.

giovedì 12 febbraio 2015

domanda (2)

Ma io voglio capire, perché la gente a cui palesemente non piace Sanremo si guarda Sanremo tutte le sere per poi parlarne male? Lo fa 
a) appunto per parlarne male, perché parlare male di qualcosa è sempre divertente anche se alla lunga meschino? 
b) perché non sa che cacchio fare la sera e allora deve trovare un qualche modo per riempire quelle quattro ore? (dio mio, quattro ore!! moltiplicate per cinque giorni ci leggi tutto Guerra e Pace!!) 
c) sadomasochismo non dichiarato? oppure per campanilismo, perché gli piace quella cosa marrone? 
d) per constatare, con vivo senso civico/cinico, il decadimento della televisione italiana e quindi darsi una scusa per non pagare il canone? 
e) boh?

giovedì 1 gennaio 2015

messaggio di capodanno

vabbè basta ho deciso l'anno che viene me ne frego di fregarmene delle feste e per natale me ne vado all'estero anche io a cuba con gianni morandi oppure in india a cavalcare elefanti così vi mando le mie cartoline in costume sigaro e baschetto rosso oppure mentre cavalco gli elefanti o sniffo merda di elefanti arrotolata nella canapa indiana e voi vi sckiattate tutti d'invidia a immaginarmi al calduccio nel terzo mondo mentre voi qui il solito natale col panettone e lo spumantino e le lenticchie e napolitano a farvi i selfie mentre vi rotolate nella neve per fare i giovani e poi scrivete post sui social in cui vi lamentate della neve perché se c'è la neve allora non siete nemmeno liberi di andarvene dove volete oppure illudervi di stare a cuba o in india guardando le foto degli altri perché fa troppo freddo pure per sognare

domenica 31 agosto 2014

quarantenni

Le quarantenni non proprio illuminate dall’autoironia a cui cominciano a cascare le tette. Le incontri tutti i giorni al supermercato oppure in posta, che se la tirano per nulla, già sconfitte dal confronto quotidiano con le figlie modellate a loro immagine. Una volta erano belle. Te le immagino fra qualche anno, ancora saporite e buone per gli scopi del caso. Come le prugne. 
I quarantenni ad alto tasso erotico che sono in vista dell’ultimo grande amore di una vita, che sia la moglie del capo, una rumena ordinata per posta o un’amica dei figli sul modello di American Beauty. A tale scopo depilano il loro corpo, fanno palestra contro il tempo, qualcuno si tinge i capelli sempre più radi e li tira su all’ultima moda, come i porcospini da guerra.