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martedì 3 settembre 2024

risveglio

Ogni mattina, appena mi sveglio, da un po' di tempo mi sono accorto di farmi sempre la stessa domanda, la mia prima domanda del giorno: Dovrei ringraziare di essere vivo? Ma senza nessuna nota polemica, o filosofica, proprio come pura domanda che mi viene sponaneo farmi nel ritrovarmi ancora qui con voi. Dovrei? Ne ho il dovere? Stamattina poi ripensavo alla ragazza che l'altro giorno mi ha detto di amare più di tutti Gio Evan, lei di sicuro lo fa e ringrazia lui, rubandogli una qualche frase per dirlo. Chissà, mi sono chiesto oggi come seconda domanda, forse dovrei cambiare letture, passare da Cioran e Canetti a Gio Evan e guadagnarci in Chiarezza, oppure come fanno i più, non leggere affatto, tranne forse i post sullo smartphone.

mercoledì 19 gennaio 2022

la domanda

È colpa dei no vax se gli ospedali stanno affondando?”. Ho visto che lo chiedevano ieri da Floris. E io ogni volta che sento questa domanda a cui si può rispondere semplicemente sì, perché è anche vero, sulla parola “affondare” ho sempre voglia di aggiungere il mio ricordo personale di quando dieci anni fa mio nonno ebbe una crisi e stava morendo e il medico ci disse che era meglio portarlo in ospedale. Erano gli anni in cui si cominciavano ad attuare i primi seri tagli alla sanità e si vedeva perché ci furono problemi con le ambulanze. Così, nel bisogno, caricammo mio nonno in auto e lì cominciò un’odissea di ore – me la ricordo ancora con ansia – in cui con mio padre e un suo amico girovagammo, con questo vecchio di 98 anni semisvenuto sul sedile, rimpallati fra tre ospedali, nessuno dei quali aveva posto per lui, stavano tutti scoppiando. In uno, me lo ricordo ancora, c’era un uomo che aveva avuto un incidente d’auto ed era parcheggiato in corridoio perché non c’erano letti liberi. Tre ospedali e nessuno aveva posto. “Ormai ha fatto il suo tempo” ci dissero in un altro, per sbarazzarsi dell’incomodo. Era il 2012, c’era Nichi Vendola alla Regione, mio nonno ci stava morendo in auto e in tre ospedali che girammo non c’era ancora un solo no vax su cui scaricare la colpa per i posti che mancavano. Quindi, quando mi chiedono: “è colpa dei no vax se gli ospedali affondano?” vorrei rispondere che se vogliano essere pratici e risolverla qui ed ora, “frisce i mange” (friggi e mangia) come si dice qui da noi, sì, è colpa loro, così una volta sgominati si tornerà tutti alla sospirata normalità. Se vogliamo pensare al fatto che già la normalità da cui veniamo era solo un’apparenza, che già prima andava male e che è i problemi che stiamo vivendo sono cominciati molto prima di oggi e non finiranno certo col ritorno a quella normalità, allora no, la colpa è di altri, di determinate scelte fatte male e rimaste impunite, basate su tagli studiati a tavolino e adottati per mere ragioni economiche, imposte colpevolmente a un paese la cui popolazione diventa di anno in anno più vecchia e indifesa.

giovedì 16 aprile 2020

domanda 2

Continuo a non capire come si possa ancora lanciare dei concorsi letterari in cui, indifferenti a quanto sta succedendo nel mondo, è richiesto non solo l'invio delle copie cartacee, con tutta la trafila del caso per le spedizioni in sicurezza, ma addirittura (mi è capitato per un concorso) è richiesto tassativamente che il pacco coi libri arrivi, pena l'esclusione, entro una tot data. Cosa che normalmente potrei anche capire, ma dico, vi rendete conto che le poste sono rallentate oltremisura o no? Non era meglio un semplice, asettico, rapido pdf? Che fra l'altro non mi costa nulla e non incide sulle mie finanze in bilico? Ovvero, lo smart working vale proprio per tutti meno che per i giurati di un premio di poesia? Bah.

mercoledì 15 aprile 2020

domanda

Sono giorni che mi chiedo una cosa. Se digitalizzano la scuola come mi pare ormai di capire si vuol fare in tempi anche relativamente rapidi, tutti quei ragazzi disabili che ci andavano soprattutto per un inserimento sociale e avevano bisogno di un insegnante di sostegno che fine faranno? Molti di loro mica potranno seguire le lezioni a distanza da casa... Io non lo so come verrà affrontata la cosa, ma temo che per loro ci sarà una violenta retrocessione all'oblio a cui erano condannati nemmeno troppi anni fa.

giovedì 20 febbraio 2020

una bella domanda

Pensavo adesso, leggendo una intervista a un editore di poesia, che una bella domanda da fare agli editori, che non viene mai fatta, è: Saprebbe farci il nome di altri cinque editori di poesia che le piacciono e di cui consiglia i libri e perché? Così da non riferire il discorso sempre al proprio orticello.