Di Donato Fumarola ho fatto la copertina del suo primo disco, Il sogno di Vincenzo, legato alle stradine del nostro paese da un amore non sempre ricambiato. Ma se devo essere sincero è questo il disco suo che preferisco, The curve of a day (per l'etichetta Classical Experience), in particolare tutta la seconda parte così malinconica, elegante e crepuscolare. In particolare la title track, per quartetto d'archi, mi commuove ogni volta, ma anche altri pezzi come questo Notturno sono bellissimi. E sono contento di aver ospitato sia lui che Nicola Puntillo, che qui lo accompagna al clarinetto, nella nostra associazione per un piccolo concerto da camera che a suo tempo entusiasmò in tanti (e ancora mi chiedono di ripetere). Aggiungo che il lavoro fotografico sul disco è opera stavolta di Giuseppe Carrieri e di Silvio Simeone, e che nel disco canta anche mio fratello, pensa te.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
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mercoledì 11 gennaio 2017
venerdì 26 giugno 2015
emozioni (tu chiamale se vuoi)
Sabato scorso mi sono capitate due belle cose.
Prima, sono entrato in rete con una serie di altri piccoli editori pugliesi (la rete si chiama BOOOK!) e come primo evento comune abbiamo partecipato all'edizione barese di Letti di notte, la notte bianca del libro. Serata splendida (nonostante la pioggia) e premiata dal successo.
Seconda, come proposta alla serata ho offerto alcune mie poesie in anteprima dal prossimo libro, le mie poesie sono state lette (quasi per caso) da due fra i migliori giovani attori del teatro italiano, Roberto Corradino della compagnia Reggimento Carri e Licia Lanera della compagnia Fibre Parallele. A presentare la serata Cristiano Marti, altro editore pugliese.
Se vi va, potete vedere alcuni dei video realizzati durante la serata da Silvestro Simeone QUI.
Lo so, nei video ho la faccia da fesso, è che semplicemente mi ero emozionato.
giovedì 26 febbraio 2015
domenica 16 febbraio 2014
trasparente
Io e Silvio andiamo a trovare Francesco, il nostro maestro di fotografia. Vive in campagna, lontano da chiunque, in una zona lievemente rialzata che va raggiunta attraverso una stradina serpeggiante e ripida, e passa le sue giornate lì, col suo cane, godendosi un orizzonte meraviglioso della valle.
Quando arriviamo sta tagliando la legna, ha un dito fasciato da un taglio, e il cane ci viene incontro facendoci le feste. Francesco è un tipo rude all’apparenza, ci saluta appena, non parla molto, ma nonostante l’imbarazzo gli fa piacere scambiare due chiacchiere, si vede. Ordina a Silvio di preparare un caffè mentre accende il fuoco.
Poi tira fuori per noi una scatola con delle vecchie foto e la data 1976-77, un anno della sua vita racchiuso in circa duecento scatti in bianco e nero. In una serie dei bambini corrono fra gli alberi inseguendo un pallone, in un’altra un ragazzo serve ai tavolini di un bar di provincia, in un’altra ancora degli uomini pisciano nei bagni pubblici di un autogrill. Poi c’è una foto sola, la più bella di tutte, che rappresenta le panchine vuote nel buio, illuminate appena da un faro, nella metropolitana deserta di una città senza più nome.
Moltiplicatela per quarant’anni, ci dice con la sua voce scura, e avrete una piccola visione della mia vita. Mentre parla si toglie la fascia dal dito per disinfettarlo, e lascia che il suo cane lo lecchi sporcandosi il musetto di sangue. Non ho più voglia di nulla, ci dice, né di troppo rumore né di mostre o d’Europa. E ci racconta, come fa spesso, del suo amico Bonasia, morto per la fotografia e per la droga. Per la verità.
Ma cos’è la verità?, gli chiedo a bruciapelo. Mi fissa a lungo, punta il dito ferito verso la finestra che lascia entrare, nonostante l’inverno, una luce calda e piena, e dice: la verità è un grande pannello neutro contro il muro, accanto alla finestra, così puoi fare delle foto con la luce naturale.
La luce naturale? Sempre!, mi risponde sicuro.
Si alza per andare incontro al muro. Nella luce i suoi capelli lunghi e crespi, la sua barba bianca, si illuminano. Prima sembrano bruciare, evidenziando i segni del tempo sul suo volto abbronzato, poi scomparire contro il muro bianco, far scomparire tutto, man mano che si fa fatica a tenere gli occhi aperti, a metterlo a fuoco in tutta quella luce, finché non chiudi gli occhi e lui diventa trasparente.
sabato 7 dicembre 2013
domenica 28 luglio 2013
sivio e' mat
Quant ch’e’ parléva,
e’ parléva ad scat,
tótt un brandèl
da in chèva fina i pi,
se brètt cun la visìra arvólta indrì,
che l'éra avstéid da chéursa
Sivio e’ mat.
(Tonino Guerra, da I bu)
Trad.
SILVIO IL MATTO
Quando lui parlava,
lui parlava a scatti,
tutto un brandello
dalla testa fino ai piedi,
il suo berretto con la visiera girata indietro,
che s'era vestito da corsa
Silvio il matto.
e’ parléva ad scat,
tótt un brandèl
da in chèva fina i pi,
se brètt cun la visìra arvólta indrì,
che l'éra avstéid da chéursa
Sivio e’ mat.
(Tonino Guerra, da I bu)
Trad.
SILVIO IL MATTO
Quando lui parlava,
lui parlava a scatti,
tutto un brandello
dalla testa fino ai piedi,
il suo berretto con la visiera girata indietro,
che s'era vestito da corsa
Silvio il matto.
venerdì 28 giugno 2013
giovedì 13 settembre 2012
autunno
L’autunno è sceso all’improvviso, umido e piovasco, tanto che nessuno l’aspettava. Stava nascosto sui rami più alti, aggrappato agli aghi di pino, in compagnia dei colombacci, poi è venuto giù con un tonfo, mettendo tutti in fuga, aprendo la stagione della passera. E ha rubato gli ombrelli dagli armadi, lasciandoci gli scheletri in acciaio per far l’elemosina ai rigattieri laureati. L’autunno ride spesso, anche se non sembra, nascosto nelle cataratte di mio nonno, o fra le unghie affilate di un’amante, nelle cicatrici intorno agli occhi. E sta nelle campane impazzite che suonano da ore, annunciano la prossima bufera, così che Silvio è uscito fuori col fucile per spararle. Sta pure nel silenzio della casa, ora che cambiano gli orari del rientro, e mi chiamano le calze dai cassetti coi loro sussurri.
martedì 1 maggio 2012
mercoledì 4 aprile 2012
venerdì 24 settembre 2010
venerdì 28 maggio 2010
mercoledì 26 maggio 2010
giovedì 15 ottobre 2009
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