Di Esterno Notte (2022) di Marco Bellocchio, qualcuno ha già evidenziato il paragone messo in scena sull’ossessione per le mani di Moro e Cossiga, con la figura di Aldo Moro (Gifuni) che è ossessionata dall’igiene sua e della famiglia, e lava le mani puntigliosamente, e Francesco Cossiga (Alesi) che matura una forma di disturbo delirante per cui continua a vedersele macchiate sul dorso, anche se non c’è nulla, interpretando le macchie come segno di malattia e di prossima morte. Non è però, come qualcuno ha detto, il confronto fra una figura “ripulita” dallo sporco del potere contro una che ha le mani insanguinate, perché in entrambi i casi si può rasentare una forma di ossessione patologica. Entrambe le figure patiscono interiormente lo “sporco” senza riuscire a liberarsene. E Cossiga, psicologicamente più debole, lo interpreta come presagio di morte perché nelle ore del rapimento tende a identificarsi con Moro: lo sporco sulle mani crea una sorta di correlativo oggettivo fra i due. Nessuno invece mi pare abbia segnalato come, in un ulteriore possibile paragone, l’unica figura a sporcarsi realmente è quella di Andreotti (Contri) che alla notizia del rapimento di Moro è colto da violenta emozione, corre in bagno dove ha un attacco di vomito e si sporca i vestiti. È una scena molto forte, uno perché mette in scena un Andreotti (che generalmente è visto come un animale a sangue freddo, vedi Il divo di Sorrentino) per la prima e unica volta emotivamente scosso, e due perché lordandosi è come se assumesse su di sé, sul proprio corpo, con la sua reazione viscerale, tutto lo sporco che ne verrà sulla DC. Andreotti si lorda per tutti e ne esce, col solito aplomb, chiedendo al suo assistente di procurargli un vestito pulito. Il resto è storia. È curioso ancora constatare come una decina di anni dopo i fatti da cui è tratta l’opera, tale ossessione per le mani (per altro documentata) avrebbe trovato un riscontro, più o meno ironico, nell’operazione Mani pulite.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
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domenica 25 febbraio 2024
lunedì 17 agosto 2015
disonore
Mi dicono che non c'è Destra né Sinistra, che sono due sigle vuote. Io penso che succede non perché non ci sono mai state, come molti ormai credono o vogliono far credere. Penso che succede perché la Destra ha definitivamente prevalso sulla Sinistra, inglobandola e perciò riducendo entrambe le sigle a un significato solo. Ma penso anche che la Destra, oltre alla Sinistra (al suo meglio e al suo peggio), ha inglobato e corrotto la parte sana della Destra stessa, annullando qualsiasi equilibrio fra bene e male. In questo senso non è il PD che ha preso il peggio della DC o di FI, come già in varie occasioni si è osservato, ma è la DC che aveva già corrotto in partenza tutte le forze della Sinistra poi confluite nel PD. O, per andare alla radice stessa del problema, fra la Destra sana di De Gasperi (di cui tanti hanno detto bene) e quella corrotta di Andreotti (di cui tutti hanno sempre detto male) ha vinto nei cuori, nei modi, nella cultura, nel cinismo interessato e nell'arguzia fine a stessa o che serve a mascherare il vuoto, la Destra di Andreotti, poi confluita, imbarbarendosi, in quella di Berlusconi. E questo va detto a disonore di tutti gli italiani.
mercoledì 8 maggio 2013
il grande segreto
Stasera sento in tv, per la prima volta, da Antonio Padellaro, che l’archivio segreto di Andreotti, tremilacinquecento faldoni, seicento metri di carta, contiene l’intero elenco delle raccomandazioni e dei favori richiestigli dal 1944 fino alla fine degli anni ’80. Da vero democristiano Andreotti accontentava tutti e si segnava ogni cosa, a buon rendere. Questa cosa mi sconvolge, lo ammetto.
Eccolo il grande segreto nascosto nel suo archivio, che ci svela come, nonostante tutti sapessero chi fosse (praticamente il Male), poi andavano lo stesso a chiedergli favori. “Tutte ‘na razze!” diceva mia nonna, parlando dell’umanità in genere. Ed è questo il punto: lo sapeva mia nonna e lo sapeva bene anche lui.
Poi certo, lui era mafioso, assassino, cinico, opportunista, un uomo del potere malato, ma gli altri? Quelli che ora gli danno addosso, e parlo soprattutto della generazione di mio padre? Quelli che sono?
Eccolo il grande segreto nascosto nel suo archivio, che ci svela come, nonostante tutti sapessero chi fosse (praticamente il Male), poi andavano lo stesso a chiedergli favori. “Tutte ‘na razze!” diceva mia nonna, parlando dell’umanità in genere. Ed è questo il punto: lo sapeva mia nonna e lo sapeva bene anche lui.
Poi certo, lui era mafioso, assassino, cinico, opportunista, un uomo del potere malato, ma gli altri? Quelli che ora gli danno addosso, e parlo soprattutto della generazione di mio padre? Quelli che sono?
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