giovedì 28 marzo 2024

parola e libertà

Oggi parlavo con dei ragazzi del fatto che non è il lavoro a renderti libero, come spesso si dice, ma la parola. Il lavoro è un diritto, è una necessità che serve a soddisfare dei bisogni primari, si lavora per mangiare e avere una casa, quindi è importantissimo, ma nella maggior parte dei casi non ti rende libero e spesso nemmeno felice. L’unica libertà possibile riservata all’uomo è nella parola, nell’espressione incondizionata delle proprie idee, magari è una libertà fugace e senza conseguenze, ma nel momento stesso in cui ti esprimi ciò ti rende libero. Quindi è una cosa che va difesa per sé e per tutti, anche per chi ti dice che non capisci niente. Se poi la parola è scritta, e se è scritta bene, ho aggiunto, è meglio ancora. Ma lì mi sono fregato. Una ragazza infatti mi ha chiesto: scusa Lillo, ma se io scrivo non per dire il mio pensiero agli altri, ma per me stessa, perché se non lo faccio sto male, mi sento di scoppiare dentro se non lo faccio, anche quella è libertà? È stata una bella domanda. Infatti ci sto ancora pensando.

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