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mercoledì 20 agosto 2014

regale

Il tuo profumo – ancora – macchia il mio divano
l’odore pungente di gatta in calore e cieca
per le nostre fantasie senza pudore.

Il tuo calore – appunto – nascosto fra i cuscini
richiama a me indecente quei discorsi
tutto cuore e senza direzione di noi amanti

stretti sul tuo fianco liquido e teso fra le mani
il tuo sguardo umido che macchia la mia barba
di un blu senza speranza e tutto cielo. Regale.

“Mi basta una pagliuzza – dicevi – per scassinarti
il cuore. La prendo dal tuo occhio troppo astuto
e troppo luminoso per essere tu il topo.”

sabato 24 maggio 2014

la siepe

Con l’arrivo del caldo le tartarughe hanno ricominciato le loro incursioni in giardino divorando ogni cosa, ogni nuova pianticella dalle foglioline morbide, dai petali vivaci. Così a malincuore, per salvare il giardino, mio padre le ha raccolte e spostate in un’aiuola recintata, dove si aggirano nervose private della loro libertà, o stanno lunghe ore all’ombra della siepe, sognando quello che nasconde. Senza i loro fruscii, il giardino si è fatto silenzioso, e a poco serve il lampo della lucertola sul muro o l’ombra pigra della farfalla in volo, o il canto ruvido dei colombacci sui cedri o delle gazze, o il piano ronfare dei gatti che sognano la caccia tra i papaveri. Un cane si aggira per strada da giorni, oltre il cancello. È alla ricerca di un padrone, e trascina ancora la catena al collo.

lunedì 21 aprile 2014

la pasqua

Ho visto mio nonno
resuscitato nel mattino di Pasqua del 2014
e alto non più di un bambino
venirmi a trovare in sogno.
È entrato in casa timoroso
e io preso da altro ci ho messo un poco
a riconoscerlo e abbracciarlo.
Mio padre seduto fuori sul parapetto
guardava il vento e mio nonno
in mancanza di lui si è stretto a me
suo padre diretto in linea di sangue.
Mi ha detto di non riuscire a dormire
e per questo è scappato di là. Già in pigiama
si è messo a cercare inutilmente
le sue coperte di lana e il letto
poi si è steso nella cenere del caminetto
ancora calda, ma nulla
era buono abbastanza. Allora
ha preso coraggio e mi è venuto in braccio
il mio nonno bambino
ha poggiato la testa sul mio petto
e si è lasciato cullare a lungo
fino a russare lievemente e farsi così finalmente
la prima dormita della sua morte
da un anno a questa parte.