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giovedì 18 luglio 2013

fango

Fango fandango
non piace all’orango
rimango nel fango
e rifrango il rimpianto
io no casalingo
io parafango
che vengo spengendo
nel piatto e cascando
da bravo vichingo
nel tango brillando
io l’uomo biango
tu sempre più orango.

martedì 12 febbraio 2013

l'ultima spiaggia

Stanotte, sarà stato il whiskey, mi sono sognato una possibile mostra impossibile. Era ambientata su una spiaggia, qualcosa come una insenatura con gli scogli intorno che un po’ la isolasse. La zona della mostra era sorvegliata e ci si poteva accedere solo su invito. Su questo pezzo di spiaggia isolato e sorvegliato si teneva una festa. Per accedere alla festa era necessario indossare una maschera da scimmia. Infatti tutta la scenografia si ispirava al Pianeta delle Scimmie, solo che al posto della Statua della Libertà vi era un immenso riccio di mare, alto più di venti metri che occupava come un monolite la zona. L’happening consisteva nello stare lì ad aspettare il primo stronzo che sarebbe arrivato, sfidando o fregando la sorveglianza, senza una maschera. Il bello è che a sapere questo ero solo io, tutti gli altri invitati stavano lì a festeggiare con la maschera da scimmia e ad aspettare qualcosa che non sapevano, anche se di tanto in tanto, per lanciare degli indizi, dagli autoparlanti che trasmettevano musica si ripetevano, più volte, alcuni pezzi tipo Too Much Monkey Business di Chuck Berry, I’m waiting for the man dei Velvet Underground e Love me do dei Beatles. Titolo della mostra: L’ULTIMA SPIAGGIA.

domenica 7 febbraio 2010

la scimmia

C’è una zona d’ombra in me nascosta
sempre troppo laterale perché possa
illuminarla con la torcia per guardarti
in cui tu sei, e rimani lì non più reale
e leggera ma presente. Ed è impossibile
per me ignorarti se talvolta, voltandomi
di scatto, catturo a stento nella fuga
la tua spalla nuda o il dente aguzzo
che riluce sotto il pelo nero, i pochi indizi
della tua certezza. Lì stai aggrappata
e non mi riesce di scacciarti. Lì alimenti
il mio rancore e l’inquietudine.
E se anche è vero che lasciarsi ci ha ridato
il silenzio, è pur vero che non dormo
per paura del buio. Fino a quando
non riuscirò ad abbattere la scimmia
che mi porto sulla schiena ed ha
le tue fattezze neroangeliche e dispera
perché creda a quelle lacrime che mai
ti ho conosciuto, col fucile che ho pronto
accanto al letto.