C’è
un post che gira da qualche giorno col copia-incolla, che mi fa ridere
per il suo attacco, infatti leggo l’attacco e poi non riesco ad andare
avanti. Dice che a Putin è stato “concesso” dal canale 4 della tv croata
di dire qualcosa, e questo mi basta. Ma veramente al presidente di uno
degli stati più grandi del mondo può essere “concesso” di parlare? E chi
glielo impedisce? E poi sul canale 4 della tv croata? Se Putin oggi
dicesse che gli va di fare una intervista in esclusiva
con uno dei più importanti canali televisivi del mondo correrebbero in
massa da lui, perché quello in gergo televisivo si chiama scoop e di
fronte a uno scoop non c’è guerra che tenga. Che se ne fa del canale 4
della Crozia? Mosca è quattro volte più grande dell’intera Croazia, ha
il quadruplo della sua popolazione. Se fa una intervista alla radio
della parrocchia dietro casa, raggiunge più persone. Infatti questo
video alla tv croata di preciso chi lo ha visto coi suoi occhi? Ci sono
fake news molto più elaborate di così, scritte da persone veramente in
gamba, almeno date retta a quelle, è un modo di dare riconoscimento al
loro talento creativo, altrimenti finisce come nel mondo dell’editoria
che non si riesce più a distinguere il grano dalla crusca, e la colpa
principale non è delle case editrici, ma dei lettori.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
martedì 11 marzo 2025
fake news
martedì 4 giugno 2024
sogno dei ballerini
Nel mio sogno di stanotte, perfettamente magrittiano, centinaia di persone ballavano sospese in alto sulle acque di un fiume che attraversava una città vuota emettendo una luce fioca come se fossero delle lucciole. Io camminavo loro accanto, osservandole dal lungofiume o da sotto un porticato, accompagnato da un piccolo istrice che se mi avvicinavo troppo sollevava gli aculei e le guardavo con una sorta di rifiuto perché sentivo che, per essere così leggere, negavano che ci fosse una pura verità: erano leggere non sapendola, a patto cioè di non saperla. Invece, pur lasciando la porta aperta, mi rifugiavo in una cella nuda per scriverla, ma non riuscivo a trovare le parole adatte, non riuscivo a esprimerla. Mi sfuggiva di continuo. Così, né da una parte partorivo questa verità necessaria che sentivo costiparmi, né dall’altra, per il solo fatto di sentirla, riuscivo a unirmi al ballo di chi stava sospeso per aria e sembrava così lieve e non vedeva nient’altro intorno a sé che la propria luce.
martedì 16 aprile 2024
puttaniere
Oggi in un incontro con le scuole a Martina Franca organizzato dal Themis Festival con Giovanni Impastato, il fratello di Peppino ha rievocato gli anni sessanta, quando i giovani scesero in piazza contro il governo Tambroni per salvare la democrazia del paese, e poi ha continuato così: "Oggi che al governo abbiamo visto di tutto, leghisti, fascisti, puttanieri, chi scende in piazza per salvare il paese?". Ecco che alla parola "puttanieri" i più giovani si sono guardati in faccia chiedendosi di chi cacchio stesse parlando Impastato. (Per fortuna, ho pensato, che c'è Netflix che glielo ricorda.)
giovedì 28 marzo 2024
parola e libertà
Oggi parlavo con dei ragazzi del fatto che non è il lavoro a renderti libero, come spesso si dice, ma la parola. Il lavoro è un diritto, è una necessità che serve a soddisfare dei bisogni primari, si lavora per mangiare e avere una casa, quindi è importantissimo, ma nella maggior parte dei casi non ti rende libero e spesso nemmeno felice. L’unica libertà possibile riservata all’uomo è nella parola, nell’espressione incondizionata delle proprie idee, magari è una libertà fugace e senza conseguenze, ma nel momento stesso in cui ti esprimi ciò ti rende libero. Quindi è una cosa che va difesa per sé e per tutti, anche per chi ti dice che non capisci niente. Se poi la parola è scritta, e se è scritta bene, ho aggiunto, è meglio ancora. Ma lì mi sono fregato. Una ragazza infatti mi ha chiesto: scusa Lillo, ma se io scrivo non per dire il mio pensiero agli altri, ma per me stessa, perché se non lo faccio sto male, mi sento di scoppiare dentro se non lo faccio, anche quella è libertà? È stata una bella domanda. Infatti ci sto ancora pensando.
lunedì 15 maggio 2023
collaborare
Pensavo capitasse solo su social frequentati come FB o IG, invece, ed è la terza volta che mi succede questo mese, stamattina mi è arrivata la notifica da Blogspot che mi hanno cancellato un post del 2015, su segnalazione anonima (quella che in gergo si chiama delazione), perché dicono che il mio post era “di natura terroristica”. Mi chiedono se voglio avviare una inutile pratica di revisione del post, di cui nemmeno mi ricordo il contenuto, però allo stesso tempo mi invitano a rivedere l’intero contenuto del blog, pena la chiusura dello stesso. E resto comunque segnalato, così da intimidirmi. Ed io, pur senza farmi intimidire, mi accorgo mentre scrivo come tutto ciò funziona, come ho già cominciato a ripensare i post in modo da evitare alcune parole o espressioni, esclamazioni, ironie, insomma autocensurandomi nell’uso della parola e del buon senso così da evitarmi nuove scocciature. Ovvero cominciando a collaborare.
martedì 21 febbraio 2023
stabilità
Oggi pensavo a questa circostanza per cui ogni volta che esco di casa e incontro un vicino o mi chiamano per chiedermi come va, la prima cosa che rispondo – perché so a cosa alludono – è: “È stabile”. Ci penso e trovo strana, addirittura buffa, questa sorta di contraddizione per cui la parola che più ripeto in questo periodo, stabilità, è anche quella che più mi manca in assoluto.
giovedì 1 settembre 2022
casualità
Quando cerchi su Google le parole chiave: Russia+caduto dalla finestra per informarti meglio sulla notizia del giorno e ti esce fra gli altri un articolo di primavera 2020 in cui si lamenta la caduta dalla finestra del terzo medico russo in due settimane per aver diffuso fake news sul coronavirus, ovvero aver sottoscritto un documento in cui si afferma che il coronavirus esiste.
sabato 14 maggio 2022
primo spettacolo
mercoledì 30 marzo 2022
snob
Non avevo mai fatto caso a quanto è snob l’uso del termine “mainstream” che adesso va così di moda. L’ho appena sentito dire persino a Conte in TV. In sostanza significa: “ciò che nei gusti preferisce la maggioranza (con accenti un po’ retrò)”, ma sottintende anche: “siccome la maggioranza è composta da cazzoni ignoranti ciò che preferiscono loro per me non conta nulla”. Che è poi l’evoluzione di qualsiasi cultura individualista che si rispetti. Non per nulla è un termine americano.
giovedì 10 febbraio 2022
uogliò
La ragazza di colore che ogni settimana scende alla stazione per vendere cianfrusaglie e ogni volta che mi vede mi saluta da lontano sollevando il cesto UOGLIÒ! e io ogni volta provo a spiegarle che è UAGLIÒ, UA non UO e lei ogni volta prova, ride, non ce la fa, troppo difficile parlate.
venerdì 15 ottobre 2021
la parola "green"
Poco fa, mentre leggevo il post di un amico sull’uso della parola “green”, mi sono accorto che la legavo così intimamente ormai a “card” che mi stavo scordando il nome di quel famoso movimento ambientalista che invece la lega alla salvezza ecologica del pianeta (non quello di Greta, uno assai più vecchio, a cui ero pure tesserato, pensa te). Giuro che ho annaspato per un po’ nel vuoto. E così mi sono accorto che il “green” nella mia testa è tutto fuorché verde, anzi è quasi rosso, come un semaforo. E così mi è venuto da pensare a una cosa che succede ad esempio in Cina, dove i dispositivi di telefonia mobile hanno una impostazione per cui se digiti parole scomode, come ad esempio “Tibet”, il telefono le cancella di default, perché se la parola non esiste allora non esiste nemmeno il problema, non puoi esprimerlo, non puoi scriverne, nemmeno in un post. In Europa, per una serie di accordi commerciali alla pari, questo controllo delle parole sui dispositivi che ci vendono non viene applicato. Ma nel momento in cui il peso decisivo, economico e culturale, della Cina verrà a surclassare il nostro, cosa che tutti dicono avverrà nei prossimi due decenni, che anzi sta già avvenendo in questi giorni – ed è vero che il green pass è una prova generale per spostare il controllo sociale verso il più efficace modello orientale – anche da noi tornerà la censura. Bisogna starci molto attenti, perché altrimenti alcune parole semplicemente spariranno dal nostro vocabolario e dalla nostra memoria. Su quali parole saranno c’è solo da scommettere. Ma è molto più facile che succeda di quel che sembra.
lunedì 7 settembre 2020
ruscetizze
sabato 6 giugno 2020
quarto libro
lunedì 25 maggio 2020
l'aggettivo "togliattiano"
mercoledì 20 maggio 2020
petricore
martedì 7 aprile 2020
la parola e la bestia
Qui invece la seconda parte.
venerdì 27 marzo 2020
analogia
giovedì 22 agosto 2019
bolsonaro
giovedì 4 aprile 2019
la parola liberata
martedì 15 gennaio 2019
paglialunga
leggendo senz’amore i miei poeti
con la sicumera di chi fa letteratura
a vent’anni e si offende se gli dico
che è un ragazzo nulla più che un cazzo
dritto come tanti. Richiama il suo
coetaneo Codignola – cosa posso offrirti
ragazzino se non la bocca storta
a furia di sorrisi e un cuore inacidito
dal dubbio? – Nulla che ti basti o
che soddisfi il tuo bisogno di affrancarti
dal mediocre a cui ti senti condannato
dal tuo essere nato
nulla più che un cazzo come tanti
buono per la monta e poi la morte
per esprimere a forza di botte e battutine
da stronzetto il disprezzo naturale
che preme per scoppiarti nei calzoni
alla tua età frustrata
dalle parole senza sesso
degli altri. Lo guardo Paglialunga e mi rivedo
io che sono stato mio nemico
come lui lo è di se stesso. E vorrei dirgli – né mi azzardo –
che è successo anche a me
di stare dritto come un cazzo
in mezzo agli altri. E non capire
che per quanto mi gettassi nella mischia
– fiero del mio cieco pregiudizio di uno
sterminato amore per la vita –
si è comunque destinati a invecchiare
nella spietata indifferenza degli altri.
Ed è questa la condanna di chi crede
soprattutto alla parola. Che tutto
può essere espresso racchiuso
persino la parola «invecchiare».
Ma la parola da sola
non significa veramente nulla.

