Visto che è una vita che mi dicono tutti basta con le poesie che non le legge nessuno, dovresti scrivere un romanzo, alla fine ho preso e ho scritto un romanzo: Le mani dell'altro, pubblicato da Les Flaneurs edizioni. Non è una altissima prova di narrativa esistenziale, ma un romanzetto grottesco di genere horror-noir (come quelli che adoravo da ragazzo, insomma un omaggio alla mia sanguinosa infanzia), tutto basato su alcuni miei sogni e pieno zeppo di citazioni letterarie e cinematografiche (il titolo, per dire, rimanda a un vecchio film di Robert Wiene). Praticamente quello che in genere già scrivo solo su una misura un po' più lunga del solito. La foto di copertina è mia. L'editore, anzi gli editori sono i due Les Flaneurs Alessio Rega e Annachiara Biancardino, in questo caso "le mani dell'altro" sono anche le loro.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
domenica 22 giugno 2025
le mani dell'altro
domenica 8 dicembre 2024
titoli di coda
venerdì 16 agosto 2024
le storie di ieri
Ieri, al concerto di Nada, il momento più commovente me lo hanno offerto tre donne che mi stavano alle spalle chiacchierando del più e del meno e dopo mezz’ora che Nada aveva cantato tutta una serie di canzoni che quasi nessuno conosceva, invocavano a gran voce “Vogliamo Amore disperato!”. Quando Nada ha deciso di accontentarle e ha fatto una dietro l’altra “Ma che freddo fa” e “Amore disperato” la temperatura piazza si è alzata così come tutti i telefoni per farle un video, e anche le tre donne, finalmente attente, mi sono sgusciate davanti sollevando il loro smartphone con gli altri, ballando e cantando le parole che finalmente sapevano. Dietro si portavano i figli, e quando uno di loro ha cominciato a tirare la gonna della madre perché voleva dell’acqua, la mamma si è girata e gli ha detto: “Non rompere il cazzo che sto facendo la storia!”. Dopo “Amore disperato” Nada si è messa a cantare un’altra di quelle canzoni che non conoscevano. Una delle mamme ha detto “Ce n’è una terza bella che ha fatto”, ma Nada non le ha tenute contente. “Andiamoci a fare un panino” ha proposto. Così se ne sono andate e finalmente c’è stato un po’ di silenzio. A quel punto Nada, quasi per dispetto, ha cantato “Ti stringerò” (la sua terza canzone famosa), e una di loro è tornata di corsa per fare una storia per tutte. In una mano stringeva il telefono e nell’altra il panino.
giovedì 4 febbraio 2021
resteranno i mostri
Non sono passate nemmeno ventiquattro ore dalla sua sostituzione e già si assiste alle prime prove del processo di ridimensionamento della figura di Giuseppe Conte, il quale fino all’altro giorno era per qualcuno addirittura “pericoloso”, e di cui già ieri si diceva in TV che alla fin fine non ha avuto alcun vero peso nelle trattative europee del 2020, dove se l’abbiamo spuntata è stato tutto merito dell'Italia stessa che ha un certo peso internazionale e/o sta peggio degli altri paesi europei, ovvero del contributo dietro le quinte degli esponenti del PD (!). Al di là dei meriti o demeriti politici di Conte, penso, menomale che ho visto coi miei occhi questi tempi e alcuni dei tanti fatti dietro le storie che ora ci stanno raccontando per confondere le acque. Perché la memoria è corta, e alla fine sono convinto che tempo un anno, due al massimo, del governo Conte e della parata di mostri che ha portato allo scoperto non si ricorderà più nessuno. Resteranno i mostri, meglio mimetizzati ma pur sempre al loro posto, ma gli unici Giuseppe Conte a contare ancora qualcosa nelle nostre vite saranno Giuseppe Conte poeta e il mio amico Pepecchio. E menomale che ci sono.
venerdì 6 luglio 2018
la sedia
lunedì 9 aprile 2018
mi appassionano i frammenti
venerdì 19 gennaio 2018
storie del disimpegno
giovedì 2 novembre 2017
bene
sabato 10 giugno 2017
una storia vera (e poetica) che ho appena letto
lunedì 27 febbraio 2017
urgenza / gli ospiti
lunedì 23 gennaio 2017
message in a bottle
giovedì 29 dicembre 2016
81
tutti i giorni
mercoledì 9 novembre 2016
becchino
domenica 6 novembre 2016
lo sfogo
domenica 30 ottobre 2016
barriera del piscione
giovedì 23 giugno 2016
levrieri
lunedì 23 novembre 2015
io con dio (la casa)
sabato 1 agosto 2015
mi piace il tuo naso
né voglio più esserne informata.
Io vivo in un mondo senza tempo
negli anni che più non sono i miei».
Si stava all’ombra in afa
della sua fresca vedovanza.
Amava un giornalista – l’ombra incancrenita
di una attualità senza più vita
e ormai passato in RAI, cane
al guinzaglio. Lei acerba e folle, non arresa
ma un po’ stanca. Io già autunnale
e un po’ ammattito per amore
le citavo versi di Sandro Penna ché tutto
le mostrassero di sé, del cuore
come se in partenza noi fossimo
già scritti, e per questo sollevati dal dolore.
«Non consola» ripeteva «non consola»
senz’alcuna gratitudine. E mi pigliava,
da dentro, come un fuoco di Sant’Antonio
per tutti i Sandro Penna andati in bianco.
«Ma non ti basta sapere che ti amo, adesso ora
né più ti lascio sola! Che altra attualità
ti serve, quale uomo? C’è chi si spulcia
l’ANSA la mattina. Io nutro poesia!»
«Amavo la poesia. Mi piace anche il tuo naso.
Mi ricorda il naso altro di un uomo
ch’è ormai andato senza un verso, uno starnuto.
Andato lui, il suo fiuto, andata pure
via da me, dei nostri giorni, la poesia
squallida e incolore che la smetta
di parlare al cuore inutile
e lo morda finalmente il culo del padrone!»
Lo diceva – rimpiangendo senz’amore
il suo mastino ormai corrotto dal padrone –
per giustificarmi il suo rifiuto… Né
pareva accorgersi di offendere non me
ma il mio lavoro in rima. Di contro
da bravo ex-giornalista li racconto
ora sposati con squallore e pochissimo
pigmento, lei e il suo bracco in RAI
il suo fallimento.


