Autore, presumibilmente maschio, fa un esperimento social buono come tanti: crea un profilo IG con una sigla astrusa al posto del nome, mette come foto profilo quello di una bella ragazza dallo sguardo vispo che a me pare fatta con l’AI, poi pubblica una serie di poesie piene di sperimentazioni linguistiche e assonanze ardite (e, devo dire, alcune molto belle) tutte fortemente allusive e riferite al sesso, e per questo prende millemila like da gente che di poesia ne capisce oppure no, ma tutti universalmente dediti alla pratica onanistica. Per riprendere la nota espressione di Bogart nel Falco Maltese, i suoi post sono “della stessa materia di cui sono fatti i sogni” (bagnati). Onde per cui, osservandolo, mi viene da dire che non sia un esperimento molto originale, ma riconferma l’eterna regola tipica del mercato che non esistono la poesia difficile e quella facile, esiste solamente il lettore più o meno gonzo: tanto più è gonzo il lettore, tanto meno sarà schizzinoso verso la poesia: l’importante è prenderlo per i bassi istinti, o come si diceva un tempo per i fondelli. E più sono bassi gli istinti che gli solletichi, più sarà alta la difficoltà della poesia che gli potrai proporre. A scanso di equivoci, da ciò che vedo, vale anche per le femmine.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
sabato 2 novembre 2024
giovedì 27 giugno 2024
barba
Ieri pomeriggio ero a casa di Lino Angiuli che fra le altre cose me ne ha detta una molto carina sulla mia barba, ovvero che io è con la barba lunga che sono proprio io e do forma alla mia sostanza, mentre quando la taglio, quando sono senza la mia barba, è allora che sono un altro e non sempre mi assomiglio. Una cosa simile me la disse Franco Arminio un paio di mesi fa, disse che un poeta ha il dovere di curare anche il suo aspetto, intendendo per aspetto non la semplice apparenza, o il fatto di essere più o meno eleganti, ma di esprimere se stessi in una forma che cammini fianco a fianco coi tuoi versi e dia loro risonanza.
mercoledì 28 aprile 2021
le tre verità di ogni poeta
Chissà perché tutte le volte che ti intervista uno che non la scrive sai già che fra le altre ti infilerà la fatidica domanda: «Che cos’è la poesia?» e tu ogni volta farai uno sforzo, arrampicandoti su tutti gli specchi, per non rispondergli la prima verità di ogni poeta: «E io che ne so?». Un po’ perché non vuoi essere scortese, un po’ per astuzia, perché sai che se lo dici gli verrà naturale chiederti: «Ma se non lo sai, perché la scrivi?» e tu non vuoi fare la figura dello scemo rispondendogli la seconda verità di ogni poeta: «Boh!». Alla terza verità non si arriva mai.
mercoledì 6 gennaio 2021
come viene percepito un poeta
BLOOM: (Parlando di Stephen Dedalus). Non sa cosa dice. Ha bevuto un goccio di troppo e non gli fa bene. Lo conosco. È un gentiluomo, un poeta. Uno a posto.
STEPHEN: (Annuisce, sorride, e ride). Signore, patriota, studioso e giudice di impostori.
SOLDATO CARR: Non me ne frega un cazzo di chi è.
SOLDATO COMPTON: Non me ne frega un cazzo di chi è.
domenica 2 agosto 2020
il prossimo
venerdì 27 dicembre 2019
frollatura
venerdì 9 novembre 2018
lunedì 29 ottobre 2018
storia del mio lunedì
martedì 16 ottobre 2018
la cosa più vicina...
sabato 13 ottobre 2018
mi dà fastidio se dici «poeta»
con l’ironia che batte
affettuosa e puntuale sul dente.
Mi appare desueta
formula di perdono
a ribadire ciò che non sono
più per te: un uomo la cui parola
ti ha portato fortuna.
lunedì 9 luglio 2018
il mio fallimento
domenica 3 giugno 2018
misteriosa
martedì 16 maggio 2017
status
venerdì 21 ottobre 2016
«give the anarchist a cigarette»
martedì 28 giugno 2016
morte di un poeta
mercoledì 17 settembre 2014
girgenti
scrivere senza censure
di una stupida senza più denti
un’adorabile canaglia
ecco il mio nome: Girgenti
Elena, di professione
blasfema, bevitrice, culo d’oro,
avvocato e infermiera,
cuoca rinomata, cuore
per i cuori come il tuo, affamati.
La parte di te che preferisco
è il baffo sottile da gatto
la vibrissa che vibra nascosta
sul tuo sorriso e muta
in base ai giorni alla tensione
o come adesso pigramente
dall’alto del mio tavolo
mi guardi indifferente / finto indifferente
da brava cacciatrice.


