Confesso che da un paio di giorni mi sento a disagio perché, pur credendo fortemente nelle scelte di AVS, continuo a essere poco convinto dell’elezione di Ilaria Salis. Sono certamente contento per lei, se miglioreranno le sue condizioni; e spero che, come dichiarava AVS, questa vittoria possa generare “una grande e generosa battaglia affinché l'Unione Europea difenda i principi dello Stato di Diritto”. Però, a parte il fatto che andiamo a dare lezioni all'Europa pur sapendo che le carceri italiane stanno messe malissimo, se è vero che vi si registra un suicidio ogni tre giorni; sento come se ci fosse qualcosa di sbagliato in quella scelta, intanto nel metodo, perché c’è una parte di questo paese che ha sempre puntato il dito contro personaggi come Berlusconi che facevano politica per ottenere dei vantaggi personali, fra cui evitarsi il carcere, e adesso che abbiamo l’occasione di far vedere che siamo diversi, usiamo metodi simili improntati all’idea che il fine giustifica i mezzi, e non si può dire che la componente emozionale di chi la voleva libera non abbia avuto alcun peso nel voto. Poi l’ho trovata sbagliata per quella cosa che stiamo sempre a dire che manca in Italia, la meritocrazia: sempre a dire che in Europa tutto va male perché non ci sono le persone adeguate a rappresentarci di fronte ai problemi enormi che si presentano e – con tutto il rispetto e la simpatia che posso provare per lei – io non so mica se la Salis è politicamente preparata per quel ruolo. Mimmo Lucano, ad esempio, mi piace perché ha fatto il sindaco, ha fatto delle lotte importanti e ha un’idea politica forte sull’immigrazione, e credo possa dare tanto all’Europa sia in termini di esperienza che di umanità. Ma la Salis, a parte essere dichiaratamente antifascista e mettendo da parte il fango che certa destra prova a lanciarle addosso, che preparazione politica ha in tema di immigrazione o di ambiente? Sa qualcosa di economia internazionale? Che posizione ha verso la guerra? E poi, non parlo nemmeno di curriculum, ma che dialettica ha in pubblico? È una che va dritta come un treno o può fare gaffe come il Papa? Ha il carisma di Soumahoro che andava alla Camera con gli stivali sporchi di fango? Io non lo so mica. Non so quasi nulla di lei. E chi l’ha votata, che sa?
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
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mercoledì 12 giugno 2024
mercoledì 8 marzo 2023
cernita
Autore che mi manda una email di proposta con allegati 115 file con 115 poesie, una per file, e mi scrive: Gentile editore, voglio fare un libro perfetto composto da 100 poesie, ma come tanti prima di me non sono capace di scegliere fra le mie creature. Ho bisogno dello sguardo imparziale di un altro che legga e scarti le 15 poesie meno valide. – Va bene, gli dico, ma non poteva metterle tutte su un unico file? – Risposta: Ma poi come avrebbe fatto a separare le meno valide dalle altre?
giovedì 14 ottobre 2021
chiedi a stalin
Avevo in testa una vecchia foto di Lisetta Carmi e volevo scrivere un post sui portuali che protestano, ma poi mi sono vergognato di dire troppe stupidaggini, perché sono giorni che ho perduto la bussola di dove siamo finiti tutti e nel disordine crescente non so più dove sto io rispetto a loro e dove stanno loro rispetto al resto del Paese. Forse non lo sa più nemmeno il Paese dove è finito e contro chi sta combattendo. Il ministro Orlando – che sbaglia le parole e paragona la proposta di tamponi gratuiti a un’ammissione che chi si è vaccinato ha fatto male, ribadendo così l’azione vessatoria del Governo, e come se il buon senso non c’entrasse nulla in queste scelte – di certo non lo sa. Da una parte si dice che il pericolo, a parte “pochi” estremisti, è scampato; dall’altra i “pochi” estremisti sono milioni di persone a cui quasi si nega la ragione, o li si offende, tutti mostri, bruti, fasci, tutti scemi. Tutto ciò che nega i miei valori. Da una parte difendiamo l’accoglienza e ci diciamo diversi da Salvini, dall’altra postuliamo la censura negli stessi termini e con lo stesso linguaggio di Salvini. Accogliamo i più deboli e censuriamo i vili, o tutti quelli che ci stanno sulle balle. Ma se i vili sono quattro milioni di lavoratori non vaccinati, io, che mi dico di sinistra, da che parte devo stare? Coi lavoratori o col Governo? Una volta lessi un racconto, se non sbaglio di Fenoglio, in cui due amici partigiani parlavano dello stesso dubbio. Uno dei due si confidava con l’altro che gli rispondeva che un antifascista non è un cristiano, e se è cristiano non dovrebbe stare in montagna, perché un cristiano porge l’altra guancia, un antifascista spara al nemico. E quando non sai chi è il nemico, chiedeva il primo? Allora chiedi a Stalin, diceva il secondo. Purtroppo siamo finiti male, e l’unico Stalin che conosco, Peppe Stalin per gli amici, non mi toglierebbe dal dubbio, al massimo mi offrirebbe una birra. Ma poi penso anche che chi protesta di certo non aspetta me o che risolva i miei dubbi, né il permesso di nessuno, perché se aspettasse il permesso di qualcuno per lamentarsi, allora non avrebbe più senso protestare, sarebbe un semplice corteo che non porta a nessun vero cambiamento.
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