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mercoledì 11 dicembre 2024

poeta senza jannacci

Autore mi manda raccolta in cui ogni poesia è dedicata ai “veri grandi poeti” che lo hanno ispirato. Apro la raccolta e l’elenco, cominciando con De André, prosegue con Guccini, Lolli, Dalla, De Gregori, Battiato, ecc., tutti cantautori e nemmeno uno che scriva poesie fra di loro. – Momento, qui manca Enzo Jannacci! – Non mi è mai piaciuto tanto Jannacci... – Mi spiace, gli rispondo, ma la raccolta non rientra nella nostra linea editoriale.

mercoledì 21 luglio 2021

poveri cantautori

Mi è appena venuto in mente che praticamente tutti i cantautori che conosco (Guccini, Vecchioni, De André, De Gregori, Lolli, a suo modo persino Venditti...) hanno scritto almeno una canzone negli anni '70 sui colleghi cantautori eletta schiera che si vende la sera per un po' di milioni... E mi sono chiesto sì va bene, è giusto, ma di preciso con quali cantautori ce l'avevano? Con Gino Paoli e Sergio Endrigo? Con Califano? Con Gaber? Con Piero Ciampi che se non lo pagavi ti sfasciava il locale e se lo pagavi te lo sfasciava uguale? O se le sputavano addosso l'un l'altro?

sabato 20 gennaio 2018

la scoperta dell'acqua calda

Cosa ho scoperto, di nuovo, questa settimana?
1) la poesia non conta nulla, men che meno conta sul mercato editoriale o per gli addetti ai lavori che ti trattano come il parente povero invitato alla festa, simpatico ma con le pezze al culo;
2) i poeti, pubblicati o inediti che siano, non contano proprio nulla (a meno che non facciano ridere e allora sono poeti simpatici e vendono qualche copia in più), eppure se vogliono sanno farsi sentire, ovvero sanno come rompere il cazzo, soprattutto ad amici e parenti che compreranno i loro libri basta che stiano zitti;
3) i cantautori non contano un granché (quelli vivi almeno, quelli morti contano qualcosa in più) ma in ogni caso non sono poeti e forse non sono nemmeno cantautori: i cantautori non sono nulla allora, sono meno del nulla, però vendono sempre più di tutti;
4) le librerie non contano nulla. I librai parlano sempre di libri ma diciamoci la verità, alla maggior parte delle persone di quello che hanno da dire i librai non interessa nulla, e infatti i librai non contano nulla per nessuno;
5) del resto, il pubblico della poesia non conta nulla, è evidente (ma in generale, è altrettanto evidente che tutti i lettori presi nel mucchio non contano nulla) e stanno lì a guardarci come la sfinge nel deserto senza capire che ci stanno a fare: noi siamo le piramidi;
6) gli editori di poesia non contano nulla, e te ne accorgi soprattutto quando vanno alle fiere o ai festival del libro, o quando arriva il rendiconto delle vendite dal distributore, dove fanno sempre la figura dei parenti poveri invitati alla festa (simpatici e con le pezze al culo, come sopra);
7) i concorsi di poesia contano, forse, se c'è il nome di grido in giuria (che alla fine è solo un nulla un po' più evidente di te) che gli dà lustro, ma alla fin fine lo sappiamo non è che contino così tanto nell'equilibrio dei premi che contano e comunque vincono sempre gli altri;
8) in compenso i festival di poesia (e va preso atto che in Italia, dove ci sono più scrittori che lettori, ci sono ancora più fiere e festival letterari di quanti siano gli scrittori) sanno fare bene i conti: infatti campano sui soldi pubblici e su quelli spillati agli editori, per cui non contano quasi nulla in quanto eventi culturali, ma contano e tanto quando c'è da far girare i soldi; e mentre chiudono nel silenzio di tutti le biblioteche e i teatri, che non contano più nulla.
9) Insomma, tutto è nulla. O merda, a seconda dell'umore, che forse è nulla anch'essa, ma forse qualcosa più del nulla conta. Del resto da un bel nulla non nasce niente, dal letame nascono i fior. L'ha detto un poeta, forse. Chi lo capisce è bravo.