C'è un ragazzo nero con un lungo cappotto nero che ascolta Gil Scott-Heron e mangia un gelato seduto al sole, accanto a me, sul ponte di Santa Trìnita. Quando finisce il gelato prende il telefono e un libro che ha in tasca e scatta una foto alla pagina del libro allungando il braccio per riprendere sullo sfondo Ponte Vecchio. Poi avvicina il telefono alla bocca e con italiano incerto ma corretto canticchia alla persona dall'altra parte: Quanto ti ho amato e quanto ti amo non lo sai...
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
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domenica 9 febbraio 2020
venerdì 7 febbraio 2020
martedì 14 agosto 2018
complicità
Prima pagina venti notizie,
ventuno ingiustizie e lo Stato che fa,
si costerna, s'indigna, s'impegna,
poi getta la spugna con gran dignità.
Circa ogni cinque-sei mesi in Italia viene fuori una qualche tragedia che fa incazzare tutti. Si cerca un capro espiatorio, si va al processo che dura alcuni anni, non si ha nemmeno il coraggio di far fuori il capro espiatorio, poi tutto torna come prima, perché in fondo la cattiva gestione della cosa pubblica è un male necessario all'interesse spicciolo di molti. Aspetto la prossima campagna in cui tutti indosseremo una qualche maglietta colorata per dimostrare con un selfie che il cambiamento è possibile. Ma i cambiamenti non si fanno coi selfie, si fanno rispettando le leggi, denunciando le scorrettezze, mandando in galera chi sbaglia. Multando persino l'ultimo stronzo che getta una cicca per terra. Attuando cioè uno Stato di diritto che in Italia semplicemente manca nella complicità di troppi, perché non concepiamo che qualcuno ci imponga delle regole.
mercoledì 15 aprile 2015
mercoledì 22 gennaio 2014
il ponte
Tutto ciò che resta a Pippo di suo padre è un puzzle del ponte di Londra, ricordo di un viaggio che fecero insieme quando Pippo era piccolino. Suo padre insegnava inglese. Pippo invece, da quando lui se n’è andato giù per un altro ponte, si è fatto taciturno. Non per tristezza, ma perché pensa che non c’è più niente da dire. La vita è come un puzzle, pensa Pippo quando guarda il ponte, dove tutto è perfetto solo se i pezzi si incastrano fra di loro, se non ne manca nessuno. Da quando suo padre è morto in casa non si è capito più nulla, eppure il padre di Pippo è stato previdente. Gli ha regalato un puzzle fosforescente. Pippo lo tiene appeso in camera, proprio sopra il suo letto, e quando viene buio il ponte si illumina.
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