Guardando la Boldrini che litiga a una manifestazione (sull’aborto libero) con delle giovani ragazze, mi è venuto da pensare che è la stessa donna che pochi anni fa litigava con Salvini per difendere delle ragazzine dall’odio mediatico dei suoi follower (comportati da adulto, gli diceva) e adesso ironicamente le tocca la stessa sorte. Ho pensato anche che la sua risposta, del tutto sbagliata, “allora fatevi difendere da Fratelli d’Italia”, è in fondo la stessa su cui il PD ha fondato (e perso) la sua campagna elettorale: o noi o i fascisti. Ma è anche la stessa risposta di tutti coloro che (nel PD o no) hanno cercato di motivarmi ad andare a votare: se non voti loro allora poi ti farai difendere dai fascisti. Stesse parole, stesso messaggio. Anche le ragazze che, disgustate dalla politica, vogliono cacciare la Boldrini dalla manifestazione rappresentano un po’ quel sentimento della sinistra (ma magari non sono nemmeno di sinistra) per cui “questa nostra battaglia non è tua, perciò non la puoi condividere con noi” (un po’ come fanno PD e Pandistelle). Figurarsi, mi sono detto, che succederà fra qualche mese, quando ci sarà da manifestare per cose come la difesa della Costituzione e allora ci si picchierà in piazza, ma fra di noi, per decidere di chi è la Costituzione. Ma questo (giusto e sacrosanto) desiderio di purismo, di non mischiarsi più col potere (e la Boldrini qui rappresenta il potere, magari benintenzionato, ma è potere), è anche in fondo il sentimento di chi ha passato gli ultimi mesi a dire che la gente è scema o si è fatta incantare dalle chiacchiere del potere (svegliatevi!) e quando sono arrivate le elezioni si aspettava un miracolo tipo che gli stessi scemi si ripigliassero all’improvviso dal sonno e andassero in massa a votare per un partito da zero virgola che nella realtà (con questa legge elettorale) non entrerà nemmeno nei bagni del parlamento. Ma andare a votare, dicendo di voler salvare il paese ma già consapevoli di perdere (si affida ai miracoli solo chi non ha speranza), non è un po’ un atto di resa o di vanità, del tipo “io ci ho provato, ma senza volermi sporcare le mani”? È un po’ come non andare a votare, oppure fare le manifestazioni per una causa comune e cacciare chi non riteniamo degno della causa. Mi pare che in questo ormai siamo tutti sulla stessa barca, che è la grande barca dei poveri. Esserci, pur non rappresentando niente per gli altri e per noi stessi: mi pare che almeno in questo, e con le diverse sfumature che ci contraddistinguono, siamo riusciti ad essere perfettamente uguali e allineati al potere.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
sabato 1 ottobre 2022
lunedì 15 febbraio 2021
vantaggio
Rispetto alla polemica nata negli ultimi giorni da parte delle donne del PD che si sono risentite per essere state escluse da incarichi di Governo, polemica a cui molti (uomini) hanno risposto che parlare di "quote rosa" non è dignitoso per una donna e ogni persona deve costruirsi la propria posizione da sé, mi viene da dire che in effetti il problema è sempre di chi ce l'ha. A me capita di continuo quando parlo del fatto che il mio vivere al Sud mi penalizza come editore. Molti editori del Nord mi rispondono che il mio è un falso problema che mi creo da solo, oppure i più scafati mi dicono che la colpa è tutta mia che non mi trasferisco al Nord; quindi non risolvendo i motivi della disparità all'origine, ma imponendomi, in nome della mia stessa dignità, di fare il doppio degli sforzi (rispetto a quelli che fanno loro) per aggirare i limiti e pareggiare i loro dieci punti di vantaggio.
domenica 3 marzo 2019
lo stress
domenica 19 febbraio 2017
pranzo di famiglia
"Ci pensi?" dico a mio fratello. "Stiamo assistendo a un momento storico, la morte del PD..."
"Ma mica la morte loro..." risponde mio fratello.
giovedì 30 luglio 2015
l'orgia democratica
adesso ch’è fuori
che piscerà nelle bocche
dei vostri bambini
piscerà sulla Boldrini
e sulle tette della Boschi
piscerà pure negli occhi
alla Meloni e persino piscerà
nella vagina di Alfano
e nella bocca senza culo
di chi parla e non caca di suo
e come in un porno senza sbocco
piscerà pure in faccia a Renzi
e prima che il gallo canti
gli strofinerà l’arnese
inumidito e stanco a forza
di Pompini Democratici.
Noi pubblico pagante
stravaccati sul divano
gli fisseremo inaciditi e mosci
il glande nello schermo
arrossato fra le labbra a forza
di schiumare piscio sul partito
che frigna di vergogna
ma lo sa che la vergogna è gratis
o per usare una metafora allegra
è come quando scorreggi
in pubblico e ti puzza a tal
punto di cadavere che tutti
ti fissano commossi e tu
ti guardi intorno smaliziato
a testa china ti penti chiedi scusa
e piangi con voce soffocata
non dovevo non dovevo mollarla non io
ma solo fin alla prossima cacata.
martedì 22 ottobre 2013
basta
[cit. tipo con barba che scrive cose inutili e se la tira un sacco]
