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giovedì 11 aprile 2024

merlo

C'è un piccolo merlo nero che da un po' di giorni, ogni pomeriggio quando scendo ad annaffiare l'orto, plana a terra e comincia a saltellarmi intorno, a distanza di sicurezza ma senza troppa paura e mi guarda con l'occhietto vispo che a me pare divertito, come se volesse parlarmi. Mi pare l'unico qui intorno, per cui ho pensato che forse è rimasto solo, ma ogni pomeriggio ci incontriamo nell'orto. Lui scende e comincia piluccare col becco da terra sotto il ciliegio, mentre io annaffio, poi quando ho quasi finito il giro fra le piante, poco prima di chiudere l'acqua della pompa, fa una serie balzi veloci, come se prendesse la rincorsa, e sparisce o fra i filari dei carciofi in fondo oppure facendo un salto di lato verso gli ulivi del vicino.


mercoledì 8 novembre 2023

discorso del giardiniere

Tra le rose è spuntato un vagabondo
col corpo rigonfio e le gambette magre.
Le lumache lo adorano. Vicino a lui
persino le gramigne si sentono a casa. Quando piove
ripara i suoi amici col suo manto nero
e dopo la pioggia distende le sue antenne color miele
a cercare il contatto coi bombi. Senza dubbio
arricchisce la tavolozza del verde. Dovrei
estirparlo? Se aumenterà il suo seguito
dovrò intervenire. Per ora lo lascio crescere
in pace, perché anch’esso porta con orgoglio
un nome latino, anche se non si addice
alle rose.

MICHAEL KRÜGER (Residenz Verlag, 1998)

sabato 26 agosto 2023

il richiamo del maschio

Una cosa da non fare assolutamente se hai un orto con degli animali è assecondare il capriccio infantile di andarsene in giro a piedi nudi fra gli ortaggi. Potresti avere delle spiacevoli sorprese. Prima, ad esempio, mentre raccoglievo i fiori di zucca ho sentito una sensazione umida sotto il piede, l’ho sollevato e ho scoperto di aver pestato una sostanza densa, color bianco latte. Sono stato dieci minuti buoni a chiedermi che fosse, finché non ho sentito agitarsi le foglie di zucca e poi il caratteristico richiamo del maschio di tartaruga che montava a più riprese la compagna e poi, nell’inseguimento amoroso, correva in giro a spruzzare ignobilmente il suo seme per tutto il giardino. C’è chi lo ingoia, io stamattina l’ho spalmato sul piede.

giovedì 20 luglio 2023

farfalle

Voglio condividere a parole l’immagine dell’ibisco che sta vicino al muretto di cinta, quando ogni sera irrigo il giardino e svuoto fra le sue radici l’annaffiatoio pieno d’acqua. Nell’attimo stesso in cui la verso si solleva dalle foglie, sotto cui sono nascoste, una macchia di farfalle bianche che prima mi vola intorno agli occhi come risvegliata e poi, come l’aria quando ridi, si disperde leggera sulla testa, come se l’acqua posandosi al suolo producesse un soffio delicato che dà il volo ai fiori.

venerdì 14 luglio 2023

la pila

Questa è la pila che sta al centro del mio giardino, sotto il finto pepe, e che disseta tutti gli animaletti dei dintorni, dalle due tortore che hanno il nido sul cedro accanto e scendono ogni giorno in coppia per lavarsi, alle gazze ladre che arrivano dal fondo del campo e ci lasciano ogni volta una sorpresa, o qualche penna lunga e nera o uno scacazzo fumante che sembrano un presagio, poi lumache e chiocciole che si allungano dal bordo e se scivolano vengono risucchiate in basso e il giorno dopo mi tocca ripescare i loro corpicini gonfi intrappolati nei gusci sul fondo. E ciascuno dei miei cinque gatti più altri quattro che vivono oltre il muretto e i più i svariati insetti che svolazzano per il giardino o lo esplorano millimetro per millimetro con le antennine scrupolose, e i grassi gechi e le lucertole che spuntano dalla siepe a decine. Sarà forse che è cambiato il clima, ma non ne ho mai viste così tante come quest’anno. Quando di noi non resterà più niente sono certo che il giardino sarà tutto loro, secondo me le lucertole vinceranno.

giovedì 27 aprile 2023

fiore

Mia madre come il fiore d’amarena
Fragile e gioiosa nel suo modo tenace
Di piegarsi dal suo ramo sottile
Si acchiappa alla radice della pianta
Mentre strappa l’erba che c’infesta
Il campo di carciofi dopo pioggia
Ha le mani dure e le caviglie solide
Di ragazza campestre e salutare
Ed è simile alla camomilla che matura
Per essere raccolta e messa in vaso
Nei mazzetti destinati alle tisane
Ma come il fiore sta minuta e bianca
Col suo cuore di un giallo canterino
Dentro il prato lenticchiato di papaveri.

venerdì 7 aprile 2023

la filosofia del potatore

Mio fratello che ha il pollice verde molto più verde del mio, ogni volta che scende da Milano afferra cesoie e motosega e si mette a potare tutto, la siepe, gli alberi, il giardino, ma con una precisione, come se avesse il centimetro impiantato nell’occhio. Osserva il finto pepe ha una metà dei rami secchi e vuoti e l’altra da cui partono dei rami sottili che hanno voglia di vivere e sollevarsi verso il cielo. – Si è ammalato, mi dice mio fratello. Dobbiamo sacrificare qualcosa per salvarlo tutto. – Mi offro di dargli una mano, ma suona il telefono e vado dentro a rispondere. Perdo dieci minuti al telefono e quando torno fuori non c’è più l’albero. – Dov’è finito l’albero? – Tutti i rami sono stati smontati in pezzi a perfetta misura di camino. Resta il tronco nudo e goffo in mezzo al giardino. – Andavano tagliati per ridare un equilibrio alla pianta, dice mio fratello, di cui dimentico sempre la natura draconiana. Vedrai adesso come si riprende. – Sei sicuro? – Ho solo il dubbio di non aver tagliato abbastanza. – Va bene così, allora.

sabato 1 aprile 2023

pasqua

Sabato sera in casa, come da norma. La natura è crudele, osservo. Ho trovato i cadeverini di un piccolissimo ratto morto nel viale e di alcuni uccelletti dal becco lungo in giardino, caduti dal ramo ma irriconoscibili perché mangiati dai vermi. Uno viveva di sotto, nelle fogne, e gli altri più in alto, sui rami, ma si sono ritrovati alla pari in terra, perché la vera fine si aggira al nostro piano e noi ci districhiamo in quella. Ma quanto avranno sofferto per raggiungerci sul nostro livello? Ascolto Bob Dylan che prova a sollevarsi verso il paradiso e mi chiedo cosa scriveranno i giornali, finalmente, quando anche lui morirà. Ho il gatto accanto a me che dorme sopra la mia mano e coltivo la mia morte che mi cresce in pancia come un figlio, ma va bene. Si approssima la Pasqua e chi vuol essere salvato, se vuol essere salvato, lo sarà.

giovedì 23 marzo 2023

il poeta giardiniere

Volevo fare un sacco di cose interessanti oggi, ma ho passato il pomeriggio a strappare la rucola fiorita che infestava il giardino, sognando tutte le spaghettate che non mi sono fatto quando invece era tenerella. Eccovi un perfetto esempio di poeta bucolico e alla fame, e anche un po' sudato.

venerdì 12 novembre 2021

rumore

Tutti mi chiedono: “Tu che sei informato, che succede in paese?” Ma davvero non lo so, perché non vado mai in paese. Al massimo posso dirvi che succede in giardino. Oggi ad esempio è caduta una foglia e ha fatto un rumore assordante.

giovedì 8 luglio 2021

dieta

 Una civetta poco fa mi è volata addosso, nel senso che si è lanciata contro di me e mi sono dovuto scansare per evitarla. Ha fatto una lunga curva poi è volata su un albero a fissarmi attentamente. Io pensavo non mi avesse visto. Secondo mio fratello aveva fame. Ma che razza di dieta fanno le civette che provano pure a mangiarsi uno brutto come me?

sabato 3 luglio 2021

invidia

Una cosa che invidio ai miei gatti. Nelle giornate di caldo estremo si infilano a dormire sotto le ortensie. Deve essere bellissimo poter dormire lì sotto.