Poco fa un povero inglese in vacanza è scivolato sul corso. Lo ha soccorso Dudduzzo. L'inglese si è rotto la testa e le patate che aveva comprato con molto romanticismo al mercato sono rotolate giù per il corso. Lo abbiamo sollevato e portato nel bar dove ha tamponato la ferita con del ghiaccio. E siccome non è nemmeno il primo che cade, mi è venuto da pensare che forse quello del corso è un problema da risolvere prima ancora di quello dell'invasione turistica. L'ho anche detto, ma uno mi ha rimbrottato che in questo caso la colpa era dell'inglese che portava (sul corso!) delle scarpe eleganti con la suola liscia, e lo sanno tutti in paese che sulle chianche si scivola! Se invece delle scarpe eleganti si metteva della scarpe "a cristiano", ovvero di importazione asiatica con la suola in gomma, certamente non scivolava e le patate invece di cazzarle col culo a quest'ora se le stava mangiando.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
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venerdì 10 febbraio 2023
martedì 14 agosto 2018
complicità
Prima pagina venti notizie,
ventuno ingiustizie e lo Stato che fa,
si costerna, s'indigna, s'impegna,
poi getta la spugna con gran dignità.
Circa ogni cinque-sei mesi in Italia viene fuori una qualche tragedia che fa incazzare tutti. Si cerca un capro espiatorio, si va al processo che dura alcuni anni, non si ha nemmeno il coraggio di far fuori il capro espiatorio, poi tutto torna come prima, perché in fondo la cattiva gestione della cosa pubblica è un male necessario all'interesse spicciolo di molti. Aspetto la prossima campagna in cui tutti indosseremo una qualche maglietta colorata per dimostrare con un selfie che il cambiamento è possibile. Ma i cambiamenti non si fanno coi selfie, si fanno rispettando le leggi, denunciando le scorrettezze, mandando in galera chi sbaglia. Multando persino l'ultimo stronzo che getta una cicca per terra. Attuando cioè uno Stato di diritto che in Italia semplicemente manca nella complicità di troppi, perché non concepiamo che qualcuno ci imponga delle regole.
giovedì 11 gennaio 2018
via crucis
Chi darà il conto della volpe investita sul ciglio della strada.
O del gatto rannicchiato al segnale rallentare. Chi
delle edicole votive che raccordano sulla via crucis statale
le anime vaganti dopo il grande investimento. Sono in tanti
qui che aspettano un passaggio: cani schiacciati e riccetti
poco più grossi di un pugno, naufraghi persino nel ricordo
di chi con troppa fretta inseguiva il proprio tempo e il proprio sogno
e non guardava in faccia a niente. Figurarsi alla carcassa di un bastardo.
O del gatto rannicchiato al segnale rallentare. Chi
delle edicole votive che raccordano sulla via crucis statale
le anime vaganti dopo il grande investimento. Sono in tanti
qui che aspettano un passaggio: cani schiacciati e riccetti
poco più grossi di un pugno, naufraghi persino nel ricordo
di chi con troppa fretta inseguiva il proprio tempo e il proprio sogno
e non guardava in faccia a niente. Figurarsi alla carcassa di un bastardo.
mercoledì 13 luglio 2016
la retorica del binario unico
La retorica del binario unico è quella cosa per cui domani aggiungeranno un binario in più sulla tratta di un brutto incidente, e tutto tornerà com'era prima nel giro di sei mesi. Ma un incidente è un incidente, il dolore che lascia è indipendente dalle toppe che metti. E le insufficienze infrastrutturali del Sud sono lì da molto più tempo. Mischiare le cose non è utile a nessuno e non è nemmeno giusto. Avrebbero dovuto darci più treni e ferrovie semplicemente perché siamo cittadini di uno Stato, e non perché è successa quella brutta cosa. Allo stesso modo non dovremmo lamentarci ora della loro mancanza per via del dolore o della rabbia, ma esigere sempre quei diritti per tutti, far sentire la voce in maniera pacata, ma decisa e continua, e magari usarli di più i treni, proprio per dimostrare che, al di là della retorica, ci appartengono e ne abbiamo bisogno.
lunedì 3 dicembre 2012
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