Ogni mattina, appena mi sveglio, da un po' di tempo mi sono accorto di farmi sempre la stessa domanda, la mia prima domanda del giorno: Dovrei ringraziare di essere vivo? Ma senza nessuna nota polemica, o filosofica, proprio come pura domanda che mi viene sponaneo farmi nel ritrovarmi ancora qui con voi. Dovrei? Ne ho il dovere? Stamattina poi ripensavo alla ragazza che l'altro giorno mi ha detto di amare più di tutti Gio Evan, lei di sicuro lo fa e ringrazia lui, rubandogli una qualche frase per dirlo. Chissà, mi sono chiesto oggi come seconda domanda, forse dovrei cambiare letture, passare da Cioran e Canetti a Gio Evan e guadagnarci in Chiarezza, oppure come fanno i più, non leggere affatto, tranne forse i post sullo smartphone.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
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martedì 3 settembre 2024
giovedì 17 novembre 2022
dissociazione
Sono talmente dissociato che prima, quando ha suonato il telefono svegliandomi, la prima cosa che ho pensato è stata: Ecco che sono morto e mi avvisano per dirmi che stanno venendo a prendermi. — Invece era il barbiere che chiamava per spostare l'appuntamento. — Quale appuntamento? Sono dieci anni che non vengo da te. — Infatti ha sbagliato persona e chiamava mio cugino che porta il mio stesso nome.
martedì 7 luglio 2020
momento tremendo
Quel momento tremendo dove stai cercando di risvegliarti da un brutto sogno (in cui ti stai facendo la pipì addosso) e dai una craniata al muro che ti stordisce per un'altra mezz'ora...
sabato 23 maggio 2020
perfezione
La mia macchina dei sogni è talmente perfetta che quando il mio corpo addormentato si rifiuta di tornare alla realtà mi fa sognare un inciampo.
sabato 4 febbraio 2017
carezza
Stamattina, riguardando il mio conto in banca che si assottiglia, pensavo una cosa: che per quanto possa sforzarsi (e non si sforza) l'Editoria tutta non potrà mai restituirmi tutto quello che le ho dato. Intanto la gatta tenta di strapparmi un dito con una unghiata e mi dice: Lillo, è sempre tempo per una carezza. Vale più quella sulla mia testa che uno stupido libro che pende sopra la tua.
venerdì 9 ottobre 2015
di risvegli, ritratti, patate e coincidenze
Stamattina, appena sveglio, ho letto il commovente ritratto che Sergio Pasquandrea fa di Louis Armstrong nel suo libro Volevo essere Bill Evans (Fara 2014), raccolta di brevi testi sul jazz. Così mi è venuto da pensare a Woody Allen che in quell'altro commovente autoritratto che è Manhattan inseriva questo pezzo fra i motivi per cui vale la pena di vivere: Potato Head blues, uno dei primi capolavori di Armstrong, inciso nel 1927 dai suoi Hot Seven e che si avvale nell'intro di un favoloso interplay col clarinettista Johnny Dodds appena entrato nel gruppo, per poi dare spazio a 0.40 a uno dei più belli assoli registrati da Armstrong, senz'altro il più gioioso. Alcune di quelle piccole cose, insomma, per cui vale la pena di svegliarsi, e che mi andava di condividere con voi.
Ora che ci penso, questo post va dedicato anche a Marco Bertoli, che è in parte ispiratore del libro di Sergio e che proprio ieri pubblicava a sua volta un pezzo omaggio a Louis. Quando si parla di coinvidenze letterarie.
martedì 24 dicembre 2013
è tale la passione...
È tale la passione
che a un punto nel sonno
ti ho detto: amore
vado al risveglio
presto ci vediamo nel giorno.
E mai ti ho lasciato la mano.
che a un punto nel sonno
ti ho detto: amore
vado al risveglio
presto ci vediamo nel giorno.
E mai ti ho lasciato la mano.
mercoledì 25 settembre 2013
per cappello
Fratello, non so più che ci spinga alla vita
né riesco a inventarmi vie d’uscita
dal dubbio se il risveglio sia meglio
del sonno o solo un imbroglio protratto
un pochino più a lungo. E scrivo.
Ma non ho da opporre che un No
a questo gioco e No è poca cosa sul piatto
già quasi un assaggio di vuoto.
né riesco a inventarmi vie d’uscita
dal dubbio se il risveglio sia meglio
del sonno o solo un imbroglio protratto
un pochino più a lungo. E scrivo.
Ma non ho da opporre che un No
a questo gioco e No è poca cosa sul piatto
già quasi un assaggio di vuoto.
martedì 21 maggio 2013
risvegli
Fabio, nonostante sua madre si impegni a rimboccargli ogni sera con forza le coperte, ha la pessima abitudine di tirarsele intorno per avvolgersi, fino a perdersi in esse e diventare un enorme bozzolo. La mattina dopo, di fronte al letto disfatto, sua madre lo rimprovera, ma lui le chiede scusa e si fa perdonare, pronto a rifarlo di nuovo. Forse spera che nel sonno gli spuntino le ali colorate per scappare via da quella casa piena di risvegli, oppure si immagina di diventare una bomba, un portentoso bimbo-esplosivo, per chiudere la storia con un BOOM!
lunedì 15 aprile 2013
questa casa popolata di cadaveri...
Questa casa popolata di cadaveri
dorme un sonno lungo e spezzato
quando si risvegliano
di rado i loro problemi migliorano
gli occhi annebbiati di sonno
non mettono a fuoco i problemi
non cambiano mai visione
tutte le certezze sognate
si affievoliscono piano come fa
la notte nel mattino
non reclamano vendetta né salute.
dorme un sonno lungo e spezzato
quando si risvegliano
di rado i loro problemi migliorano
gli occhi annebbiati di sonno
non mettono a fuoco i problemi
non cambiano mai visione
tutte le certezze sognate
si affievoliscono piano come fa
la notte nel mattino
non reclamano vendetta né salute.
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