Questo
è il mio post del cazzo della domenica mattina – me lo dico da solo – e
lo scrivo perché negli ultimi tre giorni ho sentito ben due notizie di
donne incinta respinte dagli ospedali per via del tampone. Una in Cina
aveva fatto il vaccino ma le era scaduto il pass da poche ore, l'altra a
Sassari non era vaccinata e quindi non le è stato permesso di entrare
in ospedale. Entrambe hanno perso il bambino. Non so come funzioni in
Cina, ma la Medicina qui è ancora servizio pubblico. Significa che
chiunque sta male – per il solo fatto che paghiamo le tasse – ha diritto
a delle cure indipendentemente da razza, sesso, fede, potere economico e
vivaddio anche da green pass. È il principio di Ippocrate. Se ci
scordiamo questo principio possiamo tranquillamente adottare il sistema
americano, che è un sistema discriminatorio fra chi ha e chi non ha.
Sono per la vaccinazione obbligatoria, ma penso anche il vero problema
degli ospedali non è chi non si vaccina, ma una sistema politico osceno
che per anni ha imposto tagli economici per far chiudere gli ospedali, o
per favorirne la privatizzazione: il futuro presidente Berlusconi fra
gli altri. Perciò non ci sono abbastanza posti letto. Quello che ci
servirebbe ora, più ancora dei vaccini, sono milioni di euro investiti
per ripristinare un sistema ospedaliero sempre più in affanno, così come
sono le scuole. Non succederà ovviamente, perché aprire gli ospedali
significa assumere personale a tempo indeterminato – e non con contratti
stagionali – e qui non ci sono soldi per assumere nessuno, così come
non ci sono soldi per pagare le pensioni, quindi meglio arrangiare coi
green pass. Del resto stiamo meglio noi che il resto del mondo, perché
lamentarsi? Ma io mi chiedo che succederà quando per muoversi servirà
una quarta dose, e poi una quinta, e una sesta, e questo processo – come
già dicono – sarà insostenibile. Cosa faranno? Imporranno l'obbligo di
green pass con vaccinazione a carico di chi lo deve fare? Ovvero: ti
devi vaccinare obbligatoriamente per avere il green pass che ti serve –
tipo badge – per andare a lavorare, ma il vaccino lo devi pagare tu,
altrimenti sei tagliato fuori? E cosa faranno i sindacati, un nuovo
sciopero generale che non serve a niente? A me pare proprio che, se non
cambia qualcosa, si andrà in quella direzione lì. E in quella direzione
lì, che in genere si chiama privatizzazione, chi non ha soldi muore
nei parcheggi degli ospedali.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
domenica 16 gennaio 2022
principio
giovedì 25 novembre 2021
un super natale senza i tuoi
Voi scherzate ma questa è la volta che finalmente ho un buon motivo per diventare Novax, soltanto per avere la scusa di farmi un Natale in santa pace, ovvero da Nosocial, e senza più l'ansia di dover uscire, dover fare il cenone, di rivedere i parenti che vedo solo a Natale, di dover fare gli auguri anche se non ci credo, di farmi prendere dall'ansia di dove vai a capodanno e poi trovare una scusa per non andarci, e di cosa regalo o non regalo, di rivedere gli amici che tornano per tre giorni lampo e o li prendo o non li prendo al volo, non dovermi accollare l'estenuante forzatura di dover sorridere sempre a Natale per dire che sì, quando siamo insieme tutto va bene, anche se non sei sicuro, ma a Natale ci tocca essere buoni! Guarda il bicchiere mezzo pieno. Sinceramente lo dico. Il Super Green Pass è manna dal cielo per quelli come me. Se non vuoi vederli, il presidente Draghi sta con te.
venerdì 15 ottobre 2021
la parola "green"
Poco fa, mentre leggevo il post di un amico sull’uso della parola “green”, mi sono accorto che la legavo così intimamente ormai a “card” che mi stavo scordando il nome di quel famoso movimento ambientalista che invece la lega alla salvezza ecologica del pianeta (non quello di Greta, uno assai più vecchio, a cui ero pure tesserato, pensa te). Giuro che ho annaspato per un po’ nel vuoto. E così mi sono accorto che il “green” nella mia testa è tutto fuorché verde, anzi è quasi rosso, come un semaforo. E così mi è venuto da pensare a una cosa che succede ad esempio in Cina, dove i dispositivi di telefonia mobile hanno una impostazione per cui se digiti parole scomode, come ad esempio “Tibet”, il telefono le cancella di default, perché se la parola non esiste allora non esiste nemmeno il problema, non puoi esprimerlo, non puoi scriverne, nemmeno in un post. In Europa, per una serie di accordi commerciali alla pari, questo controllo delle parole sui dispositivi che ci vendono non viene applicato. Ma nel momento in cui il peso decisivo, economico e culturale, della Cina verrà a surclassare il nostro, cosa che tutti dicono avverrà nei prossimi due decenni, che anzi sta già avvenendo in questi giorni – ed è vero che il green pass è una prova generale per spostare il controllo sociale verso il più efficace modello orientale – anche da noi tornerà la censura. Bisogna starci molto attenti, perché altrimenti alcune parole semplicemente spariranno dal nostro vocabolario e dalla nostra memoria. Su quali parole saranno c’è solo da scommettere. Ma è molto più facile che succeda di quel che sembra.