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sabato 1 giugno 2024

salute

Incontro dopo mesi il mio amico Michele. Gli dico: Michele ti trovo benissimo, sei ringiovanito, hai perso peso, i capelli sono tornati neri! Che cacchio hai fatto? – Michele mi sorride tipo quello della pubblicità e mi rivela il suo segreto: Mi sono tolto la partita Iva. Tutto in una volta mi è passata la cervicale, il reflusso, la tendinite al polso e pure l'insonnia! Dormo benissimo adesso. – Un vero toccasana.

giovedì 30 maggio 2024

folle amore

 «Quando avevo ventitré anni giravo per Los Angeles con Tom Waits. Percorrevamo la Highway 1 nella sua nuova Thunderbird 1963. Con i miei capelli biondi che volavano fuori dal finestrino ed entrambi sudati sotto il sole estivo, l’alcol filtrava dai nostri pori e l’odore di sesso impregnava ancora i nostri vestiti e i nostri capelli. Ci piaceva il nostro odore. Non ci lavavamo così spesso come avremmo potuto. Eravamo innamorati e io non ero interessata a lavare via nulla di tutto ciò. Alla fine dell’estate ci scambiavamo idee per canzoni. Ma ci scambiavamo anche qualcosa di più profondo. L’un l’altro. Tom aveva due tatuaggi sul bicipite. Gli piaceva indossare gli accessori vintage della mascolinità: cappelli da marinaio e scarpe a punta Bernardo. Più cercava di nascondere la sua tenerezza, più rivelava una natura scontrosa e infantile. Lo adoravo. Era il mio re. A letto era il più grande leone del mondo. Intendo dire che Tom non si atteggiava mai d'esserlo. Poi, all'improvviso, a novembre, abbiamo smesso di vederci».

Da Last chance to Texaco (Grove Press, 2021). La Jones dà subito ai fan quello che vogliono e liquida la storia con Tom Wais in dieci righe all’inizio del primo capitolo, fra pagina 3 e pagina 4, poi non lo nomina più per circa 270 pagine, quando racconta del loro primo incontro che ha ispirato una delle sue canzoni più belle (quella che dà il titolo al libro) e racconta perché si sono lasciati: lei era una tossica e lui un alcolizzato, una relazione altamente distruttiva a cui fu lui a dare un taglio per evitare il peggio, ma spezzandole il cuore. In mezzo il lunghissimo viaggio per arrivare ad essere una donna e un’artista senza pari.

venerdì 28 ottobre 2022

tentativo

Oggi, cercando di consolare una ragazza che ho conosciuto negli ultimi mesi di via vai dall’ospedale ho fatto il passo più lungo della gamba, invece di cercare di capire come vive i suoi problemi, ho tirato fuori l’ottimistico luogo comune che forza, tu sei giovane e forte, puoi lottare, puoi farcela, avrai il modo di aggiustare le cose. Si è incazzata, ma non come luogo comune, si è proprio incazzata. Ho una malattia rara per cui nel giro di pochi anni… il mio compagno se l’è fatta sotto e mi ha lasciato… E tu mi parli di essere giovani? Che me ne faccio io di essere giovane se fra poco non avrò più una vita? Mi sono sentito una merda, ma davvero una merda, uno stronzo di settanta chili caduto sulla terra per far danni. Così le ho chiesto scusa e credo di aver fatto una faccia che faceva veramente pena, perché poi mi ha preso una mano, me l’ha stretta e mi ha risposto non importa, ho apprezzato il tentativo.

giovedì 11 agosto 2022

corri ragazzo laggiù

C’è un ragazzo di 19 anni che, traviato da certa politica e da certi discorsi, decide di partire per la guerra, senza nessun motivo o preparazione, si arruola volontario. La notizia crea imbarazzo perché lui va in guerra convinto di stare dalla parte giusta, ma poiché è di estrema destra quello sbagliato è lui, dovrebbe solo nascondersi. Fascista di merda speriamo che muori, ho letto. Scritto a un ragazzino di 19 anni che andrebbe solo preso a schiaffi. Mi ricorda un po’ quelle ragazze che partono coi talebani, si cacciano nei guai poi vengono salvate e per la gente restano marchiate a vita come puttane. Lui si descrive nei suoi post come triste e arrabbiato ma qualcuno scrive sei solo viziato, poi c’è da chiedersi dove nasce tutta questa rabbia che lo riempie. C’è chi lo addita come eroe, come se ci fosse qualcosa di eroico nel partir soldato. Io quando leggo storie così mi chiedo sempre dove hanno sbagliato tutti, perché c’è troppa violenza nell’aria, mai finita, che non è più fascismo, è proprio rabbia e voglia di menar le mani, ma senza un ideale, così quando ne trovi uno che ti pare buono ti ci aggrappi come ha fatto lui, è la stessa rabbia che sento pure io, ma se un ragazzo di 19 anni ha bisogno per stare bene di andare in una guerra, forse non è il paese in guerra ad averlo guastato ma quello in pace dove è nato e che intanto legge la notizia e gli augura di non tornare.

domenica 24 gennaio 2021

botta e risposta

Gentile editore, sono una giovanissima poetessa emergente che, dopo tante delusioni, sta cercando una casa editrice per la sua ottava raccolta di poesie. Lei sarebbe interessato?

Gentilissima, io le invidio la sua energia, pur giovanissima lei ha già pubblicato più libri di me. Se nonostante questo si ritiene ancora una emergente, non sarebbe il caso di prendersi una piccola pausa di riflessione? Il tempo non le manca.

lunedì 19 ottobre 2020

giudici e i giovani

Stamattina mi ha chiamato una simpatica poetessa che, fra le altre cose, leggendo come siamo subissati di proposte, mi ha raccontato un delizioso aneddoto su Giovanni Giudici di cui fu amica. Giudici, che era severissimo con gli altri così come lo era con se stesso, a chi gli proponeva manoscritti in lettura, spezzava sempre le gambe. Solo così si separa il grano dalla crusca, chi ci prova per priscio da chi, nonostante tutto, vuole scrivere e basta, rimboccarsi le maniche e lavorare ancora e ancora sui versi. "I giovani, diceva Giudici, vanno scoraggiati".

mercoledì 14 ottobre 2020

lavori ingrati

Oggi ho dato il due di picche a un ragazzo che mi aveva mandato il suo manoscritto. Gli ho spiegato perché non andava bene pubblicarlo. Mi ha risposto così: "Sono sicuro che un giorno questa esperienza mi renderà più forte e mi insegnerà qualcosa, ma oggi la tua porta in faccia fa un male cane". Mi è dispiaciuto così tanto che volevo andare ad abbracciarlo. Anche per questo, penso, mi serve una segretaria, per dare il due di picche al posto mio. Se è sadica meglio, così poi non si lamenta che le faccio fare i lavori ingrati.

mercoledì 29 luglio 2020

ringiovanire

Non la sto seguendo per nulla e sono colpevole, ma se ho capito bene la situazione dalle voci che mi arrivano, in paese quelli che non vogliono presentare una propria lista si contano sulle dita di una mano. Io non so come fate e vi ammiro, davvero, che ho sempre pensato che il potere logora e a fare il sindaco si invecchia prima. Persino Tommaso Scatigna, da quando ha rinunciato al ruolo, l'ho visto ringiovanire. E abbiamo la stessa età.

martedì 30 giugno 2020

capitare

Oggi pomeriggio mi chiama un ragazzo di 17 anni che scrive poesie e cerca un editore. Stava per firmare un contratto con una di quelle case editrici che per pubblicare ti chiedono l'equivalente di tre mesi di stipendio e quando lo ha detto al padre gli è arrivato uno scapaccione così violento che lo ha convinto a cercare ancora. Mi chiama e la storia dello scapaccione mi fa ridere così tanto che decido di perderci dieci minuti al telefono per spiegargli come funziona questo mondo e a chi dovrebbe rivolgersi per non essere fregato. Grazie, mi risponde, lei è stato gentilissimo! Prima di salutarmi mi chiede: Quindi le posso mandare il mio libro? Non è che me lo rifiuta perché sono poesie? In che senso, faccio io. È che prima di lei confesso che ho sentito altre due case editrici che mi hanno detto che loro non pubblicano poesie. Sì, ma io pubblico solo poesie, gli faccio. Ah, questo NON lo avevo capito!, mi risponde lui. Mi cascano le braccia. Scusa, ma se manco sai che faccio, mi dici come mi hai trovato? E lui: Mi scusi, non la volevo offendere, ho cercato un po' a caso e mi siete capitati voi.

venerdì 26 giugno 2020

il punto sui giovani (poeti)

Negli ultimi due o tre anni ho come l’impressione ci sia stato un profluvio smodato e a tratti isterico (con persone che se la legano al dito di non esserci rientrate) di libri, saggi e articoli in cui si cerca di fare il punto sui giovani poeti italiani sotto i trent’anni, cercando di analizzare cosa hanno scritto (spesso un solo libro, e non certo il libro, non L’allegria, non Una stagione all’inferno, ma un semplice buon libro) e come scrivono (con le mani con la testa e col cuore, più o meno come tutti gli altri). A tutti loro vorrei dire, dall’alto della mia umile esperienza di terrone: Rilassatevi, lo so anche io che a quell’età il senso della morte incombe e si ha un’ansia tremenda di far presto, di affermarsi prima che sia troppo tardi, ma state tranquilli che nella maggior parte dei casi si arriva in salute anche ai quaranta e, in qualche caso ancora, pure oltre.

giovedì 5 settembre 2019

rimorso

Quando vedo i giovani poeti rampanti che corrono alla conquista del mondo mi piglia sempre il rimorso della mia giovinezza cazzara, quando mi costava fatica persino alzarmi dal letto per andare in bagno a liberarmi e l'unica cosa che mi dava vera gioia era il sesso (matto e disperatissimo), mica come adesso che non sono più giovane abbastanza.

giovedì 18 luglio 2019

album

Oggi è saltato fuori uno di quegli album in cui si scopre che un tempo oltre alla barba avevo anche dei capelli... pensa te.

venerdì 3 maggio 2019

sicurezza

Ci sono questi due casi che riecheggiano sui giornali da giorni. Da una parte c'è il ribattezzato gruppo degli Orfanelli, che qualcuno dice sia un nome offensivo e sprezzante, mentre a me pare solo indicativo di uno stato di malessere: otto persone che si definiscono, anche se per scherno, “orfanelli”, qualcosa la vorranno pur dire, o no? Dall'altra due ragazzi, che i giornali continuano a indicare prima di tutto come “esponenti di Casa Pound” (giustificando in quello la radice del male), che hanno la stessa età degli orfanelli e che, dopo aver pianificato lo stupro di una donna, mandano il video al padre per approvazione. Questi due casi non hanno quasi nulla in comune fra di loro, però salta subito all’occhio questa insana abitudine di girare video da mostrare agli altri per rendere più vera la situazione, perché – cresciuti come sono in una dimensione social, in un eterno presente – senza quel filtro, sono scollegati emotivamente dalle loro azioni, e dalle loro conseguenze. Ovviamente i ragazzi non tutti sono uguali, e per ognuno di loro ce ne sono altri mille sani. Però dobbiamo cominciare a capire che quelli non sono l’eccezione, i casi umani straordinari, sono una parte sociale importante del mondo che ci aspetta, a cui stiamo contribuendo col nostro abbruttimento culturale. A me hanno ricordato i ragazzini che qualche anno fa lanciavano i sassi dai cavalcavia. E mi chiedo quanti loro coetanei sono in giro a vessare lo scemo di turno, a infilare i petardi accesi in bocca ai cani per il solo gusto di mutilarli, a violentare giovani turiste straniere o a pianificare lo stupro della Milf di turno, eccitati dall’ultimo porno scaricabile in rete, ma già pronti a trasformarsi nei futuri hater manovrabili a comando dalle forze politiche che invocano più sicurezza per tutti.

venerdì 7 dicembre 2018

il fascino struggente delle cose

A chi invece, avido di vita, è restio a lasciare questo mondo, anche un’esistenza che durasse mille anni parrebbe il sogno di una notte. D’altronde, a che giova, in questo mondo in cui non si può vivere in eterno, arrivare ad avere il miserabile aspetto che dà la vecchiaia? Quando si vive a lungo, molte sono le offese che si debbono subire. La cosa migliore sarebbe morire al più tardi prima di aver raggiunto i quarant’anni. Superata quella soglia, viene meno il senso di vergogna per il proprio aspetto e ci si mostra in giro, desiderosi della compagnia degli altri; nel crepuscolo della vita ci si affeziona a figli e nipoti, e ci si augura di vivere sino a quando li si vedrà affermati: con lo spirito sprofondato nei desideri terreni non si è più neppure in grado di sentire il fascino struggente delle cose, e ciò è deplorevole. 

Kenko, Ore d'ozio, trad. Luisa Randazzo, Marsilio 2014

mercoledì 30 maggio 2018

la sostanza delle cose

Siccome è un po' di giorni che mi capita, andando in giro per il paesino, che qualcuno mi chieda dove si può comprare il mio libro e, soprattutto, se vale la pena comprarlo (giuro che mi è stato chiesto anche questo e non sapevo se mettermi a ridere o meno per non offendere chi me lo ha detto), rispondo in maniera molto franca e democratica che trattandosi di un libro se si va a cercarlo in libreria di sicuro non sbagliate. Se, ovviamente, lo state davvero cercando. Quanto al fatto se valga o meno la pena comprarlo non dovrei essere io a dirlo, perché se dico di sì allora pecco di modestia e se dico no faccio un danno all'editore che ha creduto in me. (Eppure l'omino fetente che mi covo dentro a volte avrebbe tanta voglia di rispondere che se consideriamo la montagna di superfluo in cui spendiamo i nostri soldi giornalmente, il mio libro sarebbe la perfetta ciliegina sulla torta di quella che è la sostanza delle cose: la cacca in cui credo siamo immersi. Intendiamoci, non è un gran male, anzi dicono che fa bene alla pelle. Infatti intorno a me vedo sempre tante persone gggiovani, che non fanno altro che sorridere e fanno anche domande intelligenti del tipo: dove si comprano i libri?)

domenica 23 luglio 2017

lo zingaro


Il tipo biondo nella foto è Johnny lo Zingaro, ferocissimo criminale romano degli anni '80, pluriomicida mai pentito, che secondo la ricostruzione fatta da David Grieco era l'uomo al volante della macchina che schiacciò più volte Pasolini uccidendolo. Johnny lo zingaro, leggevo poco fa, il 30 giugno scorso è evaso dal carcere con una facilità preoccupante: ha preso un taxi che lo ha portanto da Fossano, dov'era detenuto, fino Genova, e da lì è salito su un treno. Questo poco prima che gli venisse eseguito, per ordine della Procura di Roma, a circa 40 dai fatti, l'esame del DNA per dimostrare la sua effettiva presenza sulla scena di quel crimine. Lo Zingaro è scomparso, Pelosi è morto pochi giorni fa di malattia, l'avvocato di Pelosi dice che c'è una dichiarazione scottante scritta da Pelosi che non sa a chi dare (forse alla Procura, avvocato?). Eppure, la cosa che più mi inquieta oggi è rendermi conto che tutte le persone note coinvolte in quell'omicidio erano all'epoca degli adolescenti: Pelosi aveva 17 anni, Johnny quasi 16, i fratelli Borsellino detti Braciola e Bracioletta 15 e 14 anni. Io sono di quelli che crede più all'omicidio politico che a quello a sfondo sessuale, ma forse la verità sta proprio nel mezzo e Pasolini in parte è stato ucciso da Cefis con la complicità dello Stato-mafia e in parte dal sottobosco immorale di ragazzi-cazzi che egli stesso non riconosceva più come umani, come aveva già denunciato nei suoi ultimi lavori (da Salò al botta e risposta con Calvino sui delitti del Circeo) e a cui pure non sapeva rinunciare perché rinunciando a loro avrebbe dichiarato la propria definitiva estraneità alla vita.

giovedì 9 marzo 2017

il mah!

Il gergo dei ventenni non mi piace
almeno quanto il mio non piace
a loro. Più di tutto odio dei ventenni
il Mah! che adesso
ha preso tana nelle bocche deploranti.
E ti scoppia nella testa starnazzando
nei suoi mille dichiarati sottotesti:
«ma come parli, ma quanto ridi
ma non ti vedi per come sei ridicolo?».
Fra una ventenne e tua madre
in quel momento non c’è nessuna
differenza. Sta lì riassunta
in un verso un po’ da stronzi
che quanto più li libera tanto più
li invecchia nella pratica del dirti
com’è essere imperfetti. È un Mah!
di malumore, di rigetto, restrittivo
nel suo finto atteggiamento paraculo.
Una supposta presa in giro
che usano per moda, fin a sfinimento
dei coglioni. Un Mah! aggressivo
ma giovane e perplesso che risuona
sulle mandrie dei ventenni fragili
del mondo a cui rispondo con un Beh!
Tanto fra bestie ci si intende.

giovedì 13 ottobre 2016

la lotta per l'osso


Mi fanno un po’ ridere quelli che si scandalizzano per il Nobel per la Letteratura a Bob Dylan, e parlano di ingiustizia letteraria per il povero Philip Roth (che così povero secondo me non è). Sinceramente (ma lo dico come sfogo) se ci fosse una giustizia letteraria io, oggi, pubblicherei nella collana bianca di Einaudi. Così, per dirne una. E come me molti bravissimi scrittori che conosco. Invece Einaudi pubblica, da anni, molte più cagate in versi di quelle che ha composto Bob Dylan in 50 anni di canzonette. Ma non è solo Einaudi. Tante altre case editrici che si dicono libere pubblicano semplicemente (per far quadrare i conti, dicono) più merda di quanta se ne possa digerire, in cui fanno proliferare autori senza alcuno spessore, che pubblicano libri di cui nessuno ha bisogno non perché sono più bravi di altri, ma solo perché sono meglio intrallazzati, sempre al posto giusto al momento giusto, a dire la cosa giusta per essere simpatici. La letteratura è anche un lavoro relazionale, si sa. E così vanno in tv nei salotti giusti, fanno inchieste giornalistiche che non denunciano nulla, fanno satira insulsa, fanno politica ma si incazzano sempre senza arrivare mai a nulla, talvolta fanno utilissimi pompini, e cucinano e cantano e giocano a calcio, ma senza sfiorare mai (tranne rare eccezioni) la Letteratura, nemmeno per sbaglio. 
Eppure, in tutto questo sistema diabolico, che non è l’eccezione ma la norma, invece di incazzarsi per la merda nauseabonda che circola nelle nostre librerie, imbellettata da marchi prestigiosi, quello che rode di più è che Bob Dylan (anche se pubblicato da Feltrinelli) non fa letteratura, non fa musica e non fa nemmeno arte. E visto che non fa nemmeno pompini, non si sa come giustificare questo errore. Forse dovrebbe giocare a calcio. 
Parlando di errori, stamattina mi scriveva una mia amica sconsolata: “è morto Dario Fo, siamo più poveri”. E a me è venuto da pensare che sì, è vero, siamo poveri, ma Fo era anche anziano. Il problema, il problema vero, immenso, non è che si sente la sua assenza, ma che si sente l’assenza di un ricambio che non c'è stato, non perché manchino i talenti ma perché chi c’ha il Potere (come lo chiamava Fo) economico, editoriale, chi potrebbe dargli spazio, ampio, di azione e di pensiero, piuttosto che investire in quei giovani talenti, preferisce storcere il naso, guardare altrove, e non sempre al meglio o in buonafede. E ripetere a chi scalpita, come succede a me: “questo posto non va bene per te, col tuo talento forse dovresti andartene altrove”. Invertendo, di fatto, il celeberrimo: Questo non è un paese per vecchi, che Cormac McCarthy (anch’egli meritevole di Nobel) ha mutuato come titolo di un suo romanzo da una poesia di Yeats. (Sempre questa Poesia che torna fra le balle). E se qualcuno si lamenta del trattamento, al Potere piace ripetere che emergere, da sempre, è una lotta spietata. La lotta fra cani per l’osso.

domenica 14 agosto 2016

nel pieno della sua giovinezza

Ho trovato in rete questa foto, e ho pensato a tutte le volte che, catturati dal suo fascino smaliziato o semplicemente abbindolati dalla sua voglia (un po' infantile) di stupirci, ci scordiamo di quanto era bello Dalì nel pieno della sua giovinezza e del suo amore.