Certo che fa impressione vedere al Tg nazionale una buona parte dei più grossi stronzoni del pianeta ripresi a fare passerella a dieci minuti da casa. Per ora non si sente niente, ma speriamo che non cambia il vento ancora la puzza arriva fin qui.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
giovedì 13 giugno 2024
martedì 16 agosto 2022
son rocco
Prima
è passata la Diana e poi è cambiato il vento. Quando è cambiato il
vento si è portato via le sedie di vimini davanti a casa e allora mi
sono messo a correre per strada per recuperare le sedie. Il mio San
Rocco è cominciato così, con una corsa alle sei del mattino che non
faccio nemmeno nei feriali. Quando sono rientrato il gatto si era messo
al centro del letto e allora che vuoi fare, per non disturbarlo mi sono
messo a dormire sul divano. Allora il gatto è sceso dal letto ed è
venuto a dormire sopra di me.
venerdì 22 aprile 2022
vento
Ieri sera c'era un tale vento qui intorno che non ho nemmeno sentito l'ambulanza. Oggi mia madre di ritorno dalla parrucchiera mi informa che l'ambulanza era qui per la mia vicina anziana che stanotte è morta per complicazioni da Covid. Dopo più di due anni, e con tutta la mia nonchalance a riguardo, continuo a stupirmi sia della potenza mediatica delle parrucchiere, sia di quanto mi faccia ancora impressione parlare di Covid.
venerdì 10 aprile 2020
agitarsi
venerdì 15 luglio 2016
puntino rosso
8 luglio 2016. Presentazione di Bestiario Fiorito nella mia Locorotondo, in Largo Bellavista, chiamato così perché si affaccia direttamente sulla campagna della Valle d'Itria (ma detto anche Largo Tempesta o Capovento, perché quando soffia lo scirocco si infila da lì attraverso i vicoli del borgo con una tale violenza che rischi di essere portato via con lui). Intorno a me tutti i miei amici, che non nomino solo perché sono troppi. E io sono quel puntino rosso al centro. Fotografia di Nando Cannone.lunedì 22 settembre 2014
girgenti qui piove fra gli appunti...
qui piove fra gli appunti
del mio viaggio
sulla terra di Sicilia
che ti ha fatta
e l’aria si riavvolge
intorno al tuo ombelico
come a un mare leggero
che soffia man mano
che soffio nel tuo orecchio
parole a doppia lama
che più sono gentili
e più vorrebbero scavarti
nel ventre per tema
di lussuria o di speranza
l’amore qui non c’entra
e la distanza
non affina che il dente
alla voglia
di una doppia solitudine
stracciata finalmente
nel buio.
mercoledì 6 agosto 2014
doglie
lunedì 21 aprile 2014
la pasqua
resuscitato nel mattino di Pasqua del 2014
e alto non più di un bambino
venirmi a trovare in sogno.
È entrato in casa timoroso
e io preso da altro ci ho messo un poco
a riconoscerlo e abbracciarlo.
Mio padre seduto fuori sul parapetto
guardava il vento e mio nonno
in mancanza di lui si è stretto a me
suo padre diretto in linea di sangue.
Mi ha detto di non riuscire a dormire
e per questo è scappato di là. Già in pigiama
si è messo a cercare inutilmente
le sue coperte di lana e il letto
poi si è steso nella cenere del caminetto
ancora calda, ma nulla
era buono abbastanza. Allora
ha preso coraggio e mi è venuto in braccio
il mio nonno bambino
ha poggiato la testa sul mio petto
e si è lasciato cullare a lungo
fino a russare lievemente e farsi così finalmente
la prima dormita della sua morte
da un anno a questa parte.
martedì 18 febbraio 2014
brace
lunedì 20 gennaio 2014
l'estinzione delle anguille
legato all’albero maestro
ti ho persa dietro un paravento
da cantiere. Io lo credevo – sciocco –
cielo profondissimo e notturno
invece camuffava impalcature
il tuo cuore anch’esso di ferraglia
sublime e sordo pure qui
che avanza la tempesta
che il vento scuote nelle ossa il telo azzurro e pare
un mare che si gonfia esplode
un finto mare per anguille senza voce
senza affetto
senza più un biglietto nel diluvio
per persone sole ormai
vedove di marinai
neppure di poeti che ne cantino la morte a lungo
e controvoglia.
martedì 14 gennaio 2014
una poesia di daniela andreis
mi piego al suo canto sommesso
appena da brezza di pianura è scosso,
fremo.
Questo è l'amore,
penso,
ma a volte è solo breve vento
al cospetto di un treno in movimento;
così aspetto di sfogliarmi
di diventare carta
di arrivare da te scritta, chiederti una terra
autunnale, vestita d'argento,
in una mano una bianca radice, nell'altra il nome della mia fermata.
(da La casa orfana, ed. Lietocolle)
martedì 28 maggio 2013
canto
questa fredda primavera – si allinea alla tua fine
lenta, alla mia vita che si sganghera nel pianto –
continuano i lamenti del mio cuore, i tuoi notturni
e questo vento muto che ruba il sonno a molti
tentenna fra le corde che ci legano l’un l’altro
le corde del dolore che ci muovono cantando.
venerdì 5 aprile 2013
la primavera ha i tuoi occhi...
e indossa le tue calze portafortuna
e il tuo cappotto da tre lire
e nella borsa ha una pistola
per rapinare il tempo dei minuti
preziosi quando ci stringiamo
o passeggiamo verso la stazione
e parliamo come viene di noi
quando te ne vai lo vedi
trema l’aria negli alberi nei vetri.
lunedì 18 marzo 2013
sta' maria e il silenzio...
fra i rami bagnati dei mandorli
se nel cuore s’agita
quel rosa stellare di Bashō.
lunedì 10 dicembre 2012
il limone
lo ripara con un telo dal maestrale dalla tramontana
lo fortifica in vista dell’inverno e taglia via
i rami d’intralcio accarezza i frutti più maturi
con l’orgoglio di chi recuperasse da quelli
ogni anno di vita perduto trascurando la famiglia
per inseguire inutilmente i suoi sogni.
lunedì 8 ottobre 2012
vieni come sei
Vieni sull’erba con passo veloce.
Non vedi le nubi come coprono il cielo?
Accendi invano la lampada della toilette; lampeggia e si spegne nel vento.
Vieni come sei, non indugiare oltre allo specchio.
(Rabíndranáth Tagore)
giovedì 27 settembre 2012
rebus
e senza vento.
Tutto sta fermo
e faticosamente significa.
Enorme è la fatica del significare
in questo cantiere del senso.
Ogni parola è una massicciata
di lettere e figure.
Tutto pesa.
(Valerio Magrelli)
giovedì 20 settembre 2012
vento
lunedì 27 giugno 2011
poesia al limone
senza nome né gente un po’ come noi due. Ascolta,
il frinir delle cicale è così forte da stordire
il vento ci scompiglia persino la bacheca degli orari.
Non ti amo più e del tuo amore non resta che una stecca.
Assai più facile gettarla che conservarla in tasca
e aspettare passeggiando fra i binari.
Perché mi hai chiamato? E cosa ti aspettavi che dicessi?


