In farmacia. – Antò, oggi ho letto Paese Vivrai, bell’artichele tiène! – Grazie, ma non lo faccio io quello. – Nan jè teggue? – None. – I ce cazze campe a ffè? – Dici che me lo devo prendere? – Sìne, jè na potenze, Paese Vivrai! – Ho già Agorà. – Tutte tu t'à pegghiè, Antò! N'à lassè nudde a nusciune! Quello che lasci è perduto! – Ma poi chi fa così finisce male! Ti odiano tutti, dopo. – Ce l’è ditte sta fatulaggene? Tu ffè accussì che diventi sindaco, sinte a mmè! Sintele a stu tremone!
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
giovedì 8 agosto 2024
lunedì 15 gennaio 2024
distrazione
Bisogna essere onesti. Sarà anche vero che c'è un'informazione tesa alla distrazione di massa ecc., però è anche vero che c'è una bella massa che sta lì pronta e non aspetta altro che essere distratta.
sabato 22 aprile 2023
tutti bugiardi?
Oggi guardavo un servizio in TV su Daniela Lo Verde, la “preside antimafia arrestata” come la presentano i giornali. Per come ne parlava il servizio, a indagini appena cominciate, era già chiaro che fosse colpevole. Ma possibile, mi sono chiesto, che ogni volta che emerge una forza “positiva” in questo nostro Sud sbrindellato, subito vengano fuori un processo, la stampa e una condanna pregiudiziale? Ho pensato a Mimmo Lucano, descritto come un criminale pur non avendo rubato un soldo, a Soumahoro, rovinato pubblicamente anche se per la procura è innocente. Ora c’è Daniela Lo Verde messa al microscopio, con la sua storia che è ben diversa ma già incanalata in un canovaccio che è sempre quello e, comunque vada, già sappiamo tutti che per lei è finita. Io non so. Io non so più dire i nomi dei colpevoli, né so più distinguere la verità dalla menzogna, so soltanto quello che mi dicono gli altri e quel loro modo particolare di sottendere l’ipocrisia di tutti, il marciume che alberga in fondo al cuore di ciascuno di noi. Ma dunque non ci sono brave persone al Sud? Sono tutti bugiardi? No di certo, però più spesso nell’opinione pubblica le brave persone sono quelle che stanno zitte a guardare, che non si intromettono, che si fanno i cazzi loro, e soprattutto che non si mettono mai a contestare sotto i riflettori… Chissà cosa avrebbe scritto don Tonino Bello di tutto questo, anzi lo so, lo posso addirittura citare, proprio perché lo ha detto a voce alta: “Salvami dalla presunzione di sapere tutto. Dall’arroganza di chi non ammette dubbi. Dalla durezza di chi non tollera ritardi. Dal rigore di chi non perdona debolezze. Dall’ipocrisia di chi salva i principi e uccide le persone”.
venerdì 6 maggio 2022
l'informazione libera
Oggi ho ripensato a quando facevo il giornalista. Una volta scrissi contro un gruppo neofascista locale, venni minacciato più volte (telefonate notturne, insulti, una volta mi fermarono per strada per menarmi), tutti si indignarono, ma nella sostanza venni lasciato da solo. Un’altra, per difendere un lettore, scrissi una cosa contro un sindaco: questi mi chiamò nel suo ufficio e mi disse che mi avrebbe fatto “cacare sangue” (parole sue): venni lasciato solo. Un’altra volta, durante una conferenza, feci una domanda antipatica a un politico, venni insultato pubblicamente, pretesi delle scuse, il politico si scusò e mi strinse la mano per far pace. Qualcuno ci vide e il giorno dopo si diceva in giro che mi ero fatto comprare. Una volta facemmo col mio giornale, molto prima del processo, un approfondimento sull’Ilva: i lettori ci scrissero lamentandosi che a loro dell’Ilva non gliene fregava nulla, ci dava lavoro, punto, invece volevano notizie dell’assessore pizzicato in un parcheggio con una donna. Un’altra volta parlammo del fallimento poco chiaro di un’azienda che avrebbe lasciato molti col culo per terra. I lettori mi scrissero che ero diventato noioso, che quella era una storia vecchia e l’agricoltura non serviva a nulla, il futuro del territorio era il turismo, come in effetti è stato con esiti a volte discutibili. Questo più di dieci anni fa, prima che mi disgustassi al punto da non volerne sapere più nulla. Ogni tanto leggo qualcuno che si lamenta perché la nostra informazione non è libera. Perlomeno io non sono mai stato ammazzato da nessuno, anche se a volte ho temuto mi ammazzassero il gatto per ripicca. Ma a me pare che spesso non sia libera anche per colpa del pubblico, che è complice. Perché ogni informazione di merda è fatta per il pubblico di merda che si merita. Pubblico che vuole informazione poi vota per vent’anni Berlusconi, che devasta il paese con l’abusivismo edilizio poi si lamenta della volgarità e del gossip. Vogliono vendetta per ogni male, ma ti chiedono di farla per loro (quante “soffiate” che ho ricevuto), ma se appena appena li deludi allora sei un venduto. E se dici loro ciò che sono se la legano al dito, oppure applaudono come se fosse divertente sentirsi dare degli stronzi. Del resto si sa, gli stronzi sono sempre quelli ai lati.
giovedì 3 dicembre 2020
censura
Oggi
mi pare che le due notizie principali dal mondo riguardino i territori
sotto l'influenza della Cina. A Hong Kong, proprio oggi è stato
arrestato Jimmy Lai, editore del quotidiano Apple Daily ed attivista,
attraverso il suo giornale, per la democrazia in Cina. In Algeria,
invece, la cui economia è ormai da tempo soggetta alla politica
economica cinese, il governo ha sospeso ieri due siti d’informazione,
Twala e Casbah Tribune, nell’ambito di un'operazione contro la libertà
di stampa. Sempre in Algeria, nel corso dell’anno sono stati fermati
altri giornali online e molti giornalisti e blogger sono stati
condannati o sono attualmente sotto processo. Se questo è il modello che
a breve detterà legge nel mondo (visto che la Cina si prepara a
prendere il posto degli USA, e visti anche gli esempi di Russia,
Turchia, Brasile e i tentativi di Trump di mettere il bavaglio ai
giornalisti americani) c'è da stare molto molto attenti.






