Visualizzazione post con etichetta diritto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta diritto. Mostra tutti i post

lunedì 19 giugno 2017

diritto

Lo so che ne traslo il senso, ma quando mi dicono Ius soli, io per estensione la prima cosa che penso è il mio diritto inalienabile a ritagliarmi e difendere uno spazio tutto mio dove star solo, e da cui mandare affanculo tutti quanti quando la pazienza vacilla. Lo stesso principio per cui delle volte, sentendomi straniero in una terra straniera, rivendico il mio diritto alla sopravvivenza e spengo il telefono o mi chiudo in casa a distanza di sicurezza dal prossimo. Tutti mi dicono: asociale! E io rispondo: no, esercito soltanto il mio diritto alla solitudine.

giovedì 11 febbraio 2016

cosa è successo?

Io Sanremo non lo seguo, però i post commossi di tanti sull'esibizione di Ezio Bosso mi hanno incuriosito. Così sono andato a vedermi anche io il video. E vedendolo, anche io commosso, mi sono ricordato che di SLA non si sentiva più parlare in tv da qualche mese, precisamente dal 17 giugno 2015, quando i malati di SLA scesero in piazza per protestare contro le ambiguità del Governo in merito agli interventi economici per l'assistenza ai malati. Io l'ultima volta li avevo lasciati in piazza, a lottare da soli per la propria dignità e per dare un po' di sollievo alle proprie famiglie. Poi sono venute le emergenze sull'immigrazione, le stragi in Francia, la questione sulle unioni civili, nessuno ne ha più parlato e io sinceramente me li sono scordati. Fino a ieri. E ora mi è venuto da chiedermi cosa fosse successo nel frattempo.

domenica 31 gennaio 2016

il meno peggio

Trovo sia scorretto, per difendere il diritto dei gay ad avere una famiglia, denigrare la famiglia tradizionale con esempi negativi, tipo famiglie di disadattati, delinquenti, tossici o stupratori che ogni giorno campeggiano in cronaca nera. Sono storie orribili ma sono sempre (si spera) l’eccezione. Io sono cresciuto in una bella famiglia, magari eccessivamente chiassosa ma presente, e vorrei che tutti potessero avere la stessa possibilità di crearsene una, proprio perché la famiglia è una forza positiva in quanto dentro c’è qualcuno con te (indipendentemente da chi è), e non perché il meno peggio che c’è.

E comunque, diciamoci la verità, se dopo che tutte le ricerche scientifiche del mondo hanno dimostrato che fumare fa venire il cancro, trovo sia molto più cretino chi non scende in piazza per togliere ai fumatori il diritto di rovinarsi la salute.

giovedì 13 agosto 2015

diritto e investimento

"È giusto studiare quello per cui si è portati e che si ama? Soltanto se si è ricchi e non si ha bisogno di lavorare, dicono gli economisti. Se guardiamo all’istruzione come un investimento, le indagini sugli studenti dimostrano che quelli più avversi al rischio, magari perché hanno voti bassi e non si sentono competitivi, scelgono le facoltà che danno meno prospettive di lavoro, cioè quelle umanistiche. I ragazzi più svegli e intraprendenti si sentono sicuri abbastanza da buttarsi su Ingegneria, Matematica, Fisica, Finanza. Studi difficili e competitivi. Ma chi li completa avrà opportunità maggiori, in Italia o all’estero."  [da un pezzo scritto da Stefano Feltri per il Fatto Quotidiano, che leggete per intero QUI]
Spiace ammettere che quello che un tempo era, per Costituzione, un diritto inalienabile, il diritto allo studio, coi tempi che corrono è diventato, invece, un investimento: il che non nega soltanto il valore stesso del diritto, ma anche il senso più alto della Costituzione, che se non garantisce lo studio, il lavoro, la dignità dei cittadini e degli uomini tutti, allora non si capisce che ci sta a fare. E infatti piano piano la stanno sgretolando perché inutile ai tempi che corrono, tempi che non chiedono diritti, ma investimenti. 
L'articolo è argomentato male, pieno di lacune, e non si capisce dove vuol andare a parare, però è scritto dal vicedirettore del Fatto Quotidiano, laureato in economia alla Bocconi. Appunto.