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venerdì 12 luglio 2019

occhi

All'inizio degli anni '80 Lucio Dalla, pur continuando saltuariamente a lavorare con lui, "molla" Ron. I due si erano conosciuti a fine anni '60 quando lo stesso Dalla gli aveva proposto di cantare la sua Occhi di ragazza e da lì il loro sodalizio umano e artistico era cresciuto nel periodo di massima creatività di Dalla. Dopo, Dalla sceglie altre strade e collaboratori, e Ron gli risponde con questa sua Occhi da chi si è visto si è visto, che influenzata com'è dallo stile dell'altro, vuole essere sia un addio (letto nelle sue varie sfumature emotive) sia il riassunto di una storia durata dieci anni. 

domenica 10 gennaio 2016

mentre il vento fa il solletico ai sogni

Quando Claudio Lolli cita i suoi punti di riferimento musicali in genere indica sempre i Beatles, Francesco Guccini e Piero Ciampi. Molti poi lo accostano, nel suo primo periodo, a Bob Dylan (in Italia basta che suoni la chitarra acustica e ti dicono che sei come Dylan). In realtà il primo Lolli ha più debiti verso Leonard Cohen che non verso Dylan, e nella sua particolare e bellissima “trilogia elettrica” (Ho visto anche degli zingari felici - Disoccupate le strade dei sogni - Extranei) il riferimento fortissimo è Neil Young, particolarmente quello di Zuma e American Stars ‘n’ Bars. Un altro punto fisso di quel periodo, mai ricordato adeguatamente (ed è strano vista la comune origine bolognese) è Lucio Dalla, in particolare il Lucio Dalla assai sperimentale dei dischi scritti con Roberto Roversi. Forse il brano in cui è più evidente questa influenza è I giornali di marzo, il cui titolo pare una evidente parodia della più famosa I giardini di marzo di Battisti, con un testo di forte impronta politica che è in realtà il cut up di vari titoli di giornale riguardanti i violenti scontri di piazza avvenuti a Bologna l’11 marzo 1977, e con un arrangiamento e un cantato che sono praticamente modellati su quelli di Dalla.