Leggo con fastidio la battuta di un signore che commentando la scelta di Guccini di partecipare alla manifestazione pro-Europa di domani a Roma lo irride scrivendo: “Cos’ha fatto mai Guccini nella vita a parte scrivere belle canzoni? Mica andava a salvare i feriti in guerra come Gino Strada”. Che è un commento stupido che ha preso più di cento di like. Purtroppo convivo da tutta la vita con questo pregiudizio, io come tutti coloro che pur non andando a salvare feriti in guerra provano a creare qualcosa di bello che dia gioia agli altri, i quali la danno troppo spesso per scontata. Si può essere o non essere d’accordo con le scelte politiche di Guccini, ma non gli si può dire con quella sottintesa sufficienza che nella vita ha scritto solo canzoni, come se scrivere canzoni fosse una cosa da poco. Perché, se davvero lo pensate, mi dovete anche giurare che quando state male, quando state bene, quando siete innamorati, o malinconici, quando siete sotto la doccia o andate a zonzo in auto, voi non cantate le vostre canzoni del cuore, no, voi che siete diversi non cantate niente, voi vi guardate sul telefono le foto dei feriti raccolti negli ospedali da campo di Emergency perché solo quando guardate quei feriti che vengono curati da qualcuno che non siete neanche voi vi sentite compresi, appagati e in pace con voi stessi e il mondo.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
venerdì 14 marzo 2025
venerdì 20 dicembre 2024
volume
Prima ho visto un video in cui Guccini rispondeva a un’osservazione di Jovanotti secondo cui Gloria di Tozzi è altrettanto bella e può essere messa sullo stesso piano della sua Locomotiva. Guccini diceva che Gloria è bella e piace anche a lui, ma non sono sullo stesso piano perché dietro alcune canzoni di Guccini ci sono dei libri, c’è un livello culturale che dietro Gloria non c’è. Come dire che Gloria è bidimensionale e la Locomotiva è tridimensionale, viste di fronte sono belle uguali, ma se appena ti sposti di lato vedi la differenza che c’è fra le due. E i libri che leggi ti danno la misura dei passi che prenderai per spostarti di lato e capire questa differenza. Ecco, volevo dirlo, questo, ai tanti autori che mi scrivono ammettendo che loro non hanno mai letto i libri degli altri, o magari hanno letto un solo autore e se gliene consiglio altri storcono il naso o si chiudono a riccio come se gli stessi assegnando i compiti per le vacanze. Non è detto che se non leggi tu possa scrivere delle cose brutte, anzi, conosco moltissimi autori che pur non leggendo scrivono bellissime cose, ma è molto probabile che se non leggi nient’altro, ciò che scrivi mancherà di spessore, resterà una bella facciata che dà un’ombra sottile, ed è una cosa di cui ti accorgi, più che sulla singola poesia, sulla raccolta che ne fai, su come metti in connessione i testi, su tutto ciò che magari c’è ma non riesci a mostrare. Io almeno, se mi sposto di lato, mi accorgo sempre quando a una bella poesia manca dietro il volume e ogni volta me ne dispiace.
mercoledì 18 gennaio 2023
il post della tettona
Due ottave dal lunghissimo Lamento di Melchiorre di Carlo Porta, qui tradotto da Patrizia Valduga (ed. Einaudi, 2018). Leggendole mi sono chiesto, ma è solo una mia suggestione, se non fossero presenti anche a Guccini mentre scriveva la parte centrale della sua Avvelenata, con un ironico rovesciamento di genere, in cui Guccini prende il posto della Tettona, la donna di facili costumi che fa tanto soffrire il povero Melchiorre, mentre si auto-infligge gli insulti più truci e tragicomici che si chiudono in quel riferimento al bagno sempre occupato che è presente in entrambi i testi ("nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento" canta Guccini).
sabato 17 settembre 2022
la locomotiva guccini
Ho visto l’intervista di Guccini a Propaganda Live. O meglio, ho visto la registrazione di Propaganda Live per via di Guccini. L’ho fatto perché ho letto che non tutti hanno apprezzato alcune sue uscite e che quello che cantava La Locomotiva si era ridotto a fare lo specchietto di Draghi e della Nato. Però Guccini è anche quello che ha detto (ieri) che lui non voterà Letta perché è un democristiano, che Conte non è la sinistra, e che la Meloni è una fascista ma se gli italiani la votano che se la godano pure come si sono goduti Mussolini. Non mi sembrano le parole di un vecchio rimbambito. Poi ha aggiunto, e questo forse ha dato più fastidio: “Ci sono i pacifisti della domenica, ci sono quelli ancora fissati con l’Unione Sovietica e ci sono quelli che citano il santo padre; io sono pro Ucraina, potevamo calarci le braghe e regalare l’Ucraina a Putin o dare una mano agli ucraini per resistere ai russi, io sono per non calarci le braghe”. Ecco, Guccini può piacere o no, è lecito, così come La locomotiva può piacere o no (a me come canzone non è mai piaciuta), ma quella non è una canzone di pace, è una canzone di follia e vendetta, se c'è una ingiustizia io non vengo a parlare con te, io mi lancio “a bomba contro l’ingiustizia”, non vengo a trattare, vengo ad ammazzarti insieme a me. Ecco, magari può non piacere come messaggio, ma Guccini è sempre stato quello lì, da sempre, uno molto emiliano, sanguigno, di pancia, non uno da “veniamo a patti”, ma tutto l’opposto, uno che se tu gli dai addosso ci scrive su L'avvelenata per fare il tuo nome e dire al mondo che spari cazzate.
domenica 26 aprile 2020
quando un popolo canta
domenica 10 gennaio 2016
mentre il vento fa il solletico ai sogni
lunedì 31 agosto 2015
cantautori
martedì 16 ottobre 2012
keaton
mercoledì 11 novembre 2009
canzone per marian
E pensavo dondolato dal vagone
cara amica il tempo prende il tempo dà
noi corriamo sempre in una direzione
ma qual sia e che senso abbia chi lo sa.
Restano i sogni senza tempo
le impressioni di un momento
le luci nel buio di case intraviste da un treno.
Siamo qualcosa che non resta
frasi vuote nella testa
e il cuore di simboli pieno...

