All'inizio degli anni '80 Lucio Dalla, pur continuando saltuariamente a lavorare con lui, "molla" Ron. I due si erano conosciuti a fine anni '60 quando lo stesso Dalla gli aveva proposto di cantare la sua Occhi di ragazza e da lì il loro sodalizio umano e artistico era cresciuto nel periodo di massima creatività di Dalla. Dopo, Dalla sceglie altre strade e collaboratori, e Ron gli risponde con questa sua Occhi da chi si è visto si è visto, che influenzata com'è dallo stile dell'altro, vuole essere sia un addio (letto nelle sue varie sfumature emotive) sia il riassunto di una storia durata dieci anni.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
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venerdì 12 luglio 2019
domenica 10 gennaio 2016
mentre il vento fa il solletico ai sogni
Quando Claudio Lolli cita i suoi punti di riferimento musicali in genere indica sempre i Beatles, Francesco Guccini e Piero Ciampi. Molti poi lo accostano, nel suo primo periodo, a Bob Dylan (in Italia basta che suoni la chitarra acustica e ti dicono che sei come Dylan). In realtà il primo Lolli ha più debiti verso Leonard Cohen che non verso Dylan, e nella sua particolare e bellissima “trilogia elettrica” (Ho visto anche degli zingari felici - Disoccupate le strade dei sogni - Extranei) il riferimento fortissimo è Neil Young, particolarmente quello di Zuma e American Stars ‘n’ Bars. Un altro punto fisso di quel periodo, mai ricordato adeguatamente (ed è strano vista la comune origine bolognese) è Lucio Dalla, in particolare il Lucio Dalla assai sperimentale dei dischi scritti con Roberto Roversi. Forse il brano in cui è più evidente questa influenza è I giornali di marzo, il cui titolo pare una evidente parodia della più famosa I giardini di marzo di Battisti, con un testo di forte impronta politica che è in realtà il cut up di vari titoli di giornale riguardanti i violenti scontri di piazza avvenuti a Bologna l’11 marzo 1977, e con un arrangiamento e un cantato che sono praticamente modellati su quelli di Dalla.
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