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sabato 18 aprile 2020

Topografia della solitudine, audiolibro

Il mio audiolibro preferito fra quelli che abbiamo prodotto con Pietre Vive Editore, Topografia della solitudine di Sergio Pasquandrea, letto da David Riondino, con musiche di Michele Marzulli. Qui si può ascoltare tutto.

lunedì 9 aprile 2018

new york appartiene ai topi

Seconda traccia dal nostro audiolibro Topografia della solitudine, di Sergio Pasquandrea, letto da David Riondino e musicato da Michele Marzulli (by Pietre Vive Editore).

martedì 27 marzo 2018

primo audiolibro

Esce oggi, in formato MP3 (scaricabile dal sito di Pietre Vive con il testo in PDF e ePub), Topografia della solitudine di Sergio Pasquandrea, audiolibro letto da David Riondino e musicato da Michele Marzulli. Prodotto da Pietre Vive Editore con B.digital e con il contributo di Funder35. Tag ideali sarebbero: #viaggio, #solitudine, #poesia, #NewYork, #blues e #jazz, e poi #Manhattan #topi #LouisArmstrong #YMCA. E ovviamente il nostro #voceallapoesia. Magari non venderà una sola copia (boh!) ma io ne sono molto orgoglioso.

 

mercoledì 21 marzo 2018

audiolibro audiolibro

Per tutti quelli che si chiedevano che stessi combinando negli ultimi mesi, ecco il primo frutto del progetto in cui ho messo in gioco tutto quello che avevo (in soldi) e che potevo dare (in energie). E c’è anche il lavoro di altre cinque persone insieme al mio. Quando dicevo di voler fare degli audiolibri di poesia contemporanea, tutti mi rispondevano: sei pazzo, saranno una palla, non se li ascolterà nessuno! Eppure, anche se non è un prodotto ancora perfetto, credo sia un lavoro di cui poter andare fieri. Per ora prendetevi questo pezzettino. È la terza suite di sette che raccontano il viaggio di un poeta a New York. Ascoltatela e ditemi che ve ne pare, risentitela più volte (giuro che si può fare senza annoiarsi) e, se vi piace, ricordatevi che fra pochi giorni sarà possibile comprare l’intero audiolibro sul nostro sito, scaricabile in mp3, poi andrà sugli store online. Faremo, come sempre, un prezzo politico. Voi sosteneteci, non solo a like, per farne ancora tanti.

giovedì 1 febbraio 2018

new york

New York scrive Sergio Pasquandrea è una città sulla città, una città bella e perduta che sorge sopra la città dei topi, i ratti che ne avvelenano le fogne ed emergono in superficie per rubare nel buio ciò che possono, guidati solo dalla fame. Eppure New York, aggiungeva David Riondino in una telefonata stamattina, è la citta dei facchini e dei commessi, personale senza volto al tuo servizio, strade perennemente accese e brulicare inestinguibile, una continua scoperta, proprio come una passeggiata in montagna: c'è una meta in alto da raggiungere e qualsiasi scorcio è fonte di bellezza e meraviglia, di pericoli nascosti. Questo passaggio mi ha fatto pensare a Paolo Cognetti. Fra ratti e facchini, dunque, si divide il nostro prossimo audiolibro, Topografia della solitudine, che io personalmente avrei chiamato Topografia di New York calcando la mano su questa corrente antropomorfa, kafkiana, per metà umana per metà infernale, come ebbe a descriverla Garcia Lorca con immagini di straordinaria e vivida crudeltà visionaria, carne squartata e putrescente appesa ai muri. Manca ancora un suono e per me, forse, è quello del sax, il sax di Coleman Hawkins o di Sonny Rollins oppure la tromba di Louis Armostrong, un suono selvaggio e mercuriale, il suono della tua mente che gira vorticosamente alla ricerca di un angolo vuoto per spegnere i sensi nel buio.

lunedì 16 ottobre 2017

asintoto

Poco fa stavamo impaginando con Marina Cito l’ultimo libro di Sergio Pasquandrea, Approssimazioni e Convergenze, e Marina, che stava rileggendo le note di copertina si è fermata su una parola che non conosceva: “asintoto”. Io ho fatto lo sborone e gliel’ho spiegato come se fosse una cosa facile facile, ma pure io prima di lei sono andato a cercarla sul vocabolario. La verità è che Sergio è una delle poche persone che conosco che considero nettamente più intelligenti di me, così le note di copertina del suo libro, invece di scriverle io come faccio con tutti gli altri, le assegno direttamente a lui, così non sbaglio. Cos’è dunque un asintoto? È una linea diretta verso qualcosa che si spinge all’infinito, ma che per colpa di leggi più grandi di lei non ci arriverà mai. Quando l’ho letta mi ci sono riconosciuto e mi sono commosso. Ecco, allora, un buon motivo per cui si dovrebbe leggere il libro di Sergio. Commuoversi pensando a come siamo piccoli, inutili, e folli, eppure incapaci di fermarci a rimuginare sui nostri limiti, tesi come siamo verso l’altro, verso il sogno, verso l’infinito, anche sapendo di non poterlo mai toccare.

venerdì 9 ottobre 2015

di risvegli, ritratti, patate e coincidenze

Stamattina, appena sveglio, ho letto il commovente ritratto che Sergio Pasquandrea fa di Louis Armstrong nel suo libro Volevo essere Bill Evans (Fara 2014), raccolta di brevi testi sul jazz. Così mi è venuto da pensare a Woody Allen che in quell'altro commovente autoritratto che è Manhattan inseriva questo pezzo fra i motivi per cui vale la pena di vivere: Potato Head blues, uno dei primi capolavori di Armstrong, inciso nel 1927 dai suoi Hot Seven e che si avvale nell'intro di un favoloso interplay col clarinettista Johnny Dodds appena entrato nel gruppo, per poi dare spazio a 0.40 a uno dei più belli assoli registrati da Armstrong, senz'altro il più gioioso. Alcune di quelle piccole cose, insomma, per cui vale la pena di svegliarsi, e che mi andava di condividere con voi.
Ora che ci penso, questo post va dedicato anche a Marco Bertoli, che è in parte ispiratore del libro di Sergio e che proprio ieri pubblicava a sua volta un pezzo omaggio a Louis. Quando si parla di coinvidenze letterarie.

lunedì 22 settembre 2014

variazioni sul tema di una donna

Il primo a rifarsi a Una donna di Péter Esterházy, è stato Mimmo Pastore che ha dedicato un’intera sezione di Fuori fuoco a delle variazioni sul tema di quel libro. Basandosi sul testo di Mimmo, anche Antonio Lillo in Rivelazione e Sergio Pasquandrea (autore di Approssimazioni) in un testo inedito si sono cimentati, a modo loro, con lo stesso modello. Le fotografie sono di Manuela Mastrangelo. 

[QUI]

giovedì 13 marzo 2014

approssimazioni

Chi ci conosce sa che io e Sergio Pasquandrea siamo amici, e che lo siamo diventati proprio attraverso i nostri blog (QUI il suo). Per chi non lo sapesse, però, ho conosciuto Sergio prima del blog, attraverso un’antologia poetica dove entrambi eravamo stati pubblicati. A unirci quindi sono stati la poesia e il blog.
Proprio per questo sono particolarmente fiero di poter oggi pubblicare su Tonio Rasputin la notizia che ha breve pubblicherò una raccolta di poesie di Sergio, e che lo farò come vanno fatte queste cose, cioè in una pura operazione editoriale in cui non si richiede contributo economico all’autore. Chi conosce Sergio sa che se lo faccio non è solo per amicizia ma perché credo fortemente nella sua poesia.
Ecco quindi che pubblicizzo la cosa nella speranza che chi frequenta questo blog voglia condividere questa bella notizia e anche il libro.
Il volume, dal titolo Approssimazioni (qui a sinistra la copertina), è stato illustrato da una giovanissima studentessa d’arte di nome Michela Neglia, alla sua prima avventura editoriale (e anche questa sarebbe una bella storia da raccontare). Viene pubblicato da Pietre Vive editore, nella collana da me diretta iCentoLillo e costa 5 euro più le spese di spedizione di 1,50 euro.
Con altre 5 euro è anche possibile tesserarsi all’associazione, ricevendone un bellissimo libro soci in cui sono antologizzati tutti i nostri autori e uno sconto del 10% su tutte le nostre pubblicazioni (con un contributo superiore ai 10 euro invece lo sconto è del 20%).
Insomma, come sempre dico, ne vale davvero la pena.

giovedì 13 febbraio 2014

a san valentino il miele diventa vino



Cliccando QUI potete leggere una piccola collezione di poesie d'amore raccolte da Alessandro Canzian sul suo blog per San Valentino. Ci sono anche due miei contributi (già editi su Tonio Rasputin) e altri di Sergio Pasquandrea e Daniela Andreis che sempre di questo blog son frequentatori illustri.

domenica 1 dicembre 2013

come una poesia prende vita

Chapel, di Rothko

Breve storia di come nasce e si sviluppa una poesia in una comune domenica pomeriggio.
Tutto comincia con me che scrivo questo messaggio su Facebook, senza fare nomi ma all’indirizzo specifico di un amico che oggi mi ha dato bidone per un lavoro:

Avviso a tutti quelli che ogni giorno mi costringono a rincorrerli, procurandomi altri grattacapi e perdite di tempo oltre a quelli che già ho. Se nei prossimi giorni vi vengono i funghi alle parti intime non è perché la vostra igiene è scarsa (anche per quello magari), è perché ho fatto un patto col diavolo! Che vi venga la muffa lì dove non batte mai il sole, parti intime comprese.

Daniela, mia amica e lettrice, commenta così il post: “L’ispirazione catulliana di questa invettiva è disarmante!”

Stimolato da Daniela asciugo il messaggio e scrivo la poesia qui sotto, dibattendomi a lungo fra i vari sinonimi di “genitale” (pudenda, palle, ecc...) e la intitolo Catulliana:

Ti venga la muffa lì dove
non batte mai sole
per i giorni che costringi me
a incalzarti. Genitale compreso.

Sergio la commenta così: “Il caro Gaio Valerio ci andava giù anche più pesante”.
Lo stesso Sergio, però, si appassiona al progetto e decide di fare una traduzione in latino della poesia. Ne vengono fuori due esamentri assai più belli della mia quartina:

Mucor te corrumpat ubi lux semper perempta
propter perditos soles. Et lumbos ascribo.

Insomma, viene voglia a me di ritradurre la traduzione, ancor più essenziale e più ritmica del mio componimento.
Questa, alla fine, è la poesia:

Ti venga la muffa lì dove non batte mai sole
per i giorni perduti. Genitali compresi.