È inutile, io più divento vecchio e meno reggo il Salone del Libro e situazioni simili. So che a qualcuno piace oltremodo perché è effettivamente divertente (per una giornata in gita), ma c'è pure chi lo definisce un tempio della cultura e lì ci andrei piano. Il simbolo maggiore di cosa è diventato o sta diventando il Salone per me lo dà la mappa ai padiglioni e agli stand, da cui mancano completamente i nomi degli editori, sostituiti dalle pubblicità, tutte di alto profilo intendiamoci, ma che la rendono una tovaglia colorata e perfettamente inutile se non puoi abbinare un nome al quadratino giallo che rappresenta lo stand. I telefoni ieri erano in tilt per un sovraccarico della rete, per cui senza internet e senza mappa la gente si aggirava sperduta per i corridoi, e questo non è stato un gran servizio né per i lettori né per gli editori, soprattutto quelli più piccoli che hanno bisogno di essere cercati, perché non hanno gli stand sovradimensionati dei big. Molti di loro qui si sentono carne da macello, sacrificati all'evento spettacolare da cui non ci si può sottrarre, ma senza voce in capitolo, anche se pagano pure l'aria che respirano per essere qui (qualcuno recuperando le spese e qualcuno no) e senza nemmeno ricevere troppa attenzione o rispetto nel modo in cui vengono serviti per quello che pagano. Questo ovviamente dietro le quinte della gran festa che viene dipinta dalle storie su IG. Io ieri ho trovato un Salone molto caotico, bulimico e a tratti respingente — come quando sono andato a sentire Stefano Dal Bianco e mentre leggeva delle poesie la sua voce era coperta dal rumore, un continuo frastuono che sembrava venuto fuori da un film di Antonioni e che poi è stato sostituito dalle canzoni sarde che arrivavano dallo stand di fronte, altro che Paradiso — se non per il fatto di avervi ritrovato vecchi amici che non vedevo da anni, da quel punto di vista menomale che c'è il Salone. La parola più ascoltata però non è stata cultura né libro, ma fila: quella lunghissima per i bagni. Aldo Nove qualche giorno fa ha scritto che trova assurdo che ci sia gente che paghi il biglietto per entrare al Salone a comprare libri invece di andare in libreria. Ecco, ieri una mia amica libraia, dall'unica libreria indipendente che in otto anni che ci lavoro mi fa puntuali rendiconti trimestrali, mi ha detto che sta lottando per non chiudere. Il mio abbraccio più grande va a lei.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
domenica 12 maggio 2024
domenica 5 maggio 2024
festakkione
Oggi mi è venuto da pensare che in fondo andare al Salone del Libro di Torino è per certi versi il corrispettivo di quando, ai tempi in cui ero ragazzo, si andava al Concerto del Primo Maggio a Roma. C'era l'idea di fare qualcosa che aveva un fondamento etico (ma ben sponsorizzato) mentre di fatto si andava tutti al festakkione dell'anno. Più o meno la sensazione di stupore euforico è sempre quella, ma visto che siamo adulti con molte meno canne in giro.
domenica 19 marzo 2023
propaganda e contropropaganda nella festa del papà
Per la propaganda ha rapito circa 600 bambini per mangiarseli come l’orco cattivo delle fiabe o al massimo come Stalin, il “piccolo padre” del popolo russo che dicevano avesse questo vizietto. Per la contropropaganda, invece, ha adottato e dato una casa e una famiglia a 600 orfanelli bisognosi di affetto. In ogni caso, mi pare, è indiscutibile che la figura di Putin sia l’archetipo del perfetto padre europeo, un uomo dal cuore e dalla fame immensi degno di tutte le storie che su di lui si raccontano. A lui e a tutti i papà del mondo io faccio i più sinceri auguri.
mercoledì 17 agosto 2022
le tradizioni
Ma poi com’erano questi fuochi di San Rocco? – Non li ho visti. – Ma come, non li hai visti? – Non me ne frega nulla dei fuochi di San Rocco. – Madonna, ma che curdunnese sei che non hai visto i fuochi di San Rocco? – Ma perché, a te interessano i fuochi di San Rocco? – A me no, ma con tutto il casino che si fa ogni anno, e quelli che tornano per le vacanze, e gli ospiti a casa, e il pranzo di San Rocco, e l’attesa dei fuochi, e dobbiamo salire per i fuochi, e dove parcheggiamo per i fuochi, e guarda come sono belli i fuochi, io non ce l’ho il coraggio di dire che a me dei fuochi di San Rocco non me ne frega nulla…
martedì 16 agosto 2022
son rocco
Prima
è passata la Diana e poi è cambiato il vento. Quando è cambiato il
vento si è portato via le sedie di vimini davanti a casa e allora mi
sono messo a correre per strada per recuperare le sedie. Il mio San
Rocco è cominciato così, con una corsa alle sei del mattino che non
faccio nemmeno nei feriali. Quando sono rientrato il gatto si era messo
al centro del letto e allora che vuoi fare, per non disturbarlo mi sono
messo a dormire sul divano. Allora il gatto è sceso dal letto ed è
venuto a dormire sopra di me.
domenica 16 giugno 2019
farsi strada
venerdì 26 ottobre 2018
da un qualunque venerdì
lui rimane dalla parte del sangue
spingendo il cappero alla conquista dei castelli
di origano c’inonda di pasque e di limoni
convince il fico a riaprire il dolce sesso
l’aglio ad essere soprattutto se stesso.
È così
che da un qualunque venerdì
spunta la Festagrande del dolore
le litanie diventano linguine
e fiumi scorrono di cere e di rosolii
in memoria di quando si sognava a due colori
che bastava un fischietto a battezzarci uomini.
Lino Angiuli, Giorni di festa, Schena
mercoledì 23 dicembre 2015
natale 2015
martedì 26 agosto 2014
lettere scritte senz’amore
sabato 11 gennaio 2014
amore periodico ritorna ai margini...
del freddo ed è una festa triste
sentirtelo tremare nella voce
adesso che la notte si dipana
in questo viaggio senza uscita
che chiamiamo distanza vita.