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giovedì 14 marzo 2024

annacquare la crisi climatica

Pare che a differenza di ciò che si crede, o addirittura si stigmatizza dicendo che ci vogliono solo terrorizzare con la paura di una crisi climatica per meglio controllarci, fatte le debite analisi negli ultimi due anni si parli molto meno di ambiente e clima, o meglio ancora si adotta una strategia di disinformazione per cui se ne parla tanto ma in maniera molto più superficiale e diluita, o annacquata, e spesso assai rassicurante – secondo la nota formula del bastone e la carota: il problema c’è ma si può curare – e limitando o addirittura censurando gli approfondimenti più seri, e questo perché la nostra stampa è sponsorizzata per la maggior parte da aziende legate alla produzione di combustibili fossili. In Italia, sostiene Greenpeace, l’unica testata di informazione che supera la sufficienza quanto a libertà di informazione è Avvenire, ed è tutto dire che il più libero dei giornali sia anche il meno laico. Non so bene che significhi, ma sono sicuro che qualcosa c’entri.

domenica 4 dicembre 2022

coraggio

Sapere che oggi in Iran hanno soppresso la polizia morale è una di quelle cose che ti fa star bene, che ti fa sperare come non è vero quanto ci raccontano e a volte ci raccontiamo, che per quanto forze soverchianti provino ad annicchilirci e sottometterci chiudendo la nostra mente in un sistema perverso che pare escluderci da qualsiasi scelta, o rinuncia, od uscita, non tutto è perduto, che se ci si oppone con fermezza e coraggio, senza cedimenti, si può abbattere anche il potere più subdolo e feroce.

venerdì 25 novembre 2022

umiliati e no

Ieri, non so come hanno fatto, in Russia, dove si fanno le cose in grande, sono stati capaci da una parte di bombardare Cherson, in Ucraina, uccidendo 4 persone e ferendone 10 perché l’Ucraina “non vuole la pace”, che detta così mi ricorda sempre quella scritta nei negozi “per colpa di qualcuno [Zelensky] non si fa credito a nessuno” e dall’altra di emettere una nuova legge interna, che puzza di estremismo religioso, che amplifica il campo punitivo contro la comunità LGBT vietando di fatto la “promozione di relazione sessuali non tradizionali” in qualsiasi ambito, dall’arte alla letteratura fino all’informazione, a internet e alla pubblicità, perché se non se ne parla l’omosessualità non esiste – ma se anche esistesse e decidessi di eliminare un problema di cui non si può parlare, allora non esisterebbe nemmeno un’opinione pubblica, né una punizione adeguata per chi lo elimina. Nessuna umiliazione, insomma, per usare una infelice espressione nata sempre ieri. Nello stesso giorno, dall’altra parte del mondo, Twitter ha ridato la parola a Donald Trump che rimane uno degli stronzi più pericolosi del pianeta, e intanto che il nostro ministro dell’istruzione rimarcava l’importanza di suddetta umiliazione nella scuola, in Iran un popolo umiliato dal potere dell’estremismo religioso fa la rivoluzione e fra le vittime (416 in tutto) si contano ben 51 minorenni. Non abbastanza umiliati.

lunedì 29 agosto 2022

vedi come gira il mondo

Ieri, su un sito ecologista, leggevo una notizia che credo sia una fake di quelle che riciclano all’infinito, ma ha il suo fascino, in cui un prof americano parla dell’esperienza di alcuni bambini portati in gita in un mattatoio, alla scoperta dei metodi di produzione alimentare. La settimana prima sono stati in una fabbrica di cioccolato, quella dopo vanno nel mattatoio. Da Willy Wonka ad Auschwitz nel giro di una settimana. Il prof osserva, con un misto di stupore e compiacimento sadico, come i bambini messi di fronte al reparto soppressione dei capi e poi macellazione delle carni hanno avuto delle violente crisi isteriche, piangevano, vomitavano. Com’è potuto succedere, si chiede il responsabile del reparto macellazione, eppure gli impianti erano perfettamente a norma, tutto igienizzato. E aggiunge il prof la cui saggezza sfiora punte di cinismo senechiano: è ora che quei bambini capiscano che cosa stanno mangiando e come gira il mondo. È un raccontino talmente paradossale che sono invidioso di non averlo scritto io. Sulla stessa scia, sempre ieri leggevo un post, questo certamente vero, del prof. Tozzi che dice di essere andato a parlare con Jovanotti in merito alla questione delle spiagge, riuscendo a costruire con lui un dialogo civile “come a volte succede fra sapiens” (questa espressione per me è bellissima) e subito sotto il post c’erano una lunga serie di commenti, alcuni di apertura altri di rimprovero, di persone che scrivevano: Lei mi ha molto deluso, pensavo che sarebbe andato lì a dirgli che pezzo di merda è, oppure: Ecco, anche lei si è lasciato comprare. Insomma, altro che salvare il mondo con la comprensione e il dialogo. Portate i vostri figli nei mattatoi, ascoltatemi, capiranno come gira il mondo.

martedì 19 luglio 2022

esserci per raccontarlo (forse)

Oggi data storica da registrare, l'Inghilterra ha raggiunto i 40 gradi e la Francia i 42, avvicinandosi a quelli delle colonie su cui per decenni hanno imperato. Per dire, nel Sudan di Abdel Wahab queste sono le medie di primavera. Il mondo così fa un altro piccolo passo verso la globalizzazione con l'adeguamento delle temperature, e noi un giorno potremo dire che c'eravamo.

domenica 10 ottobre 2021

re sole e il buio

Altre due notizie contrastanti dal Tg. Da una parte l'immagine sprezzante di Trump, a nemmeno un anno dalla sconfitta, che torna in un bagno di folla, alla quale racconta che il virus è stato una frottola dei media creata apposta contro di lui: Trump dunque come il Re Sole, centro dell'universo per cui se si inventano un virus letale che affligge il mondo è soltanto per contrastare il suo potere. Dall'altra, tremenda, l'immagine del Libano oscurato, costretto al blackout totale, retrocesso al buio della notte per il fallimento dello Stato.

martedì 13 luglio 2021

un gesto sportivo

Ogni mattina guardo la rassegna stampa in Tv e per metà mi spengo, mi passa la voglia di vivere. Non certo per il Covid, ma per tutto quello che c'è intorno e che c'era anche prima, i reati contro l'ambiente in aumento, il tiraemolla infinito sull'Ilva, il bambino di sei anni a cui hanno sparato, l'evasione fiscale a go-go, quei poveri emigranti che continuano a muoversi in mare, nell'indifferenza di quasi tutti, per finire come schiavi nelle nostre piantagioni... L'altro giorno una giovane ragazza scriveva che ci meritiamo l'estinzione, prima o poi lo abbiamo detto tutti. Io penso che l'estinzione no, ma forse la retrocessione sì, ce la meritiamo. Toglierci anche noi la medaglia dei primi dal petto, ma solo per dire che non contiamo più un cazzo e farlo finalmente respirare questo mondo. Sarebbe un gesto molto sportivo.

giovedì 3 dicembre 2020

censura

Oggi mi pare che le due notizie principali dal mondo riguardino i territori sotto l'influenza della Cina. A Hong Kong, proprio oggi è stato arrestato Jimmy Lai, editore del quotidiano Apple Daily ed attivista, attraverso il suo giornale, per la democrazia in Cina. In Algeria, invece, la cui economia è ormai da tempo soggetta alla politica economica cinese, il governo ha sospeso ieri due siti d’informazione, Twala e Casbah Tribune, nell’ambito di un'operazione contro la libertà di stampa. Sempre in Algeria, nel corso dell’anno sono stati fermati altri giornali online e molti giornalisti e blogger sono stati condannati o sono attualmente sotto processo. Se questo è il modello che a breve detterà legge nel mondo (visto che la Cina si prepara a prendere il posto degli USA, e visti anche gli esempi di Russia, Turchia, Brasile e i tentativi di Trump di mettere il bavaglio ai giornalisti americani) c'è da stare molto molto attenti.

martedì 13 ottobre 2020

autonomia e secessione

Sono tre giorni che è venuta fuori la notizia che in Lombardia non ci sono vaccini antiinfluenzali, situazione che rischia di tramutarsi in un nuovo disastro medico per moltissimi anziani. Da più parti si ascoltano appelli al venirsi incontro fra regioni in questo difficile momento. E senza contare i già innumerevoli problemi nel sistema scolastico. Eppure, esattamente un anno fa, 2019, pre Covid, la stessa Lombardia insieme al Veneto e all'Emilia Romagna chiesero e si mossero fortemente per ottenere l'autonomia, ovvero una secessione irreversibile dal paese (complici Lega e PD), così da non condividere le proprie risorse con le altre regioni "inefficienti" dell'Italia (definizione di Fontana). Se quel progetto insano fosse andato in porto, oggi altro che chiedere aiuti allo Stato e alle regioni per avere dei vaccini necessari, la Lombardia da sola sarebbe completamente affondata. E il bello in tutto questo è che il Veneto, che invece i vaccini ce li ha eccome, da bravo complice in quella follia, sarebbe stato fermo a guardare, a guardarli affondare tutti, proprio in nome di quell'autonomia per cui l'unica cosa che conta è il mio, o come diceva Verga, la roba.

mercoledì 1 luglio 2020

cultura dello stupro


"E poi non venite a dire che un clandestino vi ha violentate classiche ragazze pagate dalla sinistra..." scritto a due ragazze, di 18 e 22 anni, per aver mostrato dei cartelli civilissimi contro Salvini a Codogno. E non uno solo, ma 13.000 persone! 13.000 adulti contro 2 ragazzine. E se non è cultura dello stupro questa, io non so cosa sia.

sabato 7 marzo 2020

qualcosa sta cambiando

Viviamo in un periodo talmente assurdo e per certi versi orribile ed estremo che, mentre da una parte si invoca l’asetticità dei rapporti – stare a un metro di distanza gli uni dagli altri per evitare il contagio, stare chiusi in casa esasperando la propria dipendenza dal PC, evitare assembramenti pubblici o qualsiasi tipo di socialità in nome del bene comune, e già detto così fa fantascienza (basta leggere uno dei romanzi di John Brunner per capire come andrà a finire) – dall’altra, a poche centinaia di chilometri da casa, sul confine greco-turco ci si massacra in battaglia con le pietre e con gli idranti, a mani nude, per impedire ai fuggiaschi siriani di passare il confine, nell’indifferenza o nell’ostilità dell’Europa. La Grecia, che fa la cattiva, è lo stato più povero dell’Unione: ribadendo come quella in atto sia una guerra fra poveri e come, dove c’è povertà, c’è odio. Qualcosa sta cambiando a livello radicale nel mondo, e se c’è una cosa che questo virus ci sta dimostrando, ma si era già visto pochi mesi fa con Greta Thunberg, è che noi non siamo pronti al cambiamento, anche se ci rendiamo conto del suo estremo bisogno. Qualcuno si opporrà e qualcuno sfrutterà le cose a suo vantaggio, ma come già cantava Dylan nel 1963, quelli che non capiranno in tempo cosa succede, quelli che non si adatteranno al cambiamento, quelli verranno lasciati indietro, abbandonati per strada senza pietà.

mercoledì 3 ottobre 2018

incazzarsi

Quando uscì la mia ultima racconta di poesie, due anni fa, in molti mi dissero che non capivano tutta quella rabbia, quella acredine. A me, ogni volta che guardo un tg (ieri era l'arresto di Lucano, oggi l'ergastolo per sei giornalisti in Turchia e Traini che dice che lui non è razzista, sono gli altri a essere negri), a me ogni volta piglia l'identica rabbia di allora, sono dieci anni che mi incazzo e mi faccio il sangue amaro per tutto, senza speranza di migliorare, e non capisco come faccia a non incazzarsi chi si informa anche solo un minimo su come vanno le cose.

sabato 18 agosto 2018

i vermi

Per una serie di motivi tecnici, ho passato gli ultimi due giorni fuori dal mondo, scollegato da qualsiasi notizia, situazione per cui, mi accorgo adesso, non ho ringraziato abbastanza il cielo. Le poche volte che mi è riuscito di connettermi le uniche notizie che mi sono arrivate riguardavano la scomparsa di qualcuno, oppure il modo in cui i funerali delle vittime del ponte di Genova hanno scosso l'opinione pubblica. Morti che, da ciò che ho visto nelle ultime ore, hanno diviso l'opinione pubblica in due grosse fette di share: da una parte chi li ritiene vittime di Stato (quale stato in particolare e dove stia andando, è tutto da capire), dall'altra chi, fra parentesi calcistiche, tifoserie varie e selfie con gli amici, ribadisce in maniera assai pratica che se la faccenda è seria, è anche vero che i morti, proprio come gli ospiti, dopo tre giorni puzzano. Il Paese diviso, sommerso di cadaveri, in ogni caso non si ferma, ed esprimere la propria opinione – la mia opinione compresa, ora che so e non posso astenermi dal dirla – è più importante che fermarsi per far silenzio. Perché esprimersi è esserci, in qualche modo. E anche lì dove i morti giacciono, i vermi brulicano sulle carcasse, si nutrono di loro e riaffermano le leggi della vita che da sempre non conosce dignità, ma preme nella carne per esistere.

mercoledì 23 maggio 2018

senza infamia

Stamattina il mondo social che mi si è costruito intorni negli ultimi anni è diviso fra chi piange Roth, chi ricorda Falcone e chi beatamente non sa né del primo né del secondo. E, almeno per il primo, non è detto che sia poi una tale infamia.

martedì 16 gennaio 2018

necrologi

“Sckítte cure pùrke de Napolitano nan ce sckàtte mè u sícchie!” dice mio padre, commentando il Tg che dedica un servizio alla morte di Dolores O’Riordan che è più lungo di quello per la visita del Papa in Cile dove lo stesso si scusa per gli abusi sui minori, perpetrati dai preti.

domenica 31 dicembre 2017

proposta al mio paese per il nuovo anno


La mia pusher di fiducia mi segnala questa notizia: a Corato hanno adottato un poeta. Ecco, se il mio bel comune (che, diciamolo, non ha nulla da invidiare a Corato) come proposito e saggio investimento per il 2018 volesse adottarmi io non avrei nulla in contrario. Anzi, prometto di evitare tutte le inutili smancerie, i tira e molla, i te la do non te la do che caratterizzano troppi artisti che non sanno cosa vogliono dalla vita, e firmerei al volo, qualsiasi area politica proponesse la cosa. Per il mio paese e per la pensione di genialità farei questo e altro.

martedì 20 settembre 2016

andare lì

Ho appena sentito (ma ancora non ci credo) un servizio al Tg sul fatto che Gianni Morandi domenica mattina è andato a fare la spesa con la famiglia, e che c'è stata gente (tanta) che per questo si è arrabbiata con lui e lo ha insultato, dicendo che è per causa sua e di gente come lui che va a fare la spesa domenica mattina, che c'è lo sfruttamento del lavoratore e Marx ha dovuto scrivere Il Capitale, che ci siamo dovuti sorbire nell'ultimo secolo e mezzo e che adesso ci viene pure riproposto (non richiesto) nelle lezioni di Diego Fusaro. Insomma Morandi alla fine, in lacrime, si è scusato perché per causa sua e dei suoi cazzi domenicali (di cui non può fregarci di meno) adesso abbiamo tutti Fusaro. E io che pensavo che la cosa più straordinaria della mia giornata fosse la mail che ho ricevuto prima da Gandalf il Grigio che mi chiedeva se ero mai stato lì, proprio lì, linkandomi il sito di un puttanone russo, vera espressione di dove è andato a finire il marxismo oggi, ho dovuto ricredermi. Scopro così che lì, lì, proprio lì dove dice Gandalf il Grigio, io ci stavo già dentro da un pezzo, o almeno da domenica scorsa, ma serviva un servizio insulso al Tg per aprirmi gli occhi. E Gandalf il Grigio, che tutto sa e mi compatisce, mi augura tante belle cose per il futuro.

domenica 17 luglio 2016

notizie dal mondo

Guardo, turbato, il tg. Da una parte del mondo (la parte giusta) la caccia all’islamico per l’attentato di Nizza (84 morti); l’incidente ferroviario fra Corato e Andria (27 morti) che esige pesantemente un colpevole (il «maledetto binario unico»); l’Inghilterra postcoloniale, posteuropea e un poco razzista che ricaccia indietro gli immigrati e si avvia con orgoglio al suo declino. Dall’altra parte del mondo (la parte sbagliata) i gravissimi fatti in Turchia che lentamente si trasforma in dittatura in un bagno di sangue (265 morti, 6000 arresti, ripristino della pena di morte, accuse di cospirazione agli Stati Uniti, avvio della repubblica presidenziale): tutto quanto nel silenzio dei Paesi Democratici e in nome della democrazia. Da una parte del mondo (la parte sbagliata) Qandeel Baloch, modella pakistana, viene uccisa a 26 anni da suo fratello perché eccessivamente libera e disinibita per lo spazio che la morale del suo paese concede alle donne, spazio che lei si è conquistata sui social, fino a diventare un punto di riferimento per altre ragazze. Dall’altra parte del mondo (la parte giusta) migliaia di ragazzini rincretiniti dai social corrono a branchi, calpestandosi l’un l’altro, o incuranti del traffico sotto le macchine, perché incapaci di guardare oltre lo schermo del proprio smartphone, all’inseguimento di un Pokemon. E il giornalista sorride divertito della cosa, come se fosse un gioco.

sabato 19 settembre 2015

sangue

Mio fratello si sveglia nella stanza sul retro poco prima dell’alba e sente i rami picchiettare contro la finestra del piano di sopra. Fine estate del ’45 ed tornato a casa da una guerra. Aspetta che la luce allaghi la stanza quando si alza un grido, la mia voce in sogno. Più tardi insieme scorrazzeremo per i campi al limitare della città mentre l’erba ci fischia intorno. Non mi chiederà se fosse mio il grido che ha sentito; invece mi seguirà nelle boscaglie ombrose dove vado sera dopo sera a conversare con radici ritorte e rampicanti. Altri vengono in coppia in inverno a respirare il cielo gelato, in primavera per gli aromi della terra, ragazzi e ragazze in cerca di se stessi. Mostro a mio fratello un fitto nido di uova infrante, la tana appena scavata dal topo di campagna. L’oscurità comincia a raccogliersi tra i rami, i venti si levano fino a che i boschi piangono la fine del giorno. Ci dirigiamo verso casa parlando di progetti per l’anno a venire. È ancora estate anche se le stagioni ci soffiano intorno – pioggia e nevischio in agguato nell’aria grigia che respiriamo – il futuro che viene verso di noi nell’ombra nera dell’olmo, due fratelli – quasi un unico uomo – tenuti insieme da ciò che non possono condividere. 

[Philip Levine, traduzione Giuseppe Strazzeri, Notizie del mondo, Mondadori 2015, pag. 67, 69]

venerdì 18 settembre 2015

yakov

Mio zio mi raccontava della baracca nella foresta, la sua casa per anni – trentacinque o più – ha perso il conto. Da miglia di distanza nel discendere la valle mentre la sera si raccoglieva nei rami di larice e di quercia sentiva l’odore del fumo di legna, il filo sottile che lo riportava sempre a casa. «Il silenzio, era tutto, era ogni cosa.» Persino i lupi, mi diceva, si muovevano tra gli alberi trattenendo il fiato. I merli sparivano ore prima del tramonto. La neve cadeva solo al buio così che all’alba il mondo era nuovo. Come viveva, cosa mangiava, come si vestiva, con chi parlava, cosa condivideva, non lo disse mai. Il primo fumo avvistato, il silenzio, i lupi invisibili, le loro orme stampate nella neve, le quotidiane sparizioni, il sole che sorgeva, il sole che moriva, l’assenza di un’altra voce, di una qualunque voce umana, questi i suoi compagni, la sua Siberia. La sua Detroit era ben altro: nel retro dell’Autoricambi una lampadina oscillava nuda su di lui mentre chino sul mestiere sbagliato nel posto sbagliato faceva il proprio ingresso nell’epica non scritta del tedio, una sigaretta in una mano, tre dita superstiti nell’altra. Yakov, il mio vecchio socio d’officina, un giorno appese il suo grembiale, posò guanti e polsiere, e si dileguò in fumo. Se comparisse ora alla mia porta nel suo viaggio diretto verso il nulla gli darei il bentornato con vino nero e pane nero, un bicchiere di tè, un pavimento di assi per dormire, e la speranza che il nuovo giorno gli porti la musica del silenzio. 

[Philip Levine, traduzione Giuseppe Strazzeri, Notizie del mondo, Mondadori 2015, pag. 35, 37]