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martedì 24 dicembre 2024

mozart

C’è tanta gente là fuori – lo so perché vi leggo – che si scandalizza o fa battutacce su Jovanotti che dice che Tony Effe e Mozart sono “colleghi” (non che sono sullo stesso livello, soltanto che fanno lo stesso lavoro); molti lo dicono senza nemmeno avere ascoltato l’intervista di Jovanotti, ma soprattutto – ed è peggio – senza nemmeno avere ascoltato Mozart, che da quel signore che era li avrebbe di sicuro apostrofati così: “Leccatemi il culo”.

lunedì 29 agosto 2022

vedi come gira il mondo

Ieri, su un sito ecologista, leggevo una notizia che credo sia una fake di quelle che riciclano all’infinito, ma ha il suo fascino, in cui un prof americano parla dell’esperienza di alcuni bambini portati in gita in un mattatoio, alla scoperta dei metodi di produzione alimentare. La settimana prima sono stati in una fabbrica di cioccolato, quella dopo vanno nel mattatoio. Da Willy Wonka ad Auschwitz nel giro di una settimana. Il prof osserva, con un misto di stupore e compiacimento sadico, come i bambini messi di fronte al reparto soppressione dei capi e poi macellazione delle carni hanno avuto delle violente crisi isteriche, piangevano, vomitavano. Com’è potuto succedere, si chiede il responsabile del reparto macellazione, eppure gli impianti erano perfettamente a norma, tutto igienizzato. E aggiunge il prof la cui saggezza sfiora punte di cinismo senechiano: è ora che quei bambini capiscano che cosa stanno mangiando e come gira il mondo. È un raccontino talmente paradossale che sono invidioso di non averlo scritto io. Sulla stessa scia, sempre ieri leggevo un post, questo certamente vero, del prof. Tozzi che dice di essere andato a parlare con Jovanotti in merito alla questione delle spiagge, riuscendo a costruire con lui un dialogo civile “come a volte succede fra sapiens” (questa espressione per me è bellissima) e subito sotto il post c’erano una lunga serie di commenti, alcuni di apertura altri di rimprovero, di persone che scrivevano: Lei mi ha molto deluso, pensavo che sarebbe andato lì a dirgli che pezzo di merda è, oppure: Ecco, anche lei si è lasciato comprare. Insomma, altro che salvare il mondo con la comprensione e il dialogo. Portate i vostri figli nei mattatoi, ascoltatemi, capiranno come gira il mondo.

domenica 14 agosto 2022

c'è una tribù che balla

Sarà impressione mia ma credo di non aver mai visto così tante foto/video di gente che se la gode a un concerto come quest’anno. Due o tre anni fa erano le foto sullo yacht, e prima ancora erano le foto a cavallo di un elefante o di un cammello. Quest’anno invece è il concerto figo in cui splendidi ci si dimena sinuosi o si sorseggia occhieggiando spensierati all'obiettivo con un drink in mano. O si balla a più non posso. Persino i giochi sui social sono a tema: il tuo primo concerto, l’ultimo, quello preferito o quello che ti manca. Ogni anno pensiamo di essere diversi e infatti c’è una moda diversa a cui ci abbiniamo anche per le foto dei nostri selfie. Qual è il messaggio di quest’anno? Il messaggio è: “C’è una tribù che balla” proprio come cantava Jovanotti, che magari non è etico ma di tendenze ne capisce più di noi. E dove balla? Non necessariamente sulla spiaggia, basta il concerto dietro casa, meglio se è gratis, ma ormai si paga dovunque. Del resto le notizie del mondo sono così tragiche che o balli adesso, a qualunque costo, mentre la nave affonda, o non ballerai mai più, la sensazione è quella. Si balla sui carboni ardenti, insomma. Ma sempre fino alla prossima estate.

mercoledì 10 agosto 2022

il mio lato intollerante

Ieri è venuta fuori la notizia che a Roma, in nome dell’altissimo rispetto che hanno nella capitale per la salute pubblica, vogliono ammazzare 130 cinghiali rifugiati in una struttura a norma, bruciandoli vivi con l’elettroshock. Stanno organizzando delle barricate per difendere quelle povere bestie. Intanto il mio lato intollerante pensa che se spostassero la mattanza di alcuni chilometri, sempre a Roma, e bruciassero con l’elettroshock alcune centinaia di porci incravattati che decidono le sorti del paese ci guadagneremmo tutti in salute, senza eccezioni o partiti di sorta. Lo dico ovviamente scherzando, perché non si augura la morte a nessuno, nemmeno ai maiali, ma intimamente confesso che ne sono convinto, sono sempre più convinto che la salvezza del mondo deve a volte necessariamente passare per la morte di alcuni. Però mi accorgo anche che se lo dico così posso essere classificato come un eco-nazista, nuovo trend dell’estate, e rischio di finire preso a male parole da Jovanotti, Dio me ne scampi.

lunedì 8 agosto 2022

numeri

A me di questa storia del Jova Beach Party che rovina le spiagge la cosa che più mi dà fastidio non è Jovanotti che fa la doppia morale, ma le 50 mila persone che vanno puntuali a ogni concerto giustificandolo nei numeri. Invece mi pare sempre più evidente che l’oggetto del contendere non sia la salvezza delle spiagge, ma la falsità di Jovanotti. Del resto lo dice l’articolo uno della costituzione: prima di tutto viene il lavoro, e chi se ne frega della salute delle spiagge quando c’è il lavoro? Sarà, a me comincia a sembrare troppo facile questo modello di pensiero per cui siamo sempre pronti a puntare il dito verso lo stronzo di turno, ma poi quando c’è da fare autocritica o boicottaggio stiamo zitti. La verità è una sola ed è semplice: vuoi salvare le spiagge? Allora boicotta il concerto. Perché se al concerto non ci va nessuno, il concerto non si fa, la spiaggia è salva. Invece tutti vogliono andare al mare, tutti al concerto perché il concerto sulla spiaggia è più figo, e se la colpa se la prende un altro meglio ancora. Forse non è nemmeno una colpa, perché manchiamo totalmente di sensibilità verso l'ambiente. E qui parlo per la Puglia, le nostre spiagge erano già zozze molto prima che arrivasse Jovanotti, e lo erano perché ci vanno i pugliesi, che sono zozzi perché vivono immersi nella bellezza della natura fin da quando sono nati, senza essersela conquistata, e per questo non la rispettano come dovrebbero. Come mi disse una volta un friulano che viveva in montagna e faceva il bagno in un fiumiciattolo sassoso, ma limpido: Chi ha i denti non ha il pane e chi ha il pane non ha i denti.

sabato 5 febbraio 2022

la poesia in tv

Ho visto Jovanotti che dice ora leggo un poeta e confesso che sono stato quei cinque secondi che ho trattenuto il fiato pensando irrazionalmente "Ora legge me, ora legge me, ora cambia la mia vita!" poi ha letto la Gualtieri e sono morto di invidia pensando che ora la Gualtieri schizzerà nell'iperspazio delle vendite proprio come successe alla Szymborska con Saviano da Fazio, e penso a questa ingiustizia che a farsi i soldi con la poesia sono sempre gli stessi, ovvero Einaudi (che pubblica la Gualtieri) e non certo noi che stiamo in basso e veniamo presi per scemi o martiri del sistema. E volevo dire che, come si vedrà nei prossimi giorni sui giornali, non è vero che con la poesia non si possono fare i soldi, ma per farli serve un testimonial importante che te la dice in TV, che ti ricorda che esiste. In ultimo ho pensato che Jovanotti con la barba assomigliava un po' a Pierluigi Cappello, che pure conosceva, e con tutto il rispetto per la Gualtieri che è brava, mi è dispiaciuto che non abbia recitato lui, che forse se lo meritava un po' di più, anche se forse Cappello non è un poeta adatto allo spettacolo.

sabato 2 ottobre 2021

i giovani

Leggendo vari post e giornali mi sembra ci sia una sorta di contraddizione nel modo in cui vengono pensati/raccontati i più giovani rispetto ai problemi del mondo. Da una parte si irridono quelli che cominciano a interessarsi alla crisi ambientale (con o senza Greta) come viziati incapaci di sacrificarsi e rinunciare ai loro privilegi per salvare il mondo, dall’altra quando si fanno le stime sulle vaccinazioni in corso si indicano proprio quei giovani come quelli più “maturi” e decisi ad accettare il rischio del vaccino rispetto ai loro genitori che saranno anche meno viziati, ma di certo sono anche più sospettosi di tutto e tutti, e meno collaborativi nell’idea di “comunità”. Come sintetizzava Jovanotti in una bella canzone di quando facevo il liceo: “I giovani sono dentro i sondaggi catalogati in percentuali, i giovani stanno bene, i giovani stanno male”. Alla fine chi li ferma è perduto.

mercoledì 7 febbraio 2018

appunto

Appunto per una recensione che stabilisca i possibili punti di contatto e le necessarie distanze fra Buon Sangue di Lorenzo Cherubini (2005) e Il Sangue Amaro di Valerio Magrelli (2014), in barba a tutta la critica snob e per il solo piacere di fare un bagno di sangue a parole. Possibilmente farla uscire per Pasqua, in tema di resurrezione. 

Mi lavo i denti in bagno. 
Ho un bagno. 
Ho i denti. 
Ho una figlia che canta 
di là dalla parete. 
Ho una figlia che ha voglia di cantare 
e canta. 
Può bastare. 

(Valerio Magrelli)