Oggi sette agosto
compleanno col botto
di mia madre
soprannominata tempesta
dunque in linea col meteo
e i suoi allarmi
ma alta appena
uno e cinquanta
e perciò inoffensiva
persino per l'orto di casa.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
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domenica 7 agosto 2016
mercoledì 19 marzo 2014
sirene
Le mie trasgressioni si impilano in giardino contro il muro
(edificato quando Roma ha cominciato a indebolirsi, e sfregiato
da una palla di cannone.) Ho spettegolato; ho snobbato
un ospite a cena. Aspetto che il muro si contorca
per gli orribili gatti selvatici nutriti da vedove rimpicciolite
e qualche stramba bibliotecaria. Ho cominciato a esaurirmi
per via della tua assenza, uno dei peggiori sintomi dell’amore.
Per anni, ho avuto il buon senso di tenermi da parte.
Sono stata qui abbastanza da uccidere
due piante di menta e una lavanda,
poi farne risorgere la parte migliore.
Mi piacerebbe lasciarti morire sulla vite.
Non tu, il Tu che Sogno,
che passa attraverso il risveglio.
Guardare come la vedetta guarda la tempesta
ma senza bagnarsi. Essere quella.
Essere cosa?
Essere saggia più del cuore.
(Eliza Griswold)
(edificato quando Roma ha cominciato a indebolirsi, e sfregiato
da una palla di cannone.) Ho spettegolato; ho snobbato
un ospite a cena. Aspetto che il muro si contorca
per gli orribili gatti selvatici nutriti da vedove rimpicciolite
e qualche stramba bibliotecaria. Ho cominciato a esaurirmi
per via della tua assenza, uno dei peggiori sintomi dell’amore.
Per anni, ho avuto il buon senso di tenermi da parte.
Sono stata qui abbastanza da uccidere
due piante di menta e una lavanda,
poi farne risorgere la parte migliore.
Mi piacerebbe lasciarti morire sulla vite.
Non tu, il Tu che Sogno,
che passa attraverso il risveglio.
Guardare come la vedetta guarda la tempesta
ma senza bagnarsi. Essere quella.
Essere cosa?
Essere saggia più del cuore.
(Eliza Griswold)
lunedì 20 gennaio 2014
l'estinzione delle anguille
La vita è cosa assurda la vita è senza scampo se
legato all’albero maestro
ti ho persa dietro un paravento
da cantiere. Io lo credevo – sciocco –
cielo profondissimo e notturno
invece camuffava impalcature
il tuo cuore anch’esso di ferraglia
sublime e sordo pure qui
che avanza la tempesta
che il vento scuote nelle ossa il telo azzurro e pare
un mare che si gonfia esplode
un finto mare per anguille senza voce
senza affetto
senza più un biglietto nel diluvio
per persone sole ormai
vedove di marinai
neppure di poeti che ne cantino la morte a lungo
e controvoglia.
legato all’albero maestro
ti ho persa dietro un paravento
da cantiere. Io lo credevo – sciocco –
cielo profondissimo e notturno
invece camuffava impalcature
il tuo cuore anch’esso di ferraglia
sublime e sordo pure qui
che avanza la tempesta
che il vento scuote nelle ossa il telo azzurro e pare
un mare che si gonfia esplode
un finto mare per anguille senza voce
senza affetto
senza più un biglietto nel diluvio
per persone sole ormai
vedove di marinai
neppure di poeti che ne cantino la morte a lungo
e controvoglia.
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