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venerdì 14 marzo 2025

fortuna

Autore mi chiama al telefono e si presenta osservando che è così raro trovare un editore che mette il suo numero sul sito che non credeva gli avrebbe risposto nessuno. Mi dice, senza nessun imbarazzo, che gli sarebbe piaciuto propormi una raccolta, ma è malato, ha una malattia neurodegenerativa e non sa se ce la farebbe a vederla pubblicata, per cui mi chiede se mi va almeno di ascoltare le sue poesie al telefono, solo per sapere se valgono qualcosa e se, con un po’ più di quella fortuna che gli manca, gliele avrei pubblicate. – Ma io adesso come faccio a dirglielo se mi sembrano brutte? – Mi aspetto un certo grado di onestà da uno che mette il suo numero sul sito. – Così mi siedo, e ascolto al telefono quest’uomo che, con la voce così roca e stanca che dopo un po’ fa male, mi legge una dietro l’altra una decina di poesie dedicate a sua figlia, in cui le chiede scusa di qualcosa. – È tutto ciò che si salva della mia vita. – Sono belle, gli dico. – Dice che sono belle? – Io dico di sì. – Questo mi basta, non la disturbo oltre. Posso salvare il suo numero? Così posso dire a mia figlia che un editore mi ha detto che le mie poesie sono belle, e se non mi crede le dirò di chiamarla. – Va bene, faccia pure. – Sa che lei è stato il primo editore che mi ha risposto? – Perché, finora quanti ne ha chiamati? – Lei è stato il primo. – Vede, poi dice che non è fortunato. (Ride).

lunedì 10 marzo 2025

corna

Autrice mi chiama: Anche io ero di quelli che pensava che l’unico editore buono è quello morto. Poi ho visto i vostri libri e dopo anni di autopubblicazione mi è venuta voglia di pubblicare con voi. Non mi deludete per favore! – Altrimenti ci ripensi e ci auguri la morte? – (Ride). Meglio se non vi auguro nulla, già mi dicono che porto sfiga. – (Io che faccio le corna).

mercoledì 26 febbraio 2025

affinità

A volte penso che autori ed editori si scelgano non solo perché seguono una ipotetica linea editoriale, ma anche per affinità elettive. La settimana scorsa, ad esempio, ho proposto a un’autrice di andare a leggere le sue poesie a un festival, mi ha risposto: Scusami, non è nelle mie corde. Ieri, poi, chiedevo a un altro autore se voleva essere iscritto col suo libro al premio Strega Poesia, mi ha risposto: non ci tengo allo Strega, a meno che non siano loro a chiamarmi. Che, lo confesso, è ciò che avrei risposto anche io al posto loro. Non mi interessa, meglio di no. “I would prefer not to”. I miei autori e io siamo una casa editrice anche per questo.

lunedì 24 febbraio 2025

foto

A forza di pregare perché accadesse, un'autrice mi prende in parola e invece della solita Bio mi manda una foto in costume da bagno, riaffermando la giustezza del detto che del poeta non si butta via nulla.

lunedì 17 febbraio 2025

certificato

Autrice che mi manda la sua raccolta di poesie brevi e per ciascuna aggiunge una dedica in rima baciata, persino quando la poesia è dedicata al mare o alla pace, quindi per ogni pagina ci sono sempre due poesie, quella che parla della pace e la dedica alla pace, e in calce ci mette il suo nome e il certificato di autenticità dell'opera, anche quando la dedica è praticamente uguale alla poesia, quindi l'autrice copia da se stessa.

domenica 16 febbraio 2025

promosso

Autore che mi scrive: "Buongiorno, vorrei proporle un testo che, credo, sia coerente con la Sua idea della funzione della poesia: chiarezza e pulizia del dettato, coniugata ad impegno sul piano sociale e storico." E io penso, Finalmente! Infatti lo apro e leggo un'opera che dice, a me, quello che io voglio trasmettere con la mia idea di linea editoriale. Promosso.

giovedì 6 febbraio 2025

chi li leggerà?

Uno fa il meccanico, mi manda delle poesie lunghissime sull’officina in cui si perde fra i bulloni e le chiavi come Chaplin nella catena di montaggio. Un altro lavora la terra, mi manda delle poesie d’amore dedicate ai pompelmi che gonfiano il petto e guardano fiduciosi al futuro. Una ragazza studia medicina e scrive poesie per dirmi che di fronte al dolore degli altri si sente vulnerabile e sola, ma si chiede con ansia quando si formerà quella corazza professionale che la distaccherà da loro. Un altro, disoccupato, vola alto e mi manda un poema ucronico sulla fine del mondo dove mi mette in mezzo “l’editore Lillo ha detto” nemmeno fossi un personaggio da operetta buffa. Nessuno di loro ha più di trent’anni, tre non hanno proseguito gli studi, nessuno frequenta circoli letterari o combriccole da poeti estinti. Eppure scrivono, più o meno bene, prima o dopo il lavoro, hanno idee strambe e stimolanti. Mi chiedo sempre chi li legge, a parte me, e cosa ne pensa, e chi li leggerà se verranno pubblicati. I dati di mercato ci dicono nessuno, o quasi. Queste storie di giovinezza artistica entusiasmano tutti, poi però si deve mettere mano al portafogli e lì cominciano i problemi. Eppure, aggiungo, quanto ci fa bene sapere che da qualche parte ci sono nascoste delle persone così, fuori dagli schemi, che ci apparecchiano così grandi entusiasmi in virtù dei loro sogni in versi. Se la poesia è viva, oggi, lo dobbiamo anche un po’ a loro.

venerdì 31 gennaio 2025

mercoledì 29 gennaio 2025

la citazione

Giovane autrice che spasima per pubblicare mi scrive di essere turbata dalle complessità del mondo editoriale. Le faccio leggere per rincuorarla la famosa poesia di Fortini che dice "Nulla è sicuro, ma scrivi". – Mica male questo Fortini, mi dice. Chi è? È uno che dovrei leggere? Me lo segno! – Poi fa una storia su IG dove si mette in posa da scrittrice, ma sbaglia a trascrivere il verso: "Nulla è certo, ma scrivi!". Apposto.


venerdì 24 gennaio 2025

self-publishing

Forse l’ho presa sottogamba come cosa, e da ciò che mi dicono non sono il solo visto che molti editori pugliesi, proprio come me, non hanno risposto all’appello. Ma domani a Bari (come penso sia successo altrove) ci sarà un incontro sulle possibilità offerte dal self-publishing organizzato dal Bologna Children’s Book Fair in accordo con Amazon. Che significa? Che il mercato, ormai saturo sul fronte editoriale, invece di rivedere le proprie falle soprattutto in ambito distributivo, fieristico e lobbystico, ha deciso di fiondarsi sulla fetta ancora inesplorata e da spolpare degli autori allo sbaraglio. E infatti hanno affittato un intero teatro e l’incontro mi dicono è andato soldout. Questo perché il futuro ci sta arrivando addosso con conseguenze a mio avviso disastrose. Nel 2023 il 16% della produzione libraria italiana (quasi un quinto!) era composta da opere autopubblicate, e questo solo perché siamo abbastanza vecchi come popolo da restare attaccati a certi status: vogliamo il libro pubblicato dall’editore, ben distribuito e in mostra in libreria. Ma solo dieci anni fa era il 5%, e fra 10 anni sarà il 30%! Il che fa ridere, perché tutti dicono che si pubblica troppo, che gli editori speculano sui poveri autori innocenti! E quindi che si fa? Si pubblica ancora di più, aggirando gli editori che bene o male facevano/fanno da filtro, e per farlo nella maggior parte dei casi si sceglie di farsi spennare da piattaforme come Amazon (ma ce ne sono tante, e anche alcuni grandi editori hanno cominciato a proporsi) che si fanno pagare tutto, dall’editing all’impaginazione, dalla grafica alla distribuzione, con percentuale di guadagno non solo sulla fabbricazione dell’oggetto libro (100% di guadagno + iva) ma anche sul venduto (a partire dal 30% sul prezzo di copertina). Quindi, di preciso, cosa cambia rispetto a prima per l’autore? Che, a parte le tempistiche molto più agili, prima c’era dall’altra parte qualcuno che in un modo o nell’altro giudicava il tuo lavoro di autore, sia che ti prendesse a bordo, sia che ti rifiutasse, sia ti chiedesse denaro per stamparti o seguirti. Adesso aggiri il giudizio dell’altro, fai tutto da solo (e ti senti molto solo nel farlo), ma se ci credi abbastanza e ti presenti bene sui social, se insisti e ti promuovi, puoi rivenderti fino al successo. È dimostrato che uno su mille ce la fa! E tutti gli altri finiranno nel dimenticatoio esattamente come ieri, senza infamia e senza lode. Del resto, come mi diceva un amico stampatore quando gli esprimevo i miei dubbi sulle possibilità commerciali di un libro: “Antò, se un libro è buono in qualche modo vende, se è una cacatina magari qualcosa in più vende, ma sempre cacatina rimane”.

martedì 21 gennaio 2025

sinossi

Oggi mi scrivono: Ciao, vi avevo contattato un anno fa per una raccolta e mi avete detto che il vostro piano editoriale era pieno per tutto il 2024. Ora come siete messi? Posso mandare? – Non ti prometto niente, ma tu manda pure. – Grazie mille! Allora ne approfitto e oltre alla raccolta di poesie vi mando anche un romanzo di fantascienza e uno di autofiction che ho scritto nel frattempo! Una domanda, vi devo mandare anche la bio e la sinossi o di quelle potete fare a meno? – Soltanto se sei un autore famoso posso farne a meno. – Allora ve le devo mandare.


sabato 18 gennaio 2025

sant'antonio da padova

Oggi mi scrivono su IG: Ciao, mi hanno detto che tu sei uno che recensisce per passione i libri degli altri. Posso chiederti di farlo anche col mio? Ma devo mandarti anche il libro? O basta il PDF? Grazie. – L’altro giorno un ragazzo: Ciao, mi hanno parlato molto bene di te, sono un giovane aspirante poeta e ho bisogno di un parere critico su ciò che scrivo. Posso mandarti qui alcune mie poesie per sapere cosa ne pensi? Però mi raccomando devi essere il più onesto possibile. – La mia domanda è: Ma chi è che va dicendo in giro che sono Sant’Antonio da Padova, protettore di poveri, oppressi e orfanelli?

martedì 14 gennaio 2025

ancora no?

Autrice che mi chiama al telefono: Lillo, mi vuoi dire che cosa devo fare per farmi pubblicare da te? Hai letto la mia proposta? Ancora no? Come, dove sta? Te l'ho mandata a ottobre! Possibile che non l'hai ancora vista? Ma così schifo ti faccio? Insomma Lillo, dai! Ho voglia di pubblicare con la tua casa editrice! Com'è che si chiama?

domenica 12 gennaio 2025

misura

Straordinario, pensavo oggi, come una buona parte di quelli che mi contattano abbiano cominciato a scrivere versi dopo una delusione d'amore e poi abbiano interrotto quando si sono rifidanzati, ma in tutti è rimasto il dubbio di sapere quanto valgono i loro versi, forse per dare una misura al loro perduto amore.

martedì 24 dicembre 2024

nella dedica

A me, caro editore, in un certo senso mi ha salvato mia moglie, una che ancora non ce la faccio a chiamarla ex, quando mi ha lasciato per quell’altro, io è stato un mese che mi volevo ammazzare, ma poi mi ha preso una bile a pensare che una così manco ci viene al mio funerale, solo per farmi dispetto, che ce ne siamo fatti tanti, una che poi mi sono detto No caro, qui bisogna reagire, io a quella lì non gliela dò la soddisfazione di vedermi morire per un altro, così mi sono rimesso in piedi, e ho cominciato a scrivere un libro, uno solo per dire quanto è stronza, e che se vivo è nel bene o nel male solo per lei. Questo l’ho messo nella dedica.

mercoledì 11 dicembre 2024

poeta senza jannacci

Autore mi manda raccolta in cui ogni poesia è dedicata ai “veri grandi poeti” che lo hanno ispirato. Apro la raccolta e l’elenco, cominciando con De André, prosegue con Guccini, Lolli, Dalla, De Gregori, Battiato, ecc., tutti cantautori e nemmeno uno che scriva poesie fra di loro. – Momento, qui manca Enzo Jannacci! – Non mi è mai piaciuto tanto Jannacci... – Mi spiace, gli rispondo, ma la raccolta non rientra nella nostra linea editoriale.

martedì 10 dicembre 2024

amori in corso

Autrice mi chiama periodicamente per consigli di cuore e sulle sue poesie. Sulle poesie mi ascolta quasi sempre, per il cuore no, del resto lei ha più esperienza di me. Lesbica, dice che vuole una relazione stabile con cui mettere la testa a posto, però esce tutte le sere con donne più giovani conosciute su Tinder o Bumble che se la portano a letto e la scaricano il giorno dopo. – Mi dà così fastidio come mi trattano, sono diventata una milf senza nemmeno aver avuto dei figli, si lamenta, ma intanto per farmi rosicare mi manda le foto delle sue ragazze in tiro. Tu non mi credi, lo so, ma io soffro terribilmente per come mi vanno le cose. Forse sono malata di sesso, forse dovrei andare in cura. – Finiscila! Fai praticamente la vita che vorrebbe fare la maggior parte dei maschi di mezza età che conosco. – Ma io mica lo faccio apposta, io le vedo tutte come Madonne! E dopo che mi accorgo dell’errore! – È bello così, quando ti accorgi dell’errore dopo che ci hai scopato. – Lillo, cosa ti credi? Gestire tutto questo non è mica facile! Non hai idea di quanto mi fa male il cuore! – Certo che ce l’ho un’idea, mi hai mandato quattro raccolte di poesie in un anno! Più di me non lo sa nessuno, guarda.

domenica 8 dicembre 2024

pubblicazione terapeutica

Autore mi scrive per bisogno, mi dice di avere il blocco dello scrittore e di essersi convinto che solo la pubblicazione di una raccolta potrebbe aiutarlo a liberarsi di questo peso. Ragion per cui – non scrivendo qualcosa di buono da anni – ha pensato bene di rastrellare tutto ciò che teneva nascosto in fondo ai cassetti e ora mi chiede di pubblicarlo in chiave terapeutica. La maggior parte sono scarti, ammette, ma non è questo il punto, l’importante è rompere questo muro del silenzio che lo affligge. Mi chiede anche, nel caso che lo voglia rifiutare, di particolareggiare i motivi della mia risposta, perché se prova a mettersi nei miei panni non gli pare possibile che un editore di buon cuore volti le spalle a chi chiede umilmente aiuto. E se invece si sbaglia, vuole capire perché.

sabato 7 dicembre 2024

il pensionato

Autore mi chiama per chiedermi se voglio pubblicare il suo libro. Può uscire quando vuole mi dice, anche fra due o tre anni, basta che mi dà una data così mi metto al lavoro. – Dovrei prima leggerlo, gli dico, di che tratta? – Non lo so ancora bene, pensavo alla storia della mia vita o forse della mia famiglia, ma non ho ancora cominciato a scriverlo. Lei ha qualche suggerimento? – Questa è la prima volta che mi capita un autore che prima cerca un editore e poi scrive il suo libro. – Non avevo mai pensato di scrivere libri prima, ma sa, io ormai sono pensionato, non so che fare dalla mattina alla sera, così ho pensato che srivere può diventare un buon passatempo. Che dice? – Guardi, ormai lo fanno tutti, non vedo perché lei no.

venerdì 22 novembre 2024

la sagra della porchetta di roma

Mentre leggo post di giovani autori indignati che consigliano di boicottare PLPL per le contraddizioni che ogni sala/salone/festival/sagra/rassegna si porta sempre dietro, perché sono eventi che servono a muovere soldi, non libri o idee, ma soldi (ragione per cui, a voler essere integri, bisognerebbe boicottarli tutti), mentre leggo questi post vedo la foto di un mio amico con cui, poco tempo fa, ebbi il coraggio di essere diretto e sincero come raramente sono capace di fare, e gli dissi: “no, le tue poesie sono brutte, secondo me non dovresti pubblicarle” spiegandogli che cosa non andava. Lui allora mi abbracciò, mi disse che avevo ragione, che ero un vero amico per la mia sincerità e che avrebbe seguito i miei consigli e continuato a studiare per migliorarsi, mi disse così poi oggi ho visto una foto in cui pubblicizzava il suo libro, quello stesso libro che aveva fatto leggere a me, pubblicato con un altro editore. Non è nemmeno una colpa la sua, fanno tutti così. Ma proprio per questo credo che ogni forma di boicottaggio, per quanto necessaria, non possa portare a nessun risultato, perché prima di boicottare gli altri bisogna imparare a fare i conti con se stessi e se dici alla maggior parte degli autori: “scegli se essere integro oppure se vuoi vedere il tuo libro alla sagra della porchetta di Roma”, la maggior parte degli autori ti risponderà che vuole essere famosa, anche accontentandosi della porchetta.