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sabato 1 aprile 2023

pasqua

Sabato sera in casa, come da norma. La natura è crudele, osservo. Ho trovato i cadeverini di un piccolissimo ratto morto nel viale e di alcuni uccelletti dal becco lungo in giardino, caduti dal ramo ma irriconoscibili perché mangiati dai vermi. Uno viveva di sotto, nelle fogne, e gli altri più in alto, sui rami, ma si sono ritrovati alla pari in terra, perché la vera fine si aggira al nostro piano e noi ci districhiamo in quella. Ma quanto avranno sofferto per raggiungerci sul nostro livello? Ascolto Bob Dylan che prova a sollevarsi verso il paradiso e mi chiedo cosa scriveranno i giornali, finalmente, quando anche lui morirà. Ho il gatto accanto a me che dorme sopra la mia mano e coltivo la mia morte che mi cresce in pancia come un figlio, ma va bene. Si approssima la Pasqua e chi vuol essere salvato, se vuol essere salvato, lo sarà.

sabato 3 aprile 2021

pasqua 2021

Fra i sintomi del COVID c’è che toglie il senso del gusto e dell’olfatto. Io ad oggi ho perso solo il senso del lavoro. Perdendo quello, assecondando il nulla che ci aspetta, ho recuperato il gusto di dormire, il piacere di rispondere al telefono, di mangiare come si deve. Ho finalmente smesso di correre dietro agli altri e me ne frego di dove vanno. Perdendo ogni speranza in ciò che inseguivo, ho recuperato la salute. È il grande paradosso dell’epidemia: fermando il mondo gli ha ridato tempo e, immergendosi in quel tempo, molta gente ha capito di non avere nulla fra le mani. Qualcuno si è depresso, altri hanno recuperato dal silenzio. Mi rendo conto che è privilegio di pochi, se hai una famiglia da mantenere è tutta un’altra storia. Eppure mi chiedo di continuo: è giusto tornare a “come prima”? Perché prima era tutto sbagliato. Io, almeno, credo si vivesse male. L’importante per ora è uscirne, mi rispondono col senso dell’urgenza in gola. Che è sempre il primo passo per tornare a “come prima” e poi non fare più nulla, aspettare, lasciare che decidano Altri. Così mi ci arrovello da una vita: che fare? cosa servirebbe per cambiare? – sapendo che tanto decideranno Altri. Questo è il mio mistero pasquale, che dura da Natale.

lunedì 21 aprile 2014

la pasqua

Ho visto mio nonno
resuscitato nel mattino di Pasqua del 2014
e alto non più di un bambino
venirmi a trovare in sogno.
È entrato in casa timoroso
e io preso da altro ci ho messo un poco
a riconoscerlo e abbracciarlo.
Mio padre seduto fuori sul parapetto
guardava il vento e mio nonno
in mancanza di lui si è stretto a me
suo padre diretto in linea di sangue.
Mi ha detto di non riuscire a dormire
e per questo è scappato di là. Già in pigiama
si è messo a cercare inutilmente
le sue coperte di lana e il letto
poi si è steso nella cenere del caminetto
ancora calda, ma nulla
era buono abbastanza. Allora
ha preso coraggio e mi è venuto in braccio
il mio nonno bambino
ha poggiato la testa sul mio petto
e si è lasciato cullare a lungo
fino a russare lievemente e farsi così finalmente
la prima dormita della sua morte
da un anno a questa parte.