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venerdì 24 gennaio 2025

ucronia

Io devo dire quando leggo certi post di Aldo Nove penso sempre a Ezra Pound, poeta geniale che nel secolo scorso, intuendo i pericoli del sistema economico (l’Usura) e del comunismo “dopo Lenin”, scelse per opporsi di aderire ai fascismi del mondo, simpatizzando apertamente con Hitler e Mussolini e pagando caro questa sua scelta. Io quando leggo Nove che per opporsi a un certo sistema mondiale simpatizza con Trump e Putin penso a Pound, che era una mente lucidissima e dal pensiero più vasto e raffinato di ciò che molti potevano intuire, e proprio per questo non venne capito da menti meno acute della sua, e se anche mi fido molto del fatto che Nove sia altrettanto lucido e riesca chiaramente a distinguere fra i limiti imposti dal linguaggio e la profondità (e l’ironia) del pensiero che sta dietro a certe sue frasi, e alle sue scelte, ogni tanto mi viene il dubbio sul fatto che chi lo segue abbia l’uguale lucidità e comprensione, e non stia soltanto, per altre strade, deviando a destra come fa tutto il resto del mondo. Mondo che, come dice quel certo libro, presto o tardi esploderà con un tale boato che ci assorderà tutti. Così mi chiedo anche se un giorno ci sarà una nuova Lisetta Carmi che andrà a scovarlo per fargli il ritratto, o l’esplosione si porterà via anche lei.

sabato 1 ottobre 2022

la barca dei poveri

 Guardando la Boldrini che litiga a una manifestazione (sull’aborto libero) con delle giovani ragazze, mi è venuto da pensare che è la stessa donna che pochi anni fa litigava con Salvini per difendere delle ragazzine dall’odio mediatico dei suoi follower (comportati da adulto, gli diceva) e adesso ironicamente le tocca la stessa sorte. Ho pensato anche che la sua risposta, del tutto sbagliata, “allora fatevi difendere da Fratelli d’Italia”, è in fondo la stessa su cui il PD ha fondato (e perso) la sua campagna elettorale: o noi o i fascisti. Ma è anche la stessa risposta di tutti coloro che (nel PD o no) hanno cercato di motivarmi ad andare a votare: se non voti loro allora poi ti farai difendere dai fascisti. Stesse parole, stesso messaggio. Anche le ragazze che, disgustate dalla politica, vogliono cacciare la Boldrini dalla manifestazione rappresentano un po’ quel sentimento della sinistra (ma magari non sono nemmeno di sinistra) per cui “questa nostra battaglia non è tua, perciò non la puoi condividere con noi” (un po’ come fanno PD e Pandistelle). Figurarsi, mi sono detto, che succederà fra qualche mese, quando ci sarà da manifestare per cose come la difesa della Costituzione e allora ci si picchierà in piazza, ma fra di noi, per decidere di chi è la Costituzione. Ma questo (giusto e sacrosanto) desiderio di purismo, di non mischiarsi più col potere (e la Boldrini qui rappresenta il potere, magari benintenzionato, ma è potere), è anche in fondo il sentimento di chi ha passato gli ultimi mesi a dire che la gente è scema o si è fatta incantare dalle chiacchiere del potere (svegliatevi!) e quando sono arrivate le elezioni si aspettava un miracolo tipo che gli stessi scemi si ripigliassero all’improvviso dal sonno e andassero in massa a votare per un partito da zero virgola che nella realtà (con questa legge elettorale) non entrerà nemmeno nei bagni del parlamento. Ma andare a votare, dicendo di voler salvare il paese ma già consapevoli di perdere (si affida ai miracoli solo chi non ha speranza), non è un po’ un atto di resa o di vanità, del tipo “io ci ho provato, ma senza volermi sporcare le mani”? È un po’ come non andare a votare, oppure fare le manifestazioni per una causa comune e cacciare chi non riteniamo degno della causa. Mi pare che in questo ormai siamo tutti sulla stessa barca, che è la grande barca dei poveri. Esserci, pur non rappresentando niente per gli altri e per noi stessi: mi pare che almeno in questo, e con le diverse sfumature che ci contraddistinguono, siamo riusciti ad essere perfettamente uguali e allineati al potere.

venerdì 27 settembre 2019

la speranza

Leggendo i vari post o commenti su Greta che in queste ore esplodono su social e giornali mi è venuto in mente un testo assai bello di Bordini – lo potete leggere sul suo sito – che parla degli scrittori di destra e in cui Bordini distingue gli scrittori di destra da quelli di sinistra in base alla speranza. Gli scrittori di destra, dice, sono sempre un pochino più lucidi di quelli di sinistra perché non si permettono il lusso delle illusioni, non li “avvelena” la speranza, loro sanno lucidamente il male del mondo e siccome non sperano in niente, in quella distanza lo descrivono con una radicalità e una profondità un pochino più affilata. Si parla di gente come Swift, Baudelaire, Pound, Ionesco, Céline, Dostoevskij, Pirandello. Gli scrittori di sinistra invece hanno questa cosa che, anche se ci vedono e ci vedono bene, comunque sperano, e quando sperano si incatenano in una certa misura alle cose del mondo, cercano un accordo o un equilibrio con esse, e in ciò perdono quella distanza radicale che fa la differenza. Ecco, io quando guardo Greta lo so che dietro di lei ci sono tante cose occulte che nemmeno mi immagino, ma dentro, sempre, che mi rovina, ho anche questa speranza che ci sia del buono in lei e che del buono ne potrà venire anche domani, e in quella speranza io so che a modo mio io sono uno scrittore di sinistra (o lì vicino) e che a esserlo, francamente, non ci guadagno nulla – infatti, potendo scegliere, probabilmente starei dall’altra parte.

venerdì 8 giugno 2018

la maieutica di prodi

Ho appena visto il video, pubblicato da Repubblica, di una intervista di un paio di giorni fa a Romano Prodi, il quale parlando del governo Renzi, definito dagli intervistatori di Sinistra, risponde sarcasticamente: “Ah sì?” prima di nascondere la mano e dire che non vuole occuparsi di politica interna. Mi ha ricordato Matteo Renzi stesso che, alcuni anni fa, parlando di Stefano Fassina che gli faceva opposizione interna, ironizzava: “Chi?” Sembrano semplici stoccatine fra compagni di banco, ma quando le sento mi viene sempre da pensare che la Sinistra è messa più o meno come un romanzo di Pessoa, con così tante identità che delle volte non si riconosce e quando le chiedi di darti delle certezze su cos’è oggi la Sinistra (cioè di definirsi una buona volta) invece di rispondere procede per punti interrogativi e negazioni, finché non ti arrendi all’evidenza che non ci sono risposte, in effetti, soltanto dubbi morali su questioni irrisolte. In compenso, su quello che sono gli altri la Sinistra ci vede benissimo e non ha dubbi. Parlando dell’attuale Governo, infatti, Prodi lo definisce senza esitazioni di Destra. Quando gli chiedono se è convinto della cosa, lui, maieuticamente, risponde alla domanda con un’altra domanda: “Perché, cosa lo chiami tu, di Centro?”

sabato 26 agosto 2017

il quasi fascista totò


Guardo su YouTube uno spezzone di Napoli Milionaria con Totò e Peppino che parlano dei “buoni” di ogni Paese che fanno la guerra pensando a noi. Chi ha caricato il video antepone una striscia in cui definisce Peppino comunista e Totò “monarchico, magari non fascista ma neppure un antifascista”. Ecco che si scatena la guerra dei commenti su questa definizione, che riporto qui perché è molto divertente e per certi versi illuminante. Tutti vogliono per sé un pezzetto di Totò e negano che gli altri possano avere ragione sulla sua appartenenza politica. Ma alla fine Totò è così grande che probabilmente non è di uno né di un altro, è di tutti.

“Toto era antifascista…”
“Esatto, era antifascista dichiarato.”
“Totò ‘nemmeno antifascista’?? Ma se nei suoi film prendeva per il culo Mussolini!!”
“Ti stai confondendo con i nazisti! E poi se è per questo Totò faceva spettacolo e prendeva i giro tutti!!! E poi lui essendo un principe era monarchico ma non x questo odiava il Duce quale motivo avrebbe dovuto avere x odiarlo?”
“Chiunque con un minimo di intelletto e di senso critico avrebbe avuto motivo di odiarlo!”
“Come chiunque con un poco di intelletto e senso critico ha motivo oggigiorno di odiare chi ci impone una societá multietnica a senso unico, e che ha venduto la sovranità monetaria e civile della propria nazione alle banche private che effettuano strozzinaggio legalizzato, fregandosene della volontà della maggioranza del popolo!!!”
“Chi dice che Totò non disdegnasse il fascismo, non ha approfondito minimamente la conoscenza della persona che era. Non l'ha mai dichiarato pubblicamente, ma il suo essere ‘di sinistra’ era molto più sincero ed evidente di tanti che ne straparlano.”
“Non so se fosse di sinistra… sicuramente non era fascista... Credo che durante la guerra c’era un ordine di arresto nei suoi confronti.”
“Effettivamente non era fascista, ma neanche di sinistra. Da quello che so era un monarchico convinto.”
“Totò era piuttosto anarchico, non credo fosse monarchico, anche se l'ha detto una volta nella trasmissione di Riva. Totò era totalmente libero, di testa e di pensiero.”
“E nemmeno lontanamente vicino al fascismo.”
“Chi vince la guerra, scrive la Storia... con la fine del fascismo, i comunisti e i democristiani ci hanno imbottito il cervello di quello che faceva comodo a loro...”
“Tutto giusto ma non è che dall'altra parte fossero migliori. Merde di destra fascisti e nazisti e merde di sinistra col regime ecc.”
“Totò era antifascista, ma non comunista.”
“Toto era monarchico.”
“Totò era monarchico, non fascista.”
“Scusate ma a noi che c'è frega se era fascista o anti... perché se era comunista era meglio?”
“Era anche massone Maestro Venerabile di una loggia a Cinecittà ma non era assolutamente fascista.”
“Ricordatevi che Totò faceva teatro e per il suo dichiarato odio verso i fascisti gli misero una bomba anche se lui riuscì ad andar via una sera. Era monarchico convinto ma non fascista e neanche comunista.”
“Non era monarchico.”
“Me pia na malinconia a vede sti film!!”

domenica 17 aprile 2016

schemi

Esco dalla sezione elettorale e vado a farmi un giro. Incontro il mio amico Piero, di profonda e comprovata fede nella destra più estrema. 
“Beh, hai votato?” 
“Sì.” 
“Non hai seguito le indicazione del tuo capetto?” 
“Figurati! Io vado a votare solo perché c’è uno stronzo che mi dice di non farlo.” 
Si fa una risata. 
“Certo che sei proprio un comunista fuori dagli schemi.”

lunedì 17 agosto 2015

disonore

Mi dicono che non c'è Destra né Sinistra, che sono due sigle vuote. Io penso che succede non perché non ci sono mai state, come molti ormai credono o vogliono far credere. Penso che succede perché la Destra ha definitivamente prevalso sulla Sinistra, inglobandola e perciò riducendo entrambe le sigle a un significato solo. Ma penso anche che la Destra, oltre alla Sinistra (al suo meglio e al suo peggio), ha inglobato e corrotto la parte sana della Destra stessa, annullando qualsiasi equilibrio fra bene e male. In questo senso non è il PD che ha preso il peggio della DC o di FI, come già in varie occasioni si è osservato, ma è la DC che aveva già corrotto in partenza tutte le forze della Sinistra poi confluite nel PD. O, per andare alla radice stessa del problema, fra la Destra sana di De Gasperi (di cui tanti hanno detto bene) e quella corrotta di Andreotti (di cui tutti hanno sempre detto male) ha vinto nei cuori, nei modi, nella cultura, nel cinismo interessato e nell'arguzia fine a stessa o che serve a mascherare il vuoto, la Destra di Andreotti, poi confluita, imbarbarendosi, in quella di Berlusconi. E questo va detto a disonore di tutti gli italiani.

domenica 21 settembre 2014

cose davvero imbarazzanti

Certe volte leggo delle cose imbarazzanti, post di amici della sinistra talmente infervorati nella loro carica rivoluzionaria, anzi salvifica, che se li leggi bene scopri che c'hanno la chiesa nel sangue: nel senso che sembrano scritti più da catechisti volenterosi che da seria gente di partito coi programmi alla mano. Io più vado e meno mi informo sulle mode, però mi chiedo: una volta quelli così li chiamavano cattocomunisti, ma ora, che termine si usa per loro? 
So da fonti certe (le solite bizzuoche) che ogni tanto qualcuno se la prende anche quando scrivo certe cose, me lo immagino: perché la sinistra è sportiva, ma permalosa. A essere onesti però, e per par condicio, non è che vada meglio coi post degli amici di destra. Per cominciare errori grammaticali a morire, ma quelli ormai li lascio perdere perché nessuno è perfetto e l'ignoranza dilaga a destra come a sinistra, ma soprattutto nelle università. Ma la cosa più sconvolgente sono i post di ringraziamento/incitamento/spirito di squadra, che spesso ci si scrive per puro sfogo emotivo, roba da fanciulline in amore con le lacrime agli occhi, o peggio da cameratismo spinto che spesso e volentieri rasenta la ricchioneria. 
Amici di destra, perfavore, datevi una regolata e tenete a bada gli istinti, che su facebook ci girano anche i bambini, e qui fra cattocomusti ed etero distratti non si capisce più niente, e prima o poi si fa l'inguacchio.