Visualizzazione post con etichetta ore d'ozio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ore d'ozio. Mostra tutti i post

lunedì 31 dicembre 2018

incompletezza

Kōyü, il religioso, dice: solo una persona di limitato intendimento desidera sistemare le cose in serie complete. Desiderabile è l’incompletezza. In ogni cosa l’uniformità è sconsigliabile. Un tempo era obbligatorio lasciare nei palazzi un’ala incompiuta. Senza eccezioni. 

(Kenkō, Ore d'ozio)

sabato 8 dicembre 2018

ovunque vi sono meraviglie

Si dice che i fiori d’arancio facciano ricordare il passato, ma il profumo del susino riesce a evocare ben più lontane nostalgie. C’è poi il sobrio colore delle kerrie, la morbida vaghezza del glicine: ovunque vi sono meraviglie che non lasciano indifferenti. 

Kenkō, Ore d'ozio, trad. Luisa Randazzo, Marsilio 2014.

venerdì 7 dicembre 2018

il fascino struggente delle cose

A chi invece, avido di vita, è restio a lasciare questo mondo, anche un’esistenza che durasse mille anni parrebbe il sogno di una notte. D’altronde, a che giova, in questo mondo in cui non si può vivere in eterno, arrivare ad avere il miserabile aspetto che dà la vecchiaia? Quando si vive a lungo, molte sono le offese che si debbono subire. La cosa migliore sarebbe morire al più tardi prima di aver raggiunto i quarant’anni. Superata quella soglia, viene meno il senso di vergogna per il proprio aspetto e ci si mostra in giro, desiderosi della compagnia degli altri; nel crepuscolo della vita ci si affeziona a figli e nipoti, e ci si augura di vivere sino a quando li si vedrà affermati: con lo spirito sprofondato nei desideri terreni non si è più neppure in grado di sentire il fascino struggente delle cose, e ciò è deplorevole. 

Kenko, Ore d'ozio, trad. Luisa Randazzo, Marsilio 2014