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domenica 5 gennaio 2025

anno di grazia

Gli amici mi fanno gli auguri: Ti donano i 50. Sfido, in realtà son 48, me li aggiungo io così sembro più giovane. Del resto lo dice anche la Smorfia, 48 morto che parla. Si entra, insomma, nel mio anno di grazia.

sabato 6 gennaio 2024

per il compleanno di bogdan

Oggi è (o sarebbe stato) il compleanno di Bogdan. Pubblico, come ricordo, le foto che gli ho fatto esattamente un anno fa di oggi, quando andammo a trovarlo con Pino Incredix. Non sono belle foto, ma sono le ultime foto che ho di lui. E devo dire che sono grato a Pino perché se non fosse stato per lui forse non ci sarei mai andato. È stato lui a mettere in moto una serie di azioni per cui, quando siamo andati lì, e io mancavo da casa di Bogdan da parecchio, ci siamo accorti che non stava bene, così il giorno dopo ho fatto un appello per chiedere ai servizi sociali di intervenire; Paolo Giacovelli, assessore, si è preso a cuore la cosa e mi ha chiesto di contattare la famiglia per ottenere dei permessi, io ho trovato i contatti grazie a Roberto Bancora, che si era già occupato di Bogdan alcuni anni prima; e così ho scritto a suo figlio Ned e a sua moglie Mariarosaria, che anche se viveva separata da Bogdan, ha avuto la forza, la generosità, il coraggio e l’affetto di venire qui a dargli una mano e provare a salvare il salvabile. E anche se non siamo riusciti a fare granché per lui, perché la situazione è precipitata in pochissimi mesi, siamo almeno riusciti a fare in modo che Bogdan, poco prima dell’ultima crisi, avesse modo di conoscere i suoi nipoti. Lui si vergognava, per cui si era chiuso in casa con una scusa. Noi organizzammo apposta un blitz famigliare, a cui partecipai anch’io, e mi ricorderò per sempre, quando li ho accompagnati da lui, questi due bambini che mi chiedevano com’era fatto il loro nonno e io dicevo loro: “Ha la barba lunga e porta dei cappelli strani, e vive in una casa tutta di legno, è come uno gnomo!” e loro ridevano contenti. E ora posso dire che è stato un bene, perché mentre me ne andavo per lasciarli da soli, mi sono girato e ho visto Bogdan seduto sulla sua sedia viola in giardino che abbracciava teneramente questi due bambini ed è l’ultima immagine bella che ho di lui.   

martedì 20 settembre 2022

la scrittrice

Una donna mi chiama per chiedermi se può pubblicare con me. In realtà, mi spiega, è una plaquette di 12 poesie ma lei ci tiene che sia un’operazione editoriale in piena regola, quindi non vuole assolutamente pagare per la stampa, ma nemmeno le interessa il guadagno, per cui per venirmi incontro rinuncia ai suoi diritti sulle vendite, non sono contento? C’è un però, mi dice abbassando la voce, il libro le serve fra un mese esatto, perché è il suo compleanno e vuole fare una sorpresa ai suoi genitori che la rimproverano sempre di non avere un lavoro, così può dire loro che non è vero che non ha un lavoro perché è diventata una scrittrice.

martedì 5 gennaio 2021

centimetro

Oggi sono 44, gli stessi di quando Nanni Moretti fece Aprile. Sul centimetro della vita non è tantissimo quello che mi rimane. Ma ho ancora la speranza che il meglio deve ancora venire. Soprattutto, spero che questo sia l’anno del mio aprile.


 

lunedì 16 marzo 2020

cento anni di tonino guerra

Cento anni fa di oggi nasceva Tonino Guerra, che è uno dei pochi poeti che ho amato veramente, tanto più perché, persino nei suoi versi, dovendo scegliere se piangere o sorridere lui sceglieva sempre di sorridere, e non è dono di tutti. 

Tonino, le tue storie più belle 
sono quelle che rimangono sognate 
o appena disegnate 
come ragnatele nella luce.


martedì 7 agosto 2018

occhiali-regali

Oggi 7 agosto compleanno di mia madre, la quale mi dice di voler fare lei un regalo a me: due tergicristalli per gli occhiali, perché ho le lenti talmente zozze (dice) che le fa impressione pure guardarmi negli occhi.

domenica 24 giugno 2018

compleanno

Il 24 giugno è insieme l’onomastico e il compleanno di mio padre che oggi compie 72 anni. Gli ho chiesto, vista l’esperienza, di dare un consiglio ai tanto follower che lo seguono attraverso la mia bacheca, e mio padre, considerando il tempo di questi giorni, saggiamente ci dice questo: 

A ce lasse pène i cappe 
bèlle cazze ngule angappe!

giovedì 5 gennaio 2017

gli auguri più belli

«Altro che associazione culturale, associazione a delinquere dovevamo fare! Altro che casa editrice, una casa chiusa! Dovevi vedere come si arrivava bene a fine mese!» 
Sono gli auguri di mio fratello.

if (40)

Per i miei 40 anni faccio questo regalo, un libriccino non ancora registrato ma scaricabile gratuitamente dal sito di Pietre Vive Editore, in PDF (nello stesso formato grafico dei nostri libri) e in ePub (ce ne sono due versioni, una fatta da me e una fatta da Michela, che ha seguito i nostri corsi con B.digital). 
La copertina è tratta dai fumetti del grandissimo Winsor McCay. Il libro raccoglie 40 storie di sogni, come più volte Amanda e Sergio mi hanno sollecitato a fare, ed è per i miei amici, ma anche per tutti coloro che mi dicono che leggerebbero volentieri un mio libro se: 
a) non fosse una raccolta di poesie, che li spaventa (ma qui sono racconti brevi a volte brevissimi, quindi state tranquilli che non sputa); 
b) avessero del tempo per leggerlo (ma così ve lo potete leggere sul telefono mentre siete in bagno, io non mi offendo se vi aiuta); 
c) avessero soldi da spendere per un mio libro (ma questo giuro che è gratis, perciò “ungimi tutto”).
Spero davvero che chi lo leggerà si diverta. Io di mio mi sono divertito a scriverlo e immagino che questo basti (o dovrebbe bastarmi) anche se non finirò mai nelle classifiche con Saviano, Carofiglio, Carrisi e tutti i giallisti che leggiamo di continuo per capire come siamo caduti così in basso. Tanti auguri a me. 

domenica 7 agosto 2016

oggi sette agosto...

Oggi sette agosto
compleanno col botto
di mia madre
soprannominata tempesta
dunque in linea col meteo
e i suoi allarmi
ma alta appena
uno e cinquanta
e perciò inoffensiva
persino per l'orto di casa.

martedì 24 maggio 2016

il ragazzo e il diavolo


Ogni anno, da circa quarantacinque anni, qualcuno ripropone questa vignetta... Il tempo passa, i Peanuts sono immortali e mi sa anche un po' Bob Dylan, che stecca, stona, invecchia, si incartapecorisce, se ne fotte di quello che si vuole o non si vuole da lui, ma resiste con dignità. Eppure, da fan, se mi dici Bob Dylan, la prima immagine che mi viene in mente è quella di un ragazzetto paraculo coi capelli arruffati e gli occhiali scuri, con la voce "come sabbia e colla" (citando Bowie) che se ne va in giro per New York scroccando agli amici divani e arrangiamenti, per montare sulle vecchie canzoni popolari le sue poesie fiume sull'America e sull'amore che non sta mai fermo. Bob Dylan nella mia testa ha fatto un patto col diavolo e non può invecchiare. E quel vecchietto allora chi è? Il diavolo stesso.

martedì 5 gennaio 2016

quasi 40

Quando avevo 20 anni mi dicevo che non sarei arrivato vivo ai 30. Adesso che mi avvio ai 40, mi auguro di raddoppiare la posta in gioco, e arrivare fino agli 80 con la stessa energia sessuale di Ungaretti, l'arguzia di Caproni, la libertà di spirito di Brodskij e l'espressione da eterno paraculo di Woody Allen.

sabato 31 ottobre 2015

anniversari

Parlando di quarantennali interessanti quest'anno cade, anzi cadeva proprio ieri (l'ho appena letto, anche se andrebbe tenuto conto del fuso orario) quello dell'inizio dei concerti della Rolling Thunder Revue che viene considerato, da molti suoi fan, il più bel tour mai realizzato da Bob Dylan. Così, per un poeta che muore, ce n'è uno che canta... 

sabato 5 gennaio 2013

nero dietro la posta


Come post per il mio compleanno ho pensato che sarebbe stato carino pubblicare un ritratto a colori del bel tipo da cui ho preso la foto profilo del blog, il grosso cane nero e un po' acciaccato che vive dietro l'ufficio postale e di cui in un paio di occasioni ho raccontato le avventure in giro per il paese. A lui, come a me, vadano i migliori auguri, in fondo non siamo tutti naufraghi nel mondo?

mercoledì 17 ottobre 2012

a michela, per il suo compleanno

Non oggi
ti faccio gli auguri domani
che sei un anno più vecchia
e come me in gara
e chi non muore l'altro aspetta
per dire che si è meno sicuri
ma perlomeno maturi
abbastanza
per una grappa stellare.

lunedì 6 febbraio 2012

l’ultima poesia della szymborska

non è quella scritta poco prima di dormire
e lasciata in un appunto senza precauzioni
fra le pagine gonfie dell’agenda
sotto la bottiglia d’acqua naturale
così da far felici in un sol colpo
i romanzieri a caccia di reliquie e i coccodrilli della sera

ma quella che mi hai letto in libreria
fra gli scaffali come mura nel deserto
e poi hai riposto alla rinfusa nella sera
del mio compleanno n°35
che dicevi ti regalerò una torta e una poesia
che diceva tutto m’importa di te anche i tuoi versi.

martedì 24 maggio 2011

due o tre cose che so di dylan (di patti smith)

Quelli della mia generazione potrebbero tracciare con le parole di Bob Dylan il diagramma della loro vita. È stato il nostro portavoce, la nostra musa. Ha espresso il nostro sdegno, la confusione e il desiderio. Il respiro della sua opera è così ampio che ha dato voce non soltanto a coloro che sono consapevoli della realtà sociale ma anche ai disadattati della società. Era ancora ragazzo quando ha fatto sapere al mondo la sua risposta alla guerra, all'atomica e alla distruzione dell'ambiente. Ha sostenuto attivamente il movimento per i Diritti civili e risvegliato in molti il bisogno di rivolta sociale e politica. C’è riuscito usando delle canzoni. Opere durature, magistrali come The Lonesome Death of Hattie Carroll, lt’s Alright Ma e A Hard Rain’s A-Gonna Fall. Canti dell’innocenza e dell’esperienza, per dirla con William Blake. Uno squillante appello al cambiamento. Avevano in sé il cambiamento. È impensabile l'idea di passare attraverso la vita senza quelle canzoni come fondale sonoro. Quale canzone è più adatta ai tempi che corrono di Masters of War, una canzone scritta in risposta ai test nucleari e alla forza militare? Mentre i nostri padri lottavano per la fine della guerra, l’uomo progettava l’atomica. Come voler radicare il dissenso tra l’uomo e la natura. Tra l'uomo e il suo Dio. Questo fa pensare a una semplice verità su Bob Dylan. Anche se aveva l’aria di un ragazzo irrequieto, sradicato e scostante, i suoi stivali non hanno mai battuto strade senza Dio. Non ha mai ignorato la sua coscienza. S’è addossato tante responsabilità quante ne ha scansate. Era un giovane energico e ambizioso. Sembrava che avesse fretta di attraversare l'esistenza, come se la sua salvezza fosse in bilico. Invece è ancora tra noi. Un uomo di principio e di rivolta. Quelli che hanno seguito la strada di Bob Dylan con il cuore aperto sono stati ben ricompensati. Come Pablo Picasso, Dylan ha cambiato pelle molte volte, e molte volte ha variato i colori della sua esistenza. È stato un artista indiscreto e famelico. Ha fatto sua l’influenza dei beat, della Bibbia e del blues e l’ha risputata come una mamma uccello ai suoi piccoli. Col tempo, il cerchio della vita mi ha portato dal conoscerlo astrattamente attraverso le sue canzoni fino a cantare in concerto al suo fianco. La canzone era Dark Eyes. È stato un evento emozionante dividere il microfono con lui, ma alla fine l’esperienza è stata trascesa dalla bellezza e dalla forza della canzone in sé. Quando è sbocciato il suo lato elettrico ci ha regalato Highway 61 costruendo un ponte tra la poesia e il rock’n’roll. Da innamorato ci ha dato canzoni con l’atmosfera sacrale di Sad Eyed Lady of the Lowlands. In un momento di grande introspezione ci ha fatto dono delle canzoni su John Wesley Harding. Non ha mai esitato nel darci il libretto d’opera della sua esistenza. Parole sgorgate magicamente da vene d’argento – senza sforzo da giovane e con più travaglio in età matura. Ha errato di città e in città, di mondo in mondo, attraverso due secoli, come un menestrello benigno, e con i suoi molti compari, un medicine show con personaggi bizzarri e una vibrante miscela di medicina buona, cibo per la mente e intrattenimento per famiglie. Ha capito che le canzoni sono in grado di incitare ed eccitare, ma anche di aggregare le persone, e possiedono un potere taumaturgico. È stato sovversivo, spirituale, ma senza mai perdere il senso dell'umorismo. Ha fatto il suo patto con l’alto potere. Il potere del bene. È un gentiluomo che tiene sempre nascosti i suoi segreti nelle maniche. Sa bene quanti errori ha fatto come uomo o come musicista e si è sottomesso alla penitenza della strada, cantando le sue canzoni. Perché alla fine, questo è ciò che sono. Sono le canzoni di Bob Dylan, alcune con le piume strappate al vento, la miniera del senso comune, e alcune dal pozzo del suo io. Un artista ci consegna il corpo della sua opera. Ecco il suo corpo. Parola per parola.
(Traduzione di Valentina Pigmei)




Talvolta, pensandoti, mi chiedo quanta fame di vita possa avere ancora un uomo che di vite ne ha vissute così tante. Ma immagino che la risposta vada presa come viene, come cambia il vento. Se muti sempre pelle, muti umore, un attimo vorrai sentirti eterno e appena dopo non speri di durare più dell’attimo, del tuono. Talvolta mi stupisco che tu sia ancora qui, ironico, misterioso, il perfetto trovatore. E ringrazio la mia buona stella per averti incontrato al momento giusto, per essere stato pronto ad ascoltarti quando più il mio cuore aveva bisogno di aprirsi alla tua musica. Alla tua voce di ferro e fuoco. Dovunque tu sia, dovunque tu sia diretto, auguri Bob, vecchio mio.
Tuo, A. Lillo.