Nel
sogno la città, che sembrava immersa in un umido paesaggio invernale,
era coperta dal fango, un fango nero e denso come pece da cui emergevano
a ogni passo le carcasse squartate dei cani, le ossa dei loro costati
rosicchiati dal fango. Io la osservavo stando sospeso sul mondo, in
equilibrio incerto su una scala a pioli dagli alti e scivolosi gradini.
Mi agitavo per colpa di uno dei pochi cani ancora vivi, un cucciolo che
tenevo nascosto nella tasca della
giacca e tentava di scappare sbilanciandomi. Ero in dubbio se scendere a
terra o risalire di sopra verso un appartamento sospeso dove una donna
mi chiamava mostrandomi il petto nudo e i seni vistosi accanto a un
grande comò nero anch’esso i cui cassetti si spalancavano come bocche.
Potevo scegliere fra di lei che mi avrebbe accolto in cambio del cane
che nascondevo, che avrebbe infilato nel comò e trasformato in un caldo
vestito per coprirsi, oppure scendere col rischio che il cucciolo
finisse in pasto al fango che lo avrebbe disciolto. E senza più
speranza, nel dubbio su quale fosse la fine meno dolorosa per il
cucciolo, stavo fermo sulla scala, cercando di non perdere del tutto
l’equilibrio e cadere di sotto spezzandomi il collo, uccidendo entrambi
inutilmente.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
venerdì 31 marzo 2023
sogno della scala
lunedì 22 agosto 2022
piscia
Sarà
che siamo alla fine dell'estate, sarà che sono uscito poco, ma negli
ultimi giorni che sono salito in paese ho continuato a chiedermi cos'era
quella puzza sottile che sentivo in ogni strada. Siccome sono tardo ci
ho messo tre giorni per capirlo: è piscia di cane. Me lo avevano anche
detto, ma distratto come sono ho dovuto aspettare che impregnasse i muri
per accorgermene. L'altra sera il dott. De Michele a chi gli chiedeva
cosa ricordava della sua infanzia in paese diceva
l'odore delle polpette fritte nei giorni di festa. Era l'odore gioioso
della povertà, ora sostituito dalla puzza acidula del nostro successo.
Del resto pisciapizzuli si era allora e pisciati agli angoli si è
adesso, sempre lì stiamo. Nella piscia.
lunedì 15 novembre 2021
bessy
La foto è del 2011. La tomba di Bessy era in un angolo del giardino di un palazzo nobiliare del paese. Non c'è rimasto più nulla ormai, né la tomba, né la famiglia, e anche la casa è stata venduta (dopo essere stata depredata più volte dai ladri nel disinteresse generale) e completamente ristrutturata. Io ho visto la tomba di Bessy poco prima dei lavori e questa credo è l'ultima traccia rimasta di lei e di un pezzetto della vita intima di quella casa.
giovedì 24 dicembre 2020
sogno del latte bruciato
C’è un grande cane bianco che compare in fondo al campo dietro casa. Salta il muretto di recinzione e si aggira sperduto e smagrito per il campo, con la catena spezzata al collo. Mi impietosisco e decido di preparargli una scodella di latte caldo in cui immergerò dei pezzi di pane duro. Spezzetto il pane con le mani, verso il latte nel pentolino, lo metto sul fuoco, ma proprio mentre sta per bollire suona il telefono. Decido di ignorare la chiamata, e invece, non so perché, vado verso il telefono e afferro la cornetta. Dico pronto, ma non risponde nessuno, anche se so che dall’altra parte c’è qualcuno. Resto fermo così, ripeto pronto. Pronto. Non succede nulla. Intanto mi accorgo che il latte sta bollendo, faccio per spegnerlo con la mano libera, ma quando avvicino la mano alla manopola del gas mi accorgo che manca, manca la mano, non ho altro che il polso liscio e senza alcuna traccia di taglio. Così, privato delle dita, non riesco ad afferrare la manopola del gas e il latte sbotta fuori dal pentolino, sporcando il fornello e spegnendo la fiamma. Allora mi giro verso la finestra e vedo il cane che si allontana deluso, supera il muretto, sparisce oltre la cornice, oltre il mio sguardo. Ce l’ho con lui, perché se non fosse mai arrivato tutto questo non sarebbe successo, e allo stesso tempo mi sento colpevole del mio insuccesso, della mia incapacità di aiutarlo. Resto fermo, senza più la mano, il gas è ancora aperto, la cucina macchiata, il latte bruciato diffonde il suo odore sgradevole nella stanza. Resto con la cornetta vicina all’orecchio. Dall’altra parte del telefono si sente finalmente un sospiro, poi lontanissima un’eco, pronto, pronto. La chiamata viene interrotta.
domenica 30 settembre 2018
crudeltà
sabato 8 settembre 2018
l'arte della guerra
domenica 8 ottobre 2017
mercoledì 26 aprile 2017
due zingari
lunedì 17 aprile 2017
le chien jaune
giovedì 23 giugno 2016
levrieri
venerdì 1 aprile 2016
ménage
in questo mare senza uscita e senza bussola
dove l’ago l’usavi per risvegliarmi col tormento la voglia
come fanno i bambini insonni. Mi ci hai portato
a suo tempo asserendo che un divano, un tavolo non sono
che trespoli per uccelli già pronti a spiccare il volo
bambino io stesso e colto nelle mie falle di mezz’uomo
e un letto, un letto prediletto, è uno spazio bianco e ginnico
perfetto, in cui disegnare meglio il tuo capriccio con le gambe
dove l’amore – non si dovesse scriverlo per noi che lo scriviamo –
sarebbe meglio farlo, farlo sempre, senza pace, senza fine,
senza perdere altro tempo. Scialuppa in alto mare e sale
per scaldare le ferite, cauterizzare il sangue con l’acqua.
Di te sapevo dall’inizio che una donna coi tacchi che mi supera
in altezza non poteva che portarmi al desiderio innaturale
di scoparla come i cani. E ora che il cuore l’hai gettato
in poltiglia coi vetri e le parole in polvere perché mangiassi
da terra la tua cruda vendetta, mi ritrovo qui ferito
straziato nelle viscere a invocare il tuo morso che mi laceri
la gola, liberandomi la voce dal dolore. Pietà per i poeti
e per gli amanti, per i cani senza cuore. Perché un amore
come il nostro, irripetibile, sognato, è fatto più di strazio
che di letto, ma resta a letto confinato perché lo strazio
è ovunque, meno dove lo ficchiamo.
martedì 19 gennaio 2016
lenka
del cane mandato nello spazio
e del tuo gatto un po’ bagascia
un po’ topastro d’appartamento.
È Laika mi correggi il cane
mandato a morire nello spazio
in nome della scienza. Lenka
è come il nostro amore dorme
in cima alla libreria e vola oltre
la stratosfera quand’è sedotta
dal tuo intelletto (quando non fai
lo scemo). Proprio come fa Honza
in umide poesie per ribadire
che il sesso migliore lo fai con le
parole. La conosci?
venerdì 11 dicembre 2015
mercoledì 16 settembre 2015
nomi, cognomi e cani
sabato 29 agosto 2015
mitra
mercoledì 8 luglio 2015
martedì 7 luglio 2015
cani da guardia
lunedì 25 maggio 2015
sollecito
sabato 9 maggio 2015
venerdì 27 febbraio 2015
ieri
volevo non esserci per gli altri
restarmene lontano da chiunque ma nel mondo
una cosa discreta
come quando piove
e tutti stanno chiusi in casa o nelle auto
e tu passeggi da solo
sotto l’ombrello
e l’unico altro che ti vede
è il cane che dorme dietro la posta.




