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sabato 15 febbraio 2025

vittoria o fallimento

Faccio il mio unico post su Sanremo 2025 osservando come ogni sera vanno ripetendo che circa 11 milioni di spettatori, su una popolazione di 60 milioni, sono un successo senza precedenti. Io penso al mondo dei libri, dove il numero dei lettori italiani è all’incirca lo stesso degli spettatori di Sanremo, e mi chiedo perché se 11 milioni di consumatori guardano un programma frivolo come Sanremo è un successo, se leggono un libro è considerato un fallimento.

venerdì 8 novembre 2024

proiezioni

Ho letto le proiezioni del Washigton Post sul voto americano diviso per razza e sesso e da ciò che vedo non è vera la notizia che girava ieri che la sinistra americana ha fallito ed è stata screditata dai più poveri che si sono rivoltati alla élite dem. Dalle analisi emerge che la maggior parte delle etnie "minori" (soprattutto neri e ispanici, e in particolar modo donne nere e donne ispaniche) che sono andate a votare hanno votato Harris. Semplicemente il voto dei bianchi americani (uomini e donne) che hanno votato e che rappresentano il 60% della popolazione ha schiacciato gli altri favorendo Trump. In sostanza, più che una sconfitta della élite bianca al potere, è stata l'ennesima vittoria della razza bianca sulle altre. Così stanno ancora in America.

mercoledì 20 marzo 2024

l'odore della poesia

«Poesia viene da pus» scrive Magrelli in Exfanzia, «poetare-suppurare-suppoetare», e a me viene da pensare, per associazione, a Filottete, l’arciere greco protagonista di una tragedia di Sofocle che viene abbandonato su un’isola deserta da Ulisse, mentre sono diretti a Troia, perché ha una gamba in cancrena che emana dalla ferita purulenta un odore orribile, un odore di morte in vita insopportabile; e che poi dieci anni dopo Ulisse stesso andrà a recuperare perché una profezia rivela che senza di lui e senza il suo arco infallibile la guerra di Troia non potrà essere vinta. Facile immaginarsi, a questo punto, come Ulisse, l’astuto Ulisse, sia il mercato editoriale teso alla conquista della città nemica (la letteratura) in cui è custodita la bellezza (Elena), e Filottete malmesso e zoppicante, ma pur sempre quello con la mira più lunga, sia la poesia abbandonata al suo destino mortale perché considerata inutile alla guerra. Eppure i presagi sono chiari, non c’è vittoria senza poesia, e allora bisogna tornare indietro, riprendere i rapporti, scusarsi, patteggiare, lusingarlo, ingannare se occorre l’orgoglio offeso del ferito, almeno stando a Sofocle. E sopportarne soprattutto l’odore mefitico, l'odore della poesia.

lunedì 23 luglio 2018

vittoria

Oggi ho realizzato di avere la stessa età di Pavese quando si è sparato. Lui aveva appena vinto il premio Strega per La bella estate, pubblicato La luna e i falò e scritto e nascosto nel cassetto Verrà la morte e avrà i tuoi occhi. Io sto vivendo un'estate personale alquanto brutta, ho appena scritto un libro che non si è cagato quasi nessuno e alla morte ci penso costantemente più o meno da quando avevo vent'anni. Schiacciato dal confronto ho pensato: chissà se almeno lo supero in longevità. Così come stiamo messi, già arrivare ai 42 sarebbe una bella vittoria.

venerdì 10 giugno 2016

confusione

Tu pensa come andavo confuso sui fondamentali, che mi hanno chiamato gli amici per giorni chiedendomi dove fosse l'incontro di stasera a Ostuni, e io continuavo a dire Piazza della Vittoria, ed era invece Piazza della Libertà, e ho capito solo oggi, controllando su Google Maps, che Libertà e Vittoria non stanno necessariamente nello stesso luogo.