Ascoltavo adesso Travaglio in un video pubblicato oggi da Luca Sommi (lo linko nei commenti), e in cui dice delle cose che secondo me contengono delle contraddizioni, ma forse non le ho capito io, per cui chiedo delucidazioni a chi ne sa più di me. Prima cosa: Travaglio dice che, nell'ipotesi di una pace con la Russia, non ci sarebbe migliore garanzia per l'Ucraina di svendere le proprie terre rare agli Americani, perché allora gli stessi americani porterebbero le proprie imprese in Ucraina e non permetterebbero mai un attacco che crei problemi ai propri affari. La mia domanda è: c'è chi dice che questa guerra è cominciata per colpa della Nato che è avanzata in Ucraina, adesso però la guerra dovrebbe finire perché di fatto gli Americani si vogliono trasferire lì, colonizzandola al posto dei Russi. Quindi se ho capito la Nato ai confini con la Russia non è garanzia di pace, mentre gli Americani ai confini con la Russia sì: è questo il senso del discorso di Travaglio? E tutta quella stronzata sui missili a Cuba allora, che senso aveva? Seconda cosa: Travaglio è contro il riarmo europeo, e anche io lo sono se può consolare qualcuno. Ma dice anche che tutto questa paura è stupida perché oggi c'è Putin che non ha interesse a riprendere la guerra; poi però aggiunge che Putin è "il peggio" che finora abbiamo considerato, ma nulla ci vieta di pensare che domani in Russia ne possa salire al potere un altro molto peggio di lui, e proprio Travaglio fa l'esempio di Prigožin a cui, se fosse riuscito il golpe, oggi Putin ce lo farebbe rimpiangere. Lo dice Travaglio questo, mica un pizza&fichi. La mia domanda a questo punto è: ma se è possibile, perché persino Travaglio dice che è possibile, che in uno stato come la Russia salga al potere uno peggio di Putin, chi ci dice che poi questo peggio non voglia riprendere o allargare il conflitto? E non lo scrivo perché ci spero, o voglio un riarmo europeo, che invece ripeto non voglio. Me lo chiedo e basta, e lo chiedo anche a tutti coloro che oggi dicono che un riarmo non ha senso, ma in effetti considerano soltanto Putin, che è soltanto una delle tante pedine sulla scacchiera.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
lunedì 10 marzo 2025
mercoledì 19 febbraio 2025
vangelo
Ieri Trump ha detto in una intervista, rispondendo a Zelensky, che se l'Ucraina voleva partecipare al tavolo per la pace non avrebbe dovuto "cominciare questa guerra"... Che è una fesseria da qualsiasi posizione la si ascolti. Se gli USA/Nato non c'entrano nulla con la questione allora la guerra l'ha cominciata la Russia, se invece c'entrano allora la guerra l'hanno cominciata proprio loro... Invece pare che adesso stiano scaricando tutta la colpa sull'Ucraina e sullo stesso Zelensky, come qualcuno aveva già previsto, per aggirarli nei trattati. Del resto il sottinteso di quel "cominciare" è probabilmente che l'Ucraina ha sbagliato a "contrattaccare", se avesse accettato pedissequamente l'occupazione tutto questo non sarebbe successo... In fondo lo dice anche il Vangelo: "A chi ti schiaffeggia, tu porgi l'altra guancia; a chi ti toglie il mantello, non rifiutare la tunica. Dà a chiunque ti chiede; a chi ti prende ciò che è tuo, non chiedergli nulla in cambio". Quanti di noi lo hanno fatto di recente?
martedì 18 febbraio 2025
pace?
A me pareva già una stronzata l’incontro per la pace dell’estate scorsa a Lucerna, fatto senza la Russia (e con Biden assente), e mi sembra una stronzata quello di oggi senza l’Ucraina. Per il semplice motivo che la pace, se davvero vuoi la pace, si fa tra i litiganti, non con il terzo che gode, non con l’arbitro che come da tradizione è sempre cornuto. Poi possiamo tirare fuori tutte le motivazioni geo-fanta-politiche sulle cause del conflitto, su come sono andate le cose, su chi ha ragione e chi ha torto, su chi fa gli interessi di chi, possiamo tirare in ballo i millemila motivi per cui quello è più vittima di questo, o più cattivo, o più fantoccio, ma se vuoi la pace fra due stati, si fa un tavolo coi due stati che stanno combattendo, per farli parlare alla pari, per mitigare l’odio, rivedere le posizioni e salvare il salvabile con un minino di dignità necessaria per entrambi. Almeno se, come si dice, quello che ci sta a cuore – ma da ciò che leggo non ne sono per nulla convinto – è salvare vite o risarcire le migliaia di vittime di questo conflitto.
sabato 9 dicembre 2023
la pace al tempo dei social
Parlando ancora di violenza delle intenzioni, ho appena letto il post di un noto scrittore pacifista che chiedendo “pietà per il popolo ucraino”, i cui soldati racconta si danno prigionieri ai russi per non morire di stenti e i russi, paradossalmente, gli aiutano come possono, magari dividendo con loro il rancio, che ne so, in una visione che a me ricorda un po’ certi film neorealisti dove tutti alla fine si scoprono umani e vittime della guerra, i fascisti e gli antifascisti, i soldati tedeschi e gli italiani in montagna, tutti uguali di fronte al potere che impesta il mondo e li costringe a scelte di campo in cui alla fine non crede nessuno perché alla fine sono tutti impegnati a sopravvivere; ecco, sotto questo post a suo modo così accorato, i commenti di chi segue questo scrittore pacifista dicono più o meno: “gli ucraini se lo meritavano”, “se la sono cercata”, “sono tutti nazisti” (ma proprio tutti, l’intera popolazione ucraini composta da 43 milioni di persone) e per questo, sottinteso, “si meritano di venire annientati dai russi” e anche, se occorre, trucidati. E questo è scritto sotto il post di un noto pacifista che intanto prega per Gaza. Pensa tu, adesso, mi sono detto, se fosse stato un guerrafondaio, finiva che invece di armare gli ucraini, come spesso si rimprovera, la bomba atomica gliela lanciavano direttamente noi addosso, per toglierceli dalle scatole una volta per sempre.
domenica 5 novembre 2023
risolvere il problema alla radice
Chissà perché, mi chiedevo oggi guardando il Tg, quando un cretino di ultradestra vuole risolvere un problema alla radice o dare una prova di forza muscolare quanto inutile, la prima cosa che gli viene in mente di dire è "mo lanciamo una bomba nucleare", gonfiando il petto come un tacchino. Non si capisce più se è coglionaggine del singolo individuo o cultura del pisello duro multifunzionale, visto che queste persone devono di sicuro essere convinte che il loro pisello abbia anche un aspirapolvere incorporato, perché lo sanno tutti che se lanci una bomba nucleare poi di polvere e macerie ne fai un sacco, e qualcuno la dovrà anche pulire un giorno quella polvere, decontaminare, altrimenti non serve più a nessuno: vedi quei poveracci in divisa che si sono avvelenati l'anno scorso a Chernobyl e fatti venire tutti un tumore perché nessuno ha spiegato loro che se un terreno è contaminato dalle radiazioni dopo non può andarci a vivere più nessuno, che sia israeliano o russo, o arabo o americano o coreano o qualsiasi altra razza ti venga in mente di dire: si ammalano tutti allo stesso modo in quanto umani. Di fatto, io a una donna, persino di ultradestra, "mo lanciamo una bomba nucleare e risolviamo il problema alla radice" non l'ho mai sentito dire.
martedì 18 luglio 2023
napule è
Ho fatto un peccato grande come una casa lo so, ma quando ho letto la notizia di Jorit che per fare un murales per la pace ha copiato la foto della figlia di un’altra artista senza nemmeno informarla (volesse mai il cielo che mi chiede dei soldi!), inventandosi però la storia che quella da lui ritratta era una bambina del Donbass cresciuta nella guerra, poi una volta sgamato ha detto che aveva preso degli “elementi” di quell’altra bambina australiana scaricata da Internet perché la prima bambina, quella che ha vissuto la guerra, non era abbastanza fotogenica da venire bene nel ritratto (cioè, era bruttarella), ma si è difeso dicendo che è più stronzo chi guarda questi particolari insignificanti rispetto al messaggio che la guerra è brutta, specie quando è scomoda e noi ci voltiamo dall’altra parte, e i bambini che la vivono soffrono più di tutti, anche se non sono abbastanza fotogenici da meritarsi di essere ritratti, ma tanto si sa i bambini sono tutti uguali e allora se una non va bene noi ne prendiamo un’altra (tanto chi se ne accorge!), e in ogni caso ricorda la prima regola è sempre quella: negare, negare sempre, anche di fronte all’evidenza! Insomma, ho fatto un peccato grande come una casa perché quando ho letto questa notizia ho visto che l’artista era napoletano e la prima cosa che ho pensato è stata: Ah beh, ma se è napoletano allora si spiega tutto!
venerdì 30 giugno 2023
la metafora
Ieri ho visto, come molti, l’intervista di Otto e mezzo al ministro ucraino Kuleba. I commenti sotto i video in rete sono stati tantissimi e quelli più contrariati vanno da “era penosamente in difficoltà” a “era in malafede” a “era completamente fuori a paragonare la guerra a una partita di calcio”. La tocco con leggerezza, visto che presumo che Kuleba sia una persona preparata per il ruolo che ricopre: io ho avuto la sensazione che abbia tirato fuori la metafora del calcio proprio perché sapeva di parlare a una tv italiana, quindi ha tarato i suoi argomenti di persuasione (per due volte) in base a quelle che credeva fossero le competenze e i gusti del suo pubblico. Escludendo la mafia, poteva scegliere fra la cucina e il calcio e si è lanciato sul calcio. Così l’ho vista io. E mi sono chiesto se ce lo meritiamo. E mi sono anche chiesto che sarebbe successo se invece di parlare del Milan avesse citato qualche massima che ne so dalla Gerusalemme Liberata o da Svetonio, come pure fanno all’estero quando condiscono i discorsi pubblici per dargli anche un peso retorico, o come quando Renzi citò Borges ma sbagliò la citazione copia-incollando i versi di un altro dalla rete, perché probabilmente né lui né il suo ufficio stampa lo avevano mai letto. Qualsiasi possibile metafora, in quel caso, mi sa che sarebbe finita nel vuoto.
venerdì 25 novembre 2022
umiliati e no
Ieri, non so come hanno fatto, in Russia, dove si fanno le cose in grande, sono stati capaci da una parte di bombardare Cherson, in Ucraina, uccidendo 4 persone e ferendone 10 perché l’Ucraina “non vuole la pace”, che detta così mi ricorda sempre quella scritta nei negozi “per colpa di qualcuno [Zelensky] non si fa credito a nessuno” e dall’altra di emettere una nuova legge interna, che puzza di estremismo religioso, che amplifica il campo punitivo contro la comunità LGBT vietando di fatto la “promozione di relazione sessuali non tradizionali” in qualsiasi ambito, dall’arte alla letteratura fino all’informazione, a internet e alla pubblicità, perché se non se ne parla l’omosessualità non esiste – ma se anche esistesse e decidessi di eliminare un problema di cui non si può parlare, allora non esisterebbe nemmeno un’opinione pubblica, né una punizione adeguata per chi lo elimina. Nessuna umiliazione, insomma, per usare una infelice espressione nata sempre ieri. Nello stesso giorno, dall’altra parte del mondo, Twitter ha ridato la parola a Donald Trump che rimane uno degli stronzi più pericolosi del pianeta, e intanto che il nostro ministro dell’istruzione rimarcava l’importanza di suddetta umiliazione nella scuola, in Iran un popolo umiliato dal potere dell’estremismo religioso fa la rivoluzione e fra le vittime (416 in tutto) si contano ben 51 minorenni. Non abbastanza umiliati.
domenica 6 novembre 2022
perché si scende in piazza?
Ho letto poco fa il commento di una donna a un post sull’Ucraina il cui la donna, a favore della pace, diceva sostanzialmente che noi occidentali siamo talmente imbevuti di propaganda da credere, fra le altre, alle storie di stupri delle truppe russe sui civili ucraini, e che “non ci sono prove degli stupri” diceva. Ci sono rimasto. Primo perché, da che mondo è mondo, la prima cosa che fa qualsiasi esercito in una guerra è stuprare i civili; lo fanno tutti, non solo i russi (che conoscono bene questa pratica: basta informarsi su cosa hanno fatto in Germania durante la seconda guerra mondiale), ma anche gli italiani in Grecia e in Africa (Montanelli non era l’eccezione, era la regola), gli americani in Asia, i francesi di Napoleone, gli spagnoli in America, lo facevano gli antichi romani e i greci alla base della nostra cultura, e andando a ritroso nel tempo dubito si possa trovare una qualsiasi civiltà che non abbia avvalorato “l’efficacia” dello stupro in guerra. E mi fa specie, in secondo luogo, che lo dica proprio una donna e proprio in nome della pace, con tutta la cultura dello stupro che si respira oggi nel mondo e con tutte le lotte in corso per la difesa di diritti fondamentali legati alla dignità della donna (vedi l’Iran). Una donna che scrive “non ci sono prove degli stupri” di soldati ecco, a pelle mi sembra quasi un controsenso. Tutto si può dire su Russia e Ucraina secondo me, e io non pretendo di avere ragione in merito, tranne che in una guerra non ci sono stupri a decine, ed è innanzitutto per questo che si dovrebbe lavorare per la pace, non pro questo o contro quello, ma per evitare che un qualsiasi soldato si senta in diritto di stuprare, rapinare o uccidere un altro essere umano. Se non lo si fa per questo, perché si dovrebbe scendere in piazza? A volte, invece, da certe cose che leggo, mi sembra davvero che si vada a dimostrare per idee di civiltà così alte che ci si scorda proprio le persone.
martedì 11 ottobre 2022
bronte
Ieri sera ho visto Bronte, film del 1972 di Florestano Vancini basato su una novella di Verga (Libertà). Nel film, molto bello e molto duro, si ricostruisce un fatto storico vero: la rivolta di un paese, infuocato dall’arrivo di Garibaldi in Sicilia, contro i propri padroni terrieri, e come tale rivolta viene repressa nel sangue dagli stessi garibaldini che nel frattempo si erano accordati coi vecchi padroni per prendersi “pacificamente” il potere. Negli ultimi anni alcune frange della storiografia hanno molto ridimensionato la figura di Garibaldi che ancora quando ero bambino io passava sui libri di storia come un eroe rivoluzionario. A leggere alcuni testi su di lui, Garibaldi è descritto quasi con gli stessi toni con cui in molti oggi parlano di Zelensky: un bandito, un massone, una macchietta, un uomo fatuo ma di gran fascino, bravissimo a infervorare gli animi in battaglia ma senza veri ideali politici o libertari (era convinto che la forma di governo più alta fosse la dittatura), guidato dalla vanità e dall’istinto, mosso dall’odio per la Chiesa, ma al soldo della potenza imperiale dell’epoca, l’Inghilterra che lo proteggeva e di cui era una marionetta. Il resto è stata propaganda risorgimentale costruita ad arte attraverso cui ha portato, almeno nel Sud, quello che sappiamo: un nuovo re al posto del vecchio (e una casa reale ancora più incapace visto che nel giro di cinquant’anni ci infilarono in due guerre mondiali e passarono il potere in mano al fascismo), ancora più povertà e tasse, repressione e regressione, più ingiustizie sociali, razzismo, l’odiata leva obbligatoria, l’emigrazione e la formazione, attraverso il brigantaggio, della Mafia. Leggere questi testi e pensare che in ogni paese d’Italia c’è una piazza o una statua dedicata a Garibaldi fa un po’ specie. Ma magari mi sbaglio io, si sbagliano quegli storici, l’unità d’Italia non fu la semplice guerra di conquista che mi immagino e Garibaldi fu migliore di così. Però, dopo aver visto Bronte, non riesco a fare a meno di pensare che gli Ucraini – ma si potrebbe dire anche Afghani, o scegliete voi il nome preferito fra i tanti – sono un po’ come i Siciliani dell’epoca, i quali non volevano essere sabaudi almeno quanto non volevano essere borbonici, volevano semplicemente essere liberi, essere se stessi ed essere padroni della loro terra. Invece non ebbero libertà di essere niente, perché dovevano per forza essere di qualcuno, che sceglieva e si accordava per loro in nome di interessi più alti. Non avevano scelta e anche quando scelsero da sé, di ribellarsi, i primi ad abbandonarli e reprimerli nel fuoco furono proprio coloro che li avevano animati coi propri ideali, e così furono traditi due volte.
mercoledì 28 settembre 2022
ordine
sabato 17 settembre 2022
la locomotiva guccini
Ho visto l’intervista di Guccini a Propaganda Live. O meglio, ho visto la registrazione di Propaganda Live per via di Guccini. L’ho fatto perché ho letto che non tutti hanno apprezzato alcune sue uscite e che quello che cantava La Locomotiva si era ridotto a fare lo specchietto di Draghi e della Nato. Però Guccini è anche quello che ha detto (ieri) che lui non voterà Letta perché è un democristiano, che Conte non è la sinistra, e che la Meloni è una fascista ma se gli italiani la votano che se la godano pure come si sono goduti Mussolini. Non mi sembrano le parole di un vecchio rimbambito. Poi ha aggiunto, e questo forse ha dato più fastidio: “Ci sono i pacifisti della domenica, ci sono quelli ancora fissati con l’Unione Sovietica e ci sono quelli che citano il santo padre; io sono pro Ucraina, potevamo calarci le braghe e regalare l’Ucraina a Putin o dare una mano agli ucraini per resistere ai russi, io sono per non calarci le braghe”. Ecco, Guccini può piacere o no, è lecito, così come La locomotiva può piacere o no (a me come canzone non è mai piaciuta), ma quella non è una canzone di pace, è una canzone di follia e vendetta, se c'è una ingiustizia io non vengo a parlare con te, io mi lancio “a bomba contro l’ingiustizia”, non vengo a trattare, vengo ad ammazzarti insieme a me. Ecco, magari può non piacere come messaggio, ma Guccini è sempre stato quello lì, da sempre, uno molto emiliano, sanguigno, di pancia, non uno da “veniamo a patti”, ma tutto l’opposto, uno che se tu gli dai addosso ci scrive su L'avvelenata per fare il tuo nome e dire al mondo che spari cazzate.
lunedì 15 agosto 2022
buco nero
Dice una intervistata afghana a cui hanno tolto il lavoro per la gravissima colpa di essere nata donna: “Nel paese in cui ho costruito la mia vita e la mia carriera mia figlia non ha un futuro. Mi sento come se fossimo stati sepolti in un buco nero. Respiro ma non sono viva”. Di fronte alle notizie che ci vengono ogni giorno dall'Ucraina ci si chiede spesso perché a fronte di 59 conflitti mondiali si parli solo di quello. Un po' sono interessi politici, un po' è lo staff di Zelenski che è molto bravo a tenere viva l'attenzione mediatica. Ma io credo anche che se si parlasse di 59 guerre tutte insieme, semplicemente la maggior parte di noi spegnerebbe la Tv disgustata, o avvilita, farebbe comunque finta di nulla. Abbiamo i nostri problemi ti risponderebbero con invidiabile faccia tosta. Non tutti hanno abbastanza stomaco per guardare. Io che mi indigno per un tipo ammazzato per strada mentre lo riprendono coi telefoni, non ce lo avrei. Di fronte a una situazione come questa, dove la scelta è fra vivere allo stremo o suicidarsi, vendere i propri figli come schiavi, come si fa a restare calmi ovvero a puntare il dito? E verso chi? Verso gli Americani che se ne sono andati? Verso i Talebani che sono tornati e odiano le donne? Verso gli stessi Afghani che subiscono tutto questo e non combattono strada per strada? Verso chi non li aiuta dall'esterno, me compreso? Perché di questo si tratta, accendere la Tv ogni giorno e guardare il male che si compie mentre ci si fa un piatto di pasta. – Che fare?
venerdì 8 aprile 2022
seghè
Oggi leggevo un sondaggio secondo cui un terzo degli italiani si dichiara “né con la Russia né con l’Ucraina”, sostanzialmente assume la posizione di Ponzio Pilato in attesa di sgozzare l’agnello per Pasqua. Fra gli altri, la maggioranza, peraltro inascoltata dalla classe politica, è contraria sia ad armare gli ucraini sia alle sanzioni economiche, ma richiede che a risolvere la questione sia la diplomazia. In quale modo, visto che non puoi opporti ai russi con la forza, né ricattarli sul piano economico, secondo me non lo sanno bene manco loro; anche se qualcuno considera che concedendo ai russi ciò che vogliono la smetteranno di rompere i coglioni, un po’ come si fa coi bambini un po’ troppo viziati (anche i bambini viziati possono essere felici). Ma cosa vogliono i russi? Qui le risposte si sprecano. Ovviamente la Nato fuori dalle balle, poi tutta l’Ucraina da denazificare nel giro di un paio di generazioni e già che ci sono anche la Versilia per farci le vacanze. Un mio amico che vive lì mi fa: Va bene. Sai che cambia, tanto qui ci vengono solo i milanesi, o russi o milanesi quando parlano non si capisce niente uguale. Basta che la finiscano.
lunedì 4 aprile 2022
una vecchia
Le immagini di Bucha sono state tremende, né mi va di commentarle, ma ce n’è un’altra che mi ha colpito negli ultimi giorni ed è quella di una vecchia ucraina che ho visto in un servizio al Tg, una donna tozza, coi capelli bianchi, le gambe gonfie, il volto duro da contadina, che mi ha ricordato mia nonna. I russi le hanno bombardato la casa e la TV l’ha ripresa in un centro di accoglienza di Leopoli. Quella vecchia è un cadavere che cammina, perché è troppo vecchia sia per andare altrove a rifarsi una vita sia per ricostruirsi la casa. Quella vecchia è finita per sempre, anche se ancora respira, e forse un infarto sarebbe meglio di tutto ciò che la aspetta. In una situazione così io mi sarei già ammazzato. Lei invece, seduta pesantemente su un letto di fortuna, guardava dritta in macchina con lo sguardo duro e la bocca chiusa e piegata in basso. Forse crede in Dio e aspetta un segno, forse non si rassegna. Fatto sta che noi per quella vecchia non potremo fare nulla, tranne continuare a blaterare che Putin o che Zelensky o che la Nato o che l’Europa blablabla e ribadire l’ovvietà che la guerra è brutta, perché nel nostro piano delle cose quella vecchia contadina è l’ultimo dei problemi da affrontare. E la realtà è proprio questa.
sabato 19 marzo 2022
quando l’ignoranza regna somara
“Ma se l’Ucraina è così tanto democratica – mi scrive uno molto furbo – perché hanno vietato il Partito Comunista?” Gli rispondo che anche Brodskij, che era russo, odiava i Comunisti perché da loro era stato perseguitato ed esiliato, anzi se c’era una cosa che trovava rivoltante del nostro Paese – lui che lo amava tanto – è proprio che l’Italia avesse un Partito Comunista fra i più attivi d’Europa. Non riusciva ad accettare quella che ai suoi occhi era una contraddizione fra bellezza e barbarie. “Ma sei sicuro – mi chiede il molto furbo – che non sia una fake news? Che ne sai tu di chi c’è dietro a questo Brodskij?” Ecco, questo è il punto in cui non ce la posso fare, non so più che rispondere. Come glielo spieghi a uno che non ha mai letto un libro chi era Iosif Brodskij, poeta, morto nel 1996 e sepolto a Venezia? Come glielo fai capire se nemmeno gli interessa saperlo perso com’è nelle sue trame geopolitiche? Circa un mese fa, quando è scoppiato questo conflitto c’era gente benintenzionata che scriveva: “Prima di sparare a zero su tutto, informatevi”. Ma a chi lo dicevano? Al popolo più analfabeta d’Europa, quello che nelle classifiche dei lettori è all’ultimo posto del continente e al primo fra i consumatori di telefonia mobile? Ci lamentiamo della propaganda russa o americana e non ci accorgiamo che noi siamo le vittime perfette di qualsiasi propaganda, perché abbiamo un solo canale di conoscenza del mondo: lo smartphone, e chi controlla i social controlla tutti. Tolti quelli, nel paese tanto amato da Brodskij, resta il nulla, il medioevo, il Vaticano (con buona pace di Papa Francesco che a modo suo ci prova a rinnovarlo ma è una partita persa in partenza perché il Vaticano siamo noi che pontifichiamo su tutto, dall’alto della nostra superiorità cacata dal Cielo).
giovedì 17 marzo 2022
nowhere land
In posta incontro un vecchio amico. È allo sportello accanto e si sta lamentando per un ammanco sul suo conto. Conoscendo le sue idee in merito comincio a sfotterlo: “Quelli sono i russi di Putin che ti hanno prosciugato il conto!”. Lui mi guarda di sbieco e mi ribatte: “Quelli i nazifascisti ucraini sono stati!” Io ridacchio: “Beh, qualcuno è stato!”. Interviene un vecchietto da dietro: “Chire i martenìse purce so stète, razze de latre! Facce de cantre!” (trad: “Quelli i martinesi porci sono stati, razza di ladri! Facce di pitali!). Rivanga così antichi dissidi irrisolti fra i nostri due paesi, che porteranno prima o poi alla quarta guerra mondiale.
martedì 15 marzo 2022
il mio sogno geopolitico
Viene a trovarmi mio zio Orazio che è convinto che in questa situazione di stallo bisogna agire in maniera diretta e inaspettata. Pensiero laterale. Come, chiedo io? Bisogna invadere l’Ucraina, ma dal fronte opposto! Non i russi ma la Nato? No, ma che Nato e Nato, deve farlo la Svizzera! Perché la Svizzera? Perché la Svizzera è neutrale, se l’Ucraina la conquistano gli Svizzeri nessuno può dir nulla, manco Putin. L’Ucraina si fa conquistare e così diventa Svizzera anche lei, diventa neutrale e quindi nessuno si può più lamentare. Ma l’Ucraina è venti volte più grande della Svizzera, come la fanno a conquistare? Ce le hanno o no le banche? Se la comprassero.
lunedì 14 marzo 2022
ciò che non mi piace del discorso di orsini
Il prof. Orsini, che pure a molti piace, dice: “Io amo profondamente l’America, che mi ha dato tanto, dove mi sono formato, e vorrei che noi prendessimo il loro spirito pratico. Gli americani pensano prima di tutto a se stessi. Quando vogliono una cosa se la prendono. E se non riescono a prendersela si accordano con qualcun altro per mettertela in culo e prendersela lo stesso. Senza rimorso. Così come hanno fatto in Argentina, così come stanno facendo in Ucraina. Io vorrei davvero che noi prendessimo lo spirito pratico degli americani.” Questo dice Orsini. E a parte il fatto che gli italiani non sanno prendersi le cose perché fondamentalmente non si amano, ma non sono secondi a nessuno nel mettertela il culo – forse perché qui c’è nato Machiavelli, forse perché abbiamo il melodramma nel sangue e ci piacciono le trame complicate e le storie di corna – io nel discorso di Orsini mi sento scoperto nelle mie debolezze, e infatti mio fratello e molti miei amici, che sarebbero d’accordo con lui, è una vita che mi dicono, all’italiana, che dovrei amarmi di più, essere più pratico e imparare a metterla in culo agli altri, all’americana, visto che in fondo gli altri la mettono sempre in culo a me.
sabato 12 marzo 2022
il segreto di pulcinella
Io so, diceva Pasolini. Io so i nomi dei responsabili delle stragi. Ecco, se c’è una cosa di cui mi sto rendendo conto in questi giorni sul conflitto ucraino, è la quantità spaventosa di persona che sapeva. Gli ucraini lo sapevano da prima della rivoluzione del 2014 e infatti lo aspettavano già da dieci anni a questa parte. I complottisti lo sapevano perché glielo ha detto Giulietto Chiesa nel famoso video che rivela come lo sapevano anche la CIA e la NATO, e se lo sapeva la NATO lo sapeva anche l’UE, ma lo sapevano persino in Australia, che partecipa alle esercitazioni NATO. Lo sapeva Israele che è pappa e ciccia con gli USA. Putin lo sapeva da un pezzo che avrebbe attaccato e se qualcuno aveva dubbi in merito lo hanno documentato quelli di Anonymous. Ma se lo sapeva Putin lo sapeva anche la Cina, visto che hanno aspettato la fine dei giochi olimpici, e se lo sapevano in Cina probabilmente lo sapevano anche in buona parte dell’Africa, visto che nel frattempo la Cina se n’è comprata metà nel silenzio di tutti. Lo sapeva persino il professor Orsini della Luiss di Roma che rivela come lo abbia detto in Senato che quindi, a sua volta, lo sapeva. L’unico che non sapeva nulla, in pratica, ero io. Ecco, in tutto questo il prof. Orsini, imbronciato e quasi in lacrime, accusa il fallimento dell’Europa e chiede in TV: “Perché nessuno, quando sono andato in Senato per dirlo, ha fatto nulla?” E a me invece verrebbe da chiedere: Ma se lo sapevano già tutti che sarebbe successo, e non l’hanno fatto, chi avrebbe dovuto fare qualcosa? Gli alieni? Se lo sapevano già tutti da anni, persino i pinguini in Antartico, non è la prova più evidente che tutti stavano semplicemente aspettando che scoppiasse? Non è già un complotto fatto e finito, questo? E mi pare che l’unica cosa che finora nessuno si aspettasse davvero è la strenua resistenza degli Ucraini. L’unica differenza che passa fra essere umani ed essere ingranaggi di un potere che dà già tutto per scontato, persino la vita degli altri. A volte l’umanità fa di queste sorprese. E questo a molti dà fastidio, secondo me, non per lo spargimento di sangue, ma perché li mette di fronte alla propria inutilità e grettezza.
