Ho letto poco fa il commento di una donna a un post sull’Ucraina il cui la donna, a favore della pace, diceva sostanzialmente che noi occidentali siamo talmente imbevuti di propaganda da credere, fra le altre, alle storie di stupri delle truppe russe sui civili ucraini, e che “non ci sono prove degli stupri” diceva. Ci sono rimasto. Primo perché, da che mondo è mondo, la prima cosa che fa qualsiasi esercito in una guerra è stuprare i civili; lo fanno tutti, non solo i russi (che conoscono bene questa pratica: basta informarsi su cosa hanno fatto in Germania durante la seconda guerra mondiale), ma anche gli italiani in Grecia e in Africa (Montanelli non era l’eccezione, era la regola), gli americani in Asia, i francesi di Napoleone, gli spagnoli in America, lo facevano gli antichi romani e i greci alla base della nostra cultura, e andando a ritroso nel tempo dubito si possa trovare una qualsiasi civiltà che non abbia avvalorato “l’efficacia” dello stupro in guerra. E mi fa specie, in secondo luogo, che lo dica proprio una donna e proprio in nome della pace, con tutta la cultura dello stupro che si respira oggi nel mondo e con tutte le lotte in corso per la difesa di diritti fondamentali legati alla dignità della donna (vedi l’Iran). Una donna che scrive “non ci sono prove degli stupri” di soldati ecco, a pelle mi sembra quasi un controsenso. Tutto si può dire su Russia e Ucraina secondo me, e io non pretendo di avere ragione in merito, tranne che in una guerra non ci sono stupri a decine, ed è innanzitutto per questo che si dovrebbe lavorare per la pace, non pro questo o contro quello, ma per evitare che un qualsiasi soldato si senta in diritto di stuprare, rapinare o uccidere un altro essere umano. Se non lo si fa per questo, perché si dovrebbe scendere in piazza? A volte, invece, da certe cose che leggo, mi sembra davvero che si vada a dimostrare per idee di civiltà così alte che ci si scorda proprio le persone.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
domenica 6 novembre 2022
venerdì 29 aprile 2022
stupri di guerra
Linko QUI un articolo che parla di stupri di guerra. Parte dagli stupri commessi in Ucraina negli ultimi due mesi e si allarga a quelli di tutti i conflitti del mondo; perché se è vero che le guerre sono tutte schifosamente uguali, è anche vero che la violenza degli uomini lasciati liberi di dare sfogo ai propri istinti ne è la costante. E hai voglia a prendersela coi potenti di turno, qui c’è solo un uomo che ammattisce per l’odore del sangue e quasi mai viene punito. L’unica cosa che cambia, di volta in volta, sono le vittime prese da sole, col loro personale vissuto che verrà messo alla prova da questo orrore. Ecco il vero punto del discrimine, secondo me, di ogni possibile discussione, mettendo da parte gli alti ideali o il realismo politico. Ma tu a una giovane donna disarmata a cui un soldato punta una pistola alla testa, le mette il cazzo in bocca e poi la stupra più volte perché è uno sfigato a cui quella ragazza ricorda una compagna che sognava di farsi a scuola, a quella donna cosa le dici, dopo: di mettere da parte la rabbia e il dolore perché dobbiamo evitare una escalation, che a qualcuno doveva toccare ed è stata sfortunata sulla tombola della vita, che è tutta colpa della Nato che ha provocato la Russia sul confine, che Putin è un macellaio, che è meglio vivere sotto dittatura che essere morti? Io non lo so cosa le direi perché qualsiasi risposta data da una posizione diversa dalla sua, ovvero in ginocchio con una pistola alla testa e un cazzo spinto in bocca, mi suonerebbe falsa. Una delle pochissime cose buone che sta emergendo con questa guerra, spiega l’articolo, è che proprio per la sua particolarità geopolitica, così prossima all’Europa, si sta forzando la mano perché gli stupri di guerra diventino da anonimi dei crimini punibili sfruttando le nuove tecnologie per la raccolta delle prove. Ci voleva l’Ucraina, insomma, per arrivare a questa forma di giustizia.
