Leggevo ieri una considerazione, secondo me giustissima e degna di riflessione, di Mira Jara Toledo a partire da come viene recepita la poesia di Carlo Bordini in Italia. Molti lo considerano un poeta sperimentale mentre in realtà Bordini è un poeta profondamente classico, ma questo non fa che svelare la profonda arretratezza del pubblico italiano, che non sa andare oltre la distinzione fra poesia "lirica (qualunque cosa voglia significare)" e tutto ciò che non è lirico, a cui viene sbrigativamente assegnata l'etichetta di poesia "di ricerca".
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
domenica 29 dicembre 2024
sabato 24 agosto 2024
speranza
domenica 12 novembre 2023
sogno degli occhiali
Stanotte ho sognato di essere con Nadia Terranova e Carlo Bordini in una stanza. Nadia parlava del suo prossimo romanzo sulla fine del mondo dopo il terremoto che distruggerà ogni cosa – l’aveva letto nei tarocchi – e da cui verranno fuori soltanto un nuovo medioevo e nuovi santi e barbari fra le macerie del mondo da ricostruire. Bordini allora diceva che bisognava portarsi avanti col lavoro e tirava fuori da un cassetto del settimino una sua foto di lui bambino col fratello – che era in effetti mio fratello – e prendeva un paio di forbici per tagliarla e regalarmene un pezzetto come reliquia. Io gli dicevo che era peccato rovinare una foto di famiglia ed era meglio farne una nuova tutti insieme, da bravi compagni. Bordini si metteva in posa con me e Nadia contro il muro, ma non appena si accendevano le luci dei fotografi mi diceva: Ah, ma qui più che di santi mi pare che si tratta di fare gli attori a Cinecittà. Allora tirava fuori dalla tasca i suoi occhiali da sole e li indossava con una certa disinvoltura, per dare soddisfazione al popolo.
sabato 4 febbraio 2023
comicità
mercoledì 11 gennaio 2023
la verità nascosta nel romanzo
venerdì 18 novembre 2022
materia medica
domenica 19 giugno 2022
sogno d'if
Stanotte ho sognato di avere tra le mani e di pubblicare un libro d’inediti di Bordini. Nel dubbio di come presentarlo al pubblico senza farlo apparire una squallida operazione commerciale, decidiamo di chiamarlo LIBRO D’IF, scrivendoci sotto: “Questo libro potrebbe essere di Carlo Bordini ma forse no”. Ecco che, nell’incertezza del suo autore, i critici non sanno che pesci pigliare, e la prima recensione lo stronca: “Non mi è piaciuto perché non sono sicuro che sia poesia, più che poesia sembra una prosa, ma così sghemba e sconclusionata che potrebbe forse non essere niente”. Carlo una recensione così l’avrebbe adorata. Mi ricordo dal sogno una poesia chiamata “1° maggio 1919” in cui si consiglia di dosare la forza in amore, specie dopo una certa età, perché se esageri con la forza dopo una certa età il tuo amore non ricambia, ma inerte e guardingo si fa trascinare per casa come un mobile. I vicini si lamentano per i rumori.
domenica 27 febbraio 2022
i critici più severi
Mando una poesia d’amore a una ragazza. Mi risponde: Ma che cagata è? Le dico: È una poesia di Carlo Bordini! E lei: Ah scusami, pensavo fosse tua, allora è solamente brutta. Per farmi dispetto mi manda una poesia di Gio Evan che scrivendo “fai attenzione quando incontri una persona gentile” ha preso (fra ieri e oggi) 20.224 like e nemmeno uno “stronzo”. Roba che Arminio a confronto è un dilettante e tutti gli altri muti.
sabato 5 febbraio 2022
odio
Alcuni poeti prima o poi finiscono in TV o nei cuori dei lettori, altri si muovono rasoterra, con un passaparola appena appena sussurrato. Ho cominciato a leggere la Annino perché me ne ha parlato Roberto R. Corsi, che l'amava quasi col pudore di un figlio. Proprio come ho conosciuto Bordini per l'amore di Francesca Santucci. Sono quegli incontri che restano perché si basano sulla condivisione di un segreto. Oggi leggo questo ritratto di Siti, e mi ritrovo scoperto e quasi liberato in questa frase della Annino: “la poesia mica bisogna amarla, bisogna odiarla”. Perché io la odio la poesia, con tutto me stesso, o meglio, la vivo in questo limbo lacerante di amarla e odiarla insieme, come Catullo. E non capisco chi dice di amarla e basta, perché se la ami e basta forse non ti ha fatto abbastanza male.
sabato 11 dicembre 2021
x
Appena posso ne scriverò meglio. Intanto condivido questo testo, intitolato X, che è il mio preferito, insieme a una poesia lunga chiamata La pietà, dell'ultima raccolta di Bordini, Un vuoto d'aria (Mondadori) a cura di Francesca Santucci e con un bel saggio introduttivo di Guido Mazzoni. X, come nelle cacce al tesoro, indica il punto preciso dov'è sepolto lo scrigno, e anche questo testo, così spietato, mi è parso un po' il cuore di un libro che è sì un libro d'amore ma che fa anche (non può farne a meno) i conti con se stesso.
venerdì 29 gennaio 2021
mercoledì 11 novembre 2020
il riccio
Stasera, appena fatto buio, ho scoperto che c'è un nuovo ospite in giardino. È un piccolo riccio rossastro che si è rifugiato qui e adesso si sta mangiando un piattino di pasta. Qui intorno è ancora campagna, e così ogni tanto se ne ferma qualcuno prima di riprendere i suoi giri. Così, visto che è arrivato oggi, ho pensato di chiamarlo Carlo. Ieri, leggendo i tanti post che gli hanno dedicato, ho visto che molti lo descrivevano come una persona discreta. Forse perché non alzava la voce ed era capace di grandi silenzi. Ma io personalmente ho un’altra esperienza di lui, di uno che coltivasse l’apertura. La prima volta che ci ho parlato, gli avevo appena scritto una mail, mi ha chiamato dopo nemmeno mezz’ora al telefono e abbiamo parlato. Io dalla Puglia e lui da Roma. Abbiamo parlato di poesia e di lavoro, non ho mai scritto una sola poesia sul lavoro mi ha detto, ma come se fosse una cosa a cui non aveva pensato. Ma soprattutto abbiamo parlato della situazione degli immigrati nel mondo, un argomento che invece aveva a cuore, tutta questa gente che cerca un posto dove vivere e i profondi problemi che deve affrontare per arrivarci. Non faceva più politica, diceva, ma aveva una visione politica del mondo. E questa politica cominciava appunto da loro. E da cosa potevamo fare noi per loro. Citandomi una sua poesia, mi ha detto: E noi che scriviamo poesie, cosa possiamo fare? Io non lo so. Ma la poesia serve proprio a questo, a dirsi E noi cosa possiamo fare? Io non lo so, ma per stasera ho accolto un riccio, ed è un inizio.
martedì 10 novembre 2020
per carlo, con tanto affetto
Nel suo libro (per me) più bello, Memorie di un rivoluzionario timido, che tanta fiducia mi ha ridato nelle possibilità della scrittura, Carlo Bordini scrive: “Io non immaginavo di entrare in questo luogo allegramente mortuario, in questa selva di epigrafi. E d’altronde, la morte nascondeva le sue ferite…”. Il tema del libro non è affatto la morte, o solo in parte, ma lui come prima cosa ci mette la morte, nella sintesi del romanzo in premessa, perché “rinascere è anche morire”. La cosa bella di Bordini (per me) era questa straordinaria libertà, di pensiero, d’amore, di scrittura – una libertà che una volta gli dissi avevo trovato solo in Bolaño e allora lui mi rispose non ci avevo mai pensato quindi non può che essere così – per cui (per lui) il tempo era qualcosa di plastico, nemmeno circolare, ma proprio plastico. Il tempo si muoveva, si deformava, prendeva delle forme strane. Ecco, una cosa che ho imparato da B. e da quel suo libro è questa: che un finale non deve essere messo necessariamente alla fine. Può stare dove vuole lui, dove ti chiede di finire. Ad esempio, nelle Memorie il finale arriva alla fine della seconda parte, prima dell’intervallo, e tutta la terza parte che viene dopo non è che l’impalcatura di qualcosa in divenire e mai terminato che però finisce davvero nelle considerazioni in premessa, ma non subito subito, a pagina 9. Ecco, ho pensato, magari funziona così anche nella vita. Noi crediamo che uno muore ed è finita lì, e invece quella non è che la fine del secondo tempo, mentre già si profila il terzo tempo di qualcosa di più grande.
(PS. Il testo era pieno di errori di battitura e avrei voluto lasciarceli come facevi tu, ma siccome non ce l’ho il tuo coraggio di essere come sono, li ho corretti tutti o quasi).
