Mi illudevo fosse solo una mia impressione, invece l’impressione è stata confermata da una serie di indagini di cui oggi si è parlato su alcuni giornali: il servizio dei trasporti pubblici in Puglia è peggiorato dopo il lockdown: ci sono meno mezzi, con un servizio assai più carente e con un aumento costante dei ritardi. Al punto che non solo se ne lamentano i vari turisti, dato che il settore trasporti è visto spesso solo in relazione al turismo, ma ha avuto ripercussioni anche sulla vita dei pendolari, di quei residenti in Puglia che una volta andavano al lavoro in città coi mezzi pubblici, e dopo il lockdown, a causa di questa crisi, hanno dovuto rinunciare a quel servizio: si è registrato così, rispetto al 2019, un calo del 65% dei pendolari pugliesi che usano i mezzi i pubblici (più della metà in meno in cinque anni!). Questo significa, in soldoni, non solo una diminuzione delle entrate per il servizio pubblico, ma anche una rimodulazione dei finanziamenti pubblici inerenti il settore trasporti che riduce la possibilità di lavoro e rallenta ulteriormente il riammodernamento sempre più necessario per un servizio sempre più obsoleto. Inoltre, con la metà dei pendolari che prima usavano i mezzi e ora usano la macchina, si è registrato un aumento esponenziale del traffico automobilistico che ha ripercussioni non solo ambientali: infatti, è contemporaneamente aumentato il numero dei casi di stress da lavoro (aumento del 18%) e, anche in conseguenza di ciò, degli incidenti stradali (aumento del 14% nella sola area metropolitana di Bari), molti dei quali sono degenerati in rissa, considerato il generale aumento dell'aggressività.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
sabato 28 dicembre 2024
venerdì 11 ottobre 2024
verso le zone interne
Ascolto in presa diretta Enzo Magistà che su Telenorba dice che, a dispetto dei gufi, i dati del turismo pugliese sono in continua crescita, ma tutti decentrati sulle località di mare e per questo bisogna lavorare per amplificare l’offerta verso l’interno. A me, alle sue parole, vengono in mente due turiste russe che ho incontrato ieri, terrorizzate perché dovevano andare a Ostuni e non capivano dove fosse la fermata giusta, che non era chiara dalla segnaletica, perché se perdevano quella corsa erano a terra, non c’erano alternative. Hanno cominciato a chiedere in giro, anche ai negozi, e non lo sapeva nessuno. Io stesso ho fatto l’errore di mandarle alla fermata sbagliata, quella su via Martina, perché pensavo che il pullman girasse da lì su via Cisternino, come sarebbe ovvio. Invece no, sono state salvate da qualcuno più preparato di me che le ha indirizzate alla fermata per Fasano. Perché – io non ci credevo ma ho controllato sul sito di Trenitalia – l’unico modo oggi per arrivare coi mezzi da Locorotondo a Ostuni – un percorso di circa 20 km che in auto si fa in mezz’ora – è prendere il pullman per Fasano, cambiare a Fasano per Monopoli, poi cambiare a Monopoli e risalire verso Ostuni. Sono due cambi per un tempo stimato di 3 ore e 27 minuti, quasi lo stesso che ci vuole da Bari per arrivare a Roma. Poi parliamo di invogliare le persone a muoversi verso l’interno della regione.
martedì 23 agosto 2022
quattro anni persi
Proprio di oggi, nel 2018, veniva dato l’annuncio in grande dell’inizio dei lavori per l’ammodernamento ed elettrificazione della Ferrovie Sud Est che massimo in due anni avrebbero rilanciato, velocizzandoli, i trasporti sulla tratta Valle d’Itria-Bari. Di anni ne sono passati 4 e il servizio fa molto più schifo di prima. Quello su treno è diventato impraticabile avendo raddoppiato i tempi di percorrenza (tre ore!), e quello sostitutivo con autobus è inaffidabile: corse cancellate all’improvviso, cattiva segnalazione delle fermate, intere fasce orarie non coperte o approntate con tre (tre!) cambi di mezzi per fare appena 70 Km. E non sono certo l’unico che se ne lamenta, ma ovviamente nella terra del sole e dei fichi secchi le lamentele dove finiscono? Non parlo nemmeno del deficit per molti turisti – visto che il turismo è la nuova religione – che affittano qui confidando di muoversi coi mezzi e poi si scoprono bloccati, forse per farsi meglio spennare come si fa negli allevamenti intensivi. Ma anche per i residenti. Alla fine a chi vive qui conviene sempre prendere l’auto e scendere alle stazioni di Fasano o Monopoli o andare direttamente a Bari, quindi dall’auto non ti scolli, e tutto questo mentre nel resto del paese si predica la riconversione ecologica con un maggiore investimento nel trasporto pubblico; che in effetti da noi c’è stato, e come al solito non si è visto.
mercoledì 14 luglio 2021
mezza truffa
In questi giorni c’è polemica in rete perché un noto cuoco Tv ha detto che in Valle d’Itria si mangia male. Io non so dove ha mangiato lui (è arrivato anche a Conversano che non è proprio Valle d’Itria) ma a casa mia normalmente si mangia benissimo. Però raccolgo la critica e ne aggiungo un’altra. Ieri mattina, per l’ennesima volta, ho “soccorso” per strada due persone che aspettavano il pullman per Bari e visto che le indicazioni sul sito di Trenitalia non sono chiare, gli esercenti del luogo non sanno dove sono le fermate (non lo sanno proprio, giuro: le avevano mandate da tutt’altra parte) e pure l’autista del pullman ha tirato dritto senza fermarsi, hanno perso il pullman. Aggiungo ancora, visto che badiamo più alla forma che alla sostanza, che le due persone sono attrici di quelle che abbiamo visto al cinema e in Tv e una di loro doveva prendere la coincidenza per Roma per girare un film, in questo modo ha perso la coincidenza e si è visibilmente innervosita. E così continuo a chiedermi – visto che mi pare ci fosse il progetto di farla – perché non c’è una stazione unica dei pullman, una pensilina per ripararsi dal sole, una bacheca chiara con orari e fermate in Piazza Marconi, dove serve che sia, per dare una mano a queste persone, e possibilmente scritta in più lingue per chi non parla italiano (tedeschi e francesi soprattutto). Non ci vuole tanto a mettere una bacheca con gli orari. E non è bello, vi assicuro, sentirsi dire che non siamo all’altezza, ma il punto è che non lo siamo davvero. E aggiungo che fregiarsi di essere una zona a vocazione turistica con una offerta così scarsa: prezzi alti (lo dicono tutti), cibo pessimo (lo dice il cuoco Tv) e trasporti inesistenti (lo dico io), è una mezza truffa.