Gli amici mi fanno gli auguri: Ti donano i 50. Sfido, in realtà son 48, me li aggiungo io così sembro più giovane. Del resto lo dice anche la Smorfia, 48 morto che parla. Si entra, insomma, nel mio anno di grazia.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
domenica 5 gennaio 2025
sabato 6 gennaio 2024
per il compleanno di bogdan
Oggi è (o sarebbe stato) il compleanno di Bogdan. Pubblico, come ricordo, le foto che gli ho fatto esattamente un anno fa di oggi, quando andammo a trovarlo con Pino Incredix. Non sono belle foto, ma sono le ultime foto che ho di lui. E devo dire che sono grato a Pino perché se non fosse stato per lui forse non ci sarei mai andato. È stato lui a mettere in moto una serie di azioni per cui, quando siamo andati lì, e io mancavo da casa di Bogdan da parecchio, ci siamo accorti che non stava bene, così il giorno dopo ho fatto un appello per chiedere ai servizi sociali di intervenire; Paolo Giacovelli, assessore, si è preso a cuore la cosa e mi ha chiesto di contattare la famiglia per ottenere dei permessi, io ho trovato i contatti grazie a Roberto Bancora, che si era già occupato di Bogdan alcuni anni prima; e così ho scritto a suo figlio Ned e a sua moglie Mariarosaria, che anche se viveva separata da Bogdan, ha avuto la forza, la generosità, il coraggio e l’affetto di venire qui a dargli una mano e provare a salvare il salvabile. E anche se non siamo riusciti a fare granché per lui, perché la situazione è precipitata in pochissimi mesi, siamo almeno riusciti a fare in modo che Bogdan, poco prima dell’ultima crisi, avesse modo di conoscere i suoi nipoti. Lui si vergognava, per cui si era chiuso in casa con una scusa. Noi organizzammo apposta un blitz famigliare, a cui partecipai anch’io, e mi ricorderò per sempre, quando li ho accompagnati da lui, questi due bambini che mi chiedevano com’era fatto il loro nonno e io dicevo loro: “Ha la barba lunga e porta dei cappelli strani, e vive in una casa tutta di legno, è come uno gnomo!” e loro ridevano contenti. E ora posso dire che è stato un bene, perché mentre me ne andavo per lasciarli da soli, mi sono girato e ho visto Bogdan seduto sulla sua sedia viola in giardino che abbracciava teneramente questi due bambini ed è l’ultima immagine bella che ho di lui.
martedì 20 settembre 2022
la scrittrice
Una donna mi chiama per chiedermi se può pubblicare con me. In realtà, mi spiega, è una plaquette di 12 poesie ma lei ci tiene che sia un’operazione editoriale in piena regola, quindi non vuole assolutamente pagare per la stampa, ma nemmeno le interessa il guadagno, per cui per venirmi incontro rinuncia ai suoi diritti sulle vendite, non sono contento? C’è un però, mi dice abbassando la voce, il libro le serve fra un mese esatto, perché è il suo compleanno e vuole fare una sorpresa ai suoi genitori che la rimproverano sempre di non avere un lavoro, così può dire loro che non è vero che non ha un lavoro perché è diventata una scrittrice.
martedì 5 gennaio 2021
centimetro
Oggi sono 44, gli stessi di quando Nanni Moretti fece Aprile. Sul centimetro della vita non è tantissimo quello che mi rimane. Ma ho ancora la speranza che il meglio deve ancora venire. Soprattutto, spero che questo sia l’anno del mio aprile.
lunedì 16 marzo 2020
cento anni di tonino guerra
mercoledì 11 settembre 2019
martedì 7 agosto 2018
occhiali-regali
domenica 24 giugno 2018
compleanno
giovedì 5 gennaio 2017
gli auguri più belli
if (40)
domenica 7 agosto 2016
oggi sette agosto...
compleanno col botto
di mia madre
soprannominata tempesta
dunque in linea col meteo
e i suoi allarmi
ma alta appena
uno e cinquanta
e perciò inoffensiva
persino per l'orto di casa.
martedì 24 maggio 2016
il ragazzo e il diavolo
martedì 5 gennaio 2016
quasi 40
sabato 31 ottobre 2015
anniversari
sabato 5 gennaio 2013
nero dietro la posta
sabato 27 ottobre 2012
mercoledì 17 ottobre 2012
a michela, per il suo compleanno
ti faccio gli auguri domani
che sei un anno più vecchia
e come me in gara
e chi non muore l'altro aspetta
per dire che si è meno sicuri
ma perlomeno maturi
abbastanza
per una grappa stellare.
lunedì 6 febbraio 2012
l’ultima poesia della szymborska
e lasciata in un appunto senza precauzioni
fra le pagine gonfie dell’agenda
sotto la bottiglia d’acqua naturale
così da far felici in un sol colpo
i romanzieri a caccia di reliquie e i coccodrilli della sera
ma quella che mi hai letto in libreria
fra gli scaffali come mura nel deserto
e poi hai riposto alla rinfusa nella sera
del mio compleanno n°35
che dicevi ti regalerò una torta e una poesia
che diceva tutto m’importa di te anche i tuoi versi.
martedì 24 maggio 2011
due o tre cose che so di dylan (di patti smith)
Quelli della mia generazione potrebbero tracciare con le parole di Bob Dylan il diagramma della loro vita. È stato il nostro portavoce, la nostra musa. Ha espresso il nostro sdegno, la confusione e il desiderio. Il respiro della sua opera è così ampio che ha dato voce non soltanto a coloro che sono consapevoli della realtà sociale ma anche ai disadattati della società. Era ancora ragazzo quando ha fatto sapere al mondo la sua risposta alla guerra, all'atomica e alla distruzione dell'ambiente. Ha sostenuto attivamente il movimento per i Diritti civili e risvegliato in molti il bisogno di rivolta sociale e politica. C’è riuscito usando delle canzoni. Opere durature, magistrali come The Lonesome Death of Hattie Carroll, lt’s Alright Ma e A Hard Rain’s A-Gonna Fall. Canti dell’innocenza e dell’esperienza, per dirla con William Blake. Uno squillante appello al cambiamento. Avevano in sé il cambiamento. È impensabile l'idea di passare attraverso la vita senza quelle canzoni come fondale sonoro. Quale canzone è più adatta ai tempi che corrono di Masters of War, una canzone scritta in risposta ai test nucleari e alla forza militare? Mentre i nostri padri lottavano per la fine della guerra, l’uomo progettava l’atomica. Come voler radicare il dissenso tra l’uomo e la natura. Tra l'uomo e il suo Dio. Questo fa pensare a una semplice verità su Bob Dylan. Anche se aveva l’aria di un ragazzo irrequieto, sradicato e scostante, i suoi stivali non hanno mai battuto strade senza Dio. Non ha mai ignorato la sua coscienza. S’è addossato tante responsabilità quante ne ha scansate. Era un giovane energico e ambizioso. Sembrava che avesse fretta di attraversare l'esistenza, come se la sua salvezza fosse in bilico. Invece è ancora tra noi. Un uomo di principio e di rivolta. Quelli che hanno seguito la strada di Bob Dylan con il cuore aperto sono stati ben ricompensati. Come Pablo Picasso, Dylan ha cambiato pelle molte volte, e molte volte ha variato i colori della sua esistenza. È stato un artista indiscreto e famelico. Ha fatto sua l’influenza dei beat, della Bibbia e del blues e l’ha risputata come una mamma uccello ai suoi piccoli. Col tempo, il cerchio della vita mi ha portato dal conoscerlo astrattamente attraverso le sue canzoni fino a cantare in concerto al suo fianco. La canzone era Dark Eyes. È stato un evento emozionante dividere il microfono con lui, ma alla fine l’esperienza è stata trascesa dalla bellezza e dalla forza della canzone in sé. Quando è sbocciato il suo lato elettrico ci ha regalato Highway 61 costruendo un ponte tra la poesia e il rock’n’roll. Da innamorato ci ha dato canzoni con l’atmosfera sacrale di Sad Eyed Lady of the Lowlands. In un momento di grande introspezione ci ha fatto dono delle canzoni su John Wesley Harding. Non ha mai esitato nel darci il libretto d’opera della sua esistenza. Parole sgorgate magicamente da vene d’argento – senza sforzo da giovane e con più travaglio in età matura. Ha errato di città e in città, di mondo in mondo, attraverso due secoli, come un menestrello benigno, e con i suoi molti compari, un medicine show con personaggi bizzarri e una vibrante miscela di medicina buona, cibo per la mente e intrattenimento per famiglie. Ha capito che le canzoni sono in grado di incitare ed eccitare, ma anche di aggregare le persone, e possiedono un potere taumaturgico. È stato sovversivo, spirituale, ma senza mai perdere il senso dell'umorismo. Ha fatto il suo patto con l’alto potere. Il potere del bene. È un gentiluomo che tiene sempre nascosti i suoi segreti nelle maniche. Sa bene quanti errori ha fatto come uomo o come musicista e si è sottomesso alla penitenza della strada, cantando le sue canzoni. Perché alla fine, questo è ciò che sono. Sono le canzoni di Bob Dylan, alcune con le piume strappate al vento, la miniera del senso comune, e alcune dal pozzo del suo io. Un artista ci consegna il corpo della sua opera. Ecco il suo corpo. Parola per parola.(Traduzione di Valentina Pigmei)
Tuo, A. Lillo.








