Erano tutti in casa i miei amici, senza vergogna di invadermi le stanze, occupare le mie sedie, scavare fra i vestiti nel mio armadio, razziare le dispense, bere alla mia salute dalle mie bottiglie. Giocavano a carte su due o tre tavoli diversi ricoperti di bianco, e c’erano con loro i miei nonni con l’aria stanca di chi non capisce ma sta fermo e compunto sulla sedia. Nessuno parlava apertamente, neppure quelli di cui ormai non ricordavo più il viso e comunicavano fra loro attraverso gli sguardi e pochi gesti della mano. Né la ragazza che si aggirava fra le sedie e i tavoli con la camicia aperta e il seno bianco in mostra. Erano qui tutti, mi ero convinto, per il mio funerale; se non fosse che io stesso mi aggiravo per la casa insieme a loro, cercandomi. Mi ero nascosto, ma io solo lo intuivo, dietro l’ultima porta della casa, quella in fondo al buio dell’ultima stanza, dal cui spiraglio vedevo fuoriuscire una lieve luce, né fredda né calda; ma guardando in basso, giù per la scala a chiocciola, ne vedevo provenire un’altra assai più lontana e mi metteva il dubbio sulla mia reale ubicazione nella casa. Ero forse lì in basso da solo? Io non sapevo più dire se ero vivo o morto e se fossi presente alla mia casa. Ero anch’io un ospite come tutti gli altri, che pure, anche se con loro, non sembravano vedermi o rifiutavano di farlo.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
martedì 17 settembre 2024
giovedì 21 settembre 2023
luce
La luce del futuro non cessa un solo istante di ferirci…
giovedì 13 luglio 2023
oltre lo specismo
Quando scopri che un ragnetto ha fatto il nido dentro la presa elettrica e tu cominci a parlargli attraverso il foro: Esci, che mi serve la luce!
giovedì 30 dicembre 2021
la conta
Oggi, per una ricerca bibliografica, mi sono ritrovato a contare le volte che ritorna la parola «luce» in Guerra e Pace di Tolstoj: 133 volte in poco meno di 1500 pagine complessive! In media una volta ogni dieci pagine circa: sono tante, ma non te ne accorgi subito. L’ho trovata una bella metafora del periodo di «guerra» teso alla «pace» che stiamo vivendo. Nel senso che se non smettiamo di cercarla, persino in questa storia che sembra molto più grande di noi, la luce prima o poi ritornerà a mostrarsi.
martedì 19 novembre 2019
professionisti
mercoledì 12 settembre 2018
la luce
domenica 24 luglio 2016
venerdì 15 luglio 2016
germogli
sabato 23 aprile 2016
luce alla lussuria
Luce alla lussuria.
Panna nell’albume.
Capocchia di lucertola.
Albume senza cuore.
Pancia del tuo alluce.
Mordicchi il mio limone.
Lucifero dall’alto.
Dal basso lucernario.
Lucignolo a Pinocchio:
Amore mio svitato.
Mia luce mia lussuria.
Mio buio lampadina.
Mio buio a me ciclope:
Mi avvito in te nell’occhio.
Mia luce in preda al cocchio.
Tutta sfreni.
giovedì 13 agosto 2015
una cartolina dall'islanda
e il nostro breve che per poco
ci portò un romanzo: il breve lampo
del tuo slancio senz’amore
ma incapace di slegarsi dal mio amore
(né disse mai l’amore di volerci)
soltanto per averci complici
e compagni di perdenza per il giorno
del tuo ritorno a casa anguilla mia.
Mi scrivi dalle coste dell’inverno
in una luce tutta notte tutta inverno
mai più salvezza tu mai più l’eterno
ma serratura (toppa e chiavistello)
da serrare in vista dell’averno:
cruna che dall’abisso di un vulcano
ci schiude una parola il tuo saluto
poi viene divorata dall’incuria dallo sputo
dei postini infreddoliti. Perdonali
non sanno.
venerdì 22 maggio 2015
esotico
mercoledì 20 agosto 2014
regale
l’odore pungente di gatta in calore e cieca
per le nostre fantasie senza pudore.
Il tuo calore – appunto – nascosto fra i cuscini
richiama a me indecente quei discorsi
tutto cuore e senza direzione di noi amanti
stretti sul tuo fianco liquido e teso fra le mani
il tuo sguardo umido che macchia la mia barba
di un blu senza speranza e tutto cielo. Regale.
“Mi basta una pagliuzza – dicevi – per scassinarti
il cuore. La prendo dal tuo occhio troppo astuto
e troppo luminoso per essere tu il topo.”
lunedì 16 giugno 2014
la canzone del giovane zingaro
passeggia libera la Luna;
su tutta la natura al suo passaggio
riversa il suo splendore.
Chi indicherà verso il cielo
dicendo: fermati ora!
Chi dirà al suo cuore di ragazza:
ama uno solo, non cambiare!
Chi indicherà verso il cielo
dicendo: fermati ora!
Chi dirà al suo cuore di ragazza:
non cambiare, amane uno solo!
(Puskin)
sabato 19 aprile 2014
volevo morderti mia stella
il filo della tua schiena che scorre perfetto fra le labbra
dalla bocca al centro esatto della mia voce.
Volevo mia bella ferirmi sulla tua carne
e perdermi nel sangue dei nostri baci fluidi e densi
sentirmi innocente e fragile fra le tue braccia
nei tuoi singhiozzi di donna che forzano in luce
i segreti del cuore. Volevo morderti così
senza pudore, ardente e feroce, poi dolce ritrovarmi
ferito, in te guarito. Volevo mai più scordarmi
del tuo fiato, del tuo sapore di gatta
che mi fa un giorno più vivo, nascosto nella pelle
nell’incavo delle tue ascelle.
domenica 16 febbraio 2014
trasparente
sabato 8 febbraio 2014
fogne
mercoledì 29 gennaio 2014
martedì 28 gennaio 2014
così
il cielo si è schiarito con un lampo
dopo giorni che m’intasava il cuore.
Siamo qui da soli alla fermata
che ridice ormai per sempre perduta
la tua corsa e se t’ho amata io
non abbastanza e non t’importa
non rovinare tutto ancora adesso.
Si condensano di fronte nella luce
trapassata da un neon le finestre
opache di vapore delle otto dove
un altro giorno muore in cucina
nell’orrore famigliare che ci siamo
per fortuna risparmiati. Così.

