Visualizzazione post con etichetta costituzione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta costituzione. Mostra tutti i post

mercoledì 12 marzo 2025

la costituzione

Straordinaria, pensavo, la nostra Costituzione, talmente grande che nella stessa ci si riconoscono sia quelli che in virtù dell'Articolo 11 (L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali) rifiutano il riarmo europeo, sia quelli che in virtù dell'Articolo 52 (La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino e quindi tutti sono obbligati a prestare servizio militare) vanno in giro di notte a pestare in gruppo chi, a loro insindacabile giudizio, ritengono sia pericoloso per la comunità, meglio ancora se extracomunitario. Sia gli uni che gli altri ritengono per opposti motivi che le istituzioni, sia lo Stato che l'Europa, li stiano tradendo e quindi li avversano con forza, però nessuno dei due stringerebbe mai la mano all'altro. Il bello è che secondo Costituzione sarebbero tutti fratelli, fratelli d'Italia (dall'inno di Mameli) in uno Stato che, diceva Saba, non conosce il parricidio ma è per sua stessa natura fratricida. Appunto.

giovedì 13 agosto 2015

diritto e investimento

"È giusto studiare quello per cui si è portati e che si ama? Soltanto se si è ricchi e non si ha bisogno di lavorare, dicono gli economisti. Se guardiamo all’istruzione come un investimento, le indagini sugli studenti dimostrano che quelli più avversi al rischio, magari perché hanno voti bassi e non si sentono competitivi, scelgono le facoltà che danno meno prospettive di lavoro, cioè quelle umanistiche. I ragazzi più svegli e intraprendenti si sentono sicuri abbastanza da buttarsi su Ingegneria, Matematica, Fisica, Finanza. Studi difficili e competitivi. Ma chi li completa avrà opportunità maggiori, in Italia o all’estero."  [da un pezzo scritto da Stefano Feltri per il Fatto Quotidiano, che leggete per intero QUI]
Spiace ammettere che quello che un tempo era, per Costituzione, un diritto inalienabile, il diritto allo studio, coi tempi che corrono è diventato, invece, un investimento: il che non nega soltanto il valore stesso del diritto, ma anche il senso più alto della Costituzione, che se non garantisce lo studio, il lavoro, la dignità dei cittadini e degli uomini tutti, allora non si capisce che ci sta a fare. E infatti piano piano la stanno sgretolando perché inutile ai tempi che corrono, tempi che non chiedono diritti, ma investimenti. 
L'articolo è argomentato male, pieno di lacune, e non si capisce dove vuol andare a parare, però è scritto dal vicedirettore del Fatto Quotidiano, laureato in economia alla Bocconi. Appunto.