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sabato 13 agosto 2022

pensieri confusi sulla morte a partire dal cinema muto

Ieri approfittando del maltempo ho fatto una cosa che adoro, ho visto due film, uno dietro l'altro. Erano entrambi di Murnau, Faust (1926) e Viaggio nella notte (1921). Nel primo, che rielabora poeticamente il celebre mito, il bene vince sul male ma i buoni muoiono, i cattivi restano sconfitti ma in vita; nel secondo, un melodrammone da camera, vince il male su tutta la linea e infatti muoiono tutti indistintamente, buoni e cattivi. Così ho pensato che forse nella vita è un bene che vinca il male, perché se vince davvero il male perlomeno non lascia superstiti in giro che faranno altri danni. Lo stesso Murnau è morto giovanissimi, a 42 anni, e per gli standard dell'epoca non era considerato una brava persona, perché gli piacevano gli uomini e, per quella cultura lì, i gay non erano brave persone. Così al suo funerale, in America, ci sono andati soltanto in undici. Una degli undici però era Greta Garbo, la divina, un’attrice talmente famosa da essere considerata poco meno che una dea in terra. E così ho pensato che forse è indifferente che tu sia buono o cattivo, perché la differenza non la fa come muori, ma chi viene al tuo funerale.


 

domenica 17 luglio 2016

notizie dal mondo

Guardo, turbato, il tg. Da una parte del mondo (la parte giusta) la caccia all’islamico per l’attentato di Nizza (84 morti); l’incidente ferroviario fra Corato e Andria (27 morti) che esige pesantemente un colpevole (il «maledetto binario unico»); l’Inghilterra postcoloniale, posteuropea e un poco razzista che ricaccia indietro gli immigrati e si avvia con orgoglio al suo declino. Dall’altra parte del mondo (la parte sbagliata) i gravissimi fatti in Turchia che lentamente si trasforma in dittatura in un bagno di sangue (265 morti, 6000 arresti, ripristino della pena di morte, accuse di cospirazione agli Stati Uniti, avvio della repubblica presidenziale): tutto quanto nel silenzio dei Paesi Democratici e in nome della democrazia. Da una parte del mondo (la parte sbagliata) Qandeel Baloch, modella pakistana, viene uccisa a 26 anni da suo fratello perché eccessivamente libera e disinibita per lo spazio che la morale del suo paese concede alle donne, spazio che lei si è conquistata sui social, fino a diventare un punto di riferimento per altre ragazze. Dall’altra parte del mondo (la parte giusta) migliaia di ragazzini rincretiniti dai social corrono a branchi, calpestandosi l’un l’altro, o incuranti del traffico sotto le macchine, perché incapaci di guardare oltre lo schermo del proprio smartphone, all’inseguimento di un Pokemon. E il giornalista sorride divertito della cosa, come se fosse un gioco.

sabato 12 ottobre 2013

due pesi senza misure

12 ottobre. Muoiono 36 negri e 1 nazista, e nessuno al mondo vuole prendersi la responsabilità dei loro corpi. I morti in quanto morti sono tutti uguali, ma qualcosa nel conto dei morti non torna: la loro somma è sempre uguale a zero.