Visualizzazione post con etichetta stanchezza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta stanchezza. Mostra tutti i post

domenica 29 gennaio 2023

sogni agitati

Non so perché ma di recente sto facendo dei sogni a tal punto agitati che mi risveglio più stanco della sera prima, qualche volta col capogiro e con la sensazione di aver corso sempre, anche se fondamentale nella vita ormai mi muovo assai poco. Insomma, come una sorta di legge del contrappasso, mi faccio di notte tutti i chilometri che non faccio di giorno, ma non sembra un bisogno inespresso, mi pare più una punizione. Poi la gente mi chiede come va e io rispondo: Vado stanco. Per forza.

mercoledì 27 aprile 2022

mal di maggio

Fra pochi giorni esce, per Samuele Editore, il mio ultimo libro di versi. Mi piace molto che il libro si chiami Mal di maggio ed esca a maggio (il mal di maggio, per la cronaca, è una malattia che ammazza le api). Sarà ultimo anche nel senso che credo sarà l’ultimo che faccio a mio nome e se esce, devo dire, è solo per l’interessamento e la spinta di Alessandro Canzian. Non so se sia una particolare fase che vivono tutti a un certo punto, oppure il delicato periodo storico, o entrambi, ma è una cosa che ho riscontrato anche in altri autori miei contemporanei, una generale stanchezza, una sorta di resa per cui riadatti a te, parafrasando, quello che diceva De André dei poeti (citando Croce): se dopo i 40 pubblichi ancora poesie o sei uno arrivato (o ti credi arrivato) come Magrelli o De Angelis, o sei uno che vende come Arminio, oppure sei un cretino. E io purtroppo mi sento posizionato al terzo posto sul podio.

venerdì 20 luglio 2018

riscatto

Una mia amica mi chiede cosa faccio, come sto. Le dico la verità: «Mi sono rotto le palle. Mi sono stancato di tutto, di chi scrive, delle librerie, dei distributori, dei compromessi, della boria di chi fa recensioni, della boria dei poeti, della falsità e scorrettezza dei concorsi, dell’ignoranza diffusa del pubblico, di chi ti chiede sempre favori, di chi ti manda manoscritti illeggibili o insulsi, di chi ti chiede di metterci la faccia, del clima viscido, fasullo, egoista, vanesio, intrallazzino e vacuo che si respira nei salotti della poesia, pieno di porci frustrati, vallette e bimbiminkia, di gente che ha potere e se ne gloria con discrezione e di altri che mostrano il culo al potere scodinzolando con naturalezza, di gente che non avendo né poesia né potere non fa che parlar male di tutti con quel senso di superiorità dei poeti postumi. Odio la poesia e il potere. Vorrei chiudere la casa editrice e andare a lavorare per qualcuno che mi paghi per fare quello che già faccio senza un soldo e senza un grazie. Voglio scomparire e respirare. Tornare a leggere soltanto per me stesso. E che facessero gli altri quello che non riesco a fare io». Fine della mia lamentazione. Lei mi risponde così: «Lillo ti prego no, poi non posso più dire che ho un amico editore. Tu sei il mio riscatto sociale. Non ti permettere». La prima risata del giorno.

sabato 14 aprile 2018

lo stancometro

Certi giorni penso che se inventassero un macchinario come lo stancomentro, utile a misura il grado di stanchezza delle persone, magari con le variabili: stanchezza fisica, morale, disgusto, nausea, voglio morire, ne verrebbe un gran bene per tutti. Non si potrebbe più barare sulla propria insofferenza e i veri stanchi avrebbero un motivo in più per tener duro: poter dire ai lamentosi senza motivo, prove scientifiche alla mano, "ne dovete friggere di polpi, per arrivare dove siamo".

giovedì 25 agosto 2016

sogno della lucciola

C’è chi ambisce a esplodere nel mondo. A me basterebbe implodere nella mia stanzetta, e restarmene lì tranquilla, senza mondo, senza più preoccupazioni. Lavoro, dunque, alla mia scomparsa, al mio lento spegnimento. Mi vedo come una lucciola stanca, che si aggrappa a una foglia sotto un cielo abissale.

venerdì 26 dicembre 2014

feticcio

Vivo con un piccolo feticcio avvinghiato alla spalla, un uccello carogna che pesa alla sinistra del collo e s’affila le unghie su di me. Ogni volta che la stanchezza mi prende, o l’ansia, o la sfiducia, lui stringe la presa per aggiungere peso al mio peso, dolore al dolore, in modo che persino il dolore non si senta più solo. Mi chiama appunto così: rifugio del dolore. Ma è una casa occupata, in verità. Provo a liberarmene in più modi, ma con scarso successo. Lavoro troppo, non faccio esercizio. Ma non solo. La scorsa settimana sono stato da un buon chiropratico. Il mio feticcio gli ha beccato la mano.

mercoledì 6 agosto 2014

doglie

Delle volte mi sento stanchissimo. La stanchezza mi prende soprattutto sulle spalle, con delle fitte tali che quasi non riesco a stare in piedi, né seduto. Certi giorni le spalle mi fanno così male che mi immagino le fitte siano quasi delle doglie e stiano per spuntarmi le ali per volare altrove, in modo da cambiare direzione come fanno gli uccelli, scegliendosi semplicemente il vento.

martedì 22 ottobre 2013

basta

“Non ne posso più di sentire parlare di PD, di rottamazione, di Matteo Renzi e di Pippo Civati, di giovani, di Letta e di D'Alema, di quel mafioso di Napolitano, della vera sinistra e della finta sinistra, di quelli che stanno dalla parte della gente e poi stanno solo dalla loro, non ne posso più! Abbiate pietà di me, non ne posso più! È tutto chiaro, è tutto evidente, è tutto palese! Basta, basta basta!”

[cit. tipo con barba che scrive cose inutili e se la tira un sacco]

mercoledì 11 settembre 2013

lamento

Settembre
ricominciano le fitte
nella schiena
come pugnalate inferte
dal lavoro
quando a sera
ho spremuto le speranze
e non ho più
che luce negli occhi.
Settembre
mese mite e infame
che promette
sconti sul destino
e si perde
nell’afa di un ricordo
e sono appena
sono appena
11 giorni.