Stamattina al Tg Norba Enzo Magistà ha detto che la Puglia è prossima a dichiarare lo stato di emergenza perché l’indotto idrico è quasi a secco e si prospetta per la Puglia uno stato di crisi tale che la prossima estate non ci sarà più acqua: con le dighe prosciugate non verrà più fuori nulla dai rubinetti, l’agricoltura andrà a rotoli, i prezzi del cibo si alzeranno a dismisura, il turismo verrà meno e tutto questo si ripeterà identico e peggiorato anche in futuro, se non si trovano delle soluzioni adeguate che richiederanno anni per essere messe a regime. Ciò che è successo in molte zone della Sicilia l’estate scorsa sta succedendo a noi. È una prospettiva che atterrisce perché è reale ed è frutto del trinomio surriscaldamento + incuria delle infrastrutture + assoluta cialtroneria politica. Per il clima non si può fare nulla, ma quando a metà agosto, in piena siccità, non si riuscirà più a trovare una bottiglia d’acqua per bere, perché andranno a ruba, sospetto che molti nostri rappresentanti politici dovranno andare a nascondersi per non prendersi tutte insieme le caricate di mazzate reali che non hanno mai preso finora.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
mercoledì 12 marzo 2025
sabato 28 dicembre 2024
trasporti
Mi illudevo fosse solo una mia impressione, invece l’impressione è stata confermata da una serie di indagini di cui oggi si è parlato su alcuni giornali: il servizio dei trasporti pubblici in Puglia è peggiorato dopo il lockdown: ci sono meno mezzi, con un servizio assai più carente e con un aumento costante dei ritardi. Al punto che non solo se ne lamentano i vari turisti, dato che il settore trasporti è visto spesso solo in relazione al turismo, ma ha avuto ripercussioni anche sulla vita dei pendolari, di quei residenti in Puglia che una volta andavano al lavoro in città coi mezzi pubblici, e dopo il lockdown, a causa di questa crisi, hanno dovuto rinunciare a quel servizio: si è registrato così, rispetto al 2019, un calo del 65% dei pendolari pugliesi che usano i mezzi i pubblici (più della metà in meno in cinque anni!). Questo significa, in soldoni, non solo una diminuzione delle entrate per il servizio pubblico, ma anche una rimodulazione dei finanziamenti pubblici inerenti il settore trasporti che riduce la possibilità di lavoro e rallenta ulteriormente il riammodernamento sempre più necessario per un servizio sempre più obsoleto. Inoltre, con la metà dei pendolari che prima usavano i mezzi e ora usano la macchina, si è registrato un aumento esponenziale del traffico automobilistico che ha ripercussioni non solo ambientali: infatti, è contemporaneamente aumentato il numero dei casi di stress da lavoro (aumento del 18%) e, anche in conseguenza di ciò, degli incidenti stradali (aumento del 14% nella sola area metropolitana di Bari), molti dei quali sono degenerati in rissa, considerato il generale aumento dell'aggressività.
venerdì 11 ottobre 2024
verso le zone interne
Ascolto in presa diretta Enzo Magistà che su Telenorba dice che, a dispetto dei gufi, i dati del turismo pugliese sono in continua crescita, ma tutti decentrati sulle località di mare e per questo bisogna lavorare per amplificare l’offerta verso l’interno. A me, alle sue parole, vengono in mente due turiste russe che ho incontrato ieri, terrorizzate perché dovevano andare a Ostuni e non capivano dove fosse la fermata giusta, che non era chiara dalla segnaletica, perché se perdevano quella corsa erano a terra, non c’erano alternative. Hanno cominciato a chiedere in giro, anche ai negozi, e non lo sapeva nessuno. Io stesso ho fatto l’errore di mandarle alla fermata sbagliata, quella su via Martina, perché pensavo che il pullman girasse da lì su via Cisternino, come sarebbe ovvio. Invece no, sono state salvate da qualcuno più preparato di me che le ha indirizzate alla fermata per Fasano. Perché – io non ci credevo ma ho controllato sul sito di Trenitalia – l’unico modo oggi per arrivare coi mezzi da Locorotondo a Ostuni – un percorso di circa 20 km che in auto si fa in mezz’ora – è prendere il pullman per Fasano, cambiare a Fasano per Monopoli, poi cambiare a Monopoli e risalire verso Ostuni. Sono due cambi per un tempo stimato di 3 ore e 27 minuti, quasi lo stesso che ci vuole da Bari per arrivare a Roma. Poi parliamo di invogliare le persone a muoversi verso l’interno della regione.
giovedì 13 giugno 2024
vento
Certo che fa impressione vedere al Tg nazionale una buona parte dei più grossi stronzoni del pianeta ripresi a fare passerella a dieci minuti da casa. Per ora non si sente niente, ma speriamo che non cambia il vento ancora la puzza arriva fin qui.
domenica 21 aprile 2024
uno
Ho appena letto che secondo una ricerca dell'Istat i pugliesi sono la popolazione più triste d'Italia, quella con meno soddisfazione nel presente e fiducia nel futuro. Uno su dieci si dichiara infelice. Uno, ovviamente, sono io.
sabato 17 giugno 2023
la prima in italia
Notizie del giorno. Le bombe d’acqua
di ieri hanno creato ingenti danni a grano e pomodori, oltre alla frutta che già
cadeva dagli alberi a causa degli sbalzi climatici: significa che presto il
prezzo di tutto aumenterà ancora un po’. Negli ospedali di Brindisi e Taranto
mancano i medici, chiudono i reparti, tutti i ricoveri del brindisino sono
sospesi fino a ottobre. L’Alta Velocità taglia via Lecce e Taranto, da quest’ultima
saltano tutti i collegamenti diretti per Roma. In compenso ci attestano come la
seconda regione in Italia per bellezza delle spiagge. Ma uno stato dove tutto diventa
talmente caro da farsi discriminatorio per chi non ha soldi, dove non c’è
Sanità né Welfare (ormai solo a Bari funziona, gli altri sono abbandonati a se
stessi), né funzionano i trasporti, dove l’agricoltura è in crisi e l’unica
forma di lavoro rimasta è il turismo esasperato di chi o spenna questi poveri
stranieri con affitti da usura, oppure arriva quasi a lavargli il culo per
servirli, cos’è se non la nuova Africa? Non a caso abbiamo un flusso di emigrazione
altissimo, i paesi abitati soltanto dai vecchi, i cimiteri più abitati degli
stessi paesi. E infatti, leggevo oggi, la Puglia da oggi ha questo triste
primato: siamo la prima regione in Italia dove, a cadavere ancora tiepido, si è
intitolata una strada a Silvio Berlusconi. Gli si voleva proprio bene.
giovedì 29 settembre 2022
miracolo
Commissione ASL per l'invalidità civile a Putignano, ex-sanatorio di San Michele in Monte Laureto, vicino al santuario, che fra l'altro è un posto bellissimo. La stanza è piena zeppa di persone che aspettano di farsi visitare. E io che sto in fila con loro li guardo e continuo a chiedermi perché mettere gli uffici ASL in un posto così scomodo. Qui l'80% di quelli che vedo sono anziani con problemi di deambulazione e tu che fai? Infili l'ufficio in cima al santuario. Forse ci si aspetta che per miracolo, risalendo la stradina, buttino per aria i bastoni e comincino a saltellare per grazia di San Michele.
lunedì 18 luglio 2022
l'autore vacanziero
Ecco un autore che mi chiama quattro volte in un giorno (due ore e mezzo perse al telefono) per spiegarmi il suo progetto editoriale, perché vuole assolutamente pubblicare con me, aggiungendo scherzosamente che adora il Salento per venirci a fare le vacanze, quindi se ha l'editore in Puglia possiamo organizzare le presentazioni estive e prendere due piccioni con una fava. Il suo progetto è anche bello, lo dico, ma io alla quarta chiamata gli avevo già messo la croce sopra come molestatore seriale. Questo la settimana scorsa, quando mi saluta dicendo: Allora aspetto tue, Antonio, ci sentiamo presto. Infatti mi richiama oggi: Visto che è passata una settimana ho pensato che avrai già letto. Io sinceramente non ho nemmeno aperto la sua e-mail. Oh, mi dice l'autore, Antonio sia chiaro che io non ho nessuna fretta. Possiamo pubblicare anche fra un anno. L'importante è che me lo dici entro fine luglio.
mercoledì 4 maggio 2022
videochat
Oggi
in videochat con Stoccolma con una ragazza che mi contatta per farmi
delle domande e mi chiede: Lei come si definirebbe in tre parole? Io
pronto le rispondo: Provolone di provincia. Lei: Ma è serio o sta
scherzando? Sto assolutamente scherzando. Ma scusi, lei dove vive? In
Puglia. Ah, è pugliese, ora ho capito tutto.
martedì 22 settembre 2020
ma veramente?
Elezioni in paese, vince Bufano (coi voti di Vito Speciale). Il commento più intelligente che ho sentito in merito è stato: "Se sapève". Si sapeva, e bene anche. Ma non c'è aria di festa e manco di sconfitta, non c'è aria di niente in giro. Se gioisce qualcuno è per la sconfitta di Scatigna. Ma tutto scorre esattamente come ieri e come ieri l'altro. Inutilmente immutabile. Come se non potesse cambiato proprio nulla. E in effetti, ed è tremendo, l'idea di fondo che sta lentamente cominciando a serpeggiare è che comunque non sarebbe cambiato nulla, in qualsiasi caso e con qualsiasi squadra, che al di là delle divisioni delle troppe sinistre avrebbe sempre e comunque vinto questa destra che non ha mai brillato in nulla. E non va bene, non va bene per niente, perché se questa è l'idea che passa, che persino provarci è inutile, allora perché provarci? Per l'ideale di essere dalla parte giusta? Ma veramente? E chi cazzo se ne frega di essere dalla parte giusta se poi governa l'altra parte? E infatti io non ci provo neanche più a essere da qualche parte. Avevo scelto anni fa l'astensionismo, e quest'anno sono andato al voto contro Fitto (come saggiamente diceva in un post Piero Ruggiero non ha vinto Emiliano, ha perso Fitto, che è un'altra storia) e già che c'ero ho provato a dare qualcosa al paese, ma dopo questa me ne torno volentieri al mio astensionismo che perlomeno è motivato. Mi pare assai più maturo dei tempi e degli umori che corrono.
sabato 22 febbraio 2020
mascherine
mercoledì 30 ottobre 2019
sabato 27 luglio 2019
venerdì 26 ottobre 2018
da un qualunque venerdì
lui rimane dalla parte del sangue
spingendo il cappero alla conquista dei castelli
di origano c’inonda di pasque e di limoni
convince il fico a riaprire il dolce sesso
l’aglio ad essere soprattutto se stesso.
È così
che da un qualunque venerdì
spunta la Festagrande del dolore
le litanie diventano linguine
e fiumi scorrono di cere e di rosolii
in memoria di quando si sognava a due colori
che bastava un fischietto a battezzarci uomini.
Lino Angiuli, Giorni di festa, Schena




