Visualizzazione post con etichetta sanremo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sanremo. Mostra tutti i post

sabato 15 febbraio 2025

vittoria o fallimento

Faccio il mio unico post su Sanremo 2025 osservando come ogni sera vanno ripetendo che circa 11 milioni di spettatori, su una popolazione di 60 milioni, sono un successo senza precedenti. Io penso al mondo dei libri, dove il numero dei lettori italiani è all’incirca lo stesso degli spettatori di Sanremo, e mi chiedo perché se 11 milioni di consumatori guardano un programma frivolo come Sanremo è un successo, se leggono un libro è considerato un fallimento.

martedì 7 febbraio 2023

snobismo

Io quest'anno boicotterò Sanremo, come del resto lo boicotto tutti gli anni almeno quanto boicotto il campionato di calcio e il festacchione di Capodanno, perché fondamentalmente non me ne frega un cacchio. Anche se resto umile nel mio snobismo e forse Gino Paoli lo vedo.

venerdì 4 febbraio 2022

mito

Quello scambio di battute che c'è stato ieri fra la Foer e Zanicchi è bellissimo anche perché ti fa vedere come nasce un mito. Nel senso che basta andarsi a vedere la registrazione di ieri per rendersi conto che lo scambio di battute non è stato così secco né la Zanicchi così antipatica e cafona come dicono. Però sappiamo anche che la leggenda è nata e fra cinquant'anni verrà riportata così come la scrivono adesso, con stile eroi e tempi perfettamente teatrali. Aggiungo che se vogliamo cercare la volgarità ce n'è tanta, la prima sera ad esempio Fiorello faceva una battuta ad Amadeus sull'allungamento del pene, è stato volgare (a Berlusconi per dire sarebbe piaciuta), ma nessuno ne ha parlato perché in fondo questa è un'ironia bassa che piace a tutti e poi perché Fiorello è simpatico, mentre la Zanicchi non è così simpatica come si crede e quindi come la fa la sbaglia. Mi permetto di scriverlo perché fondamentalmente sono più colto di voi.

domenica 23 febbraio 2020

parassiti

Ieri, a una serata karaoke, a un certo punto hanno cominciato a cantare Sincero nella versione rivista da Morgan (strofa di Morgan, ritornello di Bugo, di nuovo strofa riscritta di Morgan, finale con battuta "Che succede?"). Erano quasi tutti ragazzi e la cantavano a memoria, la sapevano come sapevano Felicità di Albano e Romina o Completamente dei Thegiornalisti, mentre incespicavano sul testo di Disperato Erotico Stomp o Tutto il resto è noia. Ho pensato che Morgan, indipendentemente da cosa si pensi di lui e del suo gesto, è riuscito a prendere una canzone scritta da un altro, che dopo Sanremo sarebbe probabilmente finita nel dimenticatoio, l'ha fatta sua sacrificando lo stesso autore (e amico) alle proprie esigenze e così, ammazzando l'autore, l'ha fatta diventare di tutti*. Cosa fa la differenza, in tutto questo, fra il capriccio di uno stronzo e un'operazione performativa (cinica, furba, drogata, ecc.) ma che ha un suo indubbio fascino? Alcuni giorni fa leggevo che c'era del futurismo nella sua performance, io ci vedo più del ready made e del teatro della crudeltà applicati, con malizia, ai canoni del linguaggio televisivo. E tanta autofiction, che ha trascinato nel suo movimento autodenigratorio persino l'apparente parte lesa, Bugo, il quale subito vi si è adattato (occhiali neri da vedova) insieme a tutto il carrozzone mediatico. Qualcuno dice che fosse tutto studiato a tavolino, perché non si può più credere che qualcuno riesca a spezzare una finzione scenica forte come quella televisiva, in virtù di un gesto, di una sola azione significante. Eppure, il senso ultimo di un gesto artistico, per chi ci crede, è proprio quello di spezzare una finzione per crearne un'altra, deviando il corso della prima. C'era verità o no, allora, nel gesto di Morgan? Ma il punto, ormai, non è nemmeno quello. Il punto è che il festival di Sanremo sembra finito da un pezzo (chi lo ha vinto? chi ne parla ancora?) e ieri quei ragazzi cantavano a memoria la canzone di Morgan (e Bugo), che quindi sta entrando nel loro immaginario. E come ho imparato negli anni, ma potrebbe dirvi chiunque si occupi, altrettanto cinicamente, di mercato artistico: può essere arte, se se ne parla oppure no; ma è arte soltanto se se ne parla. 

*Mentre osservavo tutto questo, ieri, chi era con me mi parlava del film Parasite.

venerdì 15 giugno 2018

ieri ho incontrato mia madre

Ieri ho incontrato mia madre, singolo e brano di chiusura del terzo disco di Gino Paoli, è una delle più drammatiche interpretazione del suo primo periodo. Di lì a poco, infatti, Paoli si sparerà un colpo al cuore. Offre un bello spaccato della cultura musicale dell’epoca. Da una parte è accompagnato da un’orchestra diretta da Ennio Morricone: quella degli arrangiamenti orchestrali è una pratica desueta nell’odierna musica pop italiana – perché sono cambiati i gusti del pubblico ma anche per via dei costi elevati – eppure, facendosi l’orecchio, di una ricchezza e di una raffinatezza rari. Dall’altra soffre di un pesante intervento della censura: il titolo originale della canzone era infatti Ieri ho incontrato mia moglie e parlava, senza troppi fronzoli, della delicata situazione con Anna Fabbri quando Paoli si innamorò della giovanissima Stefania Sandrelli. Non ammettendo concetti come corna, separazione, e peggio ancora storie con avvenenti minorenni (com’era appunto la Sandrelli), la casa discografica propose a Paoli di modificare il testo, e come al solito fu la Mamma a salvare capra e cavoli, caricandosi sulle spalle il peso della buona, asessuata ma tanto pruriginosa, famiglia italiana. In quella nuova veste, Paoli portò la canzone a Sanremo nel 1964, dove tutti capirono tutto senza capirci un bel niente, dunque piazzandosi quarto.

giovedì 11 febbraio 2016

cosa è successo?

Io Sanremo non lo seguo, però i post commossi di tanti sull'esibizione di Ezio Bosso mi hanno incuriosito. Così sono andato a vedermi anche io il video. E vedendolo, anche io commosso, mi sono ricordato che di SLA non si sentiva più parlare in tv da qualche mese, precisamente dal 17 giugno 2015, quando i malati di SLA scesero in piazza per protestare contro le ambiguità del Governo in merito agli interventi economici per l'assistenza ai malati. Io l'ultima volta li avevo lasciati in piazza, a lottare da soli per la propria dignità e per dare un po' di sollievo alle proprie famiglie. Poi sono venute le emergenze sull'immigrazione, le stragi in Francia, la questione sulle unioni civili, nessuno ne ha più parlato e io sinceramente me li sono scordati. Fino a ieri. E ora mi è venuto da chiedermi cosa fosse successo nel frattempo.

giovedì 12 febbraio 2015

domanda (2)

Ma io voglio capire, perché la gente a cui palesemente non piace Sanremo si guarda Sanremo tutte le sere per poi parlarne male? Lo fa 
a) appunto per parlarne male, perché parlare male di qualcosa è sempre divertente anche se alla lunga meschino? 
b) perché non sa che cacchio fare la sera e allora deve trovare un qualche modo per riempire quelle quattro ore? (dio mio, quattro ore!! moltiplicate per cinque giorni ci leggi tutto Guerra e Pace!!) 
c) sadomasochismo non dichiarato? oppure per campanilismo, perché gli piace quella cosa marrone? 
d) per constatare, con vivo senso civico/cinico, il decadimento della televisione italiana e quindi darsi una scusa per non pagare il canone? 
e) boh?