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giovedì 23 febbraio 2023

se me lo dicevi prima

Confesso che ci ripenso da giorni e mi fa impazzire questa cosa di Berlusconi, che Dahl definirebbe “vecchio porco”, che riesce a fare opposizione, da infiltrato – un piede dentro e uno fuori – al Governo Meloni. Va detto che quando toccò a lui fece guerra alla Libia del suo “amico” Gheddafi in nome della “libertà” come tutti gli altri in Europa, ma poi, da bravo capo del Governo scaricò ogni responsabilità su Napolitano, tanto è vero che poi sperava di prenderne il posto come presidente per far meglio. Non dovrei essere così negativo, lo so. Forse è vero che B., invecchiando, ha imparato dai propri errori, tanto da convincere persino insospettabili che qui mi scrivono che in fondo ha parlato bene, ma da bravo meridionale io sono della vecchia scuola in queste cose, penso sempre che il lupo perde il pelo ma non il vizio. Per citare una frase usata per i sempiterni Rolling Stones: manderesti mai tua figlia a cena a casa di Berlusconi? Io no. Ma è vero anche che la condotta morale nel privato non c’entra nulla con la politica internazionale. Dico solo che a saperlo prima che la vera opposizione ai fascisti e guerrafondai in Italia l’avrebbe fatta Silvio, ecco a saperlo alle ultime elezioni votavo direttamente Cosa Nostra, invece di arrovellarmi per niente, né avrei perso tutti quegli anni a prendermela con la sinistra che non c’era, o se c’era era lì come una bella immagine da raccontare ai nipotini, edulcorando un poco le parole.

sabato 1 ottobre 2022

la barca dei poveri

 Guardando la Boldrini che litiga a una manifestazione (sull’aborto libero) con delle giovani ragazze, mi è venuto da pensare che è la stessa donna che pochi anni fa litigava con Salvini per difendere delle ragazzine dall’odio mediatico dei suoi follower (comportati da adulto, gli diceva) e adesso ironicamente le tocca la stessa sorte. Ho pensato anche che la sua risposta, del tutto sbagliata, “allora fatevi difendere da Fratelli d’Italia”, è in fondo la stessa su cui il PD ha fondato (e perso) la sua campagna elettorale: o noi o i fascisti. Ma è anche la stessa risposta di tutti coloro che (nel PD o no) hanno cercato di motivarmi ad andare a votare: se non voti loro allora poi ti farai difendere dai fascisti. Stesse parole, stesso messaggio. Anche le ragazze che, disgustate dalla politica, vogliono cacciare la Boldrini dalla manifestazione rappresentano un po’ quel sentimento della sinistra (ma magari non sono nemmeno di sinistra) per cui “questa nostra battaglia non è tua, perciò non la puoi condividere con noi” (un po’ come fanno PD e Pandistelle). Figurarsi, mi sono detto, che succederà fra qualche mese, quando ci sarà da manifestare per cose come la difesa della Costituzione e allora ci si picchierà in piazza, ma fra di noi, per decidere di chi è la Costituzione. Ma questo (giusto e sacrosanto) desiderio di purismo, di non mischiarsi più col potere (e la Boldrini qui rappresenta il potere, magari benintenzionato, ma è potere), è anche in fondo il sentimento di chi ha passato gli ultimi mesi a dire che la gente è scema o si è fatta incantare dalle chiacchiere del potere (svegliatevi!) e quando sono arrivate le elezioni si aspettava un miracolo tipo che gli stessi scemi si ripigliassero all’improvviso dal sonno e andassero in massa a votare per un partito da zero virgola che nella realtà (con questa legge elettorale) non entrerà nemmeno nei bagni del parlamento. Ma andare a votare, dicendo di voler salvare il paese ma già consapevoli di perdere (si affida ai miracoli solo chi non ha speranza), non è un po’ un atto di resa o di vanità, del tipo “io ci ho provato, ma senza volermi sporcare le mani”? È un po’ come non andare a votare, oppure fare le manifestazioni per una causa comune e cacciare chi non riteniamo degno della causa. Mi pare che in questo ormai siamo tutti sulla stessa barca, che è la grande barca dei poveri. Esserci, pur non rappresentando niente per gli altri e per noi stessi: mi pare che almeno in questo, e con le diverse sfumature che ci contraddistinguono, siamo riusciti ad essere perfettamente uguali e allineati al potere.

mercoledì 31 agosto 2022

sogno

Io sognavo solo Berlinguer e mi ritrovo enrico letta che mi chiede se preferisco gli spaghetti al tonno o col nero di seppia...

sabato 6 agosto 2022

programma

Stamattina pensavo che sono ormai trent’anni – da quando cioè ho diritto di voto – che sento dire alla sinistra che per vincere serve un programma e da allora io sto ancora aspettando di vederlo. Ora la sinistra mi viene a chiedere il voto – come fa sempre da trent’anni – non per un’idea ma contro l’idea che vinca qualcun altro. Insomma, l’idea di fondo della sinistra si basa sull’affossare l’avversario invece di far meglio: è come quello che deve fare una gara e invece di allenarsi fa lo sgambetto a quello che corre più veloce, come il ristoratore che invece di inventarsi un piatto nuovo fa la chiamata anonima alla guardia di finanza contro il ristorante all’angolo che fa più clienti. Questa è l’idea che mi si chiede di promuovere per salvare il paese, in nome dei più alti valori della sinistra berlusconiana (o draghiana, come si dichiara). Io lo avverto il “pericolo della destra”, non tanto a livello politico ma sociale – basti pensare al tipo che picchia la dipendente nera perché non la voleva pagare: quello non è un caso, è la norma taciuta. E quel tipo lì sappiamo tutti per chi vota. Ma piuttosto che sputarmi in faccia o turarmi il naso – come mi chiedono di fare da trent’anni in nome dei più alti valori della sinistra – io piuttosto vado a votare Meloni, e lo faccio non perché si vedrebbe finalmente una donna come primo ministro, che se fosse per la sinistra paritaria non si vedrebbe mai – ma proprio per fottere questa sinistra qui, che è poi il sentimento di sinistra che mi si chiede di avere verso gli altri, alla faccia del principio di mutualità che dovrebbe guidarci tutti.

venerdì 5 agosto 2022

carota

La nostra cultura oramai è talmente "gender fluid" che Letta recidivo dall'inculata di Renzi del 2015 ora ci riprova con Calenda. A certa sinistra piace la carota, nulla da dire.

venerdì 18 settembre 2020

illusione

Pensa come stiamo messi male in Puglia che è dovuto intervenire Nichi Vendola a fare la campagna elettorale a Emiliano, per ricordare che Emiliano ha qualcosa di sinistra da qualche parte, e anche quando tutti sanno che i due non si sopportano. Politica di partito che fa fronte comune contro il male? (E Fitto è certamente il male, o meglio ancora un criminale, come hanno stabilito anche i giudici). Sì, di quella alta pure. Ma umanamente è molto triste. Perché, se avessi la possibilità di scegliere, io voterei di nuovo Vendola a questo punto. Che almeno è la sinistra, quella vera, e non una sua parvenza. Invece quella stagione è andata per sempre e ora mi tocca turarmi il naso e votare per una sua apparenza, una semplice illusione.

martedì 21 luglio 2020

pensieri fuori dal reale

Continuo a pensare al ruolo fondamentale che ha avuto, indirettamente, Salvini sulla “vittoria” di Conte ieri sera, perché se un anno fa non avesse fatto saltare quel governo osceno, permettendo a Conte di rivelarsi, infilandosi come un cuneo fra i due litiganti, non ci saremmo nemmeno arrivati a ieri, o peggio ci sarebbe stato Salvini al posto suo, facendo scoppiare una guerra. E continuo a pensare che se invece di dar retta a Conte si fosse dato retta alla sinistra, che si è sostituita alla Lega in un secondo governo osceno nato per abbattere il primo, sinistra che oggi si accoda alla vittoria, nemmeno si sarebbe arrivati a ieri, ci si sarebbe accontentati delle briciole elemosinate a caro prezzo dall’Europa. E continuo a pensare che senza la politica della destra, che oggi dice attraverso Berlusconi che l’Europa ne esce un po’ più forte (e forse è vero), non si sarebbe mai arrivati agli ultimi mesi, agli ultimi quattro giorni, alle insinuazioni che siamo economicamente e politicamente inaffidabili. Continuo a pensare che se fosse stato per tutti quelli che consideravano Conte un politico impresentabile, uno scartino, una marionetta, nemmeno si sarebbe finiti a discutere in Europa, ci si sarebbe impiccati molto prima o saremmo finiti come in Grecia. E continuo a pensare che, nonostante la “vittoria”, non so come andrà a finire ma ho il forte sospetto che se mai quei soldi arriveranno in Italia, poi rimarranno non spesi, o ritorneranno in Europa, per colpa della burocrazia che strozza tutto, anche le idee, e che ci vorrebbero più Vendola e Minervini in Italia e meno Emiliano, ma noi abbiamo anche i Toti e i Zaia. E penso al fatto che nonostante tutto questo, la sensazione è che Conte abbia portato avanti una sua battaglia da solo, una battaglia che è una battaglia comune (dovrebbe) e che farebbe una qualsiasi persona con un po’ di buon senso, di onestà e di coraggio ma che non tutti hanno avuto le palle di fare, e sono contento che sia pugliese perché il SUD, come si vede, ogni tanto serve a qualcosa. Continuo a pensare a tutto questo, e a come il caso ha una importanza preponderante nelle nostre vite politiche, lì dove il caso dovrebbe essere l’eccezione e non la regola, un Paese non può andare avanti a botte di culo e personalismi, prima o poi si cade. Ma penso anche che aveva ragione chi diceva che se c’è un’area politica di riferimento di Conte è la DC; e mi chiedo a questo punto perché ci siamo dovuti sorbire una seconda e una terza e forse una quarta repubblica – che non ci ha fatti crescere, ma ci ha soltanto abbruttiti – se la prima volta in trent’anni che ho fatto il tifo per l’Italia in Europa, e con un po’ d’orgoglio, cioè quando Conte ha detto a Rutte: “Potrai essere eroe in patria per qualche giorno, ma poi di fronte alla storia ti giudicherà l’Europa intera” (che è una di quelle frasi che finiscono nei libri di storia), tutto questo è successo per via di un democristiano. Continuo a pensarci su, ma ovviamente io di politica non ne capisco nulla, e come tutti i miei pensieri sulla politica non hanno nulla a che fare col reale e quindi non vanno da nessuna parte.

venerdì 27 settembre 2019

la speranza

Leggendo i vari post o commenti su Greta che in queste ore esplodono su social e giornali mi è venuto in mente un testo assai bello di Bordini – lo potete leggere sul suo sito – che parla degli scrittori di destra e in cui Bordini distingue gli scrittori di destra da quelli di sinistra in base alla speranza. Gli scrittori di destra, dice, sono sempre un pochino più lucidi di quelli di sinistra perché non si permettono il lusso delle illusioni, non li “avvelena” la speranza, loro sanno lucidamente il male del mondo e siccome non sperano in niente, in quella distanza lo descrivono con una radicalità e una profondità un pochino più affilata. Si parla di gente come Swift, Baudelaire, Pound, Ionesco, Céline, Dostoevskij, Pirandello. Gli scrittori di sinistra invece hanno questa cosa che, anche se ci vedono e ci vedono bene, comunque sperano, e quando sperano si incatenano in una certa misura alle cose del mondo, cercano un accordo o un equilibrio con esse, e in ciò perdono quella distanza radicale che fa la differenza. Ecco, io quando guardo Greta lo so che dietro di lei ci sono tante cose occulte che nemmeno mi immagino, ma dentro, sempre, che mi rovina, ho anche questa speranza che ci sia del buono in lei e che del buono ne potrà venire anche domani, e in quella speranza io so che a modo mio io sono uno scrittore di sinistra (o lì vicino) e che a esserlo, francamente, non ci guadagno nulla – infatti, potendo scegliere, probabilmente starei dall’altra parte.

domenica 3 marzo 2019

lo stress

Ho visto che c'è stata molta affluenza, oggi, per le primarie del PD. Sono contento per chi ci crede, ma ho sempre il dubbio che non sia il risultato di un risorto spirito politico, quanto piuttosto dell'innata passione italiana per il totocalcio: chi vincerà la partita di oggi? C'è stato un momento, lo confesso, in cui avevo pensato di andarci anche io. Poi ieri sera, in Tv, ho visto Giachetti dire: "Noi non abbiamo sbagliato niente" e mi è passata ogni voglia. Il PD faccia quello che vuole e al meglio che può. Io sto da un'altra parte.



venerdì 18 gennaio 2019

padronale

Forse la cosa più irritante che sento ripetere, da diversi esponenti delle varie forze politiche all'opposizione, sul reddito di cittadinanza è la critica che non si ferma sul merito o efficacia della manovra ma punta il dito contro le persone a cui è rivolta. Col reddito di cittadinanza, dicono, aumenteranno i furbetti, quelli che evandono le tasse col lavoro nero mentre intascano impunemente i soldi regalati loro dallo Stato! Non si prende nemmeno in considerazione l'idea che spesso questo lavoro nero è sottopagato o precario, che chi lo offre non ha i mezzi per assumere, né si prende in considerazione che ci sia gente là fuori che di quei quattro soldi ha bisogno urgentemente. Nei loro discorsi (fatti in malafede) quelli che se ne avvantaggeranno sono sempre e soltanto i furbetti, il maggior numero dei quali (sottotesto) risiede a Sud, sulla fame di tanti si omette sempre con un pudore che è fuori luogo. Poi ci si chiede come è stato possibile per queste forze politiche perdere il consenso popolare, soprattutto per quello schieramento che, almeno sulla carta, doveva difendere i diritti degli ultimi. Che partito è quello che non crede nel proprio elettorato? A me certi discorsi paiono invece, già nelle intenzioni, talmente classisti, padronali, che, quando li sento parlare, mi vien voglia di recuperare falce e martello e andarli a menare sui denti.

domenica 8 luglio 2018

in tutto e per tutto

Come ormai hanno capito in molti, più delle analisi sui giornali, ormai, valgono le conversazioni sui social per capire chi siamo e dove andiamo, conversazioni spesso di una superficialità imbarazzante, ma che restano, sulla scena del crimine, come le tracce del nostro DNA. Una cosa che ci rivela ad esempio, è quella per cui uno dichiaratamente di sinistra, poco fa, mentre elogiava il modo eroico in cui morì il Che, vero soldato in opposizione agli imperialisti americani, lo metteva a confronto con un certo duce che catturato a Dongo si pisciò addosso. Una immagine gratuita, senza eleganza e senza pietà, motivata solo dall'irrisione e piena di quel culto della forza, in chiave quasi estetica, che si contrappone alla debolezza dei vili e che è, in tutto e per tutto, fascismo.

venerdì 8 giugno 2018

la maieutica di prodi

Ho appena visto il video, pubblicato da Repubblica, di una intervista di un paio di giorni fa a Romano Prodi, il quale parlando del governo Renzi, definito dagli intervistatori di Sinistra, risponde sarcasticamente: “Ah sì?” prima di nascondere la mano e dire che non vuole occuparsi di politica interna. Mi ha ricordato Matteo Renzi stesso che, alcuni anni fa, parlando di Stefano Fassina che gli faceva opposizione interna, ironizzava: “Chi?” Sembrano semplici stoccatine fra compagni di banco, ma quando le sento mi viene sempre da pensare che la Sinistra è messa più o meno come un romanzo di Pessoa, con così tante identità che delle volte non si riconosce e quando le chiedi di darti delle certezze su cos’è oggi la Sinistra (cioè di definirsi una buona volta) invece di rispondere procede per punti interrogativi e negazioni, finché non ti arrendi all’evidenza che non ci sono risposte, in effetti, soltanto dubbi morali su questioni irrisolte. In compenso, su quello che sono gli altri la Sinistra ci vede benissimo e non ha dubbi. Parlando dell’attuale Governo, infatti, Prodi lo definisce senza esitazioni di Destra. Quando gli chiedono se è convinto della cosa, lui, maieuticamente, risponde alla domanda con un’altra domanda: “Perché, cosa lo chiami tu, di Centro?”

sabato 26 agosto 2017

il quasi fascista totò


Guardo su YouTube uno spezzone di Napoli Milionaria con Totò e Peppino che parlano dei “buoni” di ogni Paese che fanno la guerra pensando a noi. Chi ha caricato il video antepone una striscia in cui definisce Peppino comunista e Totò “monarchico, magari non fascista ma neppure un antifascista”. Ecco che si scatena la guerra dei commenti su questa definizione, che riporto qui perché è molto divertente e per certi versi illuminante. Tutti vogliono per sé un pezzetto di Totò e negano che gli altri possano avere ragione sulla sua appartenenza politica. Ma alla fine Totò è così grande che probabilmente non è di uno né di un altro, è di tutti.

“Toto era antifascista…”
“Esatto, era antifascista dichiarato.”
“Totò ‘nemmeno antifascista’?? Ma se nei suoi film prendeva per il culo Mussolini!!”
“Ti stai confondendo con i nazisti! E poi se è per questo Totò faceva spettacolo e prendeva i giro tutti!!! E poi lui essendo un principe era monarchico ma non x questo odiava il Duce quale motivo avrebbe dovuto avere x odiarlo?”
“Chiunque con un minimo di intelletto e di senso critico avrebbe avuto motivo di odiarlo!”
“Come chiunque con un poco di intelletto e senso critico ha motivo oggigiorno di odiare chi ci impone una societá multietnica a senso unico, e che ha venduto la sovranità monetaria e civile della propria nazione alle banche private che effettuano strozzinaggio legalizzato, fregandosene della volontà della maggioranza del popolo!!!”
“Chi dice che Totò non disdegnasse il fascismo, non ha approfondito minimamente la conoscenza della persona che era. Non l'ha mai dichiarato pubblicamente, ma il suo essere ‘di sinistra’ era molto più sincero ed evidente di tanti che ne straparlano.”
“Non so se fosse di sinistra… sicuramente non era fascista... Credo che durante la guerra c’era un ordine di arresto nei suoi confronti.”
“Effettivamente non era fascista, ma neanche di sinistra. Da quello che so era un monarchico convinto.”
“Totò era piuttosto anarchico, non credo fosse monarchico, anche se l'ha detto una volta nella trasmissione di Riva. Totò era totalmente libero, di testa e di pensiero.”
“E nemmeno lontanamente vicino al fascismo.”
“Chi vince la guerra, scrive la Storia... con la fine del fascismo, i comunisti e i democristiani ci hanno imbottito il cervello di quello che faceva comodo a loro...”
“Tutto giusto ma non è che dall'altra parte fossero migliori. Merde di destra fascisti e nazisti e merde di sinistra col regime ecc.”
“Totò era antifascista, ma non comunista.”
“Toto era monarchico.”
“Totò era monarchico, non fascista.”
“Scusate ma a noi che c'è frega se era fascista o anti... perché se era comunista era meglio?”
“Era anche massone Maestro Venerabile di una loggia a Cinecittà ma non era assolutamente fascista.”
“Ricordatevi che Totò faceva teatro e per il suo dichiarato odio verso i fascisti gli misero una bomba anche se lui riuscì ad andar via una sera. Era monarchico convinto ma non fascista e neanche comunista.”
“Non era monarchico.”
“Me pia na malinconia a vede sti film!!”

martedì 21 febbraio 2017

segretario in vacanza

C’è ancora qualcuno che ci prova a Sinistra?
Voglio dire che penso che UN SACCO di gente si è chiusa
a furia di sentirsi solo una tastiera rotta
aggredita senza produrre alcun suono.
Quando tutti si lamentano costantemente
senza risolvere il problema ci si rompe, cazzo.
Non servono Tweet squillanti ogni mese a decine
se non risolvi il problema e la gara è resa
inutile dalla massiccia perdita di giocatori.
Tutto questo manca di buon senso comune, cazzo.
Ogni volta che ci penso il mio stomaco si rivolta.
Ho solo bisogno di (almeno) un paio di settimane
lontano da tutto questo per ricaricarmi. Lascio dunque il campo
a te se ci credi. Puoi prendere il mio posto
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M.

domenica 17 aprile 2016

schemi

Esco dalla sezione elettorale e vado a farmi un giro. Incontro il mio amico Piero, di profonda e comprovata fede nella destra più estrema. 
“Beh, hai votato?” 
“Sì.” 
“Non hai seguito le indicazione del tuo capetto?” 
“Figurati! Io vado a votare solo perché c’è uno stronzo che mi dice di non farlo.” 
Si fa una risata. 
“Certo che sei proprio un comunista fuori dagli schemi.”

lunedì 17 agosto 2015

disonore

Mi dicono che non c'è Destra né Sinistra, che sono due sigle vuote. Io penso che succede non perché non ci sono mai state, come molti ormai credono o vogliono far credere. Penso che succede perché la Destra ha definitivamente prevalso sulla Sinistra, inglobandola e perciò riducendo entrambe le sigle a un significato solo. Ma penso anche che la Destra, oltre alla Sinistra (al suo meglio e al suo peggio), ha inglobato e corrotto la parte sana della Destra stessa, annullando qualsiasi equilibrio fra bene e male. In questo senso non è il PD che ha preso il peggio della DC o di FI, come già in varie occasioni si è osservato, ma è la DC che aveva già corrotto in partenza tutte le forze della Sinistra poi confluite nel PD. O, per andare alla radice stessa del problema, fra la Destra sana di De Gasperi (di cui tanti hanno detto bene) e quella corrotta di Andreotti (di cui tutti hanno sempre detto male) ha vinto nei cuori, nei modi, nella cultura, nel cinismo interessato e nell'arguzia fine a stessa o che serve a mascherare il vuoto, la Destra di Andreotti, poi confluita, imbarbarendosi, in quella di Berlusconi. E questo va detto a disonore di tutti gli italiani.

giovedì 30 luglio 2015

l'orgia democratica

Dice Azzollini
adesso ch’è fuori
che piscerà nelle bocche
dei vostri bambini
piscerà sulla Boldrini
e sulle tette della Boschi
piscerà pure negli occhi
alla Meloni e persino piscerà
nella vagina di Alfano
e nella bocca senza culo
di chi parla e non caca di suo
e come in un porno senza sbocco
piscerà pure in faccia a Renzi
e prima che il gallo canti
gli strofinerà l’arnese
inumidito e stanco a forza
di Pompini Democratici.
Noi pubblico pagante
stravaccati sul divano
gli fisseremo inaciditi e mosci
il glande nello schermo
arrossato fra le labbra a forza
di schiumare piscio sul partito
che frigna di vergogna
ma lo sa che la vergogna è gratis
o per usare una metafora allegra
è come quando scorreggi
in pubblico e ti puzza a tal
punto di cadavere che tutti
ti fissano commossi e tu
ti guardi intorno smaliziato
a testa china ti penti chiedi scusa
e piangi con voce soffocata
non dovevo non dovevo mollarla non io
ma solo fin alla prossima cacata.


Nota. Oggi un lettore mi ha detto che non si comprerebbe mai un mio libro perché le cose che scrivo sono piene di volgarità. Io rispondo che è il mondo ad essere volgare e mio compito, come scrittore, non è correggere il mondo, o edulcorarlo, ma usare lo stesso suo linguaggio per mostrargli quant'è brutto.

domenica 21 settembre 2014

cose davvero imbarazzanti

Certe volte leggo delle cose imbarazzanti, post di amici della sinistra talmente infervorati nella loro carica rivoluzionaria, anzi salvifica, che se li leggi bene scopri che c'hanno la chiesa nel sangue: nel senso che sembrano scritti più da catechisti volenterosi che da seria gente di partito coi programmi alla mano. Io più vado e meno mi informo sulle mode, però mi chiedo: una volta quelli così li chiamavano cattocomunisti, ma ora, che termine si usa per loro? 
So da fonti certe (le solite bizzuoche) che ogni tanto qualcuno se la prende anche quando scrivo certe cose, me lo immagino: perché la sinistra è sportiva, ma permalosa. A essere onesti però, e per par condicio, non è che vada meglio coi post degli amici di destra. Per cominciare errori grammaticali a morire, ma quelli ormai li lascio perdere perché nessuno è perfetto e l'ignoranza dilaga a destra come a sinistra, ma soprattutto nelle università. Ma la cosa più sconvolgente sono i post di ringraziamento/incitamento/spirito di squadra, che spesso ci si scrive per puro sfogo emotivo, roba da fanciulline in amore con le lacrime agli occhi, o peggio da cameratismo spinto che spesso e volentieri rasenta la ricchioneria. 
Amici di destra, perfavore, datevi una regolata e tenete a bada gli istinti, che su facebook ci girano anche i bambini, e qui fra cattocomusti ed etero distratti non si capisce più niente, e prima o poi si fa l'inguacchio.

mercoledì 30 luglio 2014

l'unità

L'Unità va in pezzi, la Sinistra va in pezzi, l'Italia intera va in pezzi, e anche io avrei voglia di prenderle a craniate in faccia.

domenica 12 gennaio 2014

guardando il telegiornale: due pensieri

1. Pensando a quanto successo in questi ultimi anni a L'Aquila, a ciò che succede in queste ore, a Cialente che lascia benché si dichiari sconfitto ma innocente di colpe di altri, a me viene in mente solo una frase del filosofo marxista Diego Fusaro, che mi sembra perfetta per questa e anche per altre simili situazioni (pure troppe):
"Nel momento in cui la sinistra smette di interessarsi a Marx, occorre smettere di interessarsi alla sinistra: il paradosso sta nel fatto che essa, che è il problema, continui ad autointerpretarsi come la soluzione."

2. Possibile che a me che sono ateo le uniche serie novità sotto il profilo civile e politico me le debba dare il papa?