Confesso che ci ripenso da giorni e mi fa impazzire questa cosa di Berlusconi, che Dahl definirebbe “vecchio porco”, che riesce a fare opposizione, da infiltrato – un piede dentro e uno fuori – al Governo Meloni. Va detto che quando toccò a lui fece guerra alla Libia del suo “amico” Gheddafi in nome della “libertà” come tutti gli altri in Europa, ma poi, da bravo capo del Governo scaricò ogni responsabilità su Napolitano, tanto è vero che poi sperava di prenderne il posto come presidente per far meglio. Non dovrei essere così negativo, lo so. Forse è vero che B., invecchiando, ha imparato dai propri errori, tanto da convincere persino insospettabili che qui mi scrivono che in fondo ha parlato bene, ma da bravo meridionale io sono della vecchia scuola in queste cose, penso sempre che il lupo perde il pelo ma non il vizio. Per citare una frase usata per i sempiterni Rolling Stones: manderesti mai tua figlia a cena a casa di Berlusconi? Io no. Ma è vero anche che la condotta morale nel privato non c’entra nulla con la politica internazionale. Dico solo che a saperlo prima che la vera opposizione ai fascisti e guerrafondai in Italia l’avrebbe fatta Silvio, ecco a saperlo alle ultime elezioni votavo direttamente Cosa Nostra, invece di arrovellarmi per niente, né avrei perso tutti quegli anni a prendermela con la sinistra che non c’era, o se c’era era lì come una bella immagine da raccontare ai nipotini, edulcorando un poco le parole.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
giovedì 23 febbraio 2023
sabato 1 ottobre 2022
la barca dei poveri
Guardando la Boldrini che litiga a una manifestazione (sull’aborto libero) con delle giovani ragazze, mi è venuto da pensare che è la stessa donna che pochi anni fa litigava con Salvini per difendere delle ragazzine dall’odio mediatico dei suoi follower (comportati da adulto, gli diceva) e adesso ironicamente le tocca la stessa sorte. Ho pensato anche che la sua risposta, del tutto sbagliata, “allora fatevi difendere da Fratelli d’Italia”, è in fondo la stessa su cui il PD ha fondato (e perso) la sua campagna elettorale: o noi o i fascisti. Ma è anche la stessa risposta di tutti coloro che (nel PD o no) hanno cercato di motivarmi ad andare a votare: se non voti loro allora poi ti farai difendere dai fascisti. Stesse parole, stesso messaggio. Anche le ragazze che, disgustate dalla politica, vogliono cacciare la Boldrini dalla manifestazione rappresentano un po’ quel sentimento della sinistra (ma magari non sono nemmeno di sinistra) per cui “questa nostra battaglia non è tua, perciò non la puoi condividere con noi” (un po’ come fanno PD e Pandistelle). Figurarsi, mi sono detto, che succederà fra qualche mese, quando ci sarà da manifestare per cose come la difesa della Costituzione e allora ci si picchierà in piazza, ma fra di noi, per decidere di chi è la Costituzione. Ma questo (giusto e sacrosanto) desiderio di purismo, di non mischiarsi più col potere (e la Boldrini qui rappresenta il potere, magari benintenzionato, ma è potere), è anche in fondo il sentimento di chi ha passato gli ultimi mesi a dire che la gente è scema o si è fatta incantare dalle chiacchiere del potere (svegliatevi!) e quando sono arrivate le elezioni si aspettava un miracolo tipo che gli stessi scemi si ripigliassero all’improvviso dal sonno e andassero in massa a votare per un partito da zero virgola che nella realtà (con questa legge elettorale) non entrerà nemmeno nei bagni del parlamento. Ma andare a votare, dicendo di voler salvare il paese ma già consapevoli di perdere (si affida ai miracoli solo chi non ha speranza), non è un po’ un atto di resa o di vanità, del tipo “io ci ho provato, ma senza volermi sporcare le mani”? È un po’ come non andare a votare, oppure fare le manifestazioni per una causa comune e cacciare chi non riteniamo degno della causa. Mi pare che in questo ormai siamo tutti sulla stessa barca, che è la grande barca dei poveri. Esserci, pur non rappresentando niente per gli altri e per noi stessi: mi pare che almeno in questo, e con le diverse sfumature che ci contraddistinguono, siamo riusciti ad essere perfettamente uguali e allineati al potere.
mercoledì 31 agosto 2022
sogno
Io sognavo solo Berlinguer e mi ritrovo enrico letta che mi chiede se preferisco gli spaghetti al tonno o col nero di seppia...
sabato 6 agosto 2022
programma
Stamattina
pensavo che sono ormai trent’anni – da quando cioè ho diritto di voto –
che sento dire alla sinistra che per vincere serve un programma e da
allora io sto ancora aspettando di vederlo. Ora la sinistra mi viene a
chiedere il voto – come fa sempre da trent’anni – non per un’idea ma
contro l’idea che vinca qualcun altro. Insomma, l’idea di fondo della
sinistra si basa sull’affossare l’avversario invece di far meglio: è
come quello che deve fare una gara e invece di allenarsi fa lo sgambetto
a quello che corre più veloce, come il ristoratore che invece di
inventarsi un piatto nuovo fa la chiamata anonima alla guardia di
finanza contro il ristorante all’angolo che fa più clienti. Questa è
l’idea che mi si chiede di promuovere per salvare il paese, in nome dei
più alti valori della sinistra berlusconiana (o draghiana, come si
dichiara). Io lo avverto il “pericolo della destra”, non tanto a livello
politico ma sociale – basti pensare al tipo che picchia la dipendente
nera perché non la voleva pagare: quello non è un caso, è la norma
taciuta. E quel tipo lì sappiamo tutti per chi vota. Ma piuttosto che
sputarmi in faccia o turarmi il naso – come mi chiedono di fare da
trent’anni in nome dei più alti valori della sinistra – io piuttosto
vado a votare Meloni, e lo faccio non perché si vedrebbe finalmente una
donna come primo ministro, che se fosse per la sinistra paritaria non si
vedrebbe mai – ma proprio per fottere questa sinistra qui, che è poi il
sentimento di sinistra che mi si chiede di avere verso gli altri, alla
faccia del principio di mutualità che dovrebbe guidarci tutti.
venerdì 5 agosto 2022
carota
La nostra cultura oramai è talmente "gender fluid" che Letta recidivo dall'inculata di Renzi del 2015 ora ci riprova con Calenda. A certa sinistra piace la carota, nulla da dire.
venerdì 18 settembre 2020
illusione
Pensa come stiamo messi male in Puglia che è dovuto intervenire Nichi Vendola a fare la campagna elettorale a Emiliano, per ricordare che Emiliano ha qualcosa di sinistra da qualche parte, e anche quando tutti sanno che i due non si sopportano. Politica di partito che fa fronte comune contro il male? (E Fitto è certamente il male, o meglio ancora un criminale, come hanno stabilito anche i giudici). Sì, di quella alta pure. Ma umanamente è molto triste. Perché, se avessi la possibilità di scegliere, io voterei di nuovo Vendola a questo punto. Che almeno è la sinistra, quella vera, e non una sua parvenza. Invece quella stagione è andata per sempre e ora mi tocca turarmi il naso e votare per una sua apparenza, una semplice illusione.
martedì 21 luglio 2020
pensieri fuori dal reale
venerdì 27 settembre 2019
la speranza
domenica 3 marzo 2019
lo stress
venerdì 18 gennaio 2019
padronale
domenica 8 luglio 2018
in tutto e per tutto
venerdì 8 giugno 2018
la maieutica di prodi
sabato 26 agosto 2017
il quasi fascista totò
martedì 21 febbraio 2017
segretario in vacanza
Voglio dire che penso che UN SACCO di gente si è chiusa
a furia di sentirsi solo una tastiera rotta
aggredita senza produrre alcun suono.
Quando tutti si lamentano costantemente
senza risolvere il problema ci si rompe, cazzo.
Non servono Tweet squillanti ogni mese a decine
se non risolvi il problema e la gara è resa
inutile dalla massiccia perdita di giocatori.
Tutto questo manca di buon senso comune, cazzo.
Ogni volta che ci penso il mio stomaco si rivolta.
Ho solo bisogno di (almeno) un paio di settimane
lontano da tutto questo per ricaricarmi. Lascio dunque il campo
a te se ci credi. Puoi prendere il mio posto
come segretario del congresso. CLICCA QUI
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di come funziona. Non è complesso, tutt’altro.
Tutti possono imparare facilmente, anche senza esperienza.
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M.
domenica 17 aprile 2016
schemi
lunedì 17 agosto 2015
disonore
giovedì 30 luglio 2015
l'orgia democratica
adesso ch’è fuori
che piscerà nelle bocche
dei vostri bambini
piscerà sulla Boldrini
e sulle tette della Boschi
piscerà pure negli occhi
alla Meloni e persino piscerà
nella vagina di Alfano
e nella bocca senza culo
di chi parla e non caca di suo
e come in un porno senza sbocco
piscerà pure in faccia a Renzi
e prima che il gallo canti
gli strofinerà l’arnese
inumidito e stanco a forza
di Pompini Democratici.
Noi pubblico pagante
stravaccati sul divano
gli fisseremo inaciditi e mosci
il glande nello schermo
arrossato fra le labbra a forza
di schiumare piscio sul partito
che frigna di vergogna
ma lo sa che la vergogna è gratis
o per usare una metafora allegra
è come quando scorreggi
in pubblico e ti puzza a tal
punto di cadavere che tutti
ti fissano commossi e tu
ti guardi intorno smaliziato
a testa china ti penti chiedi scusa
e piangi con voce soffocata
non dovevo non dovevo mollarla non io
ma solo fin alla prossima cacata.

