Ogni giorno accendo la TV e sento dire a ogni minuto dal politico di turno “Noi atlantisti”, in questa cosa assurda che bisogna assolutamente riconoscersi nel pacchetto onnicomprensivo Buoni o Cattivi. Ma noi chi? Io sono pro-Ucraina, ma non mi sento affatto atlantista, ho molti dubbi sul funzionamento dell’Europa, credo che sulla pandemia ci abbiamo raccontato una marea di stronzate, ma credo anche che siamo sul baratro di un disastro ambientale e se devo scegliere fra continuare con carbone e nucleare o abituarmi a un sistema di vita più frugale preferisco i sacrifici alle favole. Se devo scegliere un mare su cui affacciarmi, io ne ho già uno ed è il Mediterraneo, per cui mi piacerebbe che si facesse di più e di meglio per quelli che ci annegano. L’Atlantico per quanto mi riguarda possono lasciarlo in pace, che ha già abbastanza guai con tutta la merda che ci buttiamo dentro e che si mangiano i pesci.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
Visualizzazione post con etichetta definizione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta definizione. Mostra tutti i post
venerdì 30 settembre 2022
mercoledì 26 giugno 2019
le vie di mezzo sono finite
Stamattina in chat una ragazza mi ha scritto: “C’è qualcosa di te che non mi piace. Il fatto che ridi sempre e che non prendi mai niente sul serio. Uno così o ha un sacco di cose da nascondere tipo È UN SERIAL KILLER!! Oppure è un cretino”.
(Ovviamente la seconda.)
(Ovviamente la seconda.)
definizione
Cerco la definizione di quelli che ogni volta che citi la frase di una canzone o film o libro, per quanto ovvia, ti devono scrivere sotto a tutti i costi il titolo per fare vedere che lo sanno. Non è un giudizio di merito perché prima o poi lo facciamo tutti (non sappiamo tenercelo nelle mutande) ma in quel momento di trasformazione brutale come si chiamano quelli così?
lunedì 14 agosto 2017
discorso intorno a un verso di giovanni giudici
L’essere è più del dire. Forse.
E il malessere non dà rimborsi
se non dentro la sottile lamentazione
che mai io sono stato chi volevo
non sapendo di preciso né chi
volessi essere né come. E se questo
mio balbettare faccia gioco a chi
mi ha dato la parola inutile che sono.
Se parola sono. E quale.
E il malessere non dà rimborsi
se non dentro la sottile lamentazione
che mai io sono stato chi volevo
non sapendo di preciso né chi
volessi essere né come. E se questo
mio balbettare faccia gioco a chi
mi ha dato la parola inutile che sono.
Se parola sono. E quale.
venerdì 21 ottobre 2016
«give the anarchist a cigarette»
Iersera ho visto DONT LOOK BACK di D. A. Pennebaker, documentario che segue Bob Dylan nel suo tour londinese del 1965 poco prima della svolta rock. A parte il fatto che secondo me andrebbe inserito di diritto nella discografia di Dylan, come pura forza performativa che sprigiona dal Dylan in bianco e nero di quegli anni ’60: ogni gesto, ogni sbadiglio, in tutto ciò che fa Dylan è cool, angry, punk come non sarà mai più; a parte tutto questo fa una certa impressione vedere oggi come tantissimi fan si scusino con lui (si scusano davvero!) di non riuscire a volte a concentrarsi sulle sue parole perché distratti dalla musica! Dylan si schernisce: sono soltanto uno che suona la chitarra, eludendo così sia il suo ruolo di poeta che quello di guida sociale e politica. Qualcosa della sua insoddisfazione, però, trapela dalle sue esibizioni. Ti importa qualcosa di quello che canti? gli chiede il giornalista del Time, al che Dylan risponde incazzato: Non posso credere che tu mi stia facendo una domanda del genere. Eppure, quando alla fine i giornali gli danno dell’anarchico, ci resta quasi male: finalmente sono riusciti a trovare una parola per definirmi, dice con sarcasmo. Date una sigaretta all’anarchico, aggiunge, con una battuta entrata nell’immaginario popolare inglese, come se fosse l’ultima sigaretta di un condannato a morte. Perché di fatto, nell’universo dylaniano, tutto ciò che viene definito è già come se fosse un poco morto. Speriamo che la parola «poeta», con cui lotta da una vita, ora che ha vinto il Nobel non lo uccida del tutto.
lunedì 27 ottobre 2014
definire
Definire non il nemico, ma l'opposto.
Questo non sono, non voglio essere e non sarò mai. Io sto dall'altra parte.
Questo non sono, non voglio essere e non sarò mai. Io sto dall'altra parte.
Iscriviti a:
Post (Atom)

