Apro a caso questo libro strano, Artisti della sopravvivenza (Einaudi, 2022) di Hans Magnus Enzensberger, che è una serie di caustici ritrattini di 60 scrittori del 900, molti dei quali assurti a miti con o loro malgrado, a cui Enzensberger spezza le gambe senza pietà. Prima ancora che scrittori, dice lui, sono stati uomini e donne, e in quanto uomini e donne soggetti alle leggi della sopravvivenza, e a volte della vanità, spesso e volentieri sono venuti a compromessi col potere, lo stesso potere a cui poi nei loro libri si opponevano. Apro a caso e trovo due ritrattini uno accanto all'altro, quello di Curzio Malaparte e quello di Bertolt Brecht. E mi fa sorridere leggere cosa ne scrive: che tanto ha imparato da Brecht di cui rispetta immensamente il talento, il genio poetico, la lungimiranza politica, per quanto fosse un uomo infame, uno sfruttatore sul lavoro, uno a cui il comunismo aveva messo i paraocchi verso lo stalinismo, e per di più uno che puzzava; quanto ritiene Malaparte uno scrittore sopravvalutato e politicamente senza capo né coda, un bugiardo senza vergogna e senza paura, un voltagabbana da romanzo d'appendice, eppure proprio per questo suo non appartenere ad altri che a se stesso, si vede (e si vede bene) che a Enzensberger Malaparte, il fascistissimo Malaparte, stava simpatico, assai più simpatico del maestro Brecht. Dove non arriva il genio artistico, arriva sempre l'arte della sopravvivenza.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
sabato 16 dicembre 2023
giovedì 13 ottobre 2022
merde simpatiche
"Buongiorno, vi dico subito che vi seguo sempre sui social. Mi chiedevo se avreste dato una casa a questi miei versacci, ma non mi avete mai risposto. Voglio pubblicare con voi perché siete delle merde simpatiche. Anzi, se ci fate una storia con questa mi fate contento."
venerdì 4 febbraio 2022
mito
Quello
scambio di battute che c'è stato ieri fra la Foer e Zanicchi è
bellissimo anche perché ti fa vedere come nasce un mito. Nel senso che
basta andarsi a vedere la registrazione di ieri per rendersi conto che
lo scambio di battute non è stato così secco né la Zanicchi così
antipatica e cafona come dicono. Però sappiamo anche che la leggenda è
nata e fra cinquant'anni verrà riportata così come la scrivono adesso,
con stile eroi e tempi perfettamente teatrali. Aggiungo che se vogliamo
cercare la volgarità ce n'è tanta, la prima sera ad esempio Fiorello
faceva una battuta ad Amadeus sull'allungamento del pene, è stato
volgare (a Berlusconi per dire sarebbe piaciuta), ma nessuno ne ha
parlato perché in fondo questa è un'ironia bassa che piace a tutti e poi
perché Fiorello è simpatico, mentre la Zanicchi non è così simpatica
come si crede e quindi come la fa la sbaglia. Mi permetto di scriverlo
perché fondamentalmente sono più colto di voi.
giovedì 14 gennaio 2021
tormento
Continuo a tormentarmi per una frase che ho letto in un post di Giulio Mozzi. Lui dice che se li conosci bene gli scrittori sono persone generose. Io continuo a chiedermi come cacchio ho fatto in vent'anni che frequento questo mondo ad aver sbagliato tutti gli incontri, tanto che di “simpatici” ne ho conosciuti a decine, ma di “generosi” così pochi che, se li conti sulle dita della mano, ti avanzano le dita.
giovedì 12 dicembre 2019
simpatia
venerdì 21 dicembre 2018
menomale
“Chiudi gli occhi” le ho detto.
Lei ha riso. “Menomale che sei simpatico.”
Apposto.