Ascolto in presa diretta Enzo Magistà che su Telenorba dice che, a dispetto dei gufi, i dati del turismo pugliese sono in continua crescita, ma tutti decentrati sulle località di mare e per questo bisogna lavorare per amplificare l’offerta verso l’interno. A me, alle sue parole, vengono in mente due turiste russe che ho incontrato ieri, terrorizzate perché dovevano andare a Ostuni e non capivano dove fosse la fermata giusta, che non era chiara dalla segnaletica, perché se perdevano quella corsa erano a terra, non c’erano alternative. Hanno cominciato a chiedere in giro, anche ai negozi, e non lo sapeva nessuno. Io stesso ho fatto l’errore di mandarle alla fermata sbagliata, quella su via Martina, perché pensavo che il pullman girasse da lì su via Cisternino, come sarebbe ovvio. Invece no, sono state salvate da qualcuno più preparato di me che le ha indirizzate alla fermata per Fasano. Perché – io non ci credevo ma ho controllato sul sito di Trenitalia – l’unico modo oggi per arrivare coi mezzi da Locorotondo a Ostuni – un percorso di circa 20 km che in auto si fa in mezz’ora – è prendere il pullman per Fasano, cambiare a Fasano per Monopoli, poi cambiare a Monopoli e risalire verso Ostuni. Sono due cambi per un tempo stimato di 3 ore e 27 minuti, quasi lo stesso che ci vuole da Bari per arrivare a Roma. Poi parliamo di invogliare le persone a muoversi verso l’interno della regione.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
venerdì 11 ottobre 2024
mercoledì 14 agosto 2024
trovata
Oggi dopo un funerale, quando la cassa è uscita dalla chiesa e la banda ha cominciato a suonare, un turista, credo milanese, in piedi accanto a me, ha esclamato verso la famiglia: "PORCA PUTTANA! Allora è vero che fanno i funerali con la banda, non è tutta una trovata dei film!" poi una quarantina di persone hanno cominciato a fare il video e qualcuno ha fatto anche l'applauso.
mercoledì 27 settembre 2023
mal comune, mezzo gaudio
Incontro alla fermata del bus due simpatiche quanto sprovvedute signore sui 70 anni che da Lecce hanno deciso di farsi una passeggiata a Locorotondo. Sprovvedute perché invece di pagare un taxi, hanno pensato bene di risparmiare i loro soldi e prendere il treno, senza rendersi conto che dalla stazione di Fasano alla Valle d’Itria i collegamenti sono pessimi. Infatti, dalla stazione bisogna prendere il bus cittadino che porta in centro a Fasano e arrivati lì c’è un solo pullman della Sud Est (alle 10.00) che sale verso Locorotondo, ma se perdi quello sei bloccato a Fasano per il resto della mattinata. Le due simpatiche signore però vengono prese “a cavallo” da Luca Liconso che era andato a comprare i fiori. Quindi si ritrovano a settant’anni a fare il loro ingresso in Valle d’Itria facendo l’autostop sul furgoncino delle onoranze funebri. Insomma, una di quelle avventure che si può raccontare ai nipoti… Salvo che subito dopo la loro avventura viene di nuovo ostacolata perché si rendono conto che, non essendoci collegamenti adeguati fra paese e stazione nemmeno al rientro, devono necessariamente riprendere il pullman per Fasano delle 12.20 (che è l’unico fino alle 16.30) se no non sanno come arrivare il tempo per prendere il regionale per Lecce del pomeriggio. Fanno dunque un giro di una mezzoretta in paese e poi tornano di corsa alla fermata, dove le incontro. Una delle due mi dice che Locorotondo è bellissima ma continua a chiedermi: Perché? Perché un paese bello come questo non è collegato a nessuna stazione? – L’altra, più sardonica, mi dice: Io credevo che solo in Salento stessimo messi così male, e invece oggi sono contenta di scoprire che non siamo i soli! – Come si dice: mal comune, mezzo gaudio.
lunedì 26 giugno 2023
mal comune
Poco fa ho incontrato Mario di fronte alla chiesa madre e abbiamo cominciato a parlare degli effetti sani e deleteri di questo afflusso turistico in paese. Fra gli effetti sani, ad esempio, c’è l’altissimo tasso di bellissime ragazze straniere che girano per il paese generosamente scoperte; quanto ai lati negativi ce ne sono davvero molti che vanno dal problema di trovare una casa a un affitto onesto ai mai risolti problemi di pulizia del centro storico. Non a caso mi accorgo adesso, mentre ascolto Mario, che senza accorgersene ha pestato una cacca di cane da poco deposta di fronte all’ingresso della chiesa. E questo non è nemmeno il peggio, dice lui. Ma non faccio in tempo a salutarlo che girato l’angolo, proprio per guardare una turista in gonnellina, schiaccio una cacca anch’io. Piccola giallognola e molesta. Non so bene come comportarmi ma alla fine penso che, per non peggiorare la situazione, la cosa migliore è grattarla via contro il gradino di una scala e già che ci sono dare una buona strofinata contro il tappetino sulla porta. Alla fine la suola è pulita ma la scia di cacca, pestata anche da altri, è diventata lunghissima. Come si dice in questi casi, con sano spirito di paese: Mal comune, mezzo gaudio.
venerdì 10 febbraio 2023
le patate
Poco fa un povero inglese in vacanza è scivolato sul corso. Lo ha soccorso Dudduzzo. L'inglese si è rotto la testa e le patate che aveva comprato con molto romanticismo al mercato sono rotolate giù per il corso. Lo abbiamo sollevato e portato nel bar dove ha tamponato la ferita con del ghiaccio. E siccome non è nemmeno il primo che cade, mi è venuto da pensare che forse quello del corso è un problema da risolvere prima ancora di quello dell'invasione turistica. L'ho anche detto, ma uno mi ha rimbrottato che in questo caso la colpa era dell'inglese che portava (sul corso!) delle scarpe eleganti con la suola liscia, e lo sanno tutti in paese che sulle chianche si scivola! Se invece delle scarpe eleganti si metteva della scarpe "a cristiano", ovvero di importazione asiatica con la suola in gomma, certamente non scivolava e le patate invece di cazzarle col culo a quest'ora se le stava mangiando.
martedì 23 agosto 2022
quattro anni persi
Proprio di oggi, nel 2018, veniva dato l’annuncio in grande dell’inizio dei lavori per l’ammodernamento ed elettrificazione della Ferrovie Sud Est che massimo in due anni avrebbero rilanciato, velocizzandoli, i trasporti sulla tratta Valle d’Itria-Bari. Di anni ne sono passati 4 e il servizio fa molto più schifo di prima. Quello su treno è diventato impraticabile avendo raddoppiato i tempi di percorrenza (tre ore!), e quello sostitutivo con autobus è inaffidabile: corse cancellate all’improvviso, cattiva segnalazione delle fermate, intere fasce orarie non coperte o approntate con tre (tre!) cambi di mezzi per fare appena 70 Km. E non sono certo l’unico che se ne lamenta, ma ovviamente nella terra del sole e dei fichi secchi le lamentele dove finiscono? Non parlo nemmeno del deficit per molti turisti – visto che il turismo è la nuova religione – che affittano qui confidando di muoversi coi mezzi e poi si scoprono bloccati, forse per farsi meglio spennare come si fa negli allevamenti intensivi. Ma anche per i residenti. Alla fine a chi vive qui conviene sempre prendere l’auto e scendere alle stazioni di Fasano o Monopoli o andare direttamente a Bari, quindi dall’auto non ti scolli, e tutto questo mentre nel resto del paese si predica la riconversione ecologica con un maggiore investimento nel trasporto pubblico; che in effetti da noi c’è stato, e come al solito non si è visto.
lunedì 22 agosto 2022
piscia
Sarà
che siamo alla fine dell'estate, sarà che sono uscito poco, ma negli
ultimi giorni che sono salito in paese ho continuato a chiedermi cos'era
quella puzza sottile che sentivo in ogni strada. Siccome sono tardo ci
ho messo tre giorni per capirlo: è piscia di cane. Me lo avevano anche
detto, ma distratto come sono ho dovuto aspettare che impregnasse i muri
per accorgermene. L'altra sera il dott. De Michele a chi gli chiedeva
cosa ricordava della sua infanzia in paese diceva
l'odore delle polpette fritte nei giorni di festa. Era l'odore gioioso
della povertà, ora sostituito dalla puzza acidula del nostro successo.
Del resto pisciapizzuli si era allora e pisciati agli angoli si è
adesso, sempre lì stiamo. Nella piscia.
sabato 4 dicembre 2021
il turismo che vogliamo
Non è per ribadire il discorso del turismo di qualità, ma stasera ho visto per ben due volte dei turisti che si sono fermati davanti al mio studio per fotografare il logo di Pietre Vive stampato sulla porta, soffermandosi con un certo compiacimento sul pisello dell’omino danzante, che come tutti ben sanno rappresenta me. E mi chiedo se è davvero questo il turismo che vogliamo per il nostro paese, gente che magari indossa la mascherina e poi va in giro con la memoria del telefono piena di foto del mio pisello disegnato. Io dico di no, ma magari mi sbaglio.
domenica 1 agosto 2021
in difesa dei netturbini
Ieri
sera ho fatto questa cosa per me fuori dall’ordinario, sono uscito per
la seconda volta di seguito in paese e avendolo trovato assai più pieno e
movimentato della sera prima devo necessariamente aggiustare il tiro
rispetto alle mie considerazioni di ieri. Alcuni miei amici mi hanno
detto che era la prima volta che si riempiva così e c’è ancora da capire
se è stato un effetto del concerto di Niccolò Fabi, del caldo
disturbante o del primo sabato di agosto. Io per me posso solo dire che
le piazze erano piene, quasi nessuno portava la mascherina (e infatti
uno degli argomenti di discussione era se a settembre chiuderanno di
nuovo tutto oppure no) e fondamentalmente – almeno per me – molte di
queste mascherine erano gettate per terra, tanto per aggiungere
sporcizia alla sporcizia. Quindi, visto che siamo impotenti e non siamo
in grado di salvare il mondo, io mi sento dal mio piccolo di proporre
almeno questo a chi ha un conflitto con la propria mascherina: se la
devi mettere per sentirti più sicuro mettila, se non la devi mettere
perché ti dà fastidio lasciala a casa o mettila lì dove non rischi di
perderla e fare danni, magari la infili nelle mutande, ma per favore non
gettarla per terra perché, dopo tutto quello che abbiamo sentito negli
ultimi mesi, fa abbastanza schifo l’idea che qualcun altro debba
raccogliere qualcosa dove hai respirato, quindi piena di germi e altre
schifezze varie che ti porti dentro.
sabato 31 luglio 2021
sedie vuote
Ieri sera sul tardi ho fatto un giro in paese (come appunto, non avendo nessuna vita sociale, faccio mai) e mi sono molto depresso nel trovare che è diventato qualcosa che non è più nulla di preciso, né carne né pesce. Prima ci si lamentava che era diventato una bolgia invivibile d'estate, ora non è più una bolgia ma non è più nemmeno un tranquillo posto di pace e di silenzio, che è comunque una bella definizione per un paese. Io l'ho trovato, sinceramente, formicolante di vita ma senza essere gioioso, pieno di tavoli per bere e mangiare ma con tante sedie vuote, spento e malcurato. Un paese di sedie vuote. Secondo me non era quello che le passate amministrazioni, così come l'attuale, sognavano, ma se questo è il futuro prossimo stiamo freschi. L'Italia è piena di paesi dormitorio, noi che non lo siamo mai stati, sforziamoci di non diventare un paese mangiatoia o, come l'ho sentito definire, un paese da aperitivo. Non credo che ce lo meritiamo.
mercoledì 14 luglio 2021
mezza truffa
In questi giorni c’è polemica in rete perché un noto cuoco Tv ha detto che in Valle d’Itria si mangia male. Io non so dove ha mangiato lui (è arrivato anche a Conversano che non è proprio Valle d’Itria) ma a casa mia normalmente si mangia benissimo. Però raccolgo la critica e ne aggiungo un’altra. Ieri mattina, per l’ennesima volta, ho “soccorso” per strada due persone che aspettavano il pullman per Bari e visto che le indicazioni sul sito di Trenitalia non sono chiare, gli esercenti del luogo non sanno dove sono le fermate (non lo sanno proprio, giuro: le avevano mandate da tutt’altra parte) e pure l’autista del pullman ha tirato dritto senza fermarsi, hanno perso il pullman. Aggiungo ancora, visto che badiamo più alla forma che alla sostanza, che le due persone sono attrici di quelle che abbiamo visto al cinema e in Tv e una di loro doveva prendere la coincidenza per Roma per girare un film, in questo modo ha perso la coincidenza e si è visibilmente innervosita. E così continuo a chiedermi – visto che mi pare ci fosse il progetto di farla – perché non c’è una stazione unica dei pullman, una pensilina per ripararsi dal sole, una bacheca chiara con orari e fermate in Piazza Marconi, dove serve che sia, per dare una mano a queste persone, e possibilmente scritta in più lingue per chi non parla italiano (tedeschi e francesi soprattutto). Non ci vuole tanto a mettere una bacheca con gli orari. E non è bello, vi assicuro, sentirsi dire che non siamo all’altezza, ma il punto è che non lo siamo davvero. E aggiungo che fregiarsi di essere una zona a vocazione turistica con una offerta così scarsa: prezzi alti (lo dicono tutti), cibo pessimo (lo dice il cuoco Tv) e trasporti inesistenti (lo dico io), è una mezza truffa.

