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mercoledì 12 marzo 2025

siccità

Stamattina al Tg Norba Enzo Magistà ha detto che la Puglia è prossima a dichiarare lo stato di emergenza perché l’indotto idrico è quasi a secco e si prospetta per la Puglia uno stato di crisi tale che la prossima estate non ci sarà più acqua: con le dighe prosciugate non verrà più fuori nulla dai rubinetti, l’agricoltura andrà a rotoli, i prezzi del cibo si alzeranno a dismisura, il turismo verrà meno e tutto questo si ripeterà identico e peggiorato anche in futuro, se non si trovano delle soluzioni adeguate che richiederanno anni per essere messe a regime. Ciò che è successo in molte zone della Sicilia l’estate scorsa sta succedendo a noi. È una prospettiva che atterrisce perché è reale ed è frutto del trinomio surriscaldamento + incuria delle infrastrutture + assoluta cialtroneria politica. Per il clima non si può fare nulla, ma quando a metà agosto, in piena siccità, non si riuscirà più a trovare una bottiglia d’acqua per bere, perché andranno a ruba, sospetto che molti nostri rappresentanti politici dovranno andare a nascondersi per non prendersi tutte insieme le caricate di mazzate reali che non hanno mai preso finora.

sabato 28 dicembre 2024

trasporti

Mi illudevo fosse solo una mia impressione, invece l’impressione è stata confermata da una serie di indagini di cui oggi si è parlato su alcuni giornali: il servizio dei trasporti pubblici in Puglia è peggiorato dopo il lockdown: ci sono meno mezzi, con un servizio assai più carente e con un aumento costante dei ritardi. Al punto che non solo se ne lamentano i vari turisti, dato che il settore trasporti è visto spesso solo in relazione al turismo, ma ha avuto ripercussioni anche sulla vita dei pendolari, di quei residenti in Puglia che una volta andavano al lavoro in città coi mezzi pubblici, e dopo il lockdown, a causa di questa crisi, hanno dovuto rinunciare a quel servizio: si è registrato così, rispetto al 2019, un calo del 65% dei pendolari pugliesi che usano i mezzi i pubblici (più della metà in meno in cinque anni!). Questo significa, in soldoni, non solo una diminuzione delle entrate per il servizio pubblico, ma anche una rimodulazione dei finanziamenti pubblici inerenti il settore trasporti che riduce la possibilità di lavoro e rallenta ulteriormente il riammodernamento sempre più necessario per un servizio sempre più obsoleto. Inoltre, con la metà dei pendolari che prima usavano i mezzi e ora usano la macchina, si è registrato un aumento esponenziale del traffico automobilistico che ha ripercussioni non solo ambientali: infatti, è contemporaneamente aumentato il numero dei casi di stress da lavoro (aumento del 18%) e, anche in conseguenza di ciò, degli incidenti stradali (aumento del 14% nella sola area metropolitana di Bari), molti dei quali sono degenerati in rissa, considerato il generale aumento dell'aggressività.

venerdì 11 ottobre 2024

verso le zone interne

Ascolto in presa diretta Enzo Magistà che su Telenorba dice che, a dispetto dei gufi, i dati del turismo pugliese sono in continua crescita, ma tutti decentrati sulle località di mare e per questo bisogna lavorare per amplificare l’offerta verso l’interno. A me, alle sue parole, vengono in mente due turiste russe che ho incontrato ieri, terrorizzate perché dovevano andare a Ostuni e non capivano dove fosse la fermata giusta, che non era chiara dalla segnaletica, perché se perdevano quella corsa erano a terra, non c’erano alternative. Hanno cominciato a chiedere in giro, anche ai negozi, e non lo sapeva nessuno. Io stesso ho fatto l’errore di mandarle alla fermata sbagliata, quella su via Martina, perché pensavo che il pullman girasse da lì su via Cisternino, come sarebbe ovvio. Invece no, sono state salvate da qualcuno più preparato di me che le ha indirizzate alla fermata per Fasano. Perché – io non ci credevo ma ho controllato sul sito di Trenitalia – l’unico modo oggi per arrivare coi mezzi da Locorotondo a Ostuni – un percorso di circa 20 km che in auto si fa in mezz’ora – è prendere il pullman per Fasano, cambiare a Fasano per Monopoli, poi cambiare a Monopoli e risalire verso Ostuni. Sono due cambi per un tempo stimato di 3 ore e 27 minuti, quasi lo stesso che ci vuole da Bari per arrivare a Roma. Poi parliamo di invogliare le persone a muoversi verso l’interno della regione.

giovedì 13 giugno 2024

vento

Certo che fa impressione vedere al Tg nazionale una buona parte dei più grossi stronzoni del pianeta ripresi a fare passerella a dieci minuti da casa. Per ora non si sente niente, ma speriamo che non cambia il vento ancora la puzza arriva fin qui.

domenica 21 aprile 2024

uno

Ho appena letto che secondo una ricerca dell'Istat i pugliesi sono la popolazione più triste d'Italia, quella con meno soddisfazione nel presente e fiducia nel futuro. Uno su dieci si dichiara infelice. Uno, ovviamente, sono io.

sabato 17 giugno 2023

la prima in italia

Notizie del giorno. Le bombe d’acqua di ieri hanno creato ingenti danni a grano e pomodori, oltre alla frutta che già cadeva dagli alberi a causa degli sbalzi climatici: significa che presto il prezzo di tutto aumenterà ancora un po’. Negli ospedali di Brindisi e Taranto mancano i medici, chiudono i reparti, tutti i ricoveri del brindisino sono sospesi fino a ottobre. L’Alta Velocità taglia via Lecce e Taranto, da quest’ultima saltano tutti i collegamenti diretti per Roma. In compenso ci attestano come la seconda regione in Italia per bellezza delle spiagge. Ma uno stato dove tutto diventa talmente caro da farsi discriminatorio per chi non ha soldi, dove non c’è Sanità né Welfare (ormai solo a Bari funziona, gli altri sono abbandonati a se stessi), né funzionano i trasporti, dove l’agricoltura è in crisi e l’unica forma di lavoro rimasta è il turismo esasperato di chi o spenna questi poveri stranieri con affitti da usura, oppure arriva quasi a lavargli il culo per servirli, cos’è se non la nuova Africa? Non a caso abbiamo un flusso di emigrazione altissimo, i paesi abitati soltanto dai vecchi, i cimiteri più abitati degli stessi paesi. E infatti, leggevo oggi, la Puglia da oggi ha questo triste primato: siamo la prima regione in Italia dove, a cadavere ancora tiepido, si è intitolata una strada a Silvio Berlusconi. Gli si voleva proprio bene. 

giovedì 29 settembre 2022

miracolo

Commissione ASL per l'invalidità civile a Putignano, ex-sanatorio di San Michele in Monte Laureto, vicino al santuario, che fra l'altro è un posto bellissimo. La stanza è piena zeppa di persone che aspettano di farsi visitare. E io che sto in fila con loro li guardo e continuo a chiedermi perché mettere gli uffici ASL in un posto così scomodo. Qui l'80% di quelli che vedo sono anziani con problemi di deambulazione e tu che fai? Infili l'ufficio in cima al santuario. Forse ci si aspetta che per miracolo, risalendo la stradina, buttino per aria i bastoni e comincino a saltellare per grazia di San Michele.

lunedì 18 luglio 2022

l'autore vacanziero

Ecco un autore che mi chiama quattro volte in un giorno (due ore e mezzo perse al telefono) per spiegarmi il suo progetto editoriale, perché vuole assolutamente pubblicare con me, aggiungendo scherzosamente che adora il Salento per venirci a fare le vacanze, quindi se ha l'editore in Puglia possiamo organizzare le presentazioni estive e prendere due piccioni con una fava. Il suo progetto è anche bello, lo dico, ma io alla quarta chiamata gli avevo già messo la croce sopra come molestatore seriale. Questo la settimana scorsa, quando mi saluta dicendo: Allora aspetto tue, Antonio, ci sentiamo presto. Infatti mi richiama oggi: Visto che è passata una settimana ho pensato che avrai già letto. Io sinceramente non ho nemmeno aperto la sua e-mail. Oh, mi dice l'autore, Antonio sia chiaro che io non ho nessuna fretta. Possiamo pubblicare anche fra un anno. L'importante è che me lo dici entro fine luglio.

mercoledì 4 maggio 2022

videochat

Oggi in videochat con Stoccolma con una ragazza che mi contatta per farmi delle domande e mi chiede: Lei come si definirebbe in tre parole? Io pronto le rispondo: Provolone di provincia. Lei: Ma è serio o sta scherzando? Sto assolutamente scherzando. Ma scusi, lei dove vive? In Puglia. Ah, è pugliese, ora ho capito tutto.

martedì 22 settembre 2020

ma veramente?

Elezioni in paese, vince Bufano (coi voti di Vito Speciale). Il commento più intelligente che ho sentito in merito è stato: "Se sapève". Si sapeva, e bene anche. Ma non c'è aria di festa e manco di sconfitta, non c'è aria di niente in giro. Se gioisce qualcuno è per la sconfitta di Scatigna. Ma tutto scorre esattamente come ieri e come ieri l'altro. Inutilmente immutabile. Come se non potesse cambiato proprio nulla. E in effetti, ed è tremendo, l'idea di fondo che sta lentamente cominciando a serpeggiare è che comunque non sarebbe cambiato nulla, in qualsiasi caso e con qualsiasi squadra, che al di là delle divisioni delle troppe sinistre avrebbe sempre e comunque vinto questa destra che non ha mai brillato in nulla. E non va bene, non va bene per niente, perché se questa è l'idea che passa, che persino provarci è inutile, allora perché provarci? Per l'ideale di essere dalla parte giusta? Ma veramente? E chi cazzo se ne frega di essere dalla parte giusta se poi governa l'altra parte? E infatti io non ci provo neanche più a essere da qualche parte. Avevo scelto anni fa l'astensionismo, e quest'anno sono andato al voto contro Fitto (come saggiamente diceva in un post Piero Ruggiero non ha vinto Emiliano, ha perso Fitto, che è un'altra storia) e già che c'ero ho provato a dare qualcosa al paese, ma dopo questa me ne torno volentieri al mio astensionismo che perlomeno è motivato. Mi pare assai più maturo dei tempi e degli umori che corrono.

sabato 22 febbraio 2020

mascherine

Qui si ride e si scherza sull'argomento, ma sono appena stato in farmacia, a Locorotondo, in Puglia, e davanti a me un signore voleva acquistare otto mascherine col filtro (otto!) e la farmacista gli ha risposto che erano esaurite, l'intero magazzino era stato svuotato. Non oso immaginare cosa ci aspetta domani, dopo il prossimo telegiornale...

sabato 27 luglio 2019

gongolicchio (specchia)

 

Gongolicchio. Non so cos'è, ma è declinabile. 
Ce ne andavamo gongolicchiando a Specchia.

venerdì 26 ottobre 2018

da un qualunque venerdì

Ma il levante adolescente
lui rimane dalla parte del sangue
spingendo il cappero alla conquista dei castelli
di origano c’inonda di pasque e di limoni
convince il fico a riaprire il dolce sesso
l’aglio ad essere soprattutto se stesso.

È così
che da un qualunque venerdì
spunta la Festagrande del dolore
le litanie diventano linguine
e fiumi scorrono di cere e di rosolii
in memoria di quando si sognava a due colori
che bastava un fischietto a battezzarci uomini.

Lino Angiuli, Giorni di festa, Schena

martedì 7 agosto 2018

pomodori

Oggi Salvini a Foggia parlerà di caporalato. Voglio proprio sentire che dice. Mi raccomando chi ci sarà di fargli vedere cosa sono i pomodori.

mercoledì 7 febbraio 2018

sur la route des poètes

Sur la Route Des Poètes è una trasmissione che va in onda su Canal C, canale televisivo belga in lingua francese. Il programma si occupa di fare una ricognizione dello stato della poesia lungo una rotta che due simpatici ragazzi stanno seguendo a zonzo in bicicletta (in bicicletta!!!) fra Asia ed Europa, partendo da Singapore. Per dire nell'ultima puntata parlavano di poesia a Teheran. A un certo punto, mentre erano di passaggio in Puglia qualcuno ha parlato loro di me, così sono passati anche da Locorotondo e mi hanno ripreso mentre declamavo nel mio curdunnese imperfetto una poesia sulla pioggia e parlavo della mia idea assai militante di poesia. Poi ce ne siamo andati a spasso con loro e con Sara per il paese, e una delle prossime sere, in Belgio, sentiranno parlare curdunnese e non sarà emigrazione o stronzate turistiche, ma solamente poesia.




domenica 14 settembre 2014

vero amore

Ogni giorno qualcuno da qualche parte in Puglia riscopre che l'enogastronomia è cultura e va valorizzata. Così organizza una qualche sagra e mangia a più non posso. Telenorba o Raitre ne tireranno fuori un servizio degno di una qualsiasi puntata della Prova del Cuoco, e diranno che questo è vero amore per il proprio territorio.

domenica 31 agosto 2014

lettera a guglielmo minervini

Caro Guglielmo Minervini, 
mi costa un po’ raccogliere le idee per scrivere una lettera che parla di me forse più di quanto vorrei. Eppure, nel suo piccolo, vorrei che questo fosse il primo passo per quell’impegno che ho deciso di prendere nei riguardi della sua campagna elettorale. 
Sono nato nel 1977, ho 37 anni. Appartengo dunque a quella generazione che si è ritrovata a crescere nel peggior paesaggio politico possibile, sconfortante, per certi versi orribile. Ho conosciuto attraverso i miei genitori determinati ideali definiti di Sinistra, ma per quanto abbia votato a Sinistra per tutta la mia vita elettorale, quegli ideali non li ho mai visti applicati se non a slogan e chiacchiere preelettorali. E quanto alla Sinistra vera e propria l’ho vista prima agonizzare, poi non morire ma piuttosto trasformarsi nel mostro a due teste che è oggi. Credo in certi ideali insomma, non credo nella Sinistra. Ho creduto in Vendola e nel sogno di una Puglia migliore, ho deciso di restare qui invece di emigrare in un periodo in cui tutti mi davano del pazzo o peggio del vigliacco per una decisione insensata come volersi costruire un futuro in una terra senza più futuro. Ho vinto Principi Attivi con un progetto nel 2008 e sono rimasto. Non tutto è andato come avrebbe dovuto, il progetto non è sopravvissuto all’egoismo dei suoi membri, e col tempo sono stato deluso anche da Vendola. Ormai, già da un po’, mi annovero nel sempre crescente gruppo degli astensionisti, coloro che, pur credendo ancora in certi ideali, non credono più nel loro potere di intervenire sensibilmente sulla realtà. Non voto né mi sento responsabile dell’affondamento del Paese. 
Eppure, allo stesso tempo mi sento a disagio. Se ci penso ora, a fronte dei cinici che mi davano del pazzo o del vigliacco, se penso alla Puglia di Vendola, la Puglia della poesia e delle idee in cui ho creduto con tutto me stesso, al punto da volerci creare una piccola casa editrice che quelle idee diffondesse a suo modo: la pazzia nella pazzia insomma, uno dei pochi che pur non conoscendomi ha voluto credere in me e nella mia generazione, nella nostra possibilità di fare, è stato lei, attraverso una serie di progetti concreti: Principi Attivi, Bollenti Spiriti, Ritorno al Futuro a cui abbiamo attinto a piene mani e che, pur con tutti i limiti o gli errori del caso, sono il meglio di quella stagione di idee, partecipazione e impegno. Dico stagione perché già adesso, a ripensarci, mi è sembrata una lunga primavera che ormai volge alla fine. O meglio, muta in altra stagione. E sta a noi capire se questa nuova stagione è l’estate piena, oppure l’autunno, perché l’estate ci è già sfuggita di mano senza che nemmeno ce ne siamo accorti. 
Ecco perché, dopo averci pensato a lungo, ho deciso di restituire ciò che devo, e mettere da parte, per una volta, le mie motivazioni personali, la mia rabbia, la mia delusione, per contribuire come posso a questa svolta. Non avrò rimpianti se non andrà come dico, ma mi ci impegnerò. È una promessa. 
La mia scommessa, quindi, è su di lei e su me stesso. Non a livello politico, ma più umano, personale. Non trovo sia giusto porre tante aspettative in una singola persona, ma sento che è l’unico modo in cui oggi io come tanti possiamo fare politica senza sentirci ancora delusi da un sistema. Per quel che mi riguarda non si tratta di quella sorta di leaderismo che ha rovinato la politica degli ultimi anni, ma è qualcosa più semplice, qualcosa che nasce dal rispetto, dall’amicizia, da ideali e visioni comuni e in cui non ci guardiamo da gradini diversi, con altezze differenti, ma alla pari, e la fiducia è reciproca. In qualsiasi altro modo avremmo già fallito in partenza. 

Antonio Lillo